Breve memorandum per ripercorrere le pagine del nostro cammino, per farlo conoscere, per approfondire i valori, riconfermare lo spirito e suscitare nuovo entusiasmo.
1910 – Il 17 febbraio don Alessandro Rastelli, giovane prete a Trino Vercellese, viene urtato da un treno mentre si reca da Borgovercelli a Vercelli. Cade sulla massicciata. Soccorso, viene portato in ospedale con varie fratture: ne esce il 19 marzo. E’ salvo.
1911 – In maggio, le sorelle di don “Lisandrin”, gli offrono un viaggio a Lourdes per ringraziare la Madonna della sua guarigione. L’impatto con Lourdes e i Malati è profondo e scioccante: la fede, la devozione, l’accoglienza dei sofferenti gli toccano il cuore.
1912 – Primo pellegrinaggio a Lourdes di don Rastelli con un solo Malato. Potremmo definire questa data come l’inizio morale e interiore dell’Oftal.
1913 – Parte il primo treno da Vercelli con 300 pellegrini e 50 Malati.
1920 – Riprendono faticosamente i pellegrinaggi dopo la 1° guerra mondiale.
1932 – Nel mese di maggio i Vescovi del Piemonte in assemblea a Torino, decidono di dividere l’UNITAL (ente che organizzava i pellegrinaggi a Lourdes) in due sedi, una a Torino e una a Vercelli chediventerà sede autonoma. Ecco l’OPTAL (Opera Piemontese Trasporto Ammalati a Lourdes), checambierà in OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) coinvolgendo le Diocesi delPiemonte e, in seguito, altre Diocesi (ad oggi l’Oftal conta 18 Diocesi federate: le Diocesi del Piemonte, Liguria, Sardegna, la Valle d’Aosta, alcune Diocesi della Lombardia e una Diocesi del Friuli).
Il 12 agosto parte il primo treno che si unisce al pellegrinaggio nazionale francese.
NASCE L’OFTAL!
Le testimonianze fotografiche sono fornite direttamente da don Rastelli che, appassionato di foto, scatta e sviluppa, lasciando così una preziosa eredità.
1932 – 1967 – 1992 : anni in cui si definiscono gli statuti della vita associativa accanto alla quale non dobbiamo dimenticare che l’Oftal è prima di tutto cammino ecclesiale, Lourdes è cammino verso il Signore.
1938 – Vengono chiusi i confini con la Francia, aria di guerra, quindi non si può partire per Lourdes.
Monsignor Rastelli non si dà per vinto, pensa a Oropa come luogo per vivere e continuare i pellegrinaggi con i Malati durante i periodi bui della 2° guerra mondiale.
1947 – Il 12 agosto, l’Oftal è la prima associazione a riprendere i pellegrinaggi a Lourdes, dopo la guerra.
Dopo gli anni ’50 iniziano anche le soste a Nevers dove riposa Santa Bernadette e, nel 1954, parte il primo pellegrinaggio in aereo dalla Sardegna.
1950 – L’Oftal vive un grande momento di grazia relativo ai miracoli di Lourdes. Evasio Ganora, di Casale
Monferrato, affetto da un linfogranuloma maligno, guarisce alle piscine il 2 giugno (sarà il 67°miracolo, riconosciuto nel 1955)
1952 – La nostra Diocesi di Novara parte con il primo pellegrinaggio Oftal. Una data significativa che ci permette di fare memoria dei “nostri” 65 anni di vita lourdiana! La Diocesi era già unita al progetto federativo dell’Oftal e, ancor prima del 1932, era legata a Vercelli. Ma il primo pellegrinaggio diocesano si svolge dal 25 al 31 luglio 1952 con la partecipazione di 470 pellegrini, 150 ammalati, 80 tra uomini e donne per l’assistenza e, a presiedere, il vescovo di allora, mons. Gilla Vincenzo Gremigni.
1956 – il “Journal de la Grotte” pubblica un articolo in cui si legge: “In Italia, come in altre nazioni, vi sono
più opere che si dedicano al trasporto degli ammalati a Lourdes. Tra queste, l’Oftal si trova al secondo posto quanto a importanza……..L’Oftal lavora più in profondità che non in estensione territoriale”.
1958 – E’ l’anno del centenario delle Apparizioni: Mons. Rastelli non può partecipare al viaggio a Lourdes
del 10 giugno perché costretto in ospedale per problemi cardiaci.
1960 – Le condizioni di mons. Rastelli sono precarie, ma riesce ad essere a Lourdes per l’ultima volta nel mese di maggio. L’11 ottobre, festa della maternità della Vergine Maria, lascia questa terra. Gli ultimi momenti sono dedicati alla preghiera e, mentre a Lourdes si svolge il 116° pellegrinaggio da lui organizzato, sussurra con un fil di voce: “LA SANTITA’ E’ TUTTO”. Poi santamente si spegne. Immenso è il suo testamento spirituale che, qui, possiamo sintetizzare in alcune frasi. “Ricordatevi che questi sono i fondamenti dell’Oftal: FEDE, PREGHIERA, CARITA’, MALATI, DEVOZIONE A MARIA…soprattutto i MALATI”. “Salgo i gradini del treno come salgo quelli dell’altare per celebrare la Messa”. “Non si nasce oftaliani, si diventa oftaliani!”.
Dopo la morte di mons. Rastelli, alla guida dell’Oftal succede mons. Giuseppe Ferraris (1960-1982), a seguire mons. Franco Degrandi (1982 – 2007) e, dal 2007 mons. Paolo Angelino.
Dal 1960 si porta a compimento l’aggregazione delle Diocesi, si continuano i pellegrinaggi a Oropa (dal 1938) e, si aggiungono altre mete spirituali da raggiungere in pellegrinaggio: Terra Santa (dal 1966), Banneux (dal 1972), Roma (dal 1982 ogni tre anni), Fatima (dal 1985), Loreto.
1965 – L’Oftal vive nuovamente un momento di grazia con la guarigione di Suor Luigina Traverso, di Casale.
Da tempo immobile per problemi alle gambe e alla schiena, il 23 luglio 1965 guarisce a Lourdes (sarà il 68° miracolo, riconosciuto ufficialmente nel 2012).
1992 – il 29 aprile, con decreto del Ministero dell’Interno, la nostra Associazione ha ricevuto il riconoscimento di Associazione di Persone e la conferma della personalità giuridica.
E ancora oggi il cammino dell’Oftal continua: con i pellegrinaggi a Lourdes e in altri santuari accompagnando Malati e pellegrini; con la presenza nella Chiesa; con l’attenzione ai Malati e al mondo dei sofferenti, non solo durante i pellegrinaggi, ma nelle realtà locali; con lo spirito del servizio che deve contraddistinguere ogni cristiano.
Guardando alla nostra storia e agli anniversari che celebriamo…il cammino compiuto è preludio al lungo cammino che dobbiamo continuare; guardiamo al futuro senza dimenticare il carisma trasmesso dal nostro Fondatore per il quale i Malati erano al centro dell’attenzione; la strada tracciata da mons. Rastelli è quella della santità attraverso la cura quotidiana della propria vita interiore; l’Oftal deve continuare a testimoniare con la parola, il servizio nella chiesa e, soprattutto, verso i sofferenti; crediamo nella formazione per essere attenti e presenti nel nostro incontro con i Malati; siamo fedeli al nostro impegno con la preghiera, con la ca**tà, con la partecipazione perché l’OFTAL nella sua dimensione ecclesiale, diventi sempre cammino di fede e di conversione per ciascuno.