Io sono Giordana

Io sono Giordana Progetto " La casa Di Giordy" Sportello di ascolto attivo h24, numero di telefono
095 2938000

🦋 Associazione ODV per Giordana Di Stefano
👠 Mamma e danzatrice di 20 anni, vittima di femminicidio

🌐 www.associazioneiosonogiordana.com

📖 https://www.algraeditore.it/narrativa/io-sono-giordana-il-mio-nome-la-vostra-memoria/

Aiutaci a sostenere la nostra missione: dona il tuo 5x1000. Troverai tutte le nostre attività e iniziative  sul sito Io ...
21/06/2026

Aiutaci a sostenere la nostra missione: dona il tuo 5x1000.
Troverai tutte le nostre attività e iniziative sul sito Io sono Giordana. Grazie di cuore ❤️

Io Sono Giordana il mio nome la vostra memoria. Sarò sempre I tuoi occhi...la tua voce...il tuo cuore ❤️
20/06/2026

Io Sono Giordana il mio nome la vostra memoria.
Sarò sempre I tuoi occhi...la tua voce...il tuo cuore ❤️

Giordana Di Stefano è stata vittima di femminicidio. È stata uccisa dall’ex fidanzato perché aveva preteso la libertà.L’...
18/06/2026

Giordana Di Stefano è stata vittima di femminicidio. È stata uccisa dall’ex fidanzato perché aveva preteso la libertà.

L’articolo 13 della Costituzione italiana afferma che la libertà personale è inviolabile. Non è ammessa alcuna forma di restrizione della libertà personale se non nei casi e nei modi previsti dalla legge.

Prima che mia figlia venisse uccisa, aveva subito violenze, umiliazioni, controllo e paura. Giordana aveva trovato il coraggio di denunciare il padre biologico di sua figlia perché sperava di proteggere sé stessa e la sua bambina.

Quelle denunce furono sottovalutate. Non venne applicata alcuna misura restrittiva, non furono svolti approfondimenti adeguati e i testimoni non furono mai ascoltati. Arrivò soltanto un rinvio a giudizio.

Il giorno prima dell’udienza per stalking, Giordana fu uccisa con 48 coltellate, senza alcuna pietà.
Otto colpi furono inferti al volto, quasi a voler cancellare la sua identità. Gli altri quaranta colpi non raggiunsero organi vitali: il suo corpo fu seviziato fino all’ultimo respiro.
Provate a immaginare 48 secondi di silenzio. Sembrano infiniti. Come infinito è il dolore che ho provato e provo ancora oggi il giorno in cui ho seppellito la mia Giordy.

Ma mia figlia era stata uccisa molto prima di quel giorno. È stata uccisa mille volte anche dentro quelle aule di tribunale, attraverso una difesa denigratoria nei confronti di chi non poteva più difendersi.

Io sono stata spettatrice della peggiore forma di vittimizzazione secondaria. Ho sentito mia figlia essere definita una “donna di facili costumi”, una “menzognera”, una “traditrice”. Ho trascorso dieci anni a lottare per ottenere rispetto e verità, mentre molti si sentivano autorizzati a giudicare le nostre vite, e continuano a farlo ancora oggi, spesso nascosti dietro una tastiera.

Ho dovuto restare seduta e in silenzio in quel luogo dove credevo che saremmo state protette. Ho trattenuto urla che avrebbero potuto spezzare le pareti di un’aula di tribunale.

E oggi mi ritrovo ancora a dover spiegare perché la parola “femminicidio” sia così importante.
Anche oggi, ogni fatto deve essere provato in tribunale. Nessuno viene condannato automaticamente.

Riconoscere il femminicidio significa dare un nome a queste dinamiche. Significa impedire che la violenza venga normalizzata nella società e persino dentro le aule di tribunale.
Non è una questione di privilegi. È una questione di verità, di rispetto e di giustizia.
Neppure il massimo della pena è sufficiente, da solo, a fermare la violenza.

