Iniziativa Nonantolani

Iniziativa Nonantolani Iniziativa Nonantolani è un gruppo di cittadini senza background politico o affiliazione politica.

🌊 𝗔𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟬: 𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗯𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶. 𝗘 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮?Il 6 dicembre 2020 una rotta dell'argine del Panaro tra Castelf...
15/06/2026

🌊 𝗔𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟬: 𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗯𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶. 𝗘 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮?

Il 6 dicembre 2020 una rotta dell'argine del Panaro tra Castelfranco Emilia e Nonantola provocò l'allagamento di una vasta parte del nostro territorio, causando danni a famiglie, attività economiche, aziende agricole e patrimonio pubblico.
A quasi sei anni di distanza disponiamo finalmente di tre elementi che allora mancavano:
• una rendicontazione finale dei rimborsi;
• nuovi pronunciamenti e perizie tecniche sulle cause dell'evento;
• un progetto concreto per il rafforzamento del tratto di argine considerato più fragile.

1️⃣ 𝗟𝗲 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗲: 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶

Negli ultimi mesi il dibattito è tornato d'attualità dopo le decisioni del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche e la diffusione di ulteriori perizie tecniche.
Le analisi richiamate nel procedimento evidenziano che la piena del 6 dicembre 2020 non viene considerata un evento eccezionale o catastrofico. Le relazioni tecniche indicano inoltre come causa più probabile del collasso la presenza di tane attive o relitte nell'argine, associata a criticità nella manutenzione e nel monitoraggio del tratto interessato.

Su questi aspetti il confronto politico resta aperto. Da una parte vengono richiamate le responsabilità legate alla manutenzione degli argini; dall'altra si sottolinea che i procedimenti giudiziari sono ancora in corso e che non tutte le conclusioni tecniche equivalgono automaticamente ad accertamenti definitivi di responsabilità.

2️⃣ 𝗜 𝗿𝗶𝗺𝗯𝗼𝗿𝘀𝗶: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲

Nel 2021 molti cittadini ricordano dichiarazioni pubbliche, incontri istituzionali e articoli di giornale nei quali si parlava di rimborsi al 100% dei danni.
Per questo motivo si era diffusa l'aspettativa che i danni subiti sarebbero stati integralmente rimborsati.

Oggi possiamo finalmente confrontare quelle aspettative con i dati pubblicati dal Comune.
Secondo la comunicazione ufficiale dell'Amministrazione:
• furono presentate 1.731 domande da parte di privati cittadini;
• sono state liquidate 1.497 pratiche;
• ai privati sono stati complessivamente erogati circa 12,47 milioni di euro;
• alle attività produttive e commerciali sono stati liquidati circa 2,82 milioni di euro.

Lo stesso Comune precisa che una parte delle domande non ha portato all'erogazione di contributi per motivi previsti dalla normativa, tra cui abusi edilizi, vendita dell'immobile, richieste non ammissibili o mancanza della documentazione necessaria.

𝗜 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗱𝗲𝗮, 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗲𝗽𝗼𝗰𝗮, 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 "𝗿𝗶𝗺𝗯𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝟭𝟬𝟬%". 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶, 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗲.

Questo non significa che i contributi non siano stati importanti per molte famiglie e attività economiche. Significa però che oggi, grazie alla rendicontazione conclusiva, è finalmente possibile distinguere tra le aspettative maturate nel 2021 e l'esito effettivo delle procedure amministrative.

3️⃣ 𝗘 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮?

Per molti cittadini questa è la domanda più importante.

Perché 𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗯𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼.
𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.

Negli ultimi mesi AIPO, Regione Emilia-Romagna, comitati e organi di informazione hanno parlato di un progetto di rafforzamento del tratto di argine che negli anni ha mostrato le maggiori criticità:
• la quasi rotta del 2014;
• i fontanazzi del 2019;
• la rotta del 2020.

L'intervento previsto riguarda circa 600 metri di argine e punta ad aumentarne significativamente la robustezza attraverso un importante consolidamento strutturale.

