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Sanità nell’Orvietano: crescono i tempi di attesa per visite ed esamiDi ANDREA CAPORALI per PrometeOrvietoSe vivete nell...
19/10/2026

Sanità nell’Orvietano: crescono i tempi di attesa per visite ed esami

Di ANDREA CAPORALI per PrometeOrvieto

Se vivete nell’Orvietano e quest’anno avete fatto una visita o un esame in zona, con ogni probabilità avete aspettato più che nel 2025.

L’aumento riguarda tutte le classi di priorità, dalle urgenti alle programmabili.

È quanto emerge dai dati che abbiamo chiesto alla USL Umbria 2 sulle prestazioni erogate dalle strutture del distretto di Orvieto ai suoi residenti: quante sono state e con quali tempi medi di attesa.

Abbiamo confrontato il 2025 con il primo semestre 2026, con l’obiettivo di capire quali settori rispondono meglio ai bisogni sanitari del territorio e quali meno.

Nel 2025 le strutture dell’Orvietano hanno erogato 66.270 prestazioni ai cittadini del distretto. Nel primo semestre 2026 sono state 32.461. Proiettato sull’intero anno, il volume resta sostanzialmente stabile (circa -2%).

I tempi medi di attesa sono invece aumentati per ogni RAO, cioè la lettera di priorità che il medico scrive sulla ricetta e che stabilisce entro quanti giorni la prestazione va erogata. Gli incrementi vanno dal 9% al 19%. I dati completi sono riportati nella tabella allegata.

L’aumento più rilevante è stato registrato dalle prestazioni programmabili (P), quelle meno urgenti che hanno un limite fissato a 120 giorni. I tempi di attesa sono cresciuti del 19%, passando da 138 giorni a 164, praticamente un mese in più e sempre più fuori tempo massimo.

Sebbene dietro queste prestazioni non ci sia una forte necessità clinica, attese così lunghe spingono molte persone a rivolgersi al privato. Ovviamente lo fa chi se lo può permettere.

Particolare attenzione va poi data alle prestazioni di controllo, che rappresentano da sole circa metà del totale delle prestazioni erogate.
Nonostante non vi sia un tempo massimo prefissato per queste prestazioni, i tempi di attesa sono aumentati di una settimana, da 63 a 70 giorni (+10%). La situazione più grave è sulle visite differibili (D), con limite di 30 giorni: l’attesa media è salita da 60 a 69 giorni, più del doppio del previsto.

Diamo anche alcune notizie positive. Nonostante un incremento del 13%, il tempo medio di attesa per le prestazioni urgenti (U) rimane sotto il limite massimo previsti dalla normativa (tre giorni), seppur di poco. Questo ci rassicura vista la particolare rilevanza clinica di queste prescrizioni. Rimangono ampiamente sotto il limite massimo anche le prestazioni differibili relative agli esami strumentali, che hanno un massimo di 60 giorni e nel 2026 sono state erogate mediamente in 35 giorni.

I dati forniti rappresentano solo una piccola parte di quelli che abbiamo chiesto. Non dicono, ad esempio, quanti orvietani sono stati mandati in altre strutture della USL (come nella sempreverde Foligno), in quelle della USL Umbria 1 o addirittura fuori regione.

Stiamo ancora esaminando il resto del materiale ricevuto, sulla cui coerenza abbiamo dei dubbi, e ci riserviamo anche di chiedere delle integrazioni per avere un quadro più dettagliato della situazione sanitaria del nostro territorio.

Infine, non abbiamo nulla da eccepire sull’uso del privato convenzionato come strumento aggiuntivo per rispondere ai bisogni dei cittadini. L’importante è che rimanga marginale e, in prospettiva, non metta a rischio la funzione insostituibile della sanità pubblica. Ad oggi, questa condizione è rispettata: dai dati forniti risulta che il privato convenzionato si sia occupato del 6% delle prestazioni erogate a noi orvietani nel 2025 e del 7% nel 2026, valori che possiamo ritenere accettabili.

A fine anno ripeteremo un’analisi analoga per verificare i risultati prodotti dalle recenti assunzioni di medici nel nostro ospedale. Renderemo pubblici i risultati, che ci aspettiamo in miglioramento, perché agli orvietani spetta una sanità pubblica che sia coerente con i suoi bisogni e che arrivi in tempo.

