ANPI Sez. Novi di Modena

ANPI Sez. Novi di Modena Pagina ufficiale della sezione ANPI del Comune di Novi di Modena.

L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, venne fondata nel 1944 dai partecipanti alla resistenza italiana contro l'occupazione nazifascista, durante la seconda guerra mondiale. Dal 2006, oltre agli ex-partigiani, l'associazione è aperta a chiunque condivida i valori antifascisti e democratici della Resistenza. Obiettivi dell'ANPI sono il recupero, la difesa e la valorizzazione della mem

oria storica della lotta partigiana, contro ogni revisionismo, e il sostegno attivo ai valori di libertà e democrazia, alla base della Costituzione della Repubblica Italiana, nata nel 1948 proprio dalla Resistenza.

Auguri Adelmo!!!♥️   Adelmo Cervi ANPI Sez. Rovereto s/S
24/08/2026

Auguri Adelmo!!!♥️

Adelmo Cervi ANPI Sez. Rovereto s/S

Il 23 agosto 1923 moriva 𝗗𝗼𝗻 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗠𝗶𝗻𝘇𝗼𝗻𝗶, assassinato a bastonate dagli squadristi fascisti di Italo Balbo. Aveva 3...
23/08/2026

Il 23 agosto 1923 moriva 𝗗𝗼𝗻 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗠𝗶𝗻𝘇𝗼𝗻𝗶, assassinato a bastonate dagli squadristi fascisti di Italo Balbo. Aveva 38 anni.
Si era distinto durante la prima Guerra Mondiale come cappellano militare al fronte, venendo insignito della Medaglia d'Argento al valor militare.
Al suo rientro, si occupò attivamente nella propria comunità di educazione e lavoro, supportando l'emancipazione dei braccianti e delle famiglie più povere attraverso il doposcuola, lo scoutismo e l'attività delle cooperative agricole.
Denunciò pubblicamente e con forza i soprusi politici e le violenze subiti da cattolici, socialisti e dai movimenti sindacali della zona.
Pagó infine con la vita il proprio impegno, diventando un esempio di resistenza civile e morale contro l'ascesa del regime fascista, un martire della libertà.🌹
"𝗥𝗶𝘁𝗶𝗿𝗮𝗿𝗺𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗿𝗶𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗮. 𝗔 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗹𝗮𝗯𝗯𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝗳𝗲𝗿𝗮, 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗰𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲."

22/08/2026

Il giorno di Ferragosto, fuori da una gelateria di San Giovanni Lupatoto, lo street artist Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, è stato strattonato, minacciato e spinto a terra davanti al figlio di soli tre anni e alla moglie. L’aggressore, un trentaseienne subito identificato dai carabinieri, indossava i simboli dell’Hellas Army, gruppo della Curva Sud del Verona legato alla destra radicale. Un blitz squadrista contro chi, da oltre trent’anni, usa la propria bomboletta spray per cancellare la feccia dai muri — svastiche, croci celtiche e slogan d’odio — e sostituirla con fragole, forme di formaggio e prodotti della nostra terra.
L’attacco non arriva dal nulla. Spinazzè, che convive con la sclerosi multipla, porta avanti da decenni una resistenza visiva basata su un’idea elementare: «Il cibo mette tutti d’accordo». Una battaglia pacifica che gli è costata un’escalation di intimidazioni costante: minacce di morte, una bomba carta fatta esplodere sotto casa anni fa e, poche ore fa, adesivi col suo nome barrato lasciati direttamente sulla cassetta delle lettere. L’aggressione fisica di Ferragosto è solo l’ultimo salto di qualità di un clima d’odio mai sopito.
È qui che il fatto di cronaca chiama in causa il mondo dello sport. L’aggressore ha agito rivendicando la propria appartenenza a una specifica sottocultura tifoidea. Per troppi anni, attorno allo stadio Bentegodi e nelle trasferte, si è tollerata la presenza sistematica di nostalgia neofascista, striscioni eversivi e cori razzisti, derubricando il tutto a folkloristica “goliardia”. L’aggressione a Cibo dimostra che quella tolleranza produce frutti avvelenati anche fuori dai cancelli dell’impianto sportivo.
Cosa intende fare oggi l’Hellas Verona per prendere nettamente le distanze e isolare questa frangia violenta? Il silenzio delle società sportive di fronte ad attacchi di matrice neofascista rischia di trasformarsi in omertà. L’Articolo 21 della nostra Costituzione garantisce la libertà di espressione, e l’opera di Cibo ne è un presidio concreto e democratico.
A Pier Paolo e alla sua famiglia va tutta la solidarietà e la nostra scorta mediatica. Terremo i riflettori costantemente accesi su questa vicenda, affinché gli squadristi non possano contare sull’isolamento delle loro vittime. Il calcio e le istituzioni decidano da che parte stare; noi la nostra scelta l’abbiamo già fatta.
Ci associamo a Alekos Prete e esprimiamo la nostra solidarietà a Cibo

"𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼. 𝗜𝗼, 𝘀𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗲 𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗻𝗲; 𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲𝗶...
19/08/2026

"𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼. 𝗜𝗼, 𝘀𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗲 𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗻𝗲; 𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲𝗶 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗲 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼... 𝗘̀' 𝘂𝗻 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗻𝗼, 𝗺𝗮 𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼. 𝗖𝗵𝗲 𝗴𝗼𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝗼 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼, 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲."
Queste parole (drammaticamente profetiche se si pensa a cosa avrebbe visto di lì a poco la Storia del '900) furono pronunciate da 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗚𝗮𝗿𝗰𝗶́𝗮 𝗟𝗼𝗿𝗰𝗮 solo cinque anni prima della sua uccisione, avvenuta per mano delle milizie franchiste il , durante i primi giorni della guerra civile sp****la.
Viene assassinato perché “socialista, massone appartenente alla loggia Alhambra e pratica l’omosessualità e altre aberrazioni", questo è ciò che si legge in un documento dell'epoca.
Lorca è stato l'emblema dell'artista militante: attraverso i suoi lavori come scrittore, poeta, drammaturgo e regista ha sempre rifiutato l’ideologia nazionalista, che andava diffondendosi in tutta Europa con il suo terribile carico di violenza contro il dissenso politico e ogni "diversità" non gradita al potere. Per questo aveva sostenuto con forza il governo repubblicano anche durante l'attacco del generale Franco (sostenuto attivamente, è bene ricordarlo, dal regime fascista che in quegli anni già imponeva una feroce dittatura all'Italia).
Quando venne fucilato Federico García Lorca aveva solo 38 anni: i suoi resti non sono stati mai più ritrovati, ma le sue parole e il suo esempio, a 90 anni dalla sua scomparsa, restano immortali.🌹

Ricorrevano ieri i 130 anni dalla nascita di 𝗧𝗶𝗻𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 (1896–1942). Fotografa, attrice e attivista politica italiana,...
18/08/2026

Ricorrevano ieri i 130 anni dalla nascita di 𝗧𝗶𝗻𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 (1896–1942). Fotografa, attrice e attivista politica italiana, oggi considerata una delle figure più affascinanti e d’avanguardia del XX secolo.
Nata a Udine, emigrò negli Stati Uniti e divenne un'icona del Rinascimento messicano, unendo al rigore formale della fotografia modernista un profondo impegno sociale. Antifascista e comunista, con il suo lavoro fotografico, lontano dagli stereotipi estetici dominanti all'epoca, rivendicó la dignità e la forza dei corpi dei lavoratori, dei contadini e delle donne, considerati sempre come soggetti politici e portatori di diritti.

16/08/2026

"𝐔𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐦𝐞, 𝐦𝐚 𝐥'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥'𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐢"

Il 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟒 fu ritrovato nei pressi di Riano, a pochi chilometri da Roma, il ca****re di 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨𝐭𝐭𝐢.

Il deputato socialista era stato rapito e ucciso da una squadraccia fascista su mandato di Benito Mussolini il 10 giugno 1924.

𝐕𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐓𝐢𝐭𝐭𝐚, moglie del deputato socialista, fu risoluta e ferma sul funerale, non voleva vedere fascisti, le sue parole:

«Chiedo che nessuna rappresentanza della milizia fascista sia di scorta al treno, nessun milite fascista di qualunque grado o carica, comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario in servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio e a Fratta Polesine fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina italiana che compie i suoi doveri, per potere esigere i suoi diritti, quindi nessuna vettura salone, nessuno scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio, ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno, quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, detto servizio sia affidato solamente ai soldati italiani»

Velia Titta, aveva commissionato a Adolfo Porry Pastorel, noto fotoreporter italiano del tempo, un ampio servizio fotografico sul luogo del rapimento e del delitto, sul ritrovamento della salma e sul funerale. Una selezioni degli scatti si può vedere sul sito della Casa Museo Giacomo Matteotti di Fratta Polesine. Sulla grafica di oggi uno di questi scatti.

ANPI Provinciale Rovigo Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

𝗣𝗜𝗖𝗖𝗢𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗘𝗥𝗥𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢Il termine Ferragosto deriva dalle "feriae Augusti", il riposo di Augusto, una festività in...
15/08/2026

𝗣𝗜𝗖𝗖𝗢𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗘𝗥𝗥𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢
Il termine Ferragosto deriva dalle "feriae Augusti", il riposo di Augusto, una festività indetta dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 avanti Cristo. La festa si rifaceva a propria volta ai Consualia, antiche celebrazioni romane che si tenevano alla fine dei lavori agricoli, nei primi giorni di agosto, con lo scopo di far godere un momento di riposo al termine del periodo del raccolto. I festeggiamenti furono poi spostati al 15 agosto dalla Chiesa cattolica, facendo coincidere l'antica festività contadina con l’Assunzione in cielo di Maria.
Ma a rendere il Ferragosto la giornata che oggi conosciamo, fu l’istituzione durante il fascismo dei “Treni popolari di Ferragosto”, di fatto la prima azione pubblica per creare un turismo di massa in Italia.
Il servizio permetteva durante l'estate, attraverso prezzi ferroviari calmierati, di avere più facilmente accesso alle località di villeggiatura. Un'iniziativa che ebbe, come molte altre nel corso del ventennio, uno scopo soprattutto di propaganda. Nei fatti, al di là delle pur numerose adesioni, durante tutto il regime l'Italia rimase un Paese in gran parte povero e arretrato e l'abitudine alle vacanze, insieme alla disponibilità economica per poterle fare, si consolidarono su numeri da turismo di massa soltanto nel secondo dopoguerra.
Resta comunque l'indiscutibile efficacia di questa manovra propagandistica del fascismo, che riuscì a creare l'idea nazional-popolare del Ferragosto che conserviamo ancora oggi.
𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶, 𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮!!! 🍉🌹🍉

Ricordiamo oggi 𝗜𝗿𝗺𝗮 𝗕𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮, staffetta partigiana bolognese e Medaglia d'Oro al valor militare, entrata nella Resisten...
14/08/2026

Ricordiamo oggi 𝗜𝗿𝗺𝗮 𝗕𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮, staffetta partigiana bolognese e Medaglia d'Oro al valor militare, entrata nella Resistenza dopo l'8 settembre 1943 con il nome di battaglia "Mimma".
Il 7 agosto 1944 è catturata dai fascisti e torturata orribilmente per sei giorni, venendo anche accecata, nel tentativo di farle rivelare i nomi dei suoi compagni. Ma Irma non parla mai.
La mattina del 14 agosto viene poi portata sotto alla casa dei genitori, sperando di spingerla a cedere. Ma ancora Irma non parla.
Allora la uccidono lì e il corpo viene lasciato esposto per un giorno intero, come sfregio finale e monito per gli altri partigiani.
Irma muore così, a 29 anni.
Nell'80° anniversario del voto alle donne, la memoria del suo sacrificio ci ricorda la forza e il coraggio di tutte le donne che misero a rischio le proprie vite nella Resistenza, spesso pagando un prezzo altissimo.
A Irma e a tutte loro dobbiamo la libertà e i diritti democratici di cui possiamo godere oggi e che tocca a noi ora difendere. 🌹🇮🇹🌹

Gino Strada ci lasciava 5 anni fa.E ci manca ogni giorno di più.💔
13/08/2026

Gino Strada ci lasciava 5 anni fa.
E ci manca ogni giorno di più.💔

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Via C. Zoldi 46
Novi Di Modena
41046

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