PrometeOrvieto

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01/09/2026

Sanità in Piazza del Duomo ad Orvieto: il primo evento pubblico mostra già il problema

Di PrometeOrvieto

Lettera aperta al Sindaco, al Direttore della USL Umbria 2, al Questore e al Prefetto.

Il 2 settembre, in occasione della cerimonia del giuramento degli allievi della Guardia di Finanza in
Piazza del Duomo, via Soliana resterà chiusa al traffico veicolare dalle 7:00 alle 17:00. Per dieci
ore le neonate strutture di Casa e Ospedale di comunità non saranno raggiungibili in auto.
Il conflitto era prevedibile, e lo avevamo segnalato, sia alla USL, sia all'Amministrazione comunale
prima che la scelta improvvida della sede fosse confermata.
Piazza del Duomo ospita con regolarità eventi di rappresentanza, sociali e turistici, che hanno le loro esigenze di sicurezza e
antiterrorismo; le due strutture sanitarie servono l'intero comprensorio orvietano, compresi pazienti
fragili e con difficoltà di deambulazione. Le due funzioni contrastanti impongono una riflessione
organizzativa: nessun orvietano, noi in primis, vuole rinunciare alle manifestazioni e alle cerimonie,
come quella della Guardia di Finanza, che ci inorgoglisce e dà lustro alla città, ma d'altra parte l’erogazione dei
servizi sanitari non può essere messa in discussione.
Oggi le due strutture (Cdc e Odc) sono in fase di avvio e l'impatto resta contenuto. Quando entreranno a pieno
regime il problema si riproporrà per ogni evento in piazza.
L'ordinanza comunale crea un precedente. Riteniamo che l'Amministrazione non abbia valutato la
questione con l'attenzione necessaria.
Chiediamo quindi alle Autorità interessate che si attivino per regolamentare l'accesso alle strutture sanitarie durante le chiusure. Se non verrà fatto, il problema
si riproporrà ad ogni evento, con il rischio che ogni ordinanza di chiusura finisca per configurarsi come una sorta di interruzione del servizio sanitario per i cittadini.

27/08/2026

📣 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚: 𝐑𝐚𝐝𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐎𝐫𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨
𝑑𝑖 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑟𝑜𝑚𝑒𝑡𝑒𝑂𝑟𝑣𝑖𝑒𝑡𝑜

𝑈𝑛𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑝𝑎𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑑𝑖𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑟𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑓𝑜𝑟𝑧𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑙𝑎𝑛𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑠𝑝𝑒𝑑𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑑 𝑂𝑟𝑣𝑖𝑒𝑡𝑜. 𝐶ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑎. 𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑃𝑟𝑜𝑚𝑒𝑡𝑒𝑂𝑟𝑣𝑖𝑒𝑡𝑜, 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑒 𝑙’𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒 𝑙’𝑒𝑛𝑡𝑢𝑠𝑖𝑎𝑠𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙𝑜𝑐𝑎𝑙𝑒.

PrometeOrvieto
𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐢
https://www.orvietolife.it/lettera-aperta-radiologia-una-priorita-per-continuare-il-rilancio-dellospedale-di-orvieto/

27/08/2026

Lettera Aperta: Radiologia, una priorità da tutelare per continuare il rilancio dell’Ospedale di Orvieto

Di PrometeOrvieto

Una possibile situazione di criticità nell’organico del reparto di radiologia potrebbe rischiare di vanificare i recenti sforzi per il rilancio dell’ospedale ad Orvieto.
Chiediamo di fare tutto il possibile, perché questo non accada.
Come PrometeOrvieto, abbiamo constatato con favore l'energia e l'entusiasmo dell'attuale dirigenza locale. Apprezziamo sinceramente gli investimenti in attrezzature e personale messi in campo per potenziare specialità come Urologia, Cardiologia, Ortopedia e Ginecologia, con il chiaro obiettivo di fare del nostro ospedale un nodo significativo della rete regionale. Un progetto ambizioso che, per trovare giusta sostanza e completamento, dovrà necessariamente passare anche per una profonda riorganizzazione e un riposizionamento strategico della Chirurgia.

