AGDIA

AGDIA Associazione Diabete Infantile Giovanile Adulto, si occupa della tutela dei diabetici.

20/05/2026

Finalmente oggi ho finito. Una gestazione un poco più lunga del previsto. Ogni rilettura ha portato a qualche revisione. Anche se di qui passa il Mincio e non l’Arno.

Sono 400 pagine che racchiudono 200 capitoli brevi o brevissimi. Quasi tutti ispirati da dialoghi reali. In alcuni casi anche divertenti.

Nei prossimi giorni qualche ulteriore informazione.

In versione digitale (Kindle di Amazon) dovrebbe essere disponibile per l’ordinazione entro sabato. L’ho già caricato.

La versione cartacea, sempre su Amazon, credo potrà essere disponibile per l’ordinazione dalla prossima settimana. Devo caricarla.

Poi si ragionerà su un possibile allargamento alle librerie (sempre su ordinazione). E mi servirà un ulteriore sforzo digitale per inserirlo in una piattaforma diversa.

19/04/2026
Grazie Mauro per la sensibilità e disponibilità dimostrate, partecipando in occasione del camposcuola dei nostri ragazzi...
02/04/2026

Grazie Mauro per la sensibilità e disponibilità dimostrate, partecipando in occasione del camposcuola dei nostri ragazzi ad allietare una delle loro serate in modo del tutto gratuito e disinteressato, come sempre il tuo grande cuore ti dettava in queste occasioni. Purtroppo non c’è stato il tempo di portare avanti il progetto che avevamo in mente… Un forte abbraccio da parte di tutti noi ai tuoi familiari. Riposa in pace.

16/03/2026

Diabete di tipo 1: la nuova sfida è la libertà dall’insulina

Non basta più parlare di sopravvivenza: oggi la ricerca punta a restituire alle persone con una vita il più possibile libera dalla terapia insulinica.

In un editoriale pubblicato su The Lancet, il Prof. Lorenzo Piemonti, Direttore dell’Istituto di Ricerca sul Diabete del San Raffaele di Milano e già coordinatore scientifico della Società Italiana di Diabetologia, riflette sulla nuova frontiera della ricerca e su come le nuove strategie, dalle terapie immunologiche alle terapie cellulari, possano cambiare la storia della malattia.

Come ricorda la Prof.ssa Raffaella Buzzetti, Presidente SID, dopo aver prolungato la vita delle persone con diabete di tipo 1, la sfida oggi è restituire loro la pienezza della vita.

Leggi l’articolo su Portale Diabete https://www.portalediabete.org/diabete-1-non-basta-piu-sopravvivere-la-nuova-sfida-e-la-liberta-dallinsulina/

16/03/2026

Un paio di giorni fa mi ha chiamato un mio collega con diabete tipo 2, in genere ben controllato con la sua terapia, per dirmi che aveva scoperto perché nei tre mesi precedenti le sue glicemie erano salite parecchio, nonostante non ci fosse stato nessun cambiamento nella terapia e nessun apparente cambiamento nello stile di vita. In realtà, si era poi reso conto che è un cambiamento dello stile di vita c’era stato perché ogni sera si era messo a consumare un intero sacchetto delle caramelle immortalate in questa fotografia. Dopo che ha smesso, le glicemie sono tornate a livelli del tutto soddisfacenti.
Si era insospettito di un eventuale impatto sulla glicemia, nonostante fosse dichiarato che le caramelle risultassero “zero zucchero”.
È vero che ci sono tanti prodotti, inclusi dolciumi, che riportano la scritta “zero zucchero” ma contengono edulcoranti di vario tipo. Alcuni di questi, anche se non contengono zucchero (saccarosio) possono far salire la glicemia, se consumati in quantità importanti.
Quindi niente entusiasmi sfrenati e incondizionati verso i prodotti “zero zucchero”. Servono comunque, come sempre, esperienza e prudenza.
La singola caramella può avere un impatto pari a zero ma 20 o più caramelle possono evidentemente esercitare un effetto rilevante.
Ancora una volta suggerisco di guardare sempre le etichette dei prodotti confezionati e acquisire conoscenza su quello che i vari componenti possono fare sulla glicemia. Basta andare su chatGPT o su Google per capire come possono agire. Se poi alla conoscenza si abbina anche l’esperienza personale i risultati saranno decisamente migliori.