Oggi sembra esserci un elemento sul quale tutti concordano: il tratto di argine interessato dalla rotta del 2020 aveva già mostrato segnali di fragilità negli anni precedenti e necessita di un intervento strutturale di rafforzamento.

La buona notizia è che oggi esiste finalmente un progetto concreto.
La sua realizzazione richiede però ancora il superamento di alcuni vincoli legati alla tutela del patrimonio storico e paesaggistico dell'area interessata. È proprio questo uno degli elementi che ha contribuito a rallentare l'avvio dell'intervento negli ultimi mesi.
Si tratta di un equilibrio non sempre semplice: da una parte la necessità di rafforzare un tratto di argine che negli anni ha mostrato ripetute criticità, dall'altra la presenza di elementi storici e paesaggistici che fanno parte dell'identità del territorio.

Oggi il tema quindi non sembra più essere la mancanza di un progetto o delle risorse economiche necessarie. La vera sfida è riuscire a trasformare quel progetto in un cantiere, conciliando sicurezza idraulica, tutela del paesaggio e rispetto del patrimonio storico presente nell'area.

𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲

A quasi sei anni dall'alluvione oggi sappiamo qualcosa in più.

Sappiamo meglio cosa è accaduto.
Sappiamo quanti rimborsi sono stati erogati.
Sappiamo che esiste un progetto per intervenire sul tratto più vulnerabile dell'argine del Panaro.

Se e quando quell'intervento sarà realizzato, Nonantola dovrebbe essere più sicura di quanto lo fosse il 6 dicembre 2020.

Proprio per questo oggi la domanda più importante non riguarda più il passato, ma il futuro.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶?

𝗘 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹'𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟭, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗶𝗱𝗿𝗮𝘂𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶?

Parliamo di un tema che riguarda migliaia di famiglie, attività economiche e proprietari di immobili. 𝗨𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀.

Perché 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗻𝗱𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲?Nei giorni scorsi la Sindaca ha condiviso il risultato del lavoro svolto nel sottop...
05/06/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗻𝗱𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲?

Nei giorni scorsi la Sindaca ha condiviso il risultato del lavoro svolto nel sottopasso di Via Prati dagli Scout AGESCI e dai volontari di Assalem.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: uno spazio che fino a poco tempo fa appariva trascurato è stato ripulito e trasformato in un luogo più accogliente e piacevole da attraversare.

𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼. 𝗘 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗶 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲.

Le immagini che accompagnano questo post mostrano tre aspetti diversi dello stesso tema.

La prima documenta il nuovo murales del sottopasso di Via Prati.

La seconda raccoglie una piccola selezione di fotografie scattate in vari punti del territorio comunale: cartelli stradali, segnaletica, contenitori per la raccolta differenziata, cabine tecniche, infrastrutture pubbliche e altri elementi dello spazio urbano.

La terza mostra invece una parte dell'archivio fotografico raccolto durante una semplice ricognizione effettuata nell'arco di una sola mattinata.

In poche ore sono state raccolte oltre cento fotografie. E il censimento è tutt'altro che completo.

𝗟𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗻𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼, 𝗺𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶, 𝗰𝗮𝗯𝗶𝗻𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼.

La diffusione del fenomeno può avere anche un effetto meno evidente: ciò che si vede ogni giorno finisce spesso per apparire normale. Ma le scritte vandaliche non rappresentano una caratteristica inevitabile dello spazio pubblico. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗶𝗲𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀.

Per questo il tema va oltre il semplice rispetto delle regole: 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗼𝗿𝗼 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗼, 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗹'𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗡𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗲.

Se un singolo intervento può produrre un miglioramento così evidente, viene spontaneo chiedersi:

• Esiste un monitoraggio sistematico del fenomeno?

• Esiste un programma di rimozione delle scritte vandaliche?

• Quali risultati producono i sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio?

• Quali risorse vengono dedicate alla cura e al ripristino degli spazi pubblici?

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼, 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.


