08/06/2026
Oggi voglio condividere un'emozione che faccio ancora fatica a descrivere.
Qualche tempo fa ho inviato una domanda a Vera Gheno. Una domanda nata da un'esperienza profonda, complessa e condivisa da tante donne che attraversano la Terapia Intensiva Neonatale: perché non esiste una parola che possa definire le "mamme sospese"?
Le mamme sospese sono quelle donne che vivono l'inizio della maternità, o talvolta una nuova maternità, all'interno di una Terapia Intensiva Neonatale. Una dimensione particolare, difficile da raccontare a chi non l'ha attraversata.
Sono mamme che non hanno avuto il tempo di portare a termine il prendersi cura del proprio bambino nel grembo, perché quel bambino è nato troppo presto. E sono mamme che, subito dopo la nascita, non possono occuparsi del proprio figlio come avevano immaginato, perché a garantire la sua sopravvivenza e le sue cure sono medici, infermieri e professionisti straordinari.
In questo spazio sospeso si è madri, eppure spesso non ci si sente tali. Non completamente. Non nel modo in cui la società racconta la maternità. Si vive una condizione che sembra non avere parole, e quando mancano le parole, spesso manca anche il riconoscimento.
Per questo ascoltare Vera Gheno dedicare uno spazio a questa riflessione nel suo podcast è stato profondamente emozionante.
Sentire una sociolinguista dare dignità a una domanda che nasce dall'esperienza vissuta di tante famiglie mi ha fatto sentire ascoltata. Mi ha ricordato quanto le parole siano importanti, quanto possano rendere visibile ciò che spesso rimane ai margini e quanto possano creare comunità attorno a esperienze che troppo spesso vengono vissute in silenzio.
Sono profondamente grata a Vera per aver scelto di portare online questa riflessione e per aver acceso una luce su una realtà di cui si parla ancora troppo poco. Da anni la seguo attraverso i suoi libri, i suoi interventi e le formazioni che rende disponibili online; per questo sapere che ha accolto e sviluppato questa domanda ha avuto per me un significato speciale.
Grazie, Vera, per aver dato spazio alle mamme sospese. Grazie per aver ricordato che ciò che non ha ancora un nome merita comunque di essere visto, ascoltato e riconosciuto.
E forse, proprio da qui, può iniziare la ricerca di una parola che ci racconti.
Per tutte le mamme sospese, con il cuore colmo di gratitudine.
Kosmè De Maria e Neo-n 🤍