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15/10/2026

Sul Monte Ortobene, tra ๐ถ๐˜ฐ๐‘ก๐˜ต๐‘œ๐˜ฏ๐‘Ž๐˜ต๐‘œ๐˜ด e ๐˜—๐˜ข๐˜ญ๐˜ข๐˜ด ๐˜ฅ๐˜ฆ ๐˜Š๐˜ข๐˜ด๐˜ต๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ฅ๐˜ถโ›ฐ๏ธ๐Ÿž๏ธ

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28/09/2026

๐—”๐—จ๐—š๐—จ๐—ฅ๐—œ ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ญ๐—œ๐—”!
La notte a cavallo tra il 27 e il 28 settembre 1871 nasceva ๐†๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š ๐ƒ๐ž๐ฅ๐ž๐๐๐š.
Nellโ€™anniversario della nascita e nel quadro delle celebrazioni per il centenario del Premio Nobel per la Letteratura (1926โ€“2026), rendiamo omaggio alla scrittrice nuorese tornando nei luoghi che ne hanno plasmato il carattere, lโ€™immaginario e lโ€™ispirazione.
Alla fine dellโ€™Ottocento, ben prima che il tessuto urbano inglobasse la zona di ๐‘‡๐‘œ๐‘‘๐‘‘๐‘œ๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘Ž โ€“ ๐‘†๐‘ข ๐‘ƒ๐‘–๐‘›๐‘ข, ai margini della brughiera, sorgeva il piccolo podere della famiglia Deledda.

Nelle pagine del suo romanzo autobiografico ๐‘ช๐’๐’”๐’Š๐’Ž๐’‚, Grazia descrive questo luogo come unโ€™oasi di vita ordinata nel cuore di una piana altrimenti arida e pietrosa. Un piccolo mondo fatto di elementi semplici, ma essenziali: i filari di vite, un orto, i fichi, una grande vasca in granito e una modesta casetta in pietra che la giovane Grazia, con affettuosa ironia, aveva ribattezzato โ€œla villaโ€.
Non fu soltanto un luogo di villeggiatura. Il podere rappresentรฒ una fonte di ispirazione, ma anche una prima forma di indipendenza economica personale. La vendita del vino, ยซleggero ma saporosoยป, prodotto dalla vigna le garantiva infatti le risorse necessarie per acquistare francobolli e inviare i suoi primi manoscritti ai direttori delle riviste nel continente.

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A dare il nome al luogo e a dominare il paesaggio, tanto fisico quanto emotivo, era perรฒ un imponente ๐ฉ๐ข๐ง๐จ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ข๐จ, eretto su un rialto rotondo in pietra.
Nelle lettere indirizzate allโ€™intellettuale sassarese Luigi Falchi, Grazia confidava il sogno che, se un giorno fosse diventata ricca, avrebbe costruito proprio lรฌ la sua casa, sotto lโ€™incessante mormorio delle fronde.

Quel โ€œgigante verdeโ€ divenne cosรฌ parte integrante dellโ€™immaginario della scrittrice e fu ammirato da alcuni dei protagonisti della vita culturale nuorese che contribuirono a fare della cittร  lโ€™โ€œ๐‘จ๐’•๐’†๐’๐’† ๐’”๐’‚๐’“๐’…๐’‚โ€ del Novecento, da ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ ๐’๐š๐ญ๐ญ๐š ad ๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ ๐๐š๐ฅ๐ฅ๐ž๐ซ๐จ, fino ad altri importanti intellettuali e artisti sardi, come ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž ๐ƒ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ขฬ€, ๐‹๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐…๐š๐ฅ๐œ๐ก๐ข e ๐‘๐ž๐ฆ๐จ ๐๐ซ๐š๐ง๐œ๐š.

๐—จ๐—ปโ€™๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ
Il tempo e le trasformazioni urbanistiche hanno profondamente modificato questโ€™area. Il grande pino, dopo aver resistito per decenni alle intemperie e allโ€™avanzare del cemento, รจ morto ed รจ stato abbattuto nel 2019. Ma grazie allโ€™impegno dei ๐ฏ๐จ๐ฅ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ข, nel 2021, in occasione del 150ยฐ anniversario della nascita di Grazia Deledda, รจ stato presentato un progetto per restituire vita a questo luogo attraverso la realizzazione del ๐ฉ๐š๐ซ๐œ๐จ โ€œ๐‘ฐ๐’ ๐‘ท๐’Š๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐‘ฎ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚ ๐‘ซ๐’†๐’๐’†๐’…๐’…๐’‚โ€, recuperandone gli elementi piรน cari alla scrittrice.