𝗔𝗦𝗦𝗔𝗟𝗘𝗠, 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗣𝗔𝗡𝗡𝗢𝗡𝗘: 𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗠𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘Negli ultimi giorni la Gazzetta di Modena ha pubblicato un a...
28/05/2026

𝗔𝗦𝗦𝗔𝗟𝗘𝗠, 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗣𝗔𝗡𝗡𝗢𝗡𝗘: 𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗠𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘

Negli ultimi giorni la Gazzetta di Modena ha pubblicato un articolo riprendendo il comunicato stampa diffuso da Fratelli d’Italia Nonantola dopo i gravi fatti di cronaca avvenuti a Modena.

Al di là delle posizioni politiche e del modo in cui il comunicato è stato poi sintetizzato nell’articolo, il testo di Fratelli d’Italia ha riportato l’attenzione anche su alcuni aspetti amministrativi che riguardano l’associazione Assalem e che, a nostro avviso, meritano di essere considerati con equilibrio e senza trasformare tutto in una contrapposizione religiosa o ideologica.

Negli ultimi mesi, infatti, attorno ad Assalem sono emerse diverse questioni rimaste non del tutto chiarite: prima il tema del capannone utilizzato come centro di incontro e aggregazione, poi quello del mercato arabo e dell’uso del suolo pubblico.

Nel caso del capannone, erano state sollevate domande sulle autorizzazioni, sulla destinazione d’uso, sulla capienza e sui piani di sicurezza qualora uno spazio nato per uso produttivo venga utilizzato anche per riunioni, feste o momenti con numerosa partecipazione di persone. Sono domande che dovrebbero valere per qualunque associazione, sala eventi o luogo di aggregazione, indipendentemente dall’identità culturale o religiosa di chi lo utilizza.

Nel caso del mercato arabo, invece, la questione riguarda l’eventuale esenzione dai costi normalmente previsti per l’occupazione del suolo pubblico.
Se durante eventi come il Mercato Toscano, la Fiera o altri mercati cittadini gli operatori pagano normalmente canoni e costi per l’utilizzo dello spazio pubblico, è legittimo chiedere quali regole siano state applicate anche in questo caso.

Le domande rimaste aperte sono quindi semplici:

* quali autorizzazioni e misure di sicurezza sono previste per l’utilizzo del capannone?
* quali criteri vengono applicati per eventuali esenzioni o agevolazioni sull’uso del suolo pubblico?
* le stesse regole valgono in modo uniforme per tutte le associazioni, tutti gli operatori e tutti gli eventi organizzati sul territorio comunale?

Porre queste domande non significa mettere in discussione la libertà religiosa né la presenza di una comunità culturale sul territorio. Significa semplicemente chiedere trasparenza, sicurezza e parità di trattamento nell’uso degli spazi pubblici e nelle procedure amministrative.

Una risposta chiara da parte dell’amministrazione aiuterebbe a evitare interpretazioni, sospetti e polemiche inutili, riportando la discussione sul terreno più corretto: quello delle regole uguali per tutti.

𝗦𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼?Nel Consiglio Comunale del 29 aprile si è discusso molto di temi concreti com...
24/05/2026

𝗦𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼?

Nel Consiglio Comunale del 29 aprile si è discusso molto di temi concreti come attraversamenti, piste ciclopedonali, segnaletica e manutenzione stradale, in particolare attraverso le mozioni presentate da Fratelli d’Italia nell’area di Via Prati.

Durante il dibattito è emersa anche una riflessione interessante: alcuni consiglieri hanno fatto notare che problemi così specifici e quotidiani dovrebbero essere affrontati soprattutto a livello tecnico-amministrativo, senza arrivare necessariamente in Consiglio Comunale.

Nel frattempo, però, succede qualcosa di curioso.

