Tutto comincia da Verona, cinquant'anni fa, quando un padre, una madre e il loro bambino di un anno salgono su un'ambulanza, diretti ad Angal, un puntolino di Africa dove i missionari comboniani hanno aperto un piccolo dispensario-maternità. L'ambulanza era stata donata da un comitato di aiuto presieduto da Giambattista Rossi, allora presidente degli Istituti Ospitalieri di Verona, «padre» dell'id
ea del Policlinico universitario di Borgo Roma. Il comitato aveva finanziato l'acquisto dell'ambulanza e la costruzione, ad Angal, del reparto maschile, per questo chiamato «Verona Ward», e di una casa per medici. Su quell'ambulanza Fiat 600, il dottor Mario Marsiaj, più tardi primario del reparto di Malattie Tropicali dell'Ospedale Sacro Cuore di Negrar, la moglie Claudia e il figlio Piero si imbarcheranno a Venezia, attraverseranno il canale di Suez, sbarcheranno a Mombasa, percorreranno le strade accidentate del Kenya e dell'Uganda, e nel gennaio 1967 arriveranno finalmente nel villaggio di Angal, nel nord-ovest del Paese. I Marsiaj resteranno otto anni, ma nel tempo torneranno molte altre volte. A poco a poco, grazie al loro lavoro e al lavoro di altri medici e collaboratori, il dispensario diventa il St. Luke Hospital, un ospedale grande ed efficiente da oltre duecento posti letto, con più di 160 persone di staff, al servizio di un bacino di utenza di oltre 150 mila persone. L'associazione Amici di Angal Onlus si è formalmente costituita nel 2001 ed è iscritta dal 30 dicembre 2004 all'anagrafe unica delle Onlus istituita all'Agenzia delle Entrate. Oggi finanzia l'ospedale e molti progetti sociali a favore – fra gli altri – di orfani, poveri, malati, bambini malnutriti, giovani e ciechi. Il CEO dell'ospedale St.Luke è il dottor Benard Tugume. Il responsabile locale dei progetti sociali è Deogratias Ofoyrwoth.