02/05/2026
Certe storie non fanno rumore quando finiscono. Restano lì, sospese, come l’eco di un pallone calciato mille volte sullo stesso prato.
Domani si chiuderà il Campionato di Serie D 2025/26, domenica scorsa, 26 aprile 2026, allo stadio “Vincenzo Savini”, è andata in scena l’ultima partita su quell’erba che dal 1971 ha visto correre la storia e i sogni del Notaresco Calcio 1924. Ha accolto per periodi costanti allenamenti di squadre importanti, come Pescara Calcio, Teramo Calcio e Giulianova Calcio, e perfino quelli degli “azzurrini” della Nazionale Under 21 italiana.
Su quel prato sono nati anche i sogni di tanti ragazzi di Notaresco: primi calci, cadute, rincorse… e poi strade che li hanno portati lontano, fino a diventare calciatori professionisti o protagonisti importanti del panorama calcistico regionale.
Quello del “Vincenzo Savini” non era solo un rettangolo verde. Era un’opera viva, cresciuta giorno dopo giorno sotto le mani pazienti degli storici custodi notareschini. Mani segnate dal tempo, ma leggere come carezze su ogni filo d’erba. Mani che non si limitavano a curare un campo: lo proteggevano, lo amavano.
Quanti applausi, quante domeniche, quante storie sono rimaste incastrate tra quei fili d’erba?
Oggi si volta pagina. Arriva il sintetico, arrivano nuovi capitoli. Ma certe radici non si sostituiscono, certi profumi non si dimenticano: si portano dentro.
Perché quel prato non era solo terreno di gioco. Era memoria viva. Era orgoglio. Era casa.