12/10/2026

Casa di Comunità ad Orvieto, comincia a vedersi qualche correttivo sui parcheggi



Di PrometeOrvieto



Sono iniziati alcuni lavori presso gli spazi esterni della Casa ed Ospedale di Comunità di piazza del Duomo volti ad ampliare in modo sensibile gli spazi per il parcheggio, con una variazione del progetto iniziale che, come noto, prevedeva soltanto 24 posti macchina.

Si stanno utilizzando gli spazi verdi prima esistenti, un correttivo forse insufficiente senza una definizione chiara della regolamentazione per l’uso, ma necessario.

Notiamo con piacere come le nostre numerose segnalazioni e l’evidenza dei fatti abbiano spinto a prendere i primi provvedimenti per correggere il progetto iniziale.

Cogliamo l’occasione per ribadire l’inadeguatezza della strada di accesso che da Piazza del Duomo porta alla struttura passando nell’area giardinetti, strada peraltro a senso unico che in futuro dovrà giocoforza essere parzialmente occupata nel momento in cui si procederà al recupero della restante parte dell’immobile, necessario per migliorare e completare i servizi sanitari.

Vorremmo che anche questa criticità fosse risolta in tempi brevi, conoscere il progetto definitivo previsto e sapere chi pagherà l’intervento.

Da ultimo, poiché il vecchio accesso su Piazza del Duomo è ricettacolo di immondizia, ci piacerebbe sapere chi dovrebbe provvedere a mantenerlo come la bellezza del luogo in cui si trova richiederebbe.

06/10/2026

Medicina territoriale ad Orvieto, superiamo gli errori del passato: un piano in quattro punti

Di PrometeOrvieto

Oggi, a fronte delle evidenti criticità logistiche della sanità territoriale a Orvieto, la nostra associazione lancia una proposta all'Amministrazione Comunale ed alla USL Umbria 2.

Bene il mantenimento degli impegni per quanto concerne l’immissione di nuovi professionisti in ruolo presso l’ospedale di Orvieto, ora l'obiettivo è intervenire subito per correggere le falle di progettazione della Casa e dell'Ospedale di Comunità in Piazza Duomo e migliorare un’offerta socio-sanitaria, ad ora, incompleta. Lo facciamo perché la Città ha urgente bisogno di servizi funzionanti e integrati, e non possiamo permetterci di restare ostaggio di scelte sbagliate del passato.

Crediamo, infatti, che ormai nessuno possa più negare l'evidenza: la precedente Amministrazione regionale, con il supporto della nostra Amministrazione comunale, ha partorito un pessimo progetto per la collocazione di Casa e Ospedale di Comunità che non ha potuto essere modificato per non perdere il finanziamento PNRR. La prova dei fatti lo ha ampiamente dimostrato. Ed era, purtroppo, facilissimo prevederlo.

Tuttavia, piangere sul latte versato non serve. Il punto fondamentale ora è come affrontare questo problema per correggere il correggibile e completare le strutture essenziali per i cittadini? È certamente una sfida complessa, ma vogliamo provare ad indicare una via d'uscita propositiva.

Serve un vero e proprio Piano Direttore, una strategia complessiva che non si limiti a mettere toppe, ma che metta a sistema risorse, immobili e servizi. Ecco la nostra proposta in quattro punti.

1. Sospendere il rogito sui giardinetti: chiediamo di fermare la firma dell'atto di acquisizione dell'area. Serve una pausa per riorganizzare la strategia complessiva prima di cristallizzare la situazione attuale.

2. Ridefinire gli spazi in Piazza Duomo: proponiamo di compensare la partita economica aperta tra USL e Comune facendo in modo che sia l'Amministrazione comunale ad acquistare i locali storici dell'ex ospedale affacciati sulla piazza, restituendoli così ad una fruizione turistica e culturale adeguata al "salotto buono" della città.

3. Finanziare il progetto alienando il patrimonio inutilizzato e chiedendo fondi straordinari: per trovare le coperture economiche necessarie a completare i servizi sanitari, occorre determinare il reale valore di mercato delle strutture inutilizzate di cui la USL dovrebbe liberarsi, come il palazzo di Roma derivante dal lascito De Solis, i locali dell’ex caserma Piave e di via Postierla.