Il femminicidio esiste.
Negarlo significa voltarsi dall’altra parte.
La violenza è un problema culturale e tutti noi abbiamo il dovere di contrastarla.


La forza di Giordana nelle sue parole ... 🦋😞

Ho espresso il mio pensiero da madre di una ragazza vittima di femminicidio. Mi sono indignata per alcune dichiarazioni ...
16/06/2026

Ho espresso il mio pensiero da madre di una ragazza vittima di femminicidio. Mi sono indignata per alcune dichiarazioni pubbliche di Roberto Vannacci perché la violenza di genere esiste ed è una realtà che non può essere negata o minimizzata.
Il femminicidio non è un privilegio attribuito a un sesso, ma il riconoscimento di una forma specifica di violenza discriminatoria che colpisce le donne proprio in quanto donne. Va oltre la pena inflitta, che va decisa dentro le aule dei tribunali applicando una legge.
È una violenza che affonda le sue radici nel possesso, nel controllo, nella sopraffazione e nella negazione della libertà e della dignità femminile.
Chi mi insulta o sminuisce questo problema dimostra di non comprendere il dolore che tante famiglie vivono dopo l'uccisione delle proprie figlie per il volere maschile, non sono state uccise per una rapina, o per errore, esiste un movente ben preciso.
Io sono apolitica e rivendico il diritto di esprimere liberamente il mio pensiero sulla base della mia esperienza di vita.
È proprio questa cultura della minimizzazione, dell'indifferenza e della giustificazione che permette alla violenza di continuare a esistere sotto molte forme.
L'ignoranza è la peggiore forma di comunicazione.
Continuerò il mio percorso a testa alta, lasciando ai cosiddetti leoni da tastiera la responsabilità delle loro parole, che spesso nascondono ignoranza, frustrazione e mancanza di rispetto verso chi ogni giorno lotta per sopravvivere al dolore.
La cattiveria è l'ingrediente che genera ogni forma di violenza. Nasce dall'indifferenza, dall'odio, dalla mancanza di rispetto.
Non risponderò alle provocazioni, ma invito tutti a riflettere sul peso delle parole. E attenzione ai messaggi e ai post che fomentano odio e discriminazione: la libertà di espressione non deve mai trasformarsi in violenza verbale o incitamento all'odio.

Niente mi ferma ad essere una donna libera.

Generale Vannacci, abbia il coraggio di chiedere scusa.Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, ucci...
14/06/2026

Generale Vannacci, abbia il coraggio di chiedere scusa.
Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall'uomo che diceva di amarla, un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia.
Chieda scusa alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Una bambina costretta a crescere con un'assenza che nessun amore potrà mai colmare completamente.
Chieda scusa a tutte le donne uccise perché donne, ai figli che restano, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e alle famiglie condannate a un vero e proprio ergastolo del dolore.
Le parole hanno un peso. Quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai.
Mia figlia non tornerà. Nessuna scusa potrà restituirci il suo sorriso, la sua voce, il suo abbraccio. Ma il rispetto per la sua memoria e per tutte le vittime dovrebbe essere un dovere morale per chiunque ricopra ruoli pubblici.
Si vergogni ogni volta che pronuncia parole che feriscono chi ha già pagato il prezzo più alto. E ringrazi la vita se non ha mai dovuto ricevere quella telefonata che spezza il cuore e divide l'esistenza in un prima e un dopo.
Noi familiari delle vittime sappiamo cosa significa vivere una condanna senza fine. Ogni giorno è una sentenza che si rinnova. Per questo chiediamo rispetto, responsabilità e umanità.

Per Giordana, per sua figlia, per tutte le donne che non possono più parlare e per tutte le famiglie che portano addosso il peso insopportabile della loro assenza. Si vergogni!

L'intervista integrale, per ricordare, comprendere e non dimenticare MAI. 💔
11/06/2026

L'intervista integrale, per ricordare, comprendere e non dimenticare MAI. 💔

In questa puntata di “Dammi Tre Parole”, realizzata nella newsroom ...