Meno di un mese dopo, nella prossima seduta del 27 maggio anche Per Nonantola porterà in aula questioni estremamente concrete:
– la rimozione di uno stallo parcheggio vicino al passaggio pedonale all’imbocco di Viale Rimembranze (“zona dell’Alta”);
– criticità in relazione alle vie Pieve, 8 Marzo, Buozzi e Montegrappa;
– il parcheggio a lunga durata presso il cimitero di Redù.

Segno che il tema della gestione concreta dello spazio pubblico e delle segnalazioni dei cittadini sta entrando sempre più nel dibattito politico locale.

Questo forse porta a una domanda semplice:
perché sempre più questioni molto pratiche stanno arrivando in Consiglio Comunale?

Negli ultimi giorni alla pagina di Iniziativa Nonantolani sono arrivate alcune testimonianze interessanti proprio su questo tema.

Una è emersa nei commenti sotto il post “Pronto, chi ascolta?” e riguarda il vialetto accanto a Villa Emma (Via Mavora 34–42).

Un cittadino raccontava di aver inviato già nel 2023 una segnalazione tramite URP dopo la modifica della viabilità e l’introduzione del senso unico. La proposta era piuttosto semplice: valutare un “eccetto bici” per mantenere la continuità di un collegamento storicamente usato da pedoni e ciclisti.

Secondo quanto riferito:
– era arrivata una risposta iniziale che confermava la presa in carico della segnalazione;
– successivamente il cittadino aveva chiesto aggiornamenti;
– ma senza ricevere ulteriori informazioni concrete sull’eventuale valutazione della proposta o su possibili sviluppi successivi.

Successivamente, lo stesso cittadino ha inviato a Iniziativa Nonantolani documentazione relativa a un secondo caso, questa volta riguardante una ciclabile "sparita" in Via dei Borghi.

Qui la questione appare ancora più delicata, perché riguarda un possibile tema di sicurezza stradale.

La documentazione mostra fotografie storiche e attuali che evidenzierebbero:
– segnaletica verticale ancora presente;
– perdita o forte deterioramento della segnaletica orizzontale;
– riduzione della riconoscibilità del percorso ciclopedonale;
– continuità meno chiara in prossimità di un’intersezione.

Anche in questo caso il cittadino avrebbe seguito i canali ufficiali indicati dal Comune:
prima NONAGINTA, perché il sito comunale indica quel contatto per manutenzione stradale e segnaletica;
successivamente URP, dopo avere ricevuto risposte che rimandavano invece proprio all’URP.

Secondo quanto riferito, dopo vari scambi di mail e richieste di conferma presa in carico, non sarebbe però arrivato alcun riscontro sul merito della segnalazione.

Naturalmente ogni situazione amministrativa ha le proprie complessità e non sempre un intervento può essere immediato. Tuttavia, il minimo che un cittadino probabilmente si aspetta è almeno una conferma chiara della presa in carico della segnalazione e un’indicazione, anche orientativa, sui tempi o sulle modalità con cui si prevede di valutarla.

Ma questi episodi fanno forse capire meglio perché temi molto concreti stiano entrando sempre più spesso nel dibattito politico locale.

Perché quando i cittadini hanno la percezione che:
– una segnalazione resti sospesa;
– non sia chiaro chi la stia seguendo;
– oppure non esista una risposta conclusiva visibile;

diventa quasi inevitabile che certe questioni finiscano per essere portate anche in Consiglio Comunale.

Anche perché si tratta spesso di aspetti molto concreti della vita quotidiana: sicurezza stradale, attraversamenti, percorsi ciclopedonali, manutenzione e qualità dello spazio pubblico nel nostro territorio. Temi che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulla sicurezza delle persone, molto più di tante discussioni politiche astratte che riguardano realtà lontane dalla quotidianità di Nonantola.

E forse il punto vero non è tanto se questi temi siano “troppo piccoli” per la politica locale, ma capire come rendere più chiaro e trasparente il percorso tra:

segnalazione → verifica → risposta → eventuale intervento.

Forse anche il prossimo Consiglio Comunale sarà un’occasione interessante per capire chi ritiene che questi temi concreti meritino attenzione e chi invece preferisca concentrarsi soprattutto su discussioni più astratte e lontane dalla vita quotidiana del nostro territorio!