Ricordare Grazia Deledda, oggi, significa anche riappropriarsi dei luoghi concreti della sua memoria. Significa restituire alla comunitร  uno degli spazi a cielo aperto nei quali una giovane donna ha trovato il coraggio e la determinazione per raccontare la sua terra al mondo.

Con la messa a dimora di un nuovo pino, simbolo di rinascita, il recupero dellโ€™antica vasca in granito, la ricostruzione della casetta e lโ€™impianto di una vigna storico-sperimentale, ๐‘บ๐’– ๐‘ท๐’Š๐’๐’– potrร  continuare a raccontare alle nuove generazioni la storia della prima e unica donna in Italia ad aver conquistato il premio Nobel per la Letteratura.

๐—•๐˜‚๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ, ๐—š๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ.

๐—ฆ๐—”๐—ฆ ๐—š๐—จ๐—ฅ๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—๐—˜๐—ฅ๐—”๐—ฆ ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ๐—Ÿโ€™๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜: ๐—Ÿ๐—˜ ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—˜ ๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ฃ๐—ฃ๐—ข๐—Ÿ๐—˜ ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ ๐—š๐—Ÿ๐—œ ๐—”๐—ฉ๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—ง๐—ข๐—œIn alcune aree del Monte Ortobene, affiorano ancora o...
23/09/2026

๐—ฆ๐—”๐—ฆ ๐—š๐—จ๐—ฅ๐—ง๐—จ๐—ฅ๐—๐—˜๐—ฅ๐—”๐—ฆ ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ๐—Ÿโ€™๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜: ๐—Ÿ๐—˜ ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—˜ ๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ฃ๐—ฃ๐—ข๐—Ÿ๐—˜ ๐—ฃ๐—˜๐—ฅ ๐—š๐—Ÿ๐—œ ๐—”๐—ฉ๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—ง๐—ข๐—œ
In alcune aree del Monte Ortobene, affiorano ancora oggi curiose strutture murarie a pianta circolare, testimoni di un'epoca in cui i cieli del circondario erano abitualmente solcati dal maestoso volo dei grandi rapaci necrofagi.

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Note come ๐ฌ๐š๐ฌ ๐ ๐ฎ๐ซ๐ญ๐ฎ๐ซ๐ฃ๐ž๐ซ๐š๐ฌ (dal termine sardo gurturju, l'avvoltoio), queste costruzioni erano vere e proprie trappole edificate sfruttando i limiti fisici dell'animale.
All'interno della camera circolare veniva collocata la carcassa di un animale come esca. Attirato dal cibo, il grifone calava nel perimetro delimitato dai muretti a secco per alimentarsi. Tuttavia, lo spazio angusto e l'altezza delle pareti impedivano all'uccello di compiere rapidamente la rincorsa necessaria al decollo. Con un'apertura alare che supera facilmente i due metri, il rapace restava bloccato sul fondo, impossibilitato a riprendere velocemente quota, finendo per essere abbattuto con bastoni da chi attendeva nei pressi.

๐—Ÿ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ฎ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜‚๐—ป ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—น๐—ถ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ผ ๐—บ๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ
L'abbattimento di questi grandi volatili non rispondeva certamente ad esigenze alimentari. A motivare la caccia era soprattutto il valore economico delle ๐ฉ๐ž๐ง๐ง๐ž remiganti primarie: per la loro eccezionale robustezza, flessibilitร  e capacitร  di trattenere l'inchiostro, le penne di grifone erano considerate uno strumento di scrittura ricercato da scrivani, notai e funzionari pubblici dellโ€™epoca.