Tuttavia, abbiamo il dovere di segnalare che ogni passo avanti rischia di essere annullato dal progressivo svuotamento della Radiologia. Per diversi motivi, il reparto è destinato a perdere a breve ulteriori validi professionisti. Questa situazione, nel breve periodo, rischierebbe di creare rallentamenti significativi al servizio.

La Radiologia è lo snodo essenziale per l'accertamento diagnostico dei cittadini e l'ingranaggio fondamentale per i processi operativi di tutti gli altri reparti. Le conseguenze di questa criticità sono già evidenti sul territorio. Riceviamo segnalazioni da parte di cittadini che lamentano disagi che si traducono spesso in un aumento forzato del ricorso alle cliniche private o in una migrazione sanitaria verso presidi lontani.

Senza un intervento straordinario per restituire la corretta operatività al settore radiologico, gli investimenti profusi per recuperare un degrado lungo vent'anni andranno perduti, sia nell'effettiva operatività clinica che nella percezione della cittadinanza.

Pur riconoscendo l'impegno messo in campo finora per risollevare la struttura e la delibera emessa dalla USL il 25 agosto, nella quale si cerca di tamponare con personale medico andato in pensione, la gravità della situazione ci impone di chiedere chiarezza. Quali soluzioni intende adottare la Direzione, oltre il tentativo di tamponamento immediato e la necessaria accelerazione del concorso dei 4 radiologi in atto, per implementare questo reparto?

20/08/2026

📣 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨: 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢
𝑑𝑖 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑟𝑜𝑚𝑒𝑡𝑒𝑂𝑟𝑣𝑖𝑒𝑡𝑜

𝐷𝑖𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑒 𝑟𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑖 “𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒” 𝑒𝑑 “𝑒𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎”, 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙’𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑛𝑑𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑎𝑑𝑜𝑠𝑠𝑜. 𝑅𝑖𝑣𝑒𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑎𝑙 𝐵𝑜𝑟𝑔𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑞𝑢𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑡𝑜𝑝𝑝𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑙’𝑒𝑟𝑟𝑜𝑟𝑒 𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜, 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑜𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑎 𝐶𝑎𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒. 𝑈𝑛𝑎 𝑡𝑜𝑝𝑝𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒𝑟𝑎̀ 𝑠𝑝𝑟𝑒𝑐ℎ𝑖, 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑟𝑎𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑣𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖.

PrometeOrvieto
𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐢
https://www.orvietolife.it/casa-di-comunita-e-il-paradosso-del-borgo-cosi-le-contraddizioni-della-sindaca-penalizzano-i-fragili/

19/08/2026

Casa di Comunità e il paradosso del Borgo: così le contraddizioni della Sindaca penalizzano i fragili

Di PrometeOrvieto

Dietro le rassicuranti parole di "integrazione" ed "efficienza", la replica della Sindaca sull'organizzazione della sanità territoriale nasconde un costoso paradosso.
Rivendicare il mantenimento dei servizi al Borgo non è una conquista, ma una costosissima toppa per coprire l'errore originario, cioè aver deciso la collocazione della nuova Casa di Comunità in un luogo poco accessibile. Una toppa che genererà sprechi, sottraendo risorse vitali proprio all'assistenza dei cittadini.

L'Amministrazione si vanta di aver chiesto di mantenere attivi al Borgo (un immobile in affitto di circa 1500 metri quadrati) almeno il CUP e il punto prelievi. Poco dopo, però, la stessa Amministrazione Comunale assicura che vigilerà per evitare "sovrapposizioni o duplicazioni". Il cortocircuito è evidente. Cos'è, se non una clamorosa duplicazione, mantenere lo stesso identico servizio di prelievi in ben tre sedi a pochi chilometri di distanza (Ospedale, Casa di Comunità e Borgo)?

Sappiamo bene che la Casa di Comunità si trova in un posto infelice, ma ormai c'è e dobbiamo batterci per farla funzionare al meglio, senza frammentarla a pezzettini. I soldi impiegati per pagare l'affitto e gestire la struttura "doppione" (Borgo) verranno inevitabilmente sottratti ai fondi per ampliare i veri servizi sul territorio.
A rimetterci, contrariamente a quanto sostiene la Sindaca, saranno proprio i più fragili.