🌳 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶𝗻𝗶: 𝗿𝗶𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲… 𝗼 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮̀?Negli ultimi mesi si è parlato molto della “valori...
09/05/2026

🌳 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶𝗻𝗶: 𝗿𝗶𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲… 𝗼 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮̀?

Negli ultimi mesi si è parlato molto della “valorizzazione ecologica e sociale” del Parco Mauro Piccinini, sostenuta anche dal bando “Verde Comune 2024” della Fondazione di Modena.
Sul posto è stato installato anche il cartello di cantiere, che indica come fine lavori il 16 aprile 2026.

Eppure oggi molti cittadini hanno una sensazione abbastanza semplice:

👉 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗲
👉 𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗼.

Nel concreto, gli interventi realmente visibili sono soprattutto due:

* l’area fitness
* il nuovo campo sgambamento cani

Entrambi interventi utili e positivi.
𝗔𝗻𝘇𝗶: 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗡𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗮𝗻𝗻𝗶.

Ma proprio perché il progetto è stato presentato come una “riqualificazione”, forse è legittimo chiedersi se alcune cose non meritassero un po’ più di attenzione pratica prima dell’inaugurazione.

📌 𝗔𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗼𝘁𝗮𝘁𝗼:

* il cancello dell’area cani non chiude bene e attualmente viene tenuto insieme con un filo metallico
* il rubinetto vicino all’ingresso perde acqua
* nel parco restano vecchie panchine molto deteriorate, una addirittura danneggiata in modo evidente
* i cestini presenti sono pochissimi rispetto alla dimensione dell’area
* il contenitore per i sacchetti dei cani è rimasto completamente pieno per giorni, pur non essendo ancora aperta l’area sgambamento.
* l’unica altalena presente è una struttura molto datata, senza pavimentazione morbida sotto

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶? 𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲.
𝗠𝗮 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝗽𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶.

🐕 C’è poi un altro tema importante: 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝘀𝗴𝗮𝗺𝗯𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

𝗣𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼, 𝗯𝗲𝗻 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶:

* orari
* modalità di utilizzo
* responsabilità dei proprietari
* gestione dei cani incompatibili tra loro, soprattutto considerando che 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗼 e non di aree separate da una seconda recinzione interna per dividere cani piccoli, grandi o con esigenze diverse
* pulizia e comportamento corretto nello spazio condiviso

Avere regole semplici ma visibili aiuterebbe sia chi usa il campo ogni giorno sia la convivenza tra frequentatori del parco.

🌼 𝗣𝗼𝗶 𝗰’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀.

Sia il Comune sia la stampa hanno parlato di:

* prati fioriti
* sfalci ridotti
* valorizzazione ecologica
* sostegno agli insetti impollinatori

Eppure l’area delimitata per questo scopo è stata sfalciata quasi subito, 𝗱𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮.

Il risultato è che molti cittadini fanno fatica a capire quale sia oggi la direzione reale del progetto.

Colpisce anche il fatto che, leggendo le finalità del bando “Verde Comune 2024” — che parlava di 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶, 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗹𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 — oggi nel Parco Mauro Piccinini molti di questi elementi risultino ancora poco visibili o difficilmente riconoscibili.

Alle due entrate del parco sono state installate delle catene tra due paletti e non sembrano esserci percorsi realmente pensati per l’accessibilità. Anche sul fronte dell’illuminazione la situazione appare molto limitata: gran parte del parco rimane al buio e l’unica zona illuminata sembra essere quella raggiunta da un vecchio lampione già presente da tempo. 𝗟𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗳𝗶𝘁𝗻𝗲𝘀𝘀, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗹𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀.

Anche per questo molti cittadini fanno fatica a capire se il progetto sia davvero concluso oppure ancora incompleto.

🐾 𝗖’𝗲̀ 𝗽𝗼𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮.