๐—Ÿ๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ถ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐Ÿญ๐Ÿต๐Ÿฌ๐Ÿญ: ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ผ๐—ฐ๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—˜๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐—”๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐—ด๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐——๐—ฒ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ข๐—ฑ๐—ฑ๐—ถ
La presenza numerosa dei grifoni nell'agro di Nuoro all'inizio del Novecento trova una puntuale descrizione nelle pagine dell'Ornitologia Italiana, redatte dal noto studioso e naturalista veneto ๐„๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐€๐ซ๐ซ๐ข๐ ๐จ๐ง๐ข ๐ƒ๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐Ž๐๐๐ข. Nel febbraio del 1901, l'autore intraprese una battuta di caccia proprio alle falde della montagna nuorese, lasciando una cronaca diretta dell'esperienza:

ยซ๐˜•๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜ง๐˜ฆ๐˜ฃ๐˜ฃ๐˜ณ๐˜ข๐˜ช๐˜ฐ 1901 ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฑ๐˜ฑ๐˜ช ๐˜ข ๐˜•๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ญ๐˜ฐ๐˜ค๐˜ข๐˜ญ๐˜ช๐˜ต๐˜ขฬ€ ๐˜ฅ๐˜ข ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ด๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ง๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ช๐˜ต๐˜ข ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ป๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฏ๐˜ช๐˜ข ๐˜ช๐˜ญ ๐˜”๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜–๐˜ณ๐˜ต๐˜ฉ๐˜ฐ๐˜ฃ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฆ, ๐˜ข๐˜ญ๐˜ต๐˜ฐ 1000 ๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ต๐˜ณ๐˜ช. ๐˜•๐˜ฐ๐˜ฏ ๐˜ท๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ต๐˜ข ๐˜ฐ๐˜ค๐˜ค๐˜ข๐˜ด๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ข๐˜ท๐˜ท๐˜ช๐˜ค๐˜ช๐˜ฏ๐˜ข๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ค๐˜ข๐˜ค๐˜ค๐˜ช๐˜ข๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ข๐˜ท๐˜ท๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ช. ๐˜๐˜ฆ๐˜ค๐˜ช ๐˜ช๐˜ญ ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ฑ๐˜ช๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฃ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข๐˜จ๐˜ญ๐˜ช๐˜ข; ๐˜ด๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ถ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ช, ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ด๐˜ฆ๐˜จ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ค๐˜ข๐˜ท๐˜ข๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ญโ€™๐˜ช๐˜ฏ๐˜ค๐˜ข๐˜ณ๐˜ช๐˜ค๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ฑ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ด๐˜ฑ๐˜ช๐˜ข๐˜ฏ๐˜ข๐˜ต๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ค๐˜ค๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ญ๐˜ญโ€™๐˜–๐˜ณ๐˜ต๐˜ฉ๐˜ฐ๐˜ฃ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ฆ ๐˜ท๐˜ฆ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช๐˜ข๐˜ณ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ด๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ญ ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ณ๐˜ณ๐˜ช๐˜ท๐˜ฐโ€ฆ ๐˜๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ต๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ด๐˜ช ๐˜ญ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ถ๐˜ช๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ข๐˜ฏ๐˜ป๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ค๐˜ช๐˜ณ๐˜ค๐˜ข 100 ๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ต๐˜ณ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฏ๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฎ๐˜ช ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ท๐˜ช๐˜ด๐˜ด๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ด๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ช๐˜จ๐˜ญ๐˜ช๐˜ฐโ€ฆ ๐˜œ๐˜ฏ ๐˜ง๐˜ช๐˜ด๐˜ค๐˜ฉ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ด๐˜ด๐˜ฆ ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ข ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ. ๐˜๐˜ถ ๐˜ญโ€™๐˜ข๐˜ท๐˜ท๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ต๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜จ๐˜ถ๐˜ช๐˜ฅ๐˜ข ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜จ๐˜ณ๐˜ช๐˜ง๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ช๐˜ฏ ๐˜ท๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ขโ€ฆ ๐˜ฅ๐˜ฐ๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฑ๐˜ฐ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ช ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ถ๐˜ต๐˜ช ๐˜ค๐˜ข๐˜ญ๐˜ฐฬ€ ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ ๐˜ต๐˜ข๐˜ณ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ท๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช ๐˜ด๐˜ค๐˜ฆ๐˜ด๐˜ฐ ๐˜ด๐˜ถ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ณ๐˜ฐ๐˜จ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜ค๐˜ข๐˜ท๐˜ข๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ค๐˜ช๐˜ฐฬ€ ๐˜ข ๐˜ด๐˜ค๐˜ข๐˜ณ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ณ๐˜ญ๐˜ขโ€ฆ ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ด๐˜ฐ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ข๐˜จ๐˜จ๐˜ช๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ด๐˜ฆ ๐˜ด๐˜ถ๐˜ฃ๐˜ช๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฐ, ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ป๐˜ฐ, ๐˜ถ๐˜ฏ ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข๐˜ณ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฆ ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜ท๐˜ฐ๐˜ญ๐˜จ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏโ€™๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ข ๐˜ฃ๐˜ฆ๐˜ฏ ๐˜ฐ๐˜ต๐˜ต๐˜ฐ ๐˜จ๐˜ณ๐˜ช๐˜ง๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ญ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ช๐˜ข๐˜ท๐˜ข๐˜ฏ๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ท๐˜ช๐˜ฅ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ, ๐˜ง๐˜ถ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ, ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฅ๐˜ฐ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ฐ, ๐˜ช๐˜ญ ๐˜ค๐˜ข๐˜ณ๐˜ค๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฆ!ยป