24/02/2026

(*** approfondimento ***)
𝐋𝐀 𝐀𝐒𝐋 𝐃𝐈 𝐍𝐔𝐎𝐑𝐎, 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐓𝐑𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎, 𝐀𝐋 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐃𝐀𝐋 𝐖𝐄𝐄𝐊 𝐄𝐍𝐃, 𝐁𝐀𝐓𝐓𝐄 𝐔𝐍 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐎, 𝐒𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄𝐍𝐃𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐇𝐀 𝐌𝐀𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐎𝐒𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐔𝐑𝐄 𝐃’𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐈 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐈, 𝐌𝐀 𝐄𝐕𝐈𝐓𝐀 𝐀𝐂𝐂𝐔𝐑𝐀𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐑𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐒𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐋’𝐀𝐂𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐂𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐏𝐄𝐃𝐈𝐀𝐓𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐄 𝐂𝐇𝐄, 𝐃𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐑𝐃𝐈̀ 𝐒𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎, 𝐈 𝐏𝐈𝐂𝐂𝐎𝐋𝐈 𝐏𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐕𝐎𝐍𝐎 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐂𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐄

Con una nota inviata direttamente alle redazioni, senza passare né per la pagina Facebook né dal sito istituzionale destinati evidentemente più alla propaganda che all’informazione, l’Azienda sanitaria precisa che «l’Unità Operativa Complessa di Pediatria continua a garantire l’assistenza ai bambini con necessità di Pronto Soccorso di competenza pediatrica. Senza nessuna chiusura assistenziale e/o di strutture». Nessuno ha mai parlato di sospensione dell’assistenza, semplicemente si è scritto che la mancanza di medici impediva l’accesso diretto al pronto soccorso del reparto di Pediatria perché i bambini, ovviamente, seguono un percorso specialistico garantito appunto dai pediatri che tra l’altro alleggerisce anche il pronto soccorso generale. D’altronde lo stesso direttore sanitario Zuccarelli nella nota dello scorso 19 febbraio ha disposto «il blocco degli accessi diretti all’UO di Pediatria», specificando che «sino a nuova comunicazione e si proceda con la richiesta di consulenze». In pratica per i bambini si allungano i tempi, andando inoltre a gravare ulteriormente sui (pochi) medici del pronto soccorso generale già in difficoltà per i carichi di lavoro che, eventualmente, dovranno chiedere una consulenza alla Pediatria. Inevitabile quindi l'allungamento dei tempi, come anche in queste ore di emergenza si moltiplicano le testimonianze sul personale medico e infermieristico di Pediatria che sta facendo i salti mortali per ridurre i disagi e i tempi d'attesa. Le testate giornalistiche hanno semplicenten scritto di una sostanziale e momentanea chiusura del Pronto soccorso pediatrico ma si sono guardati bene dal sostenere che era stata interrotta l'assistenza anche perché allora la nota avrebbe avuto anche giornalisticamente tutt'altra rilevanza. Niente poi ha fatto la Asl per evitare eventuale equivoci. Solo oggi divulga una nota dove sostanzialmente conferma, pur senza mai citarlo e finendo per arrampicarsi sugli specchi, il blocco dell’accesso diretto al pronto soccorso Pediatrico, scrive: «In particolare l’Azienda fa presente che, anche in questa fase, non è mai venuta meno la presa in carico di nessun paziente presso l’ospedale nuorese, tanto meno di bambini (e ci mancherebbe altro, ndr), i quali vengono adeguatamente presi in carico da parte del “triage” pediatrico del Pronto Soccorso generale, con personale infermieristico certificato, mentre il medico del reparto di pediatria continua a garantire le valutazioni in consulenza dei pazienti pediatrici inviate dal Pronto Soccorso generale (e ci mancherebbe altro, ndr». Nel «fare chiarezza» poi, sempre la Asl evita accuratamente di dire se l’emergenza perdura e fino a quando, né spiega i motivi, facendo solo che il problema è la carenza di medici in servizio quando scrive: «Ad ogni buon conto l’Azienda Socio sanitaria Locale continua a fare la propria parte, nei limiti e poteri che la Legge le consente, al fine di reclutare nuovo personale, come dimostra la recente pubblicazione nell’albo pretorio aziendale dell’avviso pubblico di manifestazione di interesse, per soli titoli, per il conferimento di incarichi libero professionali a personale medico specializzato in Pediatria, da destinare alla Struttura Complessa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale del Presidio Ospedaliero “San Francesco” (link https://www.asl3nuoro.it/ap/avviso-pubblico-di-manifestazione-di-interesse-per-soli-titoli-per-il-conferimento-di-incarichi-libero-professionali-a-personale-medico-specializzato-in-pediatria-ai-sensi-dellart-7-com/), con scadenza il 2 marzo”».
Infine una sottolineatura: costava molto spiegare all’opinione pubblica il provvedimento anziché rispondere con un assordante silenzio alimenta-equivoci, alla preoccupazione delle mamme che hanno fatto rimbalzare venerdì pomeriggio nelle chat e nelle pagine social il messaggio comparso all'ingresso del reparto di Pediatria dove il primario, «scusandosi per il disagio e ringraziando per la comprensione», si rivolgeva da gran signore e da grande medico, ai genitori informandoli che «per problematiche improvvise non altrimenti risolvibili non siamo in grado di poter garantire l'assistenza di pronto soccorso con accesso diretto al reparto dei vostri bambini per cui vi invitiamo a recarvi al pronto soccorso generale».

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