4. Una gara strategica integrata: ipotizziamo la creazione di un bando unico che metta insieme la cessione di queste vecchie proprietà immobiliari e la progettazione definitiva di un vero polo socio-sanitario territoriale. Un piano capace di far funzionare sinergicamente Casa e Ospedale di Comunità, ma che preveda finalmente anche la realizzazione di una RSA e di un Hospice, integrando e risolvendo una volta per tutte i nodi cruciali di viabilità e parcheggi.

La necessità di una gara integrata è determinata da un problema di tempi: i fondi derivanti dalla vendita del palazzo di Roma arriveranno solo al termine dell’iter di quella gara, peraltro ancora non bandita, e solo successivamente si potrebbe pensare alla risistemazione della parte restante dell'ex ospedale. Ciò comporterebbe tempi biblici, con il rischio che nel frattempo l'organizzazione dei servizi sanitari cambi ancora rendendo obsoleta quella attuale.

Dobbiamo essere più veloci.

Ricordiamo, infine: a) che siamo l’unico distretto a non avere una RSA, b) che, insieme all’Hospice, la Regione Umbria è deficitaria di posti letto, c) con apposita delibera regionale è stato deciso di potenziare questi servizi.

Non possiamo accontentarci di un servizio frammentato e mal posizionato. Chiediamo coraggio per trasformare un errore di pianificazione in un'opportunità di vera rigenerazione per la sanità territoriale e per il patrimonio urbanistico della nostra città. La politica batta un colpo: i cittadini hanno necessità di usufruire di una buona medicina territoriale.

29/09/2026

Piano del patrimonio usl umbria2 per Orvieto, fermatevi e riflettete

Di PrometeOrvieto

Il fatto che il rogito relativo alla cessione dell’area giardinetti dell’ex Ospedale dalla Usl Umbria 2 al Comune di Orvieto non sia stato ancora perfezionato è certamente un bene. Questo dà infatti l’opportunità di tentare di correggere, per quanto possibile, tutti gli errori che sono stati commessi nell’individuazione del sito e nel progetto che, invece di partire dai servizi da erogare, ha privilegiato il recupero di un palazzo.
Il 18 settembre scorso, alle ore 9,30, ci siamo recati presso la struttura ed abbiamo riscontrato come i parcheggi fossero saturi, sia sul lato giardinetti che nelle aree all’interno, con tre vetture ferme anche a fianco alla chiesa sulla piazza del duomo. Le automobili ed i mezzi avevano difficoltà ad entrare ed uscire, dovendo transitare in un senso unico alternato privo di qualsivoglia regolamentazione.
Il fatto che le nostre previsioni sulla totale inadeguatezza dell’accesso alle strutture sanitarie e del numero dei parcheggi non ci dà alcuna soddisfazione, tuttavia tale evidenza spinge a migliorare una situazione che ha sicuramente bisogno di essere finalmente affrontata.
Comprendiamo che la struttura abbia bisogno di una fase iniziale di rodaggio e dell’installazione di una segnaletica sufficientemente efficace, tuttavia, non si può fare a meno di rilevare l’inadeguatezza attuale.
Che dire poi della gettata di cemento oggi presente su tutta la superficie dinanzi alla struttura che soffoca i pochi alberi ivi esistenti e dà una sensazione di forte degrado.
Come abbiamo già scritto in passato, la cosa più importante da fare oggi sarebbe finalmente un progetto di sistemazione dell’area dotandolo di accesso a doppia corsia che, inevitabilmente, dimezzerà il numero dei parcheggi, confermando ancor di più l’inappropriatezza della cifra fuori mercato che il Comune si accinge a pagare per concludere l’operazione .
Siamo letteralmente sbigottiti al pensiero che, dopo ben cinque anni da quando si è deciso di destinare la pertinenza alle nuove strutture sanitarie, per un’area di tale importanza non sia stato pensato un programma di rifunzionalizzazione, e che il progetto della CdC non abbia preso ad esempio altre realizzazioni esistenti di successo.
Questo non depone certamente a favore della professionalità di chi lo ha deciso, non si pianifica in questo modo il futuro di aree importantissime per la città.
Anche il progetto realizzato di Cdc ed Odc ci sembra non sia all’altezza delle necessità e non garantisce tutte le funzionalità necessarie.
Gli spazi della Cdc sono già oggi insufficienti, quelli dell’Odc richiedono una duplicazione di strutture con costi inutili.
L’impegno profuso dai nostri dirigenti locali della sanità merita maggiore attenzione da parte di chi è deputato a realizzare le strutture.
Il vincolo posto dalla carenza di parcheggi impone di pensare se decentrare alcuni servizi di più alta numerosità , come ad esempio i prelievi ematici, presso la struttura ospedaliera,lasciando nella CdC soltanto quelli di prossimità residenziale,un bagno di realtà e necessario.
Si deve fare un piano complessivo che tenga conto degli spazi di proprietà residui reperendo i fondi necessari, ottimizzando anche quanto offerto dall’attuale patrimonio per correggere quanto c’è di inefficace e completare le strutture mancanti (Hospice, rsa), sulla cui necessità interverremo in modo più specifico con una prossima comunicazione.