Perché il punto non è solo “fare” un campo sgambamento.
È renderlo utilizzabile.

Ogni giorno in cui l’area resta chiusa è un giorno in cui chi vive la zona continua a non poter usufruire di uno spazio che sembra già pronto da tempo.

Ed è qui che nasce forse la domanda più semplice di tutte:

👉 𝗾𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮?

Perché al momento circolano:

* la data sul cartello (fine lavori prevista: 16 aprile, quindi già passato)
* voci di inaugurazione a giugno
* l'impressione che i lavori sono apparentemente conclusi
* ma nessuna comunicazione davvero chiara per chi il parco lo vive ogni giorno

🧭 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼.

𝗜𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗲̀ 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼.
𝗖𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗶 𝗲̀ 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲.

𝗠𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 “𝗿𝗶𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲” 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲.

𝗘̀ 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲:

* 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲
* 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶
* 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮
* 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗯𝗲𝗻 𝗿𝗶𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶
* 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼

Perché alla fine i cittadini non giudicano un progetto dal titolo del bando o dal comunicato stampa.

𝗟𝗼 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

💬 𝗗𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮:

Secondo voi, prima dell’inaugurazione ufficiale 𝗰’𝗲̀ 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼?

𝗣𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼, 𝗰𝗵𝗶 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮?👉 Nel recente Consiglio comunale 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗡𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻...
01/05/2026

𝗣𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼, 𝗰𝗵𝗶 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮?

👉 Nel recente Consiglio comunale 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗡𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 – presentate da Fratelli d’Italia – dedicate a piste ciclabili, attraversamenti e manutenzione di tratti critici, in particolare nell’area di via Prati, uno degli accessi principali alla Partecipanza e al Torrazzuolo.

Temi molto concreti, legati a situazioni note a molti cittadini.

👉 𝗗𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗽𝘂𝗻𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗶, mentre diversi cittadini ritengono importante che anche questioni quotidiane trovino spazio in Consiglio per affrontare criticità reali del territorio.

𝗟𝗲 𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗲, 𝗺𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗶.

Fin qui quanto emerso nel Consiglio comunale del 29/4/2026.

Ma c’è anche un prima.

𝗡𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰, 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 (𝗙𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 – 𝗩𝗶𝗮 𝗟𝗮𝗿𝗴𝗮 𝗲 𝗥𝗲𝗱𝘂̀), 𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘁𝗲 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗲, tra cui la pericolosità dell’incrocio tra via Provinciale Est e via Mislè. Su questi punti era stato detto che si sarebbe approfondito.

👉 L’incrocio in questione è già stato indicato come luogo di diversi incidenti e anche domenica scorsa si è verificato un nuovo episodio: due auto coinvolte, una finita nel fossato e ribaltata, sei ragazzi trasportati in ospedale (fortunatamente non in condizioni gravi).

𝗔𝗹 𝗱𝗶 𝗹𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗹’𝗲𝗽𝗶𝘀𝗼𝗱𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘁𝗲.

𝗘 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲:
𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶?

Perché se questi temi non trovano spazio in Consiglio e non hanno un seguito visibile al di fuori, il rischio è che restino sospesi.

👉 Una percezione simile emerge anche sul tema alluvione: dopo l’evento del 2020 c’è molta attenzione, ma diversi cittadini riferiscono di non avere chiaro cosa si stia facendo concretamente e quali interventi siano previsti.

👉 𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 *𝗱𝗼𝘃𝗲* 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶, 𝗺𝗮 *𝗰𝗼𝗺𝗲* 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮:

𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 → 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 → 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 → 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼

👉 In assenza di un seguito visibile, 𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮. Questo può portare, nel tempo, anche a una minore propensione a segnalare, con il rischio che alcune criticità diventino meno evidenti.

In questo contesto, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗹𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹, 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶. Allo stesso tempo, è stato più volte ricordato che questi non sono canali istituzionali.

👉 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼 𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗲𝗺𝗲𝗿𝘀𝗲.