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Sebbene quelle pratiche venatorie appartengano fortunatamente al passato e la tutela dell'avvoltoio sia oggi al centro di rigorosi progetti di conservazione della biodiversitร  in Sardegna, le strutture in pietra rimangono visibili per gli escursionisti piรน attenti.
Uno degli esempi di gurturjera meglio conservati e documentati si incontra a metร  costa lungo il pendio che, partendo dall'area della statua del Redentore, scende in direzione di Funtana eโ€™ mercante.

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Riconoscere e interpretare le strutture del passato ci consente di arricchire l'esperienza nei nostri sentieri montani. Questi manufatti raccontano parte della nostra storia e delle complesse interazioni tra comunitร  locale, risorse naturali e fauna selvatica: una memoria materiale che comunque merita di essere salvaguardata, compresa e valorizzata all'interno degli itinerari del nostro patrimonio rustico-rurale.

- ๐˜š๐˜ฐ๐˜ด๐˜ต๐˜ช๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ช ๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ช๐˜ท๐˜ช๐˜ต๐˜ขฬ€! 5x1000 ad OrthobenEssere, Codice Fiscale: 93028020910. Grazie!

Una Grazia Deledda meno conosciuta, appassionata di equitazione, che ama cavalcare seduta non secondo lโ€™uso piรน comune d...
16/09/2026

Una Grazia Deledda meno conosciuta, appassionata di equitazione, che ama cavalcare seduta non secondo lโ€™uso piรน comune delle donne sarde del suo tempo, ma โ€œallโ€™ingleseโ€ o come gli uomini.

Una giovane amazzone che attraversa a cavallo paesaggi sublimi, immersa in panorami affascinanti, ma ancora piรน suggestivi al ritorno, quando la notte avvolge ogni cosa in un misterioso plenilunio.

รˆ una Grazia Deledda che vede nel cavallo un simbolo di libertร  e di gioia e che, cavalcando, si spinge fino alla strada per Macomer, nella localitร  di "Su Pinu", dove si trovava la vigna di famiglia e dove poteva presiedere alla vendemmia.

Queste e molte altre curiositร , sono raccontate nel libro โ€œSu Pinu โ€“ IL PINO DI GRAZIA DELEDDAโ€, disponibile nelle librerie di Nuoro.

Lโ€™acquisto del libro, che racconta la storia del luogo dall'epoca della scrittrice fino ai giorni nostri, contribuisce a sostenere le attivitร  dei volontari nella realizzazione del parco!