Piano del patrimonio usl umbria2 per Orvieto, fermatevi e riflettete Di PrometeOrvieto Il fatto che il rogito relativo a...
29/09/2026

Piano del patrimonio usl umbria2 per Orvieto, fermatevi e riflettete

Di PrometeOrvieto

Il fatto che il rogito relativo alla cessione dell’area giardinetti dell’ex Ospedale dalla Usl Umbria 2 al Comune di Orvieto non sia stato ancora perfezionato è certamente un bene. Questo dà infatti l’opportunità di tentare di correggere, per quanto possibile, tutti gli errori che sono stati commessi nell’individuazione del sito e nel progetto che, invece di partire dai servizi da erogare, ha privilegiato il recupero di un palazzo.
Il 18 settembre scorso, alle ore 9,30, ci siamo recati presso la struttura ed abbiamo riscontrato come i parcheggi fossero saturi, sia sul lato giardinetti che nelle aree all’interno, con tre vetture ferme anche a fianco alla chiesa sulla piazza del duomo. Le automobili ed i mezzi avevano difficoltà ad entrare ed uscire, dovendo transitare in un senso unico alternato privo di qualsivoglia regolamentazione.
Il fatto che le nostre previsioni sulla totale inadeguatezza dell’accesso alle strutture sanitarie e del numero dei parcheggi non ci dà alcuna soddisfazione, tuttavia tale evidenza spinge a migliorare una situazione che ha sicuramente bisogno di essere finalmente affrontata.
Comprendiamo che la struttura abbia bisogno di una fase iniziale di rodaggio e dell’installazione di una segnaletica sufficientemente efficace, tuttavia, non si può fare a meno di rilevare l’inadeguatezza attuale.
Che dire poi della gettata di cemento oggi presente su tutta la superficie dinanzi alla struttura che soffoca i pochi alberi ivi esistenti e dà una sensazione di forte degrado.
Come abbiamo già scritto in passato, la cosa più importante da fare oggi sarebbe finalmente un progetto di sistemazione dell’area dotandolo di accesso a doppia corsia che, inevitabilmente, dimezzerà il numero dei parcheggi, confermando ancor di più l’inappropriatezza della cifra fuori mercato che il Comune si accinge a pagare per concludere l’operazione .
Siamo letteralmente sbigottiti al pensiero che, dopo ben cinque anni da quando si è deciso di destinare la pertinenza alle nuove strutture sanitarie, per un’area di tale importanza non sia stato pensato un programma di rifunzionalizzazione, e che il progetto della CdC non abbia preso ad esempio altre realizzazioni esistenti di successo.
Questo non depone certamente a favore della professionalità di chi lo ha deciso, non si pianifica in questo modo il futuro di aree importantissime per la città.
Anche il progetto realizzato di Cdc ed Odc ci sembra non sia all’altezza delle necessità e non garantisce tutte le funzionalità necessarie.
Gli spazi della Cdc sono già oggi insufficienti, quelli dell’Odc richiedono una duplicazione di strutture con costi inutili.
L’impegno profuso dai nostri dirigenti locali della sanità merita maggiore attenzione da parte di chi è deputato a realizzare le strutture.
Il vincolo posto dalla carenza di parcheggi impone di pensare se decentrare alcuni servizi di più alta numerosità, come ad esempio i prelievi ematici, presso la struttura ospedaliera, lasciando nella CdC soltanto quelli di prossimità residenziale; un bagno di realtà e necessario.
Si deve fare un piano complessivo che tenga conto degli spazi di proprietà residui reperendo i fondi necessari, ottimizzando anche quanto offerto dall’attuale patrimonio per correggere quanto c’è di inefficace e completare le strutture mancanti (Hospice, rsa), sulla cui necessità interverremo in modo più specifico con una prossima comunicazione.