La nostra proposta

I prelievi potrebbero essere tranquillamente concentrati alla Casa di Comunità e all'Ospedale (struttura con ampia disponibilità di parcheggio). Piuttosto che sprecare soldi per una terza sede fissa, perché non creare un'équipe infermieristica itinerante? Questa soluzione potrebbe raggiungere le frazioni in giorni specifici per i prelievi, aggiungendosi al prezioso lavoro che già fa l'assistenza domiciliare per le situazioni più critiche. Questa sarebbe vera prossimità.

"Quando si ha tutto non è facile entrare nello specifico di chi, invece, si trova a disagio anche solo nel chiedere un passaggio."

Noi cerchiamo di immedesimarci in chi convive ogni giorno con queste difficoltà. Privare le persone di servizi fondamentali per avallare l'ennesimo spreco organizzativo è profondamente ingiusto.

Chiediamo alla Sindaca di riflettere meglio. Pochissimi trarrebbero vantaggio dal mantenimento del Borgo, che costerebbe veramente molto caro.
I responsabili della sanità regionale la seguirebbero in questa ulteriore follia?
Davvero si vuole continuare a penalizzare i più fragili?

Casa di Comunità ad Orvieto: un percorso ad ostacoli tra turisti e fioriere. Ma adesso deve funzionare!Di PrometeOrvieto...
16/08/2026

Casa di Comunità ad Orvieto: un percorso ad ostacoli tra turisti e fioriere. Ma adesso deve funzionare!

Di PrometeOrvieto

L'evidente contraddizione di un polo sanitario irraggiungibile oggi si riconferma in tutta la sua forza con l’ultima disposizione della Commissione prefettizia sulla sicurezza. L'accesso a Piazza Duomo, proprio vista l'importanza turistica dell'area, è stato reso ancora più difficoltoso a causa dell'inserimento di due fioriere a lato della strada per rallentare i veicoli (come visibile nella foto allegata).
Piazzare un hub sanitario – destinato a pazienti fragili e mezzi di soccorso – in una zona sensibile dove, per giustissime ragioni di sicurezza, bisogna ostacolare e filtrare il traffico è un palese controsenso amministrativo. Di questo passo, ironia della sorte, finirà che metteranno un posto di blocco con un medico incaricato di accertare lo stato di necessità degli automobilisti prima di farli passare.
Sgombriamo però subito il campo da ogni equivoco: la Casa e l'Ospedale di Comunità sono strutture fondamentali per la sanità territoriale. Ora, anche se a dispetto del buon senso sono state collocate in quell'area, devono funzionare. I cittadini hanno bisogno di servizi e cure, ed è nostro dovere pretendere che queste strutture operino al massimo dell'efficienza.

Quattro anni di scelte illogiche

Dobbiamo ricordare come si è arrivati a questa situazione. Per quattro anni sono stati ignorati tutti gli allarmi sulle criticità di questa sede. Il Decreto Ministeriale istitutivo parlava chiaro: questi poli sanitari vanno posizionati in luoghi di facile accessibilità e raggiungibilità. A Orvieto si è fatto l'esatto opposto, inserendoli nel punto a maggiore vocazione turistica della città.
La sensazione evidente è che si siano sfruttati i fondi più per restaurare le mura di un palazzo storico in abbandono che per pianificare la reale cura delle persone. Il risultato? Costi raddoppiati, sia per la realizzazione dell'opera che per la sua futura gestione logistica.

Nessuna frammentazione dei servizi

Nonostante queste enormi difficoltà strutturali, dobbiamo pretendere che la struttura funzioni secondo il modello nazionale della riforma sanitaria. Non accetteremo "soluzioni fantasiose", come una Casa di Comunità frammentata a pezzettini e distribuita sul territorio per tappare i buchi di una cattiva pianificazione. Una gestione del genere costerebbe ancora di più e funzionerebbe malissimo.
La struttura sta lì. Le amministrazioni hanno voluto così. Ora devono farla funzionare. E noi vigileremo affinché i servizi sanitari promessi ai cittadini vengano regolarmente erogati.

