Comitato Siracusano per la Palestina

Indicazioni Contatta l'organizzazione

Comitato Siracusano per la Palestina Ci riserviamo di cancellare contenuti non appropriati

Siamo decine di associazioni e singoli/e cittadini/e che si sono uniti in un comitato spontaneo per lottare contro il genocidio palestinese, l'occupazione sionista dei territori e l'omertà del governo.

11/10/2026

Fiorenza Sarzanini, Rosario Aitala: «Le sanzioni Usa contro la Corte? Noi giudici presi di mira come dei terroristi. L’Ue doveva muoversi prima», Corriere della Sera, 11 ottobre 2026

Intervista a Rosario Aitala, presidente aggiunto della Corte penale internazionale: «Proteggerci è proteggere la sovranità degli Stati. La Corte sta sottraendo milioni di vittime all'oblio e alla solitudine»

«Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti possono bloccare il funzionamento della Corte e impedire ai giudici di svolgere qualsiasi attività pubblica e privata. Per molti di noi sta già accadendo. Veniamo trattati con gli stessi metodi riservati ai terroristi». Rosario Aitala è presidente aggiunto della Corte penale internazionale, e per quasi nove anni è stato protagonista dei casi sui crimini di guerra e i crimini contro l’umanità in Ucraina, Darfur, Afghanistan, Uganda, Repubblica centrafricana e altri. È stato condannato a Mosca dallo stesso giudice di Navalny a una lunga pena detentiva per avere firmato i mandati di cattura per Putin e i vertici militari russi. La Russia ne ha appena chiesto l’estradizione a numerosi Stati.

Lei vive sotto scorta. Che cosa cambia adesso?
«Le racconto che cosa è già successo alla metà dei miei colleghi sanzionati per aver emesso provvedimenti non graditi. Le carte di credito vengono revocate, alcune banche hanno chiuso i conti, alcune assicurazioni si rifiutano di rimborsare le spese mediche e revocano i contratti. La maggior parte delle app sul cellulare non funzionano più. Prenotare un albergo o un volo tramite le piattaforme è vietato. Un collega è rientrato a casa e ha detto a voce alta: “Alexa metti musica blues”. Alexa non ha mai più risposto. Un altro, europeo, ha prenotato una stanza di albergo nel suo stesso Paese attraverso una piattaforma europea. Dopo mezz’ora gli è arrivata una email che gli intimava di non provarci più. Le sanzioni istituzionali contro la Corte ne possono impedire il funzionamento».

Per questo ha deciso di parlare?
«Lo faccio per far sapere che la Corte penale internazionale sta salvando l’onore di tutti. Mentre dilaga l’indifferenza, sta dimostrando che il potere non cancella le responsabilità, perché anche nella guerra c’è una moralità da custodire. Stiamo sottraendo milioni di vittime di atrocità all’oblio e alla solitudine per questo vogliono ridurci al silenzio. La nostra capacità di resilienza è intatta, ora la responsabilità principale grava sugli Stati che devono continuare a proteggere la loro Corte per proteggere la loro sovranità».

Kaja Kallas, Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione Europea, ha assicurato il massimo sostegno.
«L’Unione ha gli strumenti per proteggere le persone e le imprese nel territorio europeo, siamo sorpresi che finora non li abbia attivati. La Commissione è rimasta inattiva, non ha voluto adottare gli strumenti legislativi e politici che ha a disposizione per proteggere la Corte, gli europei e le imprese europee. Il destino della Corte per l’Unione non è una questione giudiziaria: è una questione esistenziale, una prova di autonomia politica e moralità».

Il segretario di Stato Rubio ha detto che la Corte minaccia gli Stati Uniti. Lei cosa risponde?
«Niente. Siamo una Corte, non un organo politico. I governi parlano ai governi. Rispetto le prerogative degli Stati, così come non ho mai permesso nemmeno agli Stati parte della Corte interferenze sulla nostra indipendenza. Siamo interpreti leali e rigorosissimi dello Statuto di Roma e del diritto».

Indagate sugli americani?
«No. Non ci sono indagini su cittadini americani né se ne prospettano. Nel 2018 non autorizzammo le indagini in Afghanistan che la procura chiedeva perché mancavano i presupposti legali. La sezione di appello cassò la decisione. Ma la procura non ha mai indagato. Il procedimento in corso oggi riguarda il periodo successivo al ritorno dei Taliban al potere a Kabul. Abbiamo resi pubblici la scorsa settimana quattro mandati di cattura contro i vertici dei Taliban per crimini contro l’umanità per le persecuzioni di bambine, donne e persone non binarie. Decisioni senza precedenti a tutela dei diritti. Proteggiamo il diritto di ogni persona di essere ciò che vuole e si sente, in condizioni di eguaglianza. Ma la vera questione è un’altra».

Quale?
«Noi paghiamo personalmente la nostra dedizione ai valori di umanità ma le condanne e le sanzioni ci riguardano indirettamente. Le misure coercitive sono un messaggio agli Stati. È una questione morale perché noi, su mandato di 125 Stati sovrani, difendiamo la dignità che spetta a ogni essere umano per il solo fatto di essere tale. Ma è anche politica perché si tratta di difendere la sovranità degli Stati, il diritto a ratificare i trattati, riconoscere un tribunale internazionale, lavorare per la pace, difendere il benessere dei propri cittadini».