๐™Ž๐™Š๐™Ž ๐™€๐™‡๐™„๐˜พ๐™ƒ๐™€๐™Ž ๐˜ผ๐™๐™๐™Š๐™Ž: ๐—œ๐—Ÿ ๐—ง๐—ข๐—ฃ๐—ข๐—ก๐—œ๐— ๐—ข ๐—–๐—ข๐—ก ๐—Ÿ๐—” ๐— ๐—˜๐— ๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—” ๐——๐—˜๐—œ ๐—Ÿ๐—˜๐—–๐—–๐—œ ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—œ ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—œ ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ก๐—œ๐—ง๐—œ ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐— ๐—ข๐—ก๐—ง๐—˜ ๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜Sul versante sud-orienta...
10/09/2026

๐™Ž๐™Š๐™Ž ๐™€๐™‡๐™„๐˜พ๐™ƒ๐™€๐™Ž ๐˜ผ๐™๐™๐™Š๐™Ž: ๐—œ๐—Ÿ ๐—ง๐—ข๐—ฃ๐—ข๐—ก๐—œ๐— ๐—ข ๐—–๐—ข๐—ก ๐—Ÿ๐—” ๐— ๐—˜๐— ๐—ข๐—ฅ๐—œ๐—” ๐——๐—˜๐—œ ๐—Ÿ๐—˜๐—–๐—–๐—œ ๐—”๐—ก๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—œ ๐—ง๐—ฅ๐—” ๐—œ ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ก๐—œ๐—ง๐—œ ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐— ๐—ข๐—ก๐—ง๐—˜ ๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜
Sul versante sud-orientale del Monte Ortobene, tra le localitร  di ๐˜š๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ฅ๐˜ข ๐˜–๐˜ณ๐˜ต๐˜ข๐˜ช e ๐˜š๐˜ข ๐˜—๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ค๐˜ข, si apre un luogo il cui toponimo custodisce una chiara indicazione botanica: ๐‘บ๐’๐’” ๐‘ฌ๐’๐’Š๐’„๐’‰๐’†๐’” ๐‘จ๐’“๐’•๐’๐’”. Questo nome evoca la presenza, un tempo imponente, di grandi alberi di leccio (๐˜˜๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ค๐˜ถ๐˜ด ๐˜ช๐˜ญ๐˜ฆ๐˜น ๐˜“.), capaci di definire la fisionomia di un paesaggio naturale plasmato dal tempo ma anche dal rapporto con l'uomo. Oggi, camminare in quest'area significa confrontarsi con i segni profondi di una ferita ambientale e, al contempo, con la tenacia di un ecosistema che riesce a rigenerarsi.

๐—จ๐—ป ๐—ฝ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น ๐—ณ๐˜‚๐—ผ๐—ฐ๐—ผ
Se oggi possiamo solo immaginare la densitร  e la maestositร  della copertura boschiva che un tempo caratterizzava ๐˜š๐˜ฐ๐˜ด ๐˜Œ๐˜ญ๐˜ช๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ๐˜ด ๐˜ˆ๐˜ณ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ด, il motivo risiede in un evento drammatico che ha segnato indelebilmente la storia recente della montagna: il ๐๐ž๐ฏ๐š๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐ข๐ง๐œ๐ž๐ง๐๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ•๐Ÿ. Quel rogo ha distrutto gran parte del patrimonio arboreo, spazzando via ecosistemi complessi e alterato gli equilibri locali. La riforestazione avviata negli anni successivi sta lentamente ridando vita ai pendii, ma il confronto con la complessitร  maestosa del bosco originario evidenzia un divario ancora profondo. La natura avanza con i suoi tempi lenti e ci ricorda quanto sia difficile recuperare ciรฒ che l'azione umana puรฒ compromettere in pochi attimi.

๐—œ๐—น ๐—น๐—ฒ๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ: ๐—ฐ๐˜‚๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐˜๐—ถ ๐—ฒ ๐—บ๐—ฎ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ
Nonostante le avversitร , il leccio rimane il pilastro vegetazionale dell'Ortobene. Negli ambienti rupestri di questa fascia โ€“ che botanicamente rientra nell'associazione del ๐˜˜๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ค๐˜ฆ๐˜ต๐˜ถ๐˜ฎ ๐˜ช๐˜ญ๐˜ช๐˜ค๐˜ช๐˜ด โ€“ la pianta mostra una straordinaria capacitร  di sopravvivenza su suoli sottili e sassosi. Grazie a un robusto ๐š๐ฉ๐ฉ๐š๐ซ๐š๐ญ๐จ ๐ซ๐š๐๐ข๐œ๐š๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ง๐š๐ง๐ญ๐ž, capace di penetrare per metri nelle fessure della roccia alla ricerca di umiditร , e alla facoltร  di emettere polloni dalle radici laterali, il leccio garantisce una naturale continuitร  alla vegetazione. Le sue foglie coriacee, protette da una peluria inferiore che trattiene l'acqua, e la scorza spaccata in placche raccontano una perfetta armonia evolutiva con l'ambiente mediterraneo.