23/09/2026

Il reparto di Urologia di Orvieto ha ripreso gli interventi chirurgici

Di PrometeOrvieto

Siamo felici di constatare che il reparto di Urologia dell’Ospedale di Orvieto ha ripreso anche ad effettuare interventi operatori, iniziando a risolvere gli annosi problemi dei cittadini del territorio che vedevano pazienti in sofferenza da molto tempo, inseriti in liste d'attesa tali da non far intravedere soluzioni a breve.

Ringraziamo i dirigenti dell’Ospedale di Orvieto che hanno tenuto fede alle promesse che ci erano state fatte.

Riteniamo tutto questo un buon viatico verso l’implementazione del piano complessivo di rivitalizzazione dell’ospedale ed auspichiamo che si proceda con continuità secondo il piano programmato.

22/09/2026

Ricostruire la medicina territoriale orvietana, servizio dopo servizio

Di PrometeOrvieto

Dotare il territorio di servizi sanitari coerenti con i suoi bisogni significa costruire un'infrastruttura necessaria alla sua sopravvivenza ed al suo sviluppo.

Dagli incontri che stiamo avendo in questi giorni con i responsabili della sanità orvietana, emerge un impegno operativo concreto a rispettare il piano di lavoro annunciato, che aveva recepito anche suggerimenti e richieste che portiamo avanti da tempo, l'urologia fra queste.

Siamo perfettamente consapevoli che recuperare una situazione impoveritasi fortemente negli ultimi vent'anni è complesso e richiede tempi non brevi.

Incoraggiante è l’impegno dei responsabili locali. Riteniamo però che la USL debba comunicare al territorio quello che ha fatto e quello che sta facendo affinché i cittadini abbiano un quadro chiaro.

Realizzare la Casa e l'Ospedale di Comunità è stato un risultato significativo, tanto più visto l’infelice posizionamento ed il progetto che sembravano fatti apposta per complicare il cantiere. Il trasferimento dei servizi è in corso, il passo successivo è farli funzionare davvero.

Il 18 settembre abbiamo incontrato la dott.ssa Viviana Nicosia, direttrice del Distretto di Orvieto e quindi della nostra medicina territoriale. Abbiamo avuto modo di apprezzare come la Casa di Comunità sia ormai quasi pienamente operativa. Con l’eccezione dell’odontoiatria, che pure presto verrà spostata, tutti i servizi della sede di via Postierla sono stati trasferiti nella nuova struttura e funzionano a regime. La dotazione di OSS, infermieri e medici risulta al completo. Inoltre, ai servizi presenti già in precedenza, si è aggiunto il Punto Unico di Accesso, dove lavorerà anche un assistente sociale assunto recentemente dal Comune, mentre stanno per arrivare l’otorino ed uno psicologo in dotazione all’assistenza domiciliare. Per quanto riguarda l’Ospedale di Comunità, i primi pazienti dovrebbero essere ricoverati entro fine mese.

Il buon risultato raggiunto, però, non cancella purtroppo i disagi prodotti dalle scelte sbagliate fatte in passato. Chiunque abbia usufruito dei servizi della Casa di Comunità in questi giorni avrà visto che viabilità e parcheggi sono realmente problematici, com’era prevedibile (e previsto). Inoltre, c’è anche un problema di spazi interni e di razionalizzazione delle altre strutture del territorio che non è ancora stato risolto e che introdurrà necessariamente altre storture e sovra-costi.