Lei crede che la maggioranza degli Stati siano ancora disposti a sostenervi?
«Io posso dire che dietro la Corte ci sono due terzi degli Stati del mondo, che l’hanno edificata, la finanziano e la difendono. Soprattutto ci sono i popoli. Incontro molta gente, soprattutto giovani. Sono tutti con noi. Hanno sete di giustizia e di pace. Alla Corte siamo 1.400 di cento nazionalità, di ogni religione, lingua, cultura e tendenza personale. Moltissimi sono giovani. Sono una grande speranza per il futuro. Edificheranno un mondo migliore di quello che stiamo consegnando loro. Ne sono sicuro».

La Russia vi ha condannato a 15 anni di carcere, gli Usa vi hanno inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, molti Stati non hanno recepito il mandato di cattura contro Netanyahu. Rimane ottimista?
«Sotto lo stesso cielo una ex giudice della Corte è insignita del Nobel per la pace e noi condannati e sanzionati come terroristi. In questo momento ci sono decine di conflitti armati giocati sulla pelle di civili innocenti. Chi darà loro giustizia se non la Corte? Siamo l’ultima speranza per milioni di vittime. Se saranno abbandonate potranno solo odiare e praticare la vendetta su altri innocenti perpetuando il ciclo del male».

Stati Uniti, Russia, Israele e Taliban dicono che state eccedendo i vostri poteri.
«Il 17 luglio 1998 a Roma si decise che la Corte avrebbe avuto una giurisdizione territoriale, avrebbe cioè indagato e processato crimini internazionali commessi nel territorio degli Stati parte. Quel voto a Roma finì 120 a 7. Quei sette adesso non possono decidere di cambiare le regole che tutti gli altri hanno approvato e coltivato in questi trent’anni. Non si può riscrivere la storia».

Ha paura?
«Se ho salvato anche un solo bambino, ne è valsa la pena. In questi anni così difficili le istituzioni della Repubblica mi sono sempre state strettamente vicine. Ho un particolare debito di riconoscenza per le donne e gli uomini della Polizia di Stato che mi fanno lavorare con serenità. Sono eroi silenziosi».
https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_ottobre_11/rosario-aitala-sanzioni-usa-cpi-intervista-09153644-4060-4b85-bb20-494783478xlk.shtml

30/09/2026
.... si segnala interessante iniziativa in zona Catania per chi volesse partecipare e sostenere la causa Palestinese 🇵🇸
28/09/2026

.... si segnala interessante iniziativa in zona Catania per chi volesse partecipare e sostenere la causa Palestinese 🇵🇸

🇵🇸SUMUD - CONCERTO PER LA PALESTINA🇵🇸
Il 2 ottobre tenetevi liber3 per un'imperdibile serata di solidarietà, musica e socialità. Il comitato Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese torna all'Arena Argentina con un concerto di raccolta fondi in cui si esibiranno diversi artisti, siciliani e non solo. Ci troviamo in una fase in cui la guerra in Medio Oriente è tutt'altro che sopita: Usa e Israele continuano, con intensità altalenante, ad alzare l'asticella del conflitto portandoci verso l'escalation bellica a livello globale. Al fianco dei popoli che resistono, inauguriamo insieme quest'autunno di lotta chiamandoci a raccolta e rilanciando le mobilitazioni e le campagne. Di seguito tutte le informazioni!
📍ORE 20:30 - Arena Argentina
(Via Vanasco 10)
Ingresso con libera sottoscrizione
🎷Scaletta:
-Coro Scatenato "Helin Bölek"
-Faisal Taher
-Mario Venuti
-Antonio Ismaele Grasso
-Simone Lo Porto
-Fabio Abate
Presenta: Daniela Orlando

....si propone interessante iniziativa sul territorio siciliano per chi si troverà in questi giorni in zona Palermo
28/09/2026

....si propone interessante iniziativa sul territorio siciliano per chi si troverà in questi giorni in zona Palermo

🇵🇸PALERMO con la Palestina che resiste
🗣Due giorni di iniziative di lotta per I BAMBINI E LE BAMBINE DI GAZA, contro sionismo e imperialismo.
Palermo con la Palestina
Assemblea cittadina per la Palestina

🗓VENERDÌ 2 OTTOBRE

H 16.00
IL SUDARIO PER I BAMBINI DI GAZA
MANIFESTAZIONE CITTADINA
📍corteo da Piazza Indipendenza

🗓SABATO 3 Ottobre

⚽️H16.30
ALLENAMENTO COLLETTIVO DI CALCIO E PUGILATO a PIAZZA MAGIONE con Mediterraneo Antirazzista, Palermo Calcio Popolare e Palestra Popolare Palermo

🪁H18.00
PIAZZA SANT'EUNO (P.ZZA MAGIONE) (SEDE COOP. SOC. PALMA NANA)
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IL SOGNO DI MOHAMMED. LA STORIA VERA DI UN'AMICIZIA SPORTIVA TRA NAPOLI E GAZA"
IN COLLEGAMENTO CON I BAMBINI DELLA SQUADRA DI CALCIO DEL NORD DELLA STRISCIA DI GAZA "AL HADDAF TEAM"
Intervengono gli allenatori della squadra di calcio popolare Spartak San Gennaro di Napoli e l'autrice Cristiana Pulcinelli

🇵🇸

CRITICARE ISRA3L3NON È ANTISEMITISMO!Il ddl antisemitismo è un attacco diretto alla libertà di espressione e al diritto ...
08/09/2026

CRITICARE ISRA3L3
NON È ANTISEMITISMO!

