02/04/2026
2 aprile 2026
Anche quest’anno arriva il 2 aprile, una data che continua a essere celebrata e criticata con la stessa intensità. Noi scegliamo di non schierarci negli eccessi, né nelle celebrazioni vuote né nelle polemiche sterili. Preferiamo fermarci un momento e fare un bilancio sincero, concreto, necessario.
Dove siamo oggi?
Siamo in una piccola città del nord Sardegna, una città che potrebbe appartenere a qualunque provincia e, in fondo, a qualunque parte d’Italia. Anche qui – come ovunque – non esiste una reale fotografia dell’incidenza dell’autismo. Sappiamo che i casi sono numerosi, ma nessuno ha mai davvero voluto contarli.
Si dice che sia difficile incrociare i dati, forse è vero. Forse, però, è anche difficile guardarli in faccia, quei dati.
Eppure da anni sapevano che il trend di crescita non si sarebbe fermato. E oggi siamo così, con bisogni sempre più numerosi, risposte sempre più difficili da trovare, famiglie sempre più isolate.
Chi trova spazio e chi resta fuori.
Le persone con una neurodivergenza lieve, talvolta, riescono a incontrare qualcuno disposto a valorizzarne le attitudini, a sostenerne i talenti, a costruire un percorso. Qualcuno trova persino il proprio posto nel mondo.
Chi invece parte da una buona condizione ma si trova ad affrontare comorbilità importanti spesso non sa a chi rivolgersi, le porte si chiudono, i servizi si rimpallano le responsabilità, e il tempo passa.
Per chi vive una condizione di compromissione più severa, le porte non si chiudono: non si aprono proprio.
I progetti – pubblici e privati – vengono pensati per chi “può dare risultati”, per chi “può fare progressi”, per chi “può crescere”.
Per gli altri, si dice, sarebbero tempo e risorse sprecate. In dodici anni di sensibilMente non abbiamo mai sentito pronunciare una frase semplice, ma rivoluzionaria: “Questo progetto lo pensiamo principalmente per i gravi.” Mai.
Lo spettro autistico è ampio, variegato, complesso. Ma a quanto pare non solo nelle caratteristiche, anche nei diritti.
Non vogliamo alimentare conflitti, la comunità delle persone autistiche e delle famiglie è già attraversata da tensioni, differenze di visione, ferite aperte, non vogliamo aggiungere benzina al fuoco.
Vogliamo però ricordare una verità che non dovrebbe mai essere messa in discussione: se un diritto non è per tutti, allora non è un diritto, è un privilegio e questo dovrebbe unirci nella rivendicazione, non dividerci.
Chi siamo e cosa abbiamo costruito
SensibilMente è nata dalle famiglie. Dodici anni fa i nostri figli erano bambini, oggi sono adolescenti e giovani adulti. In questi anni abbiamo lavorato senza sosta per costruire consapevolezza, accoglienza, cultura.
Abbiamo cercato di cambiare il modo in cui la città guarda all’autismo, alla disabilità in generale e crediamo di aver lasciato un segno. Abbiamo avuto anche il coraggio di immaginare un progetto di vita indipendente: “Luogo Comune”, un appartamento, un punto d’incontro, un laboratorio di autonomia e cittadinanza. Un luogo dove imparare a vivere la città, a crescere, a diventare adulti. Quel luogo ci è stato concesso gratuitamente da un privato, che oggi – legittimamente – ha deciso di venderlo. Noi possiamo solo ringraziare per questi anni di disponibilità ma non possiamo acquistarlo. Così, con amarezza, dobbiamo chiudere il nostro progetto più ambizioso.
Il nostro 2 aprile
Il 2 aprile di quest’anno non porta luci blu, né slogan, porta una chiusura.
E adesso? SensibilMente continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: formare, sostenere le famiglie, essere presente nel territorio, promuovere cultura e consapevolezza.
Lo faremo restando ciò che siamo sempre stati: un’associazione senza scopo di lucro, fatta di volontari, fatta di famiglie che vivono le stesse difficoltà di tutte le altre. A volte siamo stanche, a volte ci sentiamo sole, a volte ci sentiamo abbandonate – anche dalle famiglie che vivono la nostra stessa condizione.
Nonostante tutto, ci crediamo ancora.
Auguriamo un 2 aprile più sereno possibile a tutte le persone con autismo, alle loro famiglie e a tutta la nostra città.