18/10/2024
Un ripasso salutare!
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ASSEMBLEA PUBBLICA A SANNICANDRO DI BARI.
ALCUNE DOMANDE SUL BIOGAS.
Oggi 17 ottobre si terrà a Sannicandro di Bari, P.zza Unità d’Italia (h. 18,30) un’assemblea pubblica nella quale verranno spiegati i “potenziali rischi d’inquinamento ambientale e impoverimento del territorio agricolo associati alla realizzazione di un impianto di biogas nel territorio di Sannicandro e comuni limitrofi”.
Questa pagina Facebook ha già abbondantemente trattato questo argomento in occasione della proposta di un impianto simile nel territorio di Acquaviva delle Fonti, poi non autorizzato proprio per motivi ambientali. Purtroppo l’economia e gli affari non hanno nulla di razionale ed eccoci a dover affrontare un problema simile anche in territorio di Sannicandro di Bari a una decina di chilometri di distanza da quello proposto ad Acquaviva delle Fonti. Questo ci costringe a dover riaprire l’argomento e riavviare l’impegno per evitare i rischi collegati a impianti simili.
COS’È IL BIOGAS?
Il BIOGAS è il prodotto della fermentazione senza ossigeno di BIOMASSE (residui organici o vegetali, liquami, scarti o prodotti agricoli). È la miscela di vari tipi di gas, prevalentemente metano ed anidride carbonica prodotti attraverso la fermentazione batterica in condizione di assenza di ossigeno (anaerobica) dei residui di materia organica di origine vegetale o animale. Le matrici organiche da cui si produce biogas possono essere: Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU), fanghi di depurazione, deiezioni animali, scarti di macellazione, scarti organici agro-industriali, ecc.
COME FUNZIONA UN IMPIANTO DI BIOGAS?
Le centrali a biogas trasformano la materia attraverso la “digestione anaerobica”, un processo di fermentazione-digestione-metanizzazione, che in assenza di aria e per mezzo di batteri che si nutrono di sostanza organica, producono gas/metano e digestato. Il digestato è un rifiuto, quindi la digestione anaerobica non chiude il ciclo dei rifiuti!
Questi gas captati dalle vasche di fermentazione possono essere immessi in centrali a gas con motori e per mezzo della combustione produrre energia elettrica e calore. La digestione anaerobica produce gas (simil-metano) e digestato (liquame) che deve essere trattato poi come rifiuto.
A CHI E A COSA SERVE UN IMPIANTO DI BIOGAS?
Sono impianti di produzione di gas che servono unicamente agli imprenditori che li realizzano, in quanto beneficiano di generosi incentivi statali previsti per le “fonti rinnovabili” (anche se non si tratta di vero rinnovabile). Sono centrali che per alimentarsi prevalentemente usano i Rifiuti Solidi Urbani, il cui costo di smaltimento è una fonte di redditività che si aggiunge agli incentivi. I cittadini quindi pagano più volte: con gli incentivi che provengono dalle imposte erariali, con le tasse per lo smaltimento e, non per ultimo, con la loro salute.
QUALI I RISCHI DEL BIOGAS?
Iniziamo dal concetto generale: CENTRALE A BIOMASSE. Prendiamo ad esempio una centrale da 1 MW a coltura dedicata, servirebbe coltivare circa 300 ettari di terreno (es. a mais). I rischi correlati a tale cambio di produzione sono legati alla finalità della produzione, non più per uso di alimentazione umana - come l’olio, per esempio - per cui quello che conta non è più il valore alimentare del prodotto ma solo la resa, i terreni coltivati verranno irrorati con dosi massicce di fertilizzanti e di pesticidi, che finiscono per inquinare il terreno e le falde acquifere, impoverendo drammaticamente la fertilità dei terreni.
Però per la centrale proposta a Sannicandro di Bari, come quella che si è riusciti a impedire ad Acquaviva delle Fonti, si parla di FORSU - solamente composta da residui organici o vegetali, liquami, scarti o prodotti organici. In questa circostanza il discorso si complica in quanto c’è da chiederesi se davvero la FORSU è priva, per esempio, di polisteri? Ebbene NO! Quindi è falso dire che i prodotti che alimentano le Centrali di biogas sono “roba naturale”. Da uno studio tedesco sulle microplastiche nel compost organico è emerso la facilità ed inevitabilità di tali presenze anche nella più attenta raccolta differenziata dei rifiuti. In quanto queste materie plastiche provengono da contenitori e materiali protettivi che vengono utilizzati per imballare e trasportare grandi quantità di frutta e verdura.
In più, anche la combustione del biogas è fonte di emissioni tossiche e dal momento che contiene soltanto il 55-60% di metano, esso è molto più tossico del metano stesso. Inoltre gli impianti di “bio-digestione” non riescono a neutralizzare completamente i batteri presenti che finiscono nel digestato finale, cioè nello scarto dei digestori che viene spacciato come compost da smaltire nei terreni agricoli. Così dei terreni salubri, come quelli del territorio sannicandrese, rischiano di diventare contaminati a seguito di contaminazione batterica, oltre che inquinati da microplastiche.
IL BIOGAS È DAVVERO LA SOLUZIONE MIGLIORE PER L’EMERGENZA RIFIUTI?
Per affrontare positivamente il problema dello smaltimento dei Rifiuto Organici non servono le Centrali di Biogas, ma un corretto piano di gestione del ciclo dei rifiuti che rispetti l’ordine gerarchico previsto dalla Comunità europea: riduzione, riuso, riciclo. Quando alla frazione organica è necessario far funzionare un serrato porta a porta che differenzi perfettamente l’umido da conferire in un impianto di trattamento aerobico da cui ottenere un compost di qualità da utilizzare come fertilizzante biologico.
Il 30% dei rifiuti è biodegradabile, gli altri materiali (carta, plastica, vetro, metallo, ecc.) sono tutti recuperabili, utilizzabili, riciclabili, senza che nulla vada in discarica per lo smaltimento. Ciò che occorrerebbe fare per ridurre ulteriormente quanto destinato alla discarica riguarda iniziative legislative - rendere illegale - e di controllo la diffusione di prodotti che, per cattiva progettazione industriale, non sono riutilizzabili (si calcola l’11%). Quindi la risposta all’emergenza rifiuti non può essere il biogas da discarica, bensì non buttare in discarica i rifiuti.
SI SPERA CHE QUESTE BREVI RISPOSTE SPINGANO TUTTI A INFORMARSI MAGGIORMENTE, PARTECIPANDO ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA DI QUESTA SERA, E PRINCIPALMENTE IMPEGNANDOSI IN MASSA PER DIRE “NO BIOGAS A SANNICANDRO DI BARI”.