17/11/2025
Domenica 16 novembre, si è chiusa a Palazzo del Popolo un’edizione del Festival del Dialogo che ha posto al centro uno dei temi più urgenti e condivisi del nostro tempo: il futuro della sanità pubblica, tra diritto universale, prossimità territoriale e partecipazione dei cittadini.
Nel corso dell’incontro, attorno alle grandi sfide del sistema sanitario – dalle liste d’attesa alla riorganizzazione dei servizi, dal sottofinanziamento alle fragilità dei territori interni – si sono intrecciati gli interventi della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, della direttrice del Distretto Sanitario di Orvieto Viviana Nicosia, della prof.ssa Maria Chiara Giorgi, di Florido Fratini dell’associazione PrometeOrvieto, di Massimo Marchino del SerD di Orvieto e di Davide Proietti per il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica.
Dalle loro voci è emersa l’immagine di un’Italia ancora a due velocità, in cui territori come l’Umbria – e in particolare l’area orvietana, caratterizzata da bassa densità, invecchiamento e distanza dai grandi poli sanitari – devono affrontare con determinazione il tema delle risorse, della continuità assistenziale, della medicina territoriale e del rapporto tra cittadini e istituzioni.
Un messaggio è apparso chiaro: la sanità non può cambiare senza dialogo. Non solo quello tra istituzioni e professionisti, ma soprattutto quello con le comunità, con chi ogni giorno vive bisogni, difficoltà, aspettative. Una sanità capace di ascoltare, comunicare in modo trasparente, farsi prossima e non lasciare indietro nessuno.
Il Festival si chiude, ma ciò che abbiamo costruito resta come impegno condiviso:
– una sanità che ascolta
– una sanità che parla chiaro
– una sanità che non abbandona i territori fragili
– una sanità che mette davvero al centro le persone
Grazie agli ospiti, alle associazioni, ai cittadini e alla prof.ssa Giorgi per averci ricordato il valore profondo – troppo spesso dato per scontato – del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Il dialogo continua. Orvieto c’è.
E continuerà a esserci.