20 Gennaio 2015“Ho capito che non puoi sempre batterti per qualcosa, che arriva il momento in cui devi momentaneamentefe...
10/06/2026

20 Gennaio 2015

“Ho capito che non puoi sempre batterti per qualcosa, che arriva il momento in cui devi momentaneamente
fermarti…Ma non perché non sei in grado, ma perché la tua dignità vale più di ogni altra cosa al mondo”.
– Giordana Di Stefano, mamma e danzatrice vittima di femminicidio

Questo pensiero di Giordana ci ricorda che la resilienza non è solo resistere e continuare a tutti i costi, ma anche saper riconoscere quando qualcosa smette di farci stare bene. Fermarsi, in questi casi, significa non esaurirsi nel tentativo di far funzionare ciò che ci ferisce, ma scegliere di restare entro i limiti della propria dignità per il proprio benessere. È un invito a non consumarsi nel silenzio o nella sopportazione a tutti i costi.

-

January 20, 2015

“I realized that you can’t always fight for something, that there comes a moment when you must temporarily
stop…but not because you are not capable, but because your dignity is worth more than anything else in the world.”
– Giordana Di Stefano, mother and dancer victim of femicide

This thought by Giordana reminds us that resilience is not only about resisting and continuing at all costs, but also about recognizing when something stops making us feel well. In those moments, stopping means not exhausting ourselves trying to make something that hurts us work, but choosing to remain within the limits of our dignity for our own well-being. It is an invitation not to wear ourselves down in silence or in endless endurance at all costs.

-

Da dieci anni questo evento, raccontato e vissuto attraverso Giordana, rappresenta un importante momento di memoria.Rifl...
09/06/2026

Da dieci anni questo evento, raccontato e vissuto attraverso Giordana, rappresenta un importante momento di memoria.
Riflessioni, musica e danza accompagneranno una serata speciale dedicata alle donne, all'arte e alla cultura.
Il 24 luglio 2026 Villa Anselmi Nicolosi Ore 20:30
Segnate questa data: come ogni anno vi aspettiamo a braccia aperte per celebrare insieme la X edizione de “Il Rosso delle Donne”.
Vi aspettiamo! 🦋
Work in progress

Con oggi si conclude un anno straordinario, intenso e profondamente ricco di significato.Un percorso dedicato al contras...
08/06/2026

Con oggi si conclude un anno straordinario, intenso e profondamente ricco di significato.
Un percorso dedicato al contrasto della violenza nelle scuole di ogni ordine e grado, vissuto tra incontri, ascolto, emozioni, riflessioni e tanta umanità.
Abbiamo attraversato corridoi, aule, teatri e piazze, incontrando centinaia di studenti e studentesse, docenti e dirigenti scolastici. Abbiamo raccolto storie, condiviso esperienze, acceso confronti e seminato consapevolezza. Ogni sguardo, ogni domanda, ogni emozione rimarrà custodita nel nostro cuore.

Oggi sento una profonda gratitudine per il cammino compiuto. Insieme alla dottoressa Elena Portale abbiamo creduto fortemente in ogni progetto, affrontando sfide e sacrifici con passione e determinazione. Vedere l'entusiasmo dei ragazzi e delle ragazze è una carezza infinita al cuore.

Chiudiamo questo anno scolastico con il cuore colmo di emozioni e con la consapevolezza che il lavoro svolto ha lasciato Giordana nei cuori di tanti.

Grazie di cuore a tutti gli studenti e le studentesse, ai docenti, ai dirigenti scolastici e a tutte le persone che ci hanno accolto, sostenuto e accompagnato in questa meravigliosa esperienza.
Ci salutiamo per l'estate, ma siamo già pronti a tornare a settembre con nuovi progetti, nuove idee e lo stesso entusiasmo che ci ha guidato fin qui.

Grazie per aver camminato con noi.
Grazie a te Occhi di Stella 🦋sei il mio per sempre e per sempre sarà!

Indirizzo

Nicolosi
95030

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Io sono Giordana pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Io sono Giordana:

Condividi