22/04/2026
Lo scorso sabato, il Centro Nazionale Vittime Relazionali ha avuto l’onore di presenziare a un evento di profonda rilevanza umana e sociale presso il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. La nostra Dott.ssa Simona Buonocore, membro del direttivo, è intervenuta alla presentazione del libro di Valentina Iannaco, "Avevo gli occhi belli: storia di Anna Borsa, vittima di femminicidio".
Essere al fianco dell’autrice e del giornalista Gabriele Raho è stato per noi un atto di testimonianza necessario. Portare la voce della nostra rete di professionisti in un contesto così carico di memoria significa ribadire una promessa: non smettere mai di analizzare, comprendere e prevenire.
Nel corso dell'incontro, la Dott.ssa Buonocore ha evidenziato un pattern clinico estremamente ricorrente e pericoloso: il ritiro sociale come estremo tentativo di salvataggio.
• La trappola del controllo: Molte vittime si convincono che limitando la propria libertà e isolandosi possano "calmare" l'aggressore.
• La gabbia della lealtà tossica: Si innesca un meccanismo di iper-responsabilizzazione dove la vittima si sente paradossalmente custode delle emozioni del carnefice, temendo di "danneggiarlo" con una denuncia o un allontanamento.
• La manipolazione del sentimento: Il manipolatore distorce la realtà fino a spingere la persona a provare pena per lui, rendendo la fuga un atto psicologicamente lacerante.
Il nostro pensiero va anche ai familiari e agli amici, i superstiti, che spesso scoprono la reale entità degli abusi solo quando è troppo tardi. Il senso di colpa che li travolge è un carico che come Centro ci impegniamo a non lasciare sulle loro spalle.
LmCome CNVR, crediamo fermamente che occorra una rete di esperti capaci di leggere questi segnali prima che diventino cronaca nera. La nostra rete di psicologi e legali lavora quotidianamente per offrire strumenti di decodifica e protezione.
Onorare la memoria di Anna Borsa significa trasformare il dolore in un impegno del cuore e della coscienza. Continueremo a lavorare per un'educazione sentimentale dove l'altro sia riconosciuto come un soggetto di libertà e mai come un oggetto di possesso.