Iniziativa Nonantolani

📝 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮: 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶Negli ultimi giorni ha aperto anche l’Eurospa...
26/04/2026

📝 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮: 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶

Negli ultimi giorni ha aperto anche l’Eurospar di Fondo Consolata: è l’ultima attività prevista nella prima fase del comparto. All’appello manca ormai solo il McDonald’s, mentre nelle fasi successive sono già previste ulteriori attività commerciali e artigianali.

Sabato (ieri - 25 aprile) abbiamo fatto un sopralluogo: il parcheggio era già molto frequentato e l’afflusso di persone significativo, un segnale chiaro che il comparto sta entrando rapidamente a pieno regime.

🗣️ 𝗟𝗮 “𝗦𝗽𝗮𝗿 𝗧𝗿𝗶𝗯𝘂̀” 𝗱𝗶 𝗡𝗼𝗻𝗮𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮 😄

Come spesso accade, anche su “Sei di Nonantola Se” si sono formati gruppi di opinione diversi, una sorta di “Spar Tribù” locale.

Da una parte ci sono coloro che apprezzano la comodità e la maggiore offerta commerciale; dall’altra chi esprime preoccupazioni per il consumo di suolo, chi critica un modello troppo orientato all’auto e chi teme che questo tipo di sviluppo possa allontanare ulteriormente persone e attività dal centro storico.

Sono posizioni diverse, tutte legittime, che riflettono una domanda più ampia: come cresce Nonantola e per chi viene progettata.

🧭 𝗗𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 (𝟮𝟬𝟮𝟮) 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ (𝗼𝗴𝗴𝗶)

Nel 2022, durante la fase di osservazioni al progetto, Iniziativa Nonantolani aveva già segnalato diversi aspetti critici attraverso le procedure ufficiali: la forte centralità dell’auto, l’assenza di un collegamento efficace con il trasporto pubblico, la discontinuità della rete ciclabile e pedonale e la mancanza di servizi di base come i bagni pubblici.
Oggi, con i lavori sostanzialmente conclusi, è possibile verificare cosa sia stato recepito e cosa invece sia rimasto irrisolto.

🚶‍♂️ 𝗔𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗣𝗘𝗕𝗔: 𝘂𝗻’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗮

Il PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) è stato sviluppato successivamente, tra il 2024 e il 2025, quindi non ci si può aspettare che il progetto del 2022 lo avesse già integrato.
Proprio per questo, però, oggi sarebbe importante vedere un adeguamento progressivo degli spazi.
Dal sopralluogo emergono invece criticità evidenti: mancano completamente i percorsi tattili per non vedenti e gli attraversamenti pedonali non garantiscono continuità percettiva.
Il PEBA esiste, ma non è ancora visibile nella realtà di Fondo Consolata.

🅿️ 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶: 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗮𝗿𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲

I parcheggi riservati sono presenti e correttamente segnalati, ma il marciapiede corre rialzato lungo tutto il perimetro e non sempre è evidente un accesso diretto e fluido. Le rampe, inoltre, non risultano sempre ben integrate con il percorso pedonale.
L’accessibilità c’è, ma non è pienamente continua.

🚧 𝗥𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗾𝘂𝗮 𝗽𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗮: 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼

Le vasche per la raccolta temporanea dell’acqua piovana sono presenti, ma alcune sono parzialmente recintate mentre altre risultano più aperte e poco percepibili.
Questo crea un problema di sicurezza, soprattutto per i bambini, e rende meno immediata la comprensione degli spazi. Non è tanto la mancanza di protezioni, quanto l’assenza di uniformità.

🚴 𝗠𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 “𝘇𝗼𝗻𝗮 𝟯𝟬”

All’ingresso del comparto è indicata una “zona 30”, che in teoria dovrebbe favorire la convivenza tra auto, bici e pedoni.
Nella pratica, però, gli attraversamenti sono solo pedonali, i percorsi ciclabili si interrompono proprio in corrispondenza degli attraversamenti e la segnaletica, pur indicando tratti ciclopedonali, non li collega in modo coerente.
La mobilità ciclabile è prevista, ma non realmente integrata.
Inoltre, la configurazione dello spazio — carreggiate ampie, assenza di elementi di moderazione fisica — fa percepire la “zona 30” più come un’indicazione formale che come una condizione reale.