Foto dal profilo personale di Roberto Selvaggini

11/08/2026

Urologia ad Orvieto, un passo dopo l'altro

Di PrometeOrvieto

Torniamo a parlare di urologia all'ospedale di Orvieto e lo facciamo con soddisfazione. Da aprile 2026 l'attività ambulatoriale urologica è garantita tutti i giorni della settimana al Santa Maria della Stella: tre urologi si alternano infatti nella gestione del servizio. È il primo passo, dopo una nostra lunga battaglia sull’argomento, ma ne restano molti altri da percorrere. Siamo infatti ancora lontani dal reale obiettivo: riattivare il reparto e riprendere l’attività chirurgica.

Riteniamo che le condizioni per farlo ci siano, anche in tempi ravvicinati.

Da quanto ci risulta, gli urologi ora in servizio hanno restituito speranza, continuità e professionalità ad un servizio morto da anni, il tutto percepito da utenti ed operatori.

Si svolgeranno nei prossimi giorni alcuni concorsi per assumere medici destinati esclusivamente al nostro ospedale e, da quanto abbiamo appreso, le domande di partecipazione sono state numerose (sia di specializzandi che di specialisti) anche per due posti di urologia. La USL ha tutto l'interesse, e noi con lei, ad espletare la procedura e nominare i vincitori prima possibile.

Poi però non si dovrà commettere l’errore di destinare questi medici a ruoli unicamente ambulatoriali.

Il passo successivo è portare infatti ad Orvieto l'intero percorso diagnostico della prostata. Si parte dalla risonanza, altro settore oggi in sofferenza nel nostro ospedale per carenza di personale. Si arriva poi alla biopsia prostatica: non vogliamo più che i pazienti orvietani affrontino i viaggi della speranza verso Foligno come oggi. Per le biopsie serve un’apparecchiatura ecografica di ultima generazione, che il nostro ospedale non ha, ma che la USL può acquistare con un investimento tutto sommato contenuto.

A quel punto, il nostro ospedale sarebbe pronto a ripartire con l’attività chirurgica, inserendosi a pieno titolo nel sistema della rete ospedaliera regionale che prevede che interventi ad alta complessità vengano eseguiti nelle sedi a questo deputate. Ricordiamo ancora la vana promessa della ex Presidente Tesei, ormai quasi quattro anni fa, di avere un robot chirurgico. Sarebbe servito alla chirurgia generale, ma avrebbe permesso anche di trattare l'oncologia prostatica. Oggi, infatti, un intervento in chirurgia robotica permette di ridurne l'invasività e, con essa, la durata dei ricoveri ed i tempi di recupero dei pazienti. Non averlo ci penalizza rispetto ad altri ospedali umbri che ne sono dotati.

Siamo consapevoli che la chirurgia robotica sia un investimento particolarmente significativo, ma oggi risulta necessario per poter disporre di un reparto chirurgico in linea con i tempi.

In ambito urologico molte operazioni, non oncologiche, si fanno oggi anche con laser dedicati. Investire in queste attrezzature è essenziale per il nostro ospedale; da sole riporterebbero l'urologia orvietana ad un livello superiore, aumentando anche la soddisfazione professionale degli operatori.

L'ospedale di Orvieto deve aumentare la sua attrattività, verso i professionisti e verso i pazienti, di pari passo con la sostenibilità economica. Per posizione geografica e per la demografia del territorio, l'urologia è una delle specialità su cui puntare. Discuteremo delle altre nei nostri prossimi interventi.

Auspichiamo però che la Regione trovi finalmente il coraggio di varare questo benedetto piano sociosanitario evitando che rimanga una chimera. Lì vogliamo ritrovare i nostri punti di forza e l’attrattività del nostro ospedale facendo di tutto per essere preparati.

Le assunzioni di personale e l’acquisto delle attrezzature necessarie sono tutti passi alla portata della USL ed obbediscono a logiche di buon senso e di presidio della sanità territoriale.

