30/08/2026
Eccoci alla fine della XXVI Campagna a Campo della Fiera: otto settimane di lavoro, di studio e di scoperte.
Si chiudono due mesi di picconi e trowel all'alba, rilievi, foto, discussioni di laboratorio e nuovi tasselli che vanno a comporre la storia del grande santuario federale etrusco. Ma Campo della Fiera è soprattutto un'esperienza formativa e umana che ti entra sotto la pelle in modo indelebile.
Per questo oggi vorremmo dedicare la giusta attenzione a chi rende questo scavo possibile ogni anno: studenti e archeologi che, con le loro diversità, la loro energia e le loro speranze, sono il cuore pulsante del cantiere.
C'è chi torna ogni estate perché ormai considera questo posto una seconda casa, e chi arriva con la curiosità timida di chi non ha mai vissuto un cantiere. C'è chi illumina le giornate più dure con una battuta e chi, pur sentendosi all'inizio fuori posto, impara a superare le proprie insicurezze. Ambizioni già definite, dubbi ancora aperti, sensibilità profonde e caratteri diversi; persone che arrivano con le proprie incertezze e vanno via consapevoli di aver superato i propri limiti.
Ognuno porta con sé il proprio vissuto e la propria personalità: ed è proprio questo intreccio, tra punti d'incontro e inevitabili divergenze, a creare legami profondi che saranno difficili da dimenticare. È per questo che, alla fine di ogni campagna, il momento dei saluti è sempre tra i più tristi e i più felici allo stesso tempo.
Giovanni, Costantino, Lorenzo, Simona, Nunzio, Maria Elena, Alessio, Jolanda, Daniele U., Flavia La., Saverio, Livia, Raffaella, Andrea, Simone, Roberta T., Alexandra, Elena, Stefano, Daniele S., Maria Sole, Daniele D., Flavia T., Joseph, Sara P., Margherita B., Carmine, Benedetta, Irene, Arianna, Francesca, Aleksandra, Giulia P., Roberta P., Gaetano Gio., Chiara N., Gaetano Giu., Margherita M., Chiara T., Maria Luisa, Javier, Laura, Lucrezia, Tommaso, Albert, Juliet, Sara, Flavia Lo., Jules, Rachele, Annaclara, Chiara F., Elisa, Pietro, Giulia S., Davide.
A voi va il nostro ringraziamento più grande. Senza il vostro impegno, senza la determinazione dimostrata nei momenti più complessi e senza quell'entusiasmo capace di far superare sveglie a orari improponibili e temperature irreali, Campo della Fiera non sarebbe ciò che è oggi. Si può fare a meno di Campo della Fiera? Probabilmente sì, ma vi assicuro che per chi l'ha vissuto non è mai facile lasciarlo andare.
Accanto a loro, un ringraziamento profondo va ai responsabili di settore e di laboratorio, il vero motore di questo scavo: figure di riferimento sul campo e fuori, capaci di guidare, insegnare, risolvere imprevisti e trasmettere rigore metodologico e passione con una dedizione silenziosa e fondamentale.
E infine, la nostra gratitudine più sentita va alla Professoressa Simonetta Stopponi, da ventisette anni alla guida di Campo della Fiera e punto di riferimento per intere generazioni di archeologi. Con il suo rigore ci ricorda costantemente che lo scavo non basta senza lo studio, così come i libri non bastano senza il cantiere: due dimensioni inscindibili che richiedono metodo, curiosità e l'umiltà di non smettere mai di imparare.
I teli sono stesi, il sito riposa e il silenzio torna a CdF. Si chiude il cantiere, ma la ricerca non si ferma mai.
Grazie a tutti. Campo della Fiera, questo è solo un arrivederci!