๐—จ๐˜€๐—ผ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜๐˜‚๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ
Il legame tra l'uomo e i boschi di leccio di questa zona sono legate storicamente alla gestione a ceduo per la produzione di legna da ardere e carbone vegetale.

Comprendere la storia e la biologia di ๐˜š๐˜ฐ๐˜ด ๐˜Œ๐˜ญ๐˜ช๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ๐˜ด ๐˜ˆ๐˜ณ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ด, รจ oggi un atto di consapevolezza ecologica. Osservare i lecci superstiti e i tentativi di rinascita della montagna significa riconoscere l'importanza di un patrimonio che richiede rispetto, tutela attiva e ovviamente un turismo attento, capace di valorizzare la biodiversitร  locale senza comprometterne l'equilibrio.

๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—›๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—˜๐—ฅ๐—˜ ๐—–๐—จ๐—ฆ๐—ง๐—ข๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—•๐—œ๐—ข๐——๐—œ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ฆ๐—œ๐—ง๐—”ฬ€: ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—œ๐—š๐—ก๐—” ๐——๐—œ ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ญ๐—œ๐—” ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—˜๐——๐——๐—” ๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜ ๐—ฅ๐—œ๐—ฆ๐—ข๐—ฅ๐—ฆ๐—˜ ๐—š๐—˜๐—ก๐—˜๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—˜ ๐—”๐—จ๐—ง๐—ข๐—–๐—ง๐—ข๐—ก๐—˜La tutela delle r...
02/09/2026

๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—›๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜๐—ฆ๐—ฆ๐—˜๐—ฅ๐—˜ ๐—–๐—จ๐—ฆ๐—ง๐—ข๐——๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—•๐—œ๐—ข๐——๐—œ๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—ฆ๐—œ๐—ง๐—”ฬ€: ๐—Ÿ๐—” ๐—ฉ๐—œ๐—š๐—ก๐—” ๐——๐—œ ๐—š๐—ฅ๐—”๐—ญ๐—œ๐—” ๐——๐—˜๐—Ÿ๐—˜๐——๐——๐—” ๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜ ๐—ฅ๐—œ๐—ฆ๐—ข๐—ฅ๐—ฆ๐—˜ ๐—š๐—˜๐—ก๐—˜๐—ง๐—œ๐—–๐—›๐—˜ ๐—”๐—จ๐—ง๐—ข๐—–๐—ง๐—ข๐—ก๐—˜
La tutela delle risorse genetiche e delle produzioni tradizionali rappresenta una sfida fondamentale per la conservazione dell'identitร  e dell'ecosistema del nostro territorio. In Sardegna esiste un quadro normativo che riconosce e tutela l'๐š๐ ๐ซ๐จ๐›๐ข๐จ๐๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐šฬ€ sotto il profilo economico, scientifico, culturale e ambientale.

Con questo spirito, lโ€™associazione di volontariato OrthobenEssere entra a far parte della rete regionale degli AAC che hanno un ruolo di primaria importanza per la salvaguardia ๐˜ช๐˜ฏ ๐˜ด๐˜ช๐˜ต๐˜ถ delle razze e delle varietร  locali, specie quelle a rischio di estinzione.

๐—–๐—ต๐—ถ ๐—ฒฬ€ ๐—–๐˜‚๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—•๐—ถ๐—ผ๐—ฑ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€?
Il riconoscimento viene attribuito a chi possiede specifici requisiti professionali ed รจ impegnato nella protezione attiva del patrimonio agrario, zootecnico e forestale dell'isola. La norma favorisce in particolar modo i membri delle comunitร  locali tradizionalmente dediti alla conservazione o alla riscoperta delle risorse genetiche autoctone.

