30/08/2026
Ieri, in uno scenario che definiremmo “apocalittico” per il Salento, ha preso il via la NOTTE VERDE 2026, organizzata da Casa delle Agriculture, che ringraziamo per averci invitato a prendere parte, con un nostro intervento, nella sessione pomeridiana della Scuola di Giornalismo sulla tematica - Agricoltura come questione politica -
Prima di noi, il caro amico Prof. Antonio Ciniero, con noi Bashir, uno che per l’opinione pubblica è solo uno dei tanti “migranti”, “lavoratori stagionali”, “braccianti stranieri”.
Per noi Bashir invece è soprattutto un amico, una persona intelligente e capace, con la sua identità e la sua storia, che ha voglia di rivendicare la sua condizione e quella di tantissime altre persone che lavorano, come lui, in agricoltura e che devono sottostare a quelle che sono dinamiche di che ancora, nella realtà reale e non in quella immaginata e raccontata, non cambiano.
La scelta di ve**re con noi a parlare nella Scuola di Giornalismo della Notte Verde è stata sua e crediamo che questa dovrebbe essere la normalità, ossia far parlare i diretti interessati delle questioni che li coinvolgono in prima persona. Cosa che, