07/04/2026
Oggi, qui in Rwanda e nel resto del mondo, ricordiamo quanto accaduto 32 anni fa: l’inizio del genocidio contro i Tutsi. Più di un milione di persone furono brutalmente uccise in poco più di tre mesi, in un piano organizzato per eliminare un intero gruppo.
Essere qui oggi rende questo ricordo ancora più forte e vicino. Non è solo una pagina di storia, ma una realtà che continua a vivere nelle persone, nei luoghi, nei silenzi e nelle storie che si incontrano ogni giorno.
A 32 anni di distanza, il Rwanda è un Paese che ha saputo rialzarsi, superare divisioni profonde e costruire, con grande determinazione, un percorso verso stabilità, ricostruzione e coesione sociale.
Oggi pensiamo a tutte le vittime, ma anche alla forza straordinaria dei sopravvissuti, che hanno trovato il coraggio di andare avanti, di vivere, e persino di contribuire alla ricostruzione del Paese.
E pensiamo anche a tutti i rwandesi che, ogni giorno, lavorano per custodire ciò che è stato costruito e per continuare a far crescere questo Paese.
Ricordare oggi significa anche questo: non dimenticare, ma continuare a imparare e a impegnarsi, ciascuno nel proprio modo.