Il ddl antisemitismo è un attacco diretto alla libertà di espressione e al diritto al dissenso. Limitare l’articolo 21 della Costituzione è solo un mezzo per criminalizzare ancora di più la solidarietà con il popolo palestinese che vive sotto l’apartheid e l’occupazione dello stato genocidario di Isra3l3.

Presidio contro il ddl antisemismo
🗓️mercoledì 9 settembre
🕦19:00
📍Piazza Archimede, Siracusa

E qui in Italia quando si deciderà di assumere una posizione decisa?
06/09/2026

E qui in Italia quando si deciderà di assumere una posizione decisa?

L’IRLANDA HA FATTO QUELLO CHE L’EUROPA NON HA IL CORAGGIO DI FARE

Ci sono Paesi che convocano vertici, scrivono comunicati, esprimono “profonda preoccupazione”, chiedono “moderazione” e poi tornano a casa soddisfatti per aver salvato il mondo con un avverbio.

E poi c’è l’Irlanda.

Dublino ha trasformato in legge il divieto di importazione delle merci provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

Niente trombe.
Niente pose da statisti davanti alle telecamere.
Niente diciassettesimo appello perché qualcuno, prima o poi, faccia qualcosa.

Una legge.

Ed è proprio questo che rende la faccenda così imbarazzante per tanta Europa.

Perché quando un piccolo Paese di poco più di cinque milioni di abitanti riesce a prendere una posizione concreta, diventa improvvisamente difficile spiegare perché governi molto più grandi continuino a comportarsi come quello che vede il rubinetto perdere, mette una bacinella sotto e poi organizza una conferenza internazionale sulla siccità.

L’Irlanda ha una storia che forse aiuta a riconoscere certe cose più velocemente degli altri: occupazione, dominio coloniale, fame, emigrazione, indipendenza conquistata a caro prezzo non sono capitoli letti distrattamente su un manuale.

Sono memoria nazionale.

E forse è anche per questo che, mentre altri governi europei riescono a pronunciare la parola diritto internazionale solo dopo aver controllato tre volte chi potrebbe offendersi, gli irlandesi hanno deciso di tradurla in un atto politico.

Naturalmente partiranno le solite prediche.

“Decisione divisiva.”
“Bisogna mantenere il dialogo.”
“Non aiuta il processo di pace.”

Certo.

Perché evidentemente il processo di pace viene danneggiato dalle merci che non entrano in Irlanda, mentre gli insediamenti nei territori occupati devono essere una specie di programma Erasmus immobiliare.

La cosa più irritante dell’Irlanda, oggi, è proprio questa:

dimostra che si può fare.

E quando qualcuno dimostra che si può fare, tutti quelli che da anni spiegano perché sarebbe impossibile cominciano improvvisamente a sembrare ciò che sono.

Non prudenti.

Comodi.

🇮🇪 Onore all’Irlanda. Piccola sulla carta geografica, parecchio più grande quando arriva il momento di scegliere da che parte stare.

Don Chisciotte

Seguimi anche su Telegram:
t.me/donchisciotte667

FONTI
• Presidenza della Repubblica d’Irlanda — firma dell’Israeli Settlements in the Occupied Palestinian Territory (Prohibition of Importation of Goods) Act 2026
• Oireachtas — testo legislativo ufficiale
• RTÉ News — iter e contenuto del provvedimento

... cos'è questo se non terrorismo?, cos'è rifiutarsi di interrompere gli accordi con Israele se non complicità attiva? ...
05/09/2026

... cos'è questo se non terrorismo?, cos'è rifiutarsi di interrompere gli accordi con Israele se non complicità attiva? cos'é voltarsi dall'altra parte se non complicità passiva? ....
Un giorno questo governo andrà messo sotto inchiesta per chiarire il suo ruolo nel genocidio.

Nell'attesa, tutti a protestare contro l' ennesimo tentativo di violazione dell' art. 21 della Costituzione perpetrato attraverso il DDL Antisemitismo.

Mercoledì 9 settembre 2026 a Catania alle ore 18.00 in Via Etnea angolo prefettura si terrà un presidio .... uniamoci nella protesta 🇵🇸

Questo è TERRORISMO.
Questo è lo Stato terrorista di Israele!
🇵🇸

Indirizzo

Noto

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Comitato Siracusano per la Palestina pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Comitato Siracusano per la Palestina:

Scelte rapide

Condividi