Tra i compiti principali del ๐‚๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ž rientrano ad esempio la messa in sicurezza e la protezione delle risorse vegetali o animali da contaminazioni e alterazioni, garantendo la variabilitร  genetica all'interno della varietร  o razza locale; la diffusione della conoscenza e la promozione della coltivazione o dell'allevamento di tali risorse e il rinnovo periodico dei semi e del materiale di propagazione.

๐—œ๐—น ๐—ฟ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ข๐—ฟ๐˜๐—ต๐—ผ๐—ฏ๐—ฒ๐—ป๐—˜๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜๐˜‚๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ฎ๐˜‚๐˜๐—ผ๐—ฐ๐˜๐—ผ๐—ป๐—ถ
In tutta la Sardegna si contano 136 soggetti custodi per il comparto vegetale, rappresentati quasi interamente da aziende e societร  agricole. La sezione dedicata alla ๐ฏ๐ข๐ญ๐ž comprende appena 6 iscritti: tra questi, ora, cโ€™รจ anche ๐‘ถ๐’“๐’•๐’‰๐’๐’ƒ๐’†๐’๐‘ฌ๐’”๐’”๐’†๐’“๐’†, che rappresenta l'unica ๐ซ๐ž๐š๐ฅ๐ญ๐šฬ€ ๐š๐ฌ๐ฌ๐จ๐œ๐ข๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐š ๐๐ข ๐ฏ๐จ๐ฅ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ข๐š๐ญ๐จ.

In collaborazione con le agenzie regionali ๐€๐ ๐ซ๐ข๐ฌ e ๐‹๐š๐จ๐ซ๐ž, OrthobenEssere ha avviato il reimpianto storico-sperimentale della โ€œ๐•๐ข๐ ๐ง๐š ๐๐ข ๐†๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š ๐ƒ๐ž๐ฅ๐ž๐๐๐šโ€. Attraverso questo progetto, l'associazione diventerร  custode ufficiale di ๐ฏ๐ข๐ญ๐ข๐ ๐ง๐ข ๐š๐ฎ๐ญ๐จ๐œ๐ญ๐จ๐ง๐ข tradizionali, tra cui la Granatza, l'Alvarega e la Nera del ponte, contribuendo concretamente alla ricerca e alla conservazione di queste varietร !

๐—จ๐—ป ๐—น๐—ฎ๐—ฏ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐˜‚๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฐ๐˜‚๐—น๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ, ๐—บ๐—ฒ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ
Lโ€™obiettivo della ๐‘ฝ๐’Š๐’ˆ๐’๐’‚ ๐’…๐’Š ๐‘ฎ๐’“๐’‚๐’›๐’Š๐’‚ ๐‘ซ๐’†๐’๐’†๐’…๐’…๐’‚ รจ proprio questo. Si tratta ovviamente di un piccolo ๐ฏ๐ข๐ ๐ง๐ž๐ญ๐จ ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐ž ๐ฎ๐ซ๐›๐š๐ง๐จ, lontano dalle logiche delle grandi produzioni commerciali, ma ricco di una profonda ๐ฏ๐š๐ฅ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐œ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐ฎ๐ซ๐š๐ฅ๐ž ๐š๐ฅ๐ฅโ€™๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ข๐š๐ญ๐จ.

Uno spazio un tempo abbandonato che finalmente torna vivo, capace di ๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐ž ๐š๐ฅ ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€: far partecipare le scolaresche e la cittadinanza ad eventi e pratiche legate alle tradizioni vitivinicole locali e, al contempo, studiare e preservare il patrimonio genetico autoctono.

Tutto questo prende forma nello stesso luogo dellโ€™anima che ha custodito la fanciullezza e dato ispirazione alla nostra concittadina Premio Nobel.