Ricordiamo che ogni costo eccessivo che la struttura sanitaria deve affrontare è pagato da noi, o con servizi meno efficaci o, più semplicemente, con tasse più alte.

Sui problemi delle strutture e sulle possibili soluzioni interverremo prossimamente, così come sugli altri servizi di cui il territorio ha necessità (come hospice, RSA e COT). Per ora, ci limitiamo a registrare che la medicina territoriale orvietana ha cominciato a ristrutturarsi, servizio dopo servizio. È solo l’inizio, seppur promettente, ma è l'inizio di un percorso che continueremo a misurare in relazione all’efficacia dei servizi che i cittadini orvietani riusciranno ad ottenere.

11/09/2026

Ortopedia all’ospedale di Orvieto, un altro tassello

Di PrometeOrvieto

Rileviamo con soddisfazione che il piano di sviluppo e di recupero della funzionalità dell'ospedale di Orvieto sta procedendo nei tempi e secondo i percorsi da noi ipotizzati e condivisi.
L'arrivo a inizio settembre del nuovo primario di ortopedia, Dott. D'Eramo, è un altro tassello verso la rifunzionalizzazione del nostro ospedale.
Per un intervento ortopedico d'urgenza non sarà più necessario spostarsi verso altre regioni e, con la qualità della nostra fisioterapia, l'ospedale può anzi diventare attrattivo per pazienti che oggi si rivolgono altrove.
Ci aspettiamo ora che il piano ipotizzato prosegua con la stessa rapidità su altri tre fronti.
Il primo è l'urologia: servono ulteriori specialisti perché il reparto possa evolvere e tornare a eseguire interventi chirurgici, non solo attività ambulatoriale.
Il secondo è la cardiologia, dove va avviata la piena funzionalità dell'UTIC.
Il terzo è la radiologia, che le selezioni in corso dovranno riportare all'efficienza che l'ha sempre contraddistinta.
È stato compiuto un primo passo importante per fare di Orvieto un nodo della rete ospedaliera regionale. Per fare il passaggio dalla somma di singole nomine a una scelta strutturale, serve che il piano sociosanitario esca in tempi rapidi e consolidi questa direzione.
Continueremo a seguire ogni passaggio. Diamo atto dei risultati quando arrivano, e non faremo sconti se mai mancheranno.

10/09/2026

Cassa di Risparmio di Orvieto: cosa rischierebbe il territorio se il marchio sparisse?

Di PrometeOrvieto

In questi giorni si è riaperto il dibattito sul futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto (CRO). Riteniamo molto bassa la probabilità che la banca resti sul mercato con il proprio marchio nel medio periodo.
La domanda, allora, è un'altra: quali rischi comporta questo per il nostro territorio?

La situazione attuale

Oggi la CRO è di nuovo sul mercato, dopo che il tentativo di vendita alla Banca del Fucino è naufragato a causa un'ispezione della Banca d'Italia che ha dato esito parzialmente sfavorevole alla banca romana, bloccando di fatto l'operazione. Mediocredito Centrale (MCC), attuale proprietario di CRO, è fermo sulla decisione di uscire dal settore bancario nel più breve tempo possibile, vendendo sia la CRO sia la Banca del Mezzogiorno (ex Popolare di Bari). Per entrambe, le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 18 settembre.

I possibili esiti

I nomi delle potenziali banche acquirenti che circolano sulla stampa appartengono a due fasce dimensionali: medio-piccole e grandi gruppi. Per ragioni diverse, riteniamo che né le une né le altre avrebbero convenienza economica e gestionale a mantenere la CRO come società separata nel medio periodo.
La CRO è oggi appetibile in quanto risanata e libera dall'influenza del socio di minoranza (la Fondazione CRO) la cui posizione resta sub judice per un ricorso in appello che, se accolto, modificherebbe le condizioni economiche e societarie della banca.
Della CRO però interessano soprattutto due cose: la raccolta a basso costo, cioè depositi elevati e scarsamente remunerati, per di più facilmente migliorabile, e il collocamento di strumenti finanziari.
Sono asset che si portano via senza il contenitore: la raccolta resta lì anche dopo una fusione, e la struttura societaria autonoma è solo un costo in più.

