15/08/2026
Grazia Deledda: la voce della Sardegna che conquistò il mondo
Il 15 agosto 1936, a Roma, moriva Grazia Deledda, una delle più importanti protagoniste della letteratura italiana del Novecento.
Scrittrice intensa e straordinariamente prolifica, Deledda seppe trasformare la sua terra d’origine in materia universale, raccontando attraverso la Sardegna, e in particolare il territorio del Nuorese, sentimenti, passioni, conflitti e inquietudini capaci di parlare a ogni lettore.
Nel 1926 arrivò il più prestigioso riconoscimento: il Premio Nobel per la Letteratura, conferito “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano” (dal libro di Neria De Giovanni, Grazia Deledda, 2016).
Una motivazione che restituisce ancora oggi la straordinaria forza della sua opera. Grazia Deledda rimane, inoltre, l’unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.
La sua narrativa, sospesa tra verismo, tradizione regionale e patrimonio folcloristico, ha dato voce alle cronache, alle leggende e all’anima dei paesi del Nuorese, consegnando la Sardegna alla letteratura internazionale.
Ma il legame con la sua terra non si è mai interrotto.
Nel 1959, le sue spoglie furono riportate a Nuoro e deposte nella Chiesa della Solitudine, ai piedi del Monte Ortobene. Un luogo che, negli anni precedenti, era stato restaurato e arricchito grazie alla sensibilità di importanti artisti sardi: Giovanni Ciusa Romagna, Eugenio Tavolara e Gavino Tilocca.
E proprio accanto a quel piccolo santuario, nel 2011, anche Maria Lai volle rendere omaggio a Deledda, collocando la sua ultima opera. Un dialogo ideale tra due grandi donne della cultura sarda, unite dalla capacità di trasformare il proprio legame con la Sardegna in un linguaggio capace di andare oltre i confini dell’isola.
Poco distante, la casa paterna nel rione di San Pietro, oggi Museo Deleddiano e centro del Parco Letterario, conserva la memoria della giovane Grazia e dello sguardo con cui, fin da ragazza, contemplava il Monte Ortobene.
A novant'anni dalla sua scomparsa, la voce di Grazia Deledda continua così a vivere nei luoghi che l’hanno ispirata e nelle sue pagine, dove la Sardegna non è soltanto uno scenario, ma diventa universo umano, memoria e destino.
Testi: edizioni
Illustrazione:
Una voce profondamente sarda, diventata patrimonio del mondo.