🚸 𝗔𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶: 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗽𝗼𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮

Nel comparto convivono zebre classiche e attraversamenti colorati in rosso e bianco.
Questa varietà rende meno immediata la lettura dello spazio e può ridurre la sensazione di sicurezza.
Viene quasi da chiedersi: bisogna forse fermarsi “più seriamente” davanti a un attraversamento rosso rispetto a uno normale?

🚍 𝗧𝗿𝗮𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼: 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼

Il comparto non è realmente servito dal trasporto pubblico in modo accessibile.
La fermata più vicina, Modena bivio Campazzo (via Provinciale Ovest), è distante — si può ragionevolmente stimare in circa mezzo chilometro rispetto alle attività commerciali — ed è raggiungibile solo tramite un sottopasso con una pendenza di circa il 7,5%, superiore a quella raccomandata: secondo i criteri PEBA (in linea con il D.M. 236/1989), per percorsi accessibili la pendenza dovrebbe essere generalmente contenuta intorno al 5% (con limiti fino all’8% solo per tratti molto brevi e con accorgimenti specifici come pianerottoli di riposo, corrimano, superfici antiscivolo e una larghezza adeguata del percorso).

In queste condizioni, il percorso risulta particolarmente difficile — se non impraticabile — per persone con disabilità, anziani e, più in generale, per chi ha una mobilità ridotta.

A questo si aggiunge un elemento molto concreto: in tutto il comparto non risultano presenti panchine o punti di sosta. Senza la possibilità di fermarsi e riposare nemmeno tra un negozio e l’altro, l’uso dell’area senza l’auto diventa ancora più limitato.

Il trasporto pubblico esiste, ma non è accessibile.

🚻 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶

Resta irrisolta anche la questione dei servizi igienici pubblici — già sollevata in passato e puntualmente presente in diversi programmi elettorali del 2024. Nel comparto, però, non risultano servizi igienici pubblici chiaramente accessibili e segnalati; eventuali servizi interni alle attività commerciali non possono sostituire una dotazione pubblica, soprattutto in termini di accessibilità e fruibilità universale. Evidentemente, per ora, la soluzione resta… arrangiarsi.

🚲 𝗗𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗶𝗰𝗶𝗰𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲

Nel comparto è presente una sola rastrelliera, nell’area Tigotà, mentre presso altre attività non ci sono dotazioni dedicate, a fronte di un’ampia disponibilità di parcheggi — però esclusivamente per auto.
È un segnale chiaro di una progettazione poco orientata alla mobilità ciclabile.

🚧 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗶

Ad oggi è stato realizzato solo il tratto ciclabile interno lungo la Nonantolana.
Mancano invece il tratto comunale verso Nonantola, quello provinciale al ponte Navicello e il collegamento verso Modena tra il ponte Navicello e la rotatoria Rabin.
I tratti comunali e provinciali sono in costruzione; per il collegamento verso Modena, pur se discusso da tempo, non esiste ancora un progetto concreto con tempi e finanziamenti definiti.
Il comparto risulta quindi parzialmente isolato dal resto della rete ciclabile.

🧩 𝗖𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲

Fondo Consolata funziona — e continuerà a funzionare — come polo commerciale.
Ma la domanda resta: "è stato progettato per tutti?"

Le evidenze raccolte indicano che l’accessibilità è incompleta, la mobilità dolce è discontinua e il trasporto pubblico è di fatto non utilizzabile per una parte della popolazione.

Oggi il comparto appare progettato principalmente per l’accesso in auto.

Iniziativa Nonantolani

Indirizzo

Nonantola
41015

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Iniziativa Nonantolani pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Iniziativa Nonantolani:

Condividi