Gli impatti possibili sul territorio

Il primo è occupazionale: nel medio periodo, infatti, la chiusura delle residue funzioni corporate e la ristrutturazione degli sportelli porteranno a una riduzione dei posti di lavoro nell’orvietano.
Il secondo riguarda la Fondazione Cassa di Risparmio, che si troverebbe con una partecipazione puramente finanziaria e dovrà decidere se mantenerla o liquidarla in base alla redditività attesa. Ricordiamo che si tratta di un'immobilizzazione che da circa dieci anni non distribuisce dividendi, che in passato si traducevano in buona parte in erogazioni alla città.
Inoltre, come prima accennavamo, la Fondazione ha un contenzioso giudiziario in corso con MCC, dall'esito non ancora definito.
Il terzo è più difficile da valutare. Oggi, infatti, non conosciamo il volume della raccolta e degli impieghi sul territorio orvietano. Non possiamo quindi dire se esista un premio di territorialità rispetto alle altre banche che operano qui, che renderebbe CRO (questo sì) la banca del nostro territorio. Non ci risultano nemmeno iniziative o progetti dedicati allo sviluppo imprenditoriale locale.
Infine, resta l'immagine della città, che ne uscirebbe sicuramente indebolita. Orvieto ha perso negli anni il CAR, la USL, il tribunale: ogni servizio che se ne va accentua la trasformazione della città in paese.

Questa è la nostra analisi della situazione, ma saremmo felici di essere smentiti dai fatti. Ci piacerebbe vedere una classe politica che si interessa della vicenda, come accade a Siena per il Monte dei Paschi, e un dibattito serio da parte delle forze sociali.

GIARDINETTI EX OSPEDALE: 630MILA EURO SPESI, ZERO PROGETTI E LO SCARICABARILE DEL COMUNE​Leggiamo con un certo sgomento ...
06/09/2026

GIARDINETTI EX OSPEDALE: 630MILA EURO SPESI, ZERO PROGETTI E LO SCARICABARILE DEL COMUNE

​Leggiamo con un certo sgomento ed un pizzico di ironia la replica del Comune sullo stato dei giardinetti dell’ex Ospedale.
L'Amministrazione comunale può stare tranquilla perché abbiamo letto e studiato tutta la documentazione, a partire dagli atti dei primi anni 2000 fino al piano patrimoniale dell'ASL.
​Chiariamo subito che dal punto di vista legale e procedurale l'iter amministrativo è ineccepibile. Nessuno mette in discussione la regolarità formale degli atti. La nostra critica è tutta nel merito di un'operazione che riteniamo poco vantaggiosa per la cittadinanza.
​Nascondersi dietro il cavillo del rogito non ancora firmato con la USL per giustificare l'incertezza sull'area è un bizantinismo burocratico che non regge all'evidenza dei fatti.
1. Trionfalismo ieri, prudenza oggi: Pochi mesi fa l'acquisizione dei giardinetti veniva annunciata con entusiasmo sui social. Oggi, di fronte alle criticità di accesso alla Casa di Comunità, si ricorda improvvisamente che il passaggio di proprietà non è ancora concluso.
2. Assenza di programmazione: Si impegnano 630.000 euro di risorse pubbliche (a fronte di contesti dove altri Comuni hanno ottenuto aree simili a titolo gratuito) senza ancora presentare un chiaro piano di riqualificazione per una zona strategica della città.
3. Giustificazioni deboli: Chiunque pianifichi un investimento definisce l'uso del bene ben prima della firma dal notaio. Rimandare ogni decisione al rogito evidenzia solo un ritardo nella programmazione.
​A PrometeOrvieto non interessano i cavilli della burocrazia. Il nostro unico obiettivo è che le nuove strutture sanitarie siano inserite in un contesto decoroso e facilmente accessibile a tutti.
​Torniamo quindi a chiedere con fermezza: esiste un progetto di riqualificazione per l'area? Con quali tempi e risorse verrà realizzato? I cittadini chiedono chiarezza, non scuse formali.

https://www.facebook.com/share/p/1bWg3gEDFa/

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Indirizzo

Via Pecorelli 22
Orvieto
05018

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