30/08/2026

Festa del Redentore - Monte Ortobene 2026
Testo di un estratto di cornaca del 1902

๐—œ๐—Ÿ ๐—ฉ๐—œ๐—”๐—š๐—š๐—œ๐—ข ๐— ๐—ข๐—ก๐—จ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—”๐—Ÿ๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐——๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—˜: ๐—ค๐—จ๐—˜๐—Ÿ ๐——๐—˜๐—ง๐—ง๐—”๐—š๐—Ÿ๐—œ๐—ข ๐—ฃ๐—ข๐—–๐—ข ๐—ก๐—ข๐—ง๐—ข ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฆ๐—”๐—Ÿ๐—œ๐—ง๐—” ๐—”๐—Ÿ๐—Ÿ'๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜La ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐ฎ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐‘๐ž๐๐ž๐ง๐ญ๐จ๐ซ๐ž, colloca...
29/08/2026

๐—œ๐—Ÿ ๐—ฉ๐—œ๐—”๐—š๐—š๐—œ๐—ข ๐— ๐—ข๐—ก๐—จ๐— ๐—˜๐—ก๐—ง๐—”๐—Ÿ๐—˜ ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐—ฅ๐—˜๐——๐—˜๐—ก๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—˜: ๐—ค๐—จ๐—˜๐—Ÿ ๐——๐—˜๐—ง๐—ง๐—”๐—š๐—Ÿ๐—œ๐—ข ๐—ฃ๐—ข๐—–๐—ข ๐—ก๐—ข๐—ง๐—ข ๐—ฆ๐—จ๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐—ฆ๐—”๐—Ÿ๐—œ๐—ง๐—” ๐—”๐—Ÿ๐—Ÿ'๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—ข๐—•๐—˜๐—ก๐—˜
La ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐ฎ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐‘๐ž๐๐ž๐ง๐ญ๐จ๐ซ๐ž, collocata sulla cima del Monte Ortobene, rappresenta uno dei simboli identitari piรน forti della cittร  di Nuoro e dell'intera isola. Sebbene la sua presenza sia oggi un punto di riferimento familiare nel paesaggio nuorese, le fasi del suo collocamento nel 1901 richiesero un enorme sforzo logistico e umano, accompagnato da imprevisti sul percorso che ne segnarono la storia.

๐—Ÿ๐—ฎ ๐˜€๐—ณ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฎ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ถ ๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐˜€๐—ผ ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ
La grandiosa opera venne trasportata verso la vetta frazionata in varie sezioni, affidate al lento e pesante incedere dei carri a buoi. Il tracciato stabilito per l'ascesa ricalcava in parte quello che oggi i frequentatori della montagna conoscono come il ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ž๐ซ๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ.

A testimonianza di questo storico passaggio restano ancora oggi le croci in ferro disseminate lungo il cammino, un punto di riferimento visivo che scandisce le tappe della salita.

๐—Ÿ'๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐— ๐˜‚๐—ฟ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฟ๐—ผ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—•๐—ผ๐—ฟ๐—ฏ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ
Un dettaglio meno noto di questa impresa riguarda le severe difficoltร  riscontrate nelle prime fasi dell'ascesa. Subito dopo la zona della ๐’๐จ๐ฅ๐ข๐ญ๐ฎ๐๐ข๐ง๐ž, all'inizio della salita verso la cima, i carri dovettero affrontare la ripidissima pendenza di ๐Œ๐ฎ๐ซ๐ซ๐จ๐ง๐ž.

La mole imponente dei pezzi in bronzo mise a durissima prova i buoi, impossibilitati a superare quel tratto cosรฌ scosceso senza rischiare il blocco dei trasporti o l'incolumitร  degli animali stessi.

Di fronte all'evidente ostacolo fisico del terreno, i responsabili del trasporto presero una decisione immediata: deviare il tragitto originario. I carri vennero fatti proseguire passando per la zona di ๐๐จ๐ซ๐›๐จ๐ซ๐ž, affrontando un percorso alternativo per poi ricongiungersi, piรน a monte, con l'itinerario prestabilito.

Alcuni cavalieri in occasione della 126^ Festa del Redentore - Nuoro๐ŸŒบ[Quarta parte]
28/08/2026

Alcuni cavalieri in occasione della 126^ Festa del Redentore - Nuoro๐ŸŒบ

[Quarta parte]

Altre immagini della sfilata in occasione della 126^ Festa del Redentore - Nuoro๐ŸŒบ[Terza parte]
28/08/2026

Altre immagini della sfilata in occasione della 126^ Festa del Redentore - Nuoro๐ŸŒบ

[Terza parte]

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