Parrocchia San Zefferino Caldari

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"APOSTOLI" DEL REGNO È questa la riflessione che ci viene proposta in questa domenica: l'invito a essere inviati per ann...
14/06/2026

"APOSTOLI" DEL REGNO

È questa la riflessione che ci viene proposta in questa domenica: l'invito a essere inviati per annunciare il Vangelo e curare l'umanità ferita.
E non poteva esserci domenica più significativa per ricevere il sacramento della Confermazione per i ragazzi e le ragazze della nostra comunità parrocchiale.
Essi, infatti, rispondendo all'invito che il Signore rivolge loro a seguirlo, vengono inviati come apostoli del Regno con un cuore sensibile che si lascia ferire dalla compassione per essere suoi testimoni.

Il sacramento che avete ricevuto sia il vostro "VIA" per una vita vissuta da protagonisti. Siate sempre voi stessi, pronti a donare il vostro affetto al mondo.
Auguri Daria, Davide, Dennis, Emanuele, Gabriel, Lighea, Maria Enza, Marika, Mario, Martina, Matteo, Mattia, Rebecca, Samuele, Simone e Thomas. 🔥

Il Centro Missionario Diocesano organizza un pellegrinaggio a Pescosansonesco per visitare il Santuario del beato Nunzio...
08/06/2026

Il Centro Missionario Diocesano organizza un pellegrinaggio a Pescosansonesco per visitare il Santuario del beato Nunzio Sulprizio giovedì 18 giugno.
Don Agostino, direttore del Centro, ci invita a partecipare per trascorrere insieme una giornata all'insegna della condivisione, della preghiera e della missionarietà.

SOLENNITÀ DEL CORPO E SANGUE DI GESÙ Gesù Eucaristia cammina nelle nostre strade come segno vivo della presenza di Dio i...
07/06/2026

SOLENNITÀ DEL CORPO E SANGUE DI GESÙ

Gesù Eucaristia cammina nelle nostre strade come segno vivo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo.
Attraverso l'Eucaristia, il Signore visita le nostre case, incontra le nostre gioie e le nostre sofferenze, illumina i passi di chi cerca speranza e dona pace ai cuori. Il suo passaggio ci ricorda che non siamo soli: Cristo continua a percorrere le vie del mondo per accompagnare ogni uomo e ogni donna con il suo amore misericordioso.

07/06/2026
Nella solennità della Santissima Trinità la nostra comunità parrocchiale ha vissuto un momento di grande gioia e di graz...
31/05/2026

Nella solennità della Santissima Trinità la nostra comunità parrocchiale ha vissuto un momento di grande gioia e di grazia.
Nove bambini e bambine, hanno ricevuto per la prima volta Gesù nell'Eucaristia
Ringraziamo le loro famiglie, che li hanno accompagnati nel cammino della fede; un grazie speciale alle catechiste per l'impegno, la passione e la cura con cui hanno preparato questo importante incontro con il Signore.

Grazie anche a tutti coloro che, con il proprio servizio e la propria disponibilità, hanno contribuito alla riuscita della celebrazione.

Affidiamo Andrea, Angelica, Arianna, Emma, Erika, Laura, Lorenzo, Niccolò, Rebecca e le loro famiglie alla protezione del Signore, affinché la gioia vissuta in questo giorno continui a illuminare il loro cammino.

🙏 Accompagniamoli con la preghiera perché crescano nell'amicizia con Gesù e nell'amore verso il prossimo.

🔥🧶Tessici d’immenso, Spirito SantoTessici fili d’Amore,trama del Volto di Dio. Intrecciaci con la Sua Bellezza,rendici f...
24/05/2026

🔥🧶Tessici d’immenso, Spirito Santo
Tessici fili d’Amore,
trama del Volto di Dio.
Intrecciaci con la Sua Bellezza,
rendici fibre di comunione,
fili di misericordia.
Ché possiamo farci tela,
stretti gli uni agli altri,
per mostrare al mondo
il Vostro sogno di Unità perfetta.
(Con Voi, tra noi.)

Vieni Spirito Santo,
infuoca con ardente amore
i nostri pensieri,
le nostre voci,
le nostre passioni.
Legaci stretti alla Parola,
che sia traccia dei nostri passi,
rilegatura delle nostre vite,
Nuove Pagine di Vangelo.

Spalanca le porte
delle nostre paure,
ma tienici
liberamente legati
al cielo.

