16/10/2026
Il Sant'Antioco di Sagama: dal retablo ligneo alla Pinacoteca di Cagliari
Un frammento del patrimonio sacro sagamese custodito nella Cittadella dei Musei
Nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari, all'interno della Cittadella dei Musei in Piazza Arsenale, è conservato un dipinto che appartiene alla storia di Sagama: Sant'Antioco martire, dipinto a olio su tavola, ambito sardo, datato 1591-1600.
L'opera è schedata dal Ministero della Cultura come "dipinto senza cornice" e la sua nota storico-critica recita: "Il dipinto potrebbe costituire parte di un retablo scomposto e disperso. Pervenne in Pinacoteca donato dagli eredi di Giovanni Spano, che lo aveva a sua volta recuperato dalla parrocchiale di Sagama".
Il dipinto faceva parte dell'antico altare ligneo della Parrocchiale di San Gabriele Arcangelo. Come avvenuto, sul finire del Settecento, l’altarere maggiore rinascimentale in legno dorato fu smembrato per far posto al nuovo marmoreo, realizzato nel 1800, che ancora oggi caratterizza il presbiterio. I pannelli laterali con i santi andarono dispersi.
Uno di questi pannelli però è proprio il Sant'Antioco martire. Raffigurato con turbante bianco e zucchetto rosso, secondo l'iconografia del principe mauritano, il santo appare con tratti giovanili e delicati, tipici dello stile sardo della Controriforma, con in mano il libro del Vangelo.
Il frammento fu recuperato a Sagama nella seconda metà dell'Ottocento dallo studioso Giovanni Spano, che lo inglobò nella sua collezione familiare. Successivamente gli eredi lo cedettero alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari, dove è tuttora esposto. Giovanni Francesco Fara, nella sua De Chorographia Sardiniae (1580 circa), descrive così il nostro paese:
"et nunc extant oppida Sindiae, et Sagamae, quorum posterius antiqua et pia Angeli Gabrielis imagine nobilitatur" ovvero “rimangono i paesi di Sindia e di Sagama, di cui il secondo è reso illustre da un'antica e pia immagine dell'Angelo Gabriele".
Il retablo con Sant'Antioco fu dipinto pochi anni dopo quella citazione, proprio per incorniciare e onorare quell'immagine miracolosa.
Due frammenti di un'unica storia lunga oltre quattro secoli