Circolo Acli Nave - APS

Circolo Acli Nave - APS La triplice fedeltà delle ACLI ai lavoratori, alla democrazia, alla Chiesa.

28/05/2026

28 maggio 1974 - 28 maggio 2026

Ancora una volta le Acli bresciane in piazza per trasmettere e rendere attuale la memoria, ricordando le vittime della strage fascista di quel giorno di 52 anni fa.

Per portare insieme il nostro cesto di fiori alla stele ci ritroviamo sotto il portico della Loggia alle 9.15

A domani

23/05/2026

“La Chiesa italiana dica una parola più netta e più concreta sulla tragedia del popolo palestinese”. A lanciare questo appello i "Preti contro il genocidio"

21/05/2026

Le immagini vergognose che arrivano da Israele che mostrano il Ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir mentre insulta e deride i partecipanti della Flottilla illegittimamente arrestati in acque internazionali sono un’offesa alla dignità umana, definiscono un atteggiamento di disprezzo verso ogni forma di dissidenza esterna ed interna.
Questa compiaciuta esibizione di violenza e disprezzo da parte di un Ministro passa ogni limite e non può essere tollerata, anche perché illustra chiaramente che in questo momento, in Israele, lo Stato di diritto di fatto è sospeso.
Come ACLI riteniamo che la Flottilla debba essere ritenuta come un vero e proprio luogo profetico poiché testimonia la volontà di non arretrare rispetto alla difesa della dignità e dell’integrità della persona umana.
Chiediamo al nostro Governo e al Consiglio europeo una chiara ed inequivocabile condanna dell’atto di pirateria ai danni dei cittadini imbarcati sulla Flottilla e l'applicazione di sanzioni serie e sistematiche nei confronti di Israele a partire dal blocco completo del commercio di armi e, senza esitazione, dei rapporti in campo militare. Lo richiede un minimo senso di giustizia, lo richiede la dignità delle persone, lo richiede il bisogno di pace che accomuna tutte le persone di buona volontà.

01/05/2026
30/04/2026
29/03/2026

Quello che è accaduto oggi a Gerusalemme è grave.

Alle autorità religiose cattoliche in Terra Santa – il Patriarca Pierbattista Pizzaballa e il Custode fra Francesco Ielpo – è stato impedito l’accesso al Santo Sepolcro per la Messa della Domenica delle Palme.

Non è un episodio marginale.
È una violazione della libertà religiosa.

In un tempo già segnato dalla guerra, negare l’accesso al luogo più sacro della cristianità colpisce milioni di fedeli e mette in discussione diritti fondamentali.

Nessuna ragione di sicurezza può giustificare una scelta di questo tipo.
Gerusalemme non può diventare un luogo di esclusione.

Esprimiamo solidarietà alla comunità cristiana di Terra Santa e chiediamo che sia ristabilito il pieno rispetto della libertà di culto.

Il silenzio non è un’opzione.
Difendere il diritto alla preghiera significa difendere la dignità della persona.

Non può esserci pace senza giustizia. Non può esserci giustizia senza libertà.

Indirizzo

Nave
25075

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