Tu, che sei Spirito del Creatore
nelle cose create,
Maestro di Comunione,
Rendici opere creative
dell’Amore di Dio
per ogni uomo amato.

Noi ci abbandoniamo
al tuo soffio.
Tu…
Abitaci.
Intrecciaci.
Rendici amore.
Nel mondo
…intessuti di Te!

🪔

SANTA RITA DA CASCIASanta degli impossibili, Avvocata dei casi disperatiÉ la piccola borgata di Roccaporena, in Umbria, ...
22/05/2026

SANTA RITA DA CASCIA

Santa degli impossibili, Avvocata dei casi disperati

É la piccola borgata di Roccaporena, in Umbria, a dare i natali, molto probabilmente nel 1371, a Margherita Lotti, chiamata col diminutivo “Rita”. I genitori, modesti contadini e pacieri, provvedono a farle avere una buona educazione scolastica e religiosa nella vicina Cascia, dove l’istruzione è curata dai frati agostiniani.

Matura in tale contesto la devozione verso Sant’Agostino, San Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, che Rita sceglie come suoi santi protettori.

Intorno al 1385 sposa Paolo di Ferdinando di Mancino. Contese e rivalità politiche sono i tratti che contraddistinguono la società di allora; anche il marito di Rita ne è coinvolto. Ma la giovane sposa, con la preghiera, la sua pacatezza e con quella capacità di pacificare appresa dai genitori, lo aiuta pian piano a vivere una condotta più autenticamente cristiana. Con l’amore, la comprensione e la pazienza, quella di Rita e Paolo diviene così un’unione feconda, allietata dall’arrivo di due figli maschi: Giangiacomo e Paolo Maria.

Al sereno focolare domestico si contrappone però la spirale d’odio delle fazioni dell’epoca. Lo sposo di Rita vi si trova coinvolto anche per i vincoli di parentela, e viene assassinato. Per evitare di indurre i figli alla vendetta, nasconde loro la camicia insanguinata del padre. In cuor suo Rita perdona chi ha ucciso il marito, ma la famiglia di Mancino non si rassegna, fa pressioni; ne scaturiscono rancori ed ostilità.

Rita non smette di pregare perché non si sparga altro sangue e fa della preghiera la sua arma e consolazione. Eppure le tribolazioni non vengono meno. Una malattia provoca la morte di Giangiacomo e Paolo Maria: l’unico conforto è pensare le loro anime salve, non più nel pericolo della dannazione nel clima di ritorsioni suscitato dall’assassinio del coniuge.

Rimasta sola, Rita comincia una vita di più intensa preghiera, per i suoi cari defunti, ma anche per i “di Mancino”, perché perdonino e trovino la pace. All’età di 36 anni chiede di essere accolta tra le monache agostiniane del Monastero Santa Maria Maddalena di Cascia, ma la sua richiesta viene respinta: le religiose, forse, temono con l’ingresso di Rita - vedova di un uomo assassinato - di mettere a repentaglio la sicurezza della loro comunità.

Le preghiere di Rita e le intercessioni dei suoi santi protettori portano invece alla pacificazione tra le famiglie coinvolte nell’uccisione di Paolo di Mancino e dopo tanti ostacoli avviene l’ingresso in monastero. Si racconta che, durante il noviziato, la badessa, per provare l’umiltà di Rita, le abbia chiesto di innaffiare un arido legno e che la sua obbedienza sia stata premiata da Dio con una vite tutt’ora rigogliosa.

Negli anni Rita si distingue come religiosa umile, zelante nella preghiera e nei lavori affidatile, capace di frequenti digiuni e penitenze. Le sue virtù divengono note anche fuori dalle mura del monastero, pure a motivo delle opere di ca**tà cui Rita si dedica insieme alle consorelle, che alla vita di preghiera affiancano le visite agli anziani, la cura degli ammalati, l’assistenza ai poveri.

Sempre più immersa nella contemplazione di Cristo, Rita chiede di poter partecipare alla sua Passione e nel 1432, assorta in preghiera, si ritrova sulla fronte la ferita di una spina della corona del Crocifisso che persiste fino alla morte, per 15 anni. Nell’inverno che precede la sua morte Rita, malata e costretta a letto, chiede a una cugina, venuta in visita da Roccaporena, di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna.

É il mese di gennaio, la donna l’asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Rientrata, trova, stupefatta, la rosa e i fichi e li porta a Cascia. Per Rita sono segno della bontà di Dio che ha accolto in cielo i suoi due figli e il marito. Rita spira nella notte tra il 21 e il 22 maggio dell’anno 1447. Per il grande culto fiorito immediatamente dopo, il suo corpo non è mai stato sepolto. Oggi lo custodisce un’urna in vetro.

Rita ha saputo fiorire nonostante le spine che la vita le ha riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori. Per tale ragione, e a ricordo del prodigio di Roccaporena, il simbolo ritiano per eccellenza è la rosa.

Vite dei Santi

"IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI".La solennità dell'Ascensione del Signore non commemora un distacco, ma celebra una pres...
17/05/2026

"IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI".
La solennità dell'Ascensione del Signore non commemora un distacco, ma celebra una presenza.
Cessa la presenza terrena di Gesù tra i suoi discepoli e inizia il tempo di quella invisibile nello Spirito, attraverso il segno visibile della comunità dei credenti: la Chiesa.
Gli apostoli fissano il cielo, che ha sottratto Cristo ai loro occhi; nel loro cuore vi è il peso di un'assenza, mitigato dalla promessa dello Spirito Santo.
Ma subito c'è chi li risveglia alla realtà: devono credere che stanno celebrando una presenza che elude tempo e spazio (I Lettura). II Risorto appare loro: la sua presenza rincuora, le sue parole confortano; ne saranno testimoni e annunciatori alle genti (Vangelo).
L'apostolo Paolo (II Lettura) dà voce al mistero stupendo che la festa odierna affida ai credenti: il Signore asceso al cielo, nostra speranza ed eredità, ci convoca a condividere la sua stessa gloria, dove egli ci ha preceduto.
Nell'attesa, la mente e il cuore rivolti ai gaudi eterni, viviamo in questo mondo con la libertà e la gioia di chi sa di essere in cammino verso il "tesoro di gloria" certo ed eterno.
La nostra fede non indulga a un'assenza, ma contempli e celebri una presenza.
(don Giuliano Saredi, ssp)

I ragazzi e le ragazze che riceveranno il sacramento della Confermazione il prossimo 14 giugno hanno vissuto un momento ...
16/05/2026

I ragazzi e le ragazze che riceveranno il sacramento della Confermazione il prossimo 14 giugno hanno vissuto un momento di grande emozione, riflessione e condivisione.
Durante il ritiro, accolti e guidati dagli ospiti di Soggiorno Proposta, hanno affrontato il tema della dipendenza riflettendo sul fatto che la dipendenza è uno dei problemi più difficili che le nuove generazioni si trovano ad affrontare. Molti ragazzi, infatti, cercano rifugio in sostanze, nel gioco o nei social per sfuggire alle difficoltà quotidiane, alla solitudine o alle proprie paure. Dopo aver ascoltato i ragazzi presenti si sono confrontati sui problemi che la vita ogni giorno ci pone davanti e su come affrontarli. Hanno capito quanto sia importante non chiudersi in sé stessi, ma parlare e chiedere aiuto a persone vicine, come amici, familiari ed educatori. Trovare sostegno e condividere le proprie emozioni può essere il primo passo per superare le difficoltà e costruire un futuro migliore.
Chiedere aiuto, infatti, è un gesto di grande coraggio e non un segno di debolezza. Spesso i giovani pensano di dover affrontare tutto da soli, nascondendo le proprie paure, i problemi e le fragilità. Questo però può portare a sentirsi ancora più soli e a cercare rifugio in comportamenti sbagliati o in forme di dipendenza. Parlare con qualcuno, invece, permette di liberarsi da un peso e di capire che non si è soli ad affrontare certe difficoltà.
L’aiuto può arrivare da molte persone: genitori, amici, insegnanti, educatori o professionisti preparati ad ascoltare senza giudicare. Confrontarsi con chi ci vuole bene aiuta a vedere i problemi da un’altra prospettiva e a trovare soluzioni che da soli sembrano impossibili. Anche il semplice fatto di essere ascoltati può dare forza e speranza.
Nella società di oggi, dove spesso si vive dietro uno schermo e si fatica a comunicare davvero, è fondamentale riscoprire il valore del dialogo e della vicinanza umana. Nessuno dovrebbe vergognarsi di dire “ho bisogno di aiuto”, perché proprio da quella richiesta può iniziare un percorso di crescita, cambiamento e rinascita.

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