24/02/2026
(*** approfondimento ***)
𝐋𝐀 𝐀𝐒𝐋 𝐃𝐈 𝐍𝐔𝐎𝐑𝐎, 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐓𝐑𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎, 𝐀𝐋 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐃𝐀𝐋 𝐖𝐄𝐄𝐊 𝐄𝐍𝐃, 𝐁𝐀𝐓𝐓𝐄 𝐔𝐍 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐎, 𝐒𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄𝐍𝐃𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐇𝐀 𝐌𝐀𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐎𝐒𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐔𝐑𝐄 𝐃’𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐈 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐈, 𝐌𝐀 𝐄𝐕𝐈𝐓𝐀 𝐀𝐂𝐂𝐔𝐑𝐀𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐑𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐒𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐋’𝐀𝐂𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐂𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐏𝐄𝐃𝐈𝐀𝐓𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐄 𝐂𝐇𝐄, 𝐃𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐑𝐃𝐈̀ 𝐒𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎, 𝐈 𝐏𝐈𝐂𝐂𝐎𝐋𝐈 𝐏𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐕𝐎𝐍𝐎 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐂𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐄
Con una nota inviata direttamente alle redazioni, senza passare né per la pagina Facebook né dal sito istituzionale destinati evidentemente più alla propaganda che all’informazione, l’Azienda sanitaria precisa che «l’Unità Operativa Complessa di Pediatria continua a garantire l’assistenza ai bambini con necessità di Pronto Soccorso di competenza pediatrica. Senza nessuna chiusura assistenziale e/o di strutture». Nessuno ha mai parlato di sospensione dell’assistenza, semplicemente si è scritto che la mancanza di medici impediva l’accesso diretto al pronto soccorso del reparto di Pediatria perché i bambini, ovviamente, seguono un percorso specialistico garantito appunto dai pediatri che tra l’altro alleggerisce anche il pronto soccorso generale. D’altronde lo stesso direttore sanitario Zuccarelli nella nota dello scorso 19 febbraio ha disposto «il blocco degli accessi diretti all’UO di Pediatria», specificando che «sino a nuova comunicazione e si proceda con la richiesta di consulenze». In pratica per i bambini si allungano i tempi, andando inoltre a gravare ulteriormente sui (pochi) medici del pronto soccorso generale già in difficoltà per i carichi di lavoro che, eventualmente, dovranno chiedere una consulenza alla Pediatria. Inevitabile quindi l'allungamento dei tempi, come anche in queste ore di emergenza si moltiplicano le testimonianze sul personale medico e infermieristico di Pediatria che sta facendo i salti mortali per ridurre i disagi e i tempi d'attesa. Le testate giornalistiche hanno semplicenten scritto di una sostanziale e momentanea chiusura del Pronto soccorso pediatrico ma si sono guardati bene dal sostenere che era stata interrotta l'assistenza anche perché allora la nota avrebbe avuto anche giornalisticamente tutt'altra rilevanza. Niente poi ha fatto la Asl per evitare eventuale equivoci. Solo oggi divulga una nota dove sostanzialmente conferma, pur senza mai citarlo e finendo per arrampicarsi sugli specchi, il blocco dell’accesso diretto al pronto soccorso Pediatrico, scrive: «In particolare l’Azienda fa presente che, anche in questa fase, non è mai venuta meno la presa in carico di nessun paziente presso l’ospedale nuorese, tanto meno di bambini (e ci mancherebbe altro, ndr), i quali vengono adeguatamente presi in carico da parte del “triage” pediatrico del Pronto Soccorso generale, con personale infermieristico certificato, mentre il medico del reparto di pediatria continua a garantire le valutazioni in consulenza dei pazienti pediatrici inviate dal Pronto Soccorso generale (e ci mancherebbe altro, ndr». Nel «fare chiarezza» poi, sempre la Asl evita accuratamente di dire se l’emergenza perdura e fino a quando, né spiega i motivi, facendo solo che il problema è la carenza di medici in servizio quando scrive: «Ad ogni buon conto l’Azienda Socio sanitaria Locale continua a fare la propria parte, nei limiti e poteri che la Legge le consente, al fine di reclutare nuovo personale, come dimostra la recente pubblicazione nell’albo pretorio aziendale dell’avviso pubblico di manifestazione di interesse, per soli titoli, per il conferimento di incarichi libero professionali a personale medico specializzato in Pediatria, da destinare alla Struttura Complessa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale del Presidio Ospedaliero “San Francesco” (link https://www.asl3nuoro.it/ap/avviso-pubblico-di-manifestazione-di-interesse-per-soli-titoli-per-il-conferimento-di-incarichi-libero-professionali-a-personale-medico-specializzato-in-pediatria-ai-sensi-dellart-7-com/), con scadenza il 2 marzo”».
Infine una sottolineatura: costava molto spiegare all’opinione pubblica il provvedimento anziché rispondere con un assordante silenzio alimenta-equivoci, alla preoccupazione delle mamme che hanno fatto rimbalzare venerdì pomeriggio nelle chat e nelle pagine social il messaggio comparso all'ingresso del reparto di Pediatria dove il primario, «scusandosi per il disagio e ringraziando per la comprensione», si rivolgeva da gran signore e da grande medico, ai genitori informandoli che «per problematiche improvvise non altrimenti risolvibili non siamo in grado di poter garantire l'assistenza di pronto soccorso con accesso diretto al reparto dei vostri bambini per cui vi invitiamo a recarvi al pronto soccorso generale».