03/08/2025
"Ero sotto l'ombrellone, con mia moglie e i miei figli quando, in lontananza, ha visto delle persone accalcarsi lungo la riva. Uno dei bagnini in acqua fischiava per attirare l'attenzione. C'erano due ragazze che sbracciavano e urlavano. Mi sono alzato e mi sono diretto in acqua rapidamente.
Ho capito che il bagnino da solo non ce l'avrebbe fatta. Il mare era mosso. Lui mi ha detto di dirigermi verso la prima ragazza, quella più grande. Quando l'ho vista mi ha detto che aveva paura. Le ho detto di stare calma e stare sul dorso e che in cinque minuti sarebbe tutto finito ed è stato così.
Poi mi sono girato per controllare dove fosse il bagnino con l'altra ragazza. Era in uno stato di shock. Il bagnino era in difficoltà e sono tornato indietro. Quest'altra situazione era più disperata: spariva, andava giù, risaliva e aveva già bevuto tanto. La barca di salvataggio era arrivata ma eravamo vicino ai massi. Ho iniziato ad avere paura, perché la ragazza mi trascinava dentro l'acqua. Era convinta che sarebbe morta.
C'era un solo modo di uscire, infilarsi in una piccola insenatura tra gli scogli, l'ho afferrata e lanciata lì finendo sotto acqua. Sono finito contro gli scogli ferendomi a braccia e gamba. La ragazza era in salvo, ma l'ho saputo solo a riva. Mio figlio mi ha chiesto: ‘Papà perché l'hai fatto? E se fossi morto?". L'ho fatto per un senso di protezione. Non bisogna essere imprudenti. La vita è il bene più prezioso di tutti"
Il coraggio di Andrea Stramaccioni che ha salvato due ragazze in mare che stavano per annegare