Non aspettiamo il piano per cominciare a camminare e, se possibile, a correre.

08/08/2026

CRO: bene la semestrale, ma vorremmo più trasparenza

Di PrometeOrvieto

Abbiamo letto con attenzione il comunicato emesso dal Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Orvieto che fa il punto sull’andamento del primo semestre 2026.

I dati esposti confermano l’efficacia della ristrutturazione e del risanamento realizzati nella Banca.

Abbiamo una sola notazione da fare sull’andamento economico: i risultati sono stabili in leggera regressione, se confrontati con lo stesso periodo dello scorso anno, in un contesto in cui la maggior parte degli istituti italiani ha avuto un miglioramento.

A nostro avviso, mancano però informazioni importanti su alcuni punti, per i quali avremmo voluto più trasparenza e chiarimenti.

- Quale è il vero motivo per cui non è andata in porto la vendita alla Banca del Fucino?

- Quali sono i rapporti con il socio di minoranza (Fondazione CRO), perché è stato estromesso da qualunque forma di governance dell’istituto.?

- I contenziosi aperti negli anni precedenti sono risolti?

- Si intende in futuro dare ruolo a un istituto, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che nel bene e nel male rappresenta il territorio?

- Dopo circa 11 anni si prevede di distribuire un utile ai soci, oppure si proseguirà ad accantonare un patrimonio che oggettivamente è sproporzionato rispetto sia ai parametri di vigilanza (circa il doppio del necessario), che alla media di settore? Questo anche in considerazione del fatto che l’andamento dei crediti problematici è ottimo.

- Assodate le difficoltà in cui si trova il territorio orvietano, quali sono le iniziative specifiche che la Banca intende prendere a supporto, vista anche la missione di Medio Credito Centrale?

Abbiamo vissuto molti anni di opacità in cui si diceva che tutto “andava bene” mentre si producevano danni ingenti e perdita di ricchezza, nel silenzio e nella distrazione degli enti locali e della regione Umbria.

E’ per questo che vorremmo una comunicazione più completa e trasparente, oggi più che mai, visto che sono in gioco interessi vitali per il territorio.

Gli inutili pellegrinaggi verso Foligno: convocati per nulla?di PrometeOrvietoCi sono arrivate diverse segnalazioni che ...
29/07/2026

Gli inutili pellegrinaggi verso Foligno: convocati per nulla?

di PrometeOrvieto

Ci sono arrivate diverse segnalazioni che raccontano tutte lo stesso strano episodio. Persone in lista d'attesa da mesi, a volte oltre ogni limite ragionevole, per un intervento chirurgico, a cui ad un certo punto squilla il telefono: convocazione a Foligno per la preospedalizzazione. Esami, visite, il
consueto pellegrinaggio da Orvieto ad un’ora e mezzo di distanza, ma poi più niente. L'intervento non arriva e nessuno richiama.
La preospedalizzazione dovrebbe essere l'ultimo gradino prima della sala
operatoria, quando l'operazione è vicina, per verificare che il paziente sia pronto. Se dopo quel
passaggio cala il silenzio, qualcosa non torna.
Le spiegazioni possibili sono due, entrambe poco rassicuranti.
La prima è la disorganizzazione.
Chi gestisce le preospedalizzazioni e chi programma le sale operatorie evidentemente non si
parla abbastanza. Così facendo, i pazienti vengono preparati per interventi che non sono
realmente in agenda.
La seconda è più fastidiosa, ossia che la convocazione sia una specie di
contentino. Dopo mesi di attesa il paziente vede qualcosa, si convince che il suo turno stia
arrivando, si rilassa un po’ e l’insoddisfazione scende. Tutto ciò, senza che l'intervento sia mai stato
davvero possibile.
In entrambi i casi, però, c’è un conto da pagare. Lo pagano le persone perché vengono illuse. Chi
aspetta un'operazione vive già nell'incertezza, spesso nel dolore. La convocazione accende una
speranza, a cui segue l’ormai solito pellegrinaggio verso Foligno, e poi la lascia come prima.
Un’altra parte del conto è però pagato dal sistema sanitario regionale, che in tutto questo brucia
risorse inutilmente. Ogni preospedalizzazione infatti costa (personale, esami, tempo, strutture) e
farla a vuoto, per un intervento che non ci sarà, significa sottrarre quelle stesse risorse a chi
l'operazione la sta aspettando sul serio. In una sanità regionale che di risorse ne ha poche (per
mantenere troppe strutture) è uno spreco che non ci possiamo permettere.
Ormai siamo tutti in trepidante attesa di quel santo graal che è il piano sociosanitario regionale,
presentato come la soluzione alla sanità umbra.
Forse è ora che la politica getti il cuore oltre l’ostacolo e lo presenti, visto che questa attesa inizia a diventare farsesca.
Ad ogni modo, non serve attendere il santo graal per correggere una cosa così. Collegare l'agenda delle sale operatorie a quella delle preospedalizzazioni e chiamare le persone quando l'intervento è
davvero imminente si può già fare oggi. Sarebbe un piccolo inizio di una riorganizzazione che razionalizza le
risorse, per eliminare sprechi inutili (e dannosi) e reimetterle realmente sulla cura delle persone.
Chi ha vissuto questa esperienza può scriverci sul nostro sito www.prometeorvieto.com.
Continueremo ad evidenziare le inefficienze che potrete proseguire a segnalarci sul nostro sito.

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Ultimi Articoli In questa sezione, i cittadini possono segnalare le proprie difficoltà e contribuire attivamente al miglioramento della comunità di Orvieto. Le vostre segnalazioni sono fondamentali per identificare e affrontare le problematiche locali.

05/07/2026

Vendita CRO: un ottimo affare per MCC, ma una incognita per il territorio orvietano

di PrometeOrvieto

Non vi è dubbio alcuno che il Medio Credito Centrale (MCC) abbia fatto, acquisendo la Cassa di Risparmio di Orvieto (CRO), un ottimo affare.

Ma lo è stato anche per il nostro territorio?

L’opera di risanamento è stata portata avanti con decisione ed efficacia.
Se compariamo oggi la Banca con quelle della sua dimensione, notiamo che ha indicatori migliori della media di settore:
- un utile (ROE) di circa il 7/8% ,
- un valore di costi su ricavi di circa il 65%,
- un valore ottimo dicrediti deteriorati (NPE) 1,17 lordo, 1,06 netto,
- un CET1 ratio 18,83,
- un patrimonio salito negli ultimi tre anni da 80 a 117 milioni (questo anche per effetto di una forte ricapitalizzazione e della decisione di non distribuire dividendi).

MCC ha messo liquidità per 27 milioni di euro, certamente superiore a quella necessaria, ma strumentale a diluire la partecipazione della Fondazione, socio di minoranza, in modo da farla diventare ininfluente sulle decisioni corporate e quindi estromettendo il territorio completamente dalla gestione.

La Banca è diventata più appetibile sul mercato e il suo valore oggi è certamente
superiore ai 100 milioni di euro, ripetiamo un ottimo affare, considerato che era stata acquisita come annesso dalla Banca Popolare di Bari

Tuttavia, riteniamo che MCC si sia comportato come una semplice struttura finanziaria tesa a massimizzare il valore dei suoi asset.
Non ha certamente brillato per trasparenza, non è ancora dato di sapere perché la trattativa con la Banca del Fucino sia saltata.

Ci saremmo aspettati che una parte dell’estrazione di valore, originata da una più accorta gestione della raccolta sul territorio, fosse stata destinata allo stesso attraverso una parziale cessione di dividendi e, come da sua missione, una politica più decisa a supporto dello sviluppo.

Vedremo come evolverà la situazione, ma riteniamo che la politica regionale debba finalmente fare la sua parte per monitorare che la ricchezza del territorio non prenda altri lidi, come già successo nel passato.
E’ storia che a livello locale nessuno ha la volontà o la capacità di intervenire e le statistiche sugli investimenti a livello locale non sono affatto confortanti.

Ottimo affare per MCC, ma per noi?

Indirizzo

Via Pecorelli 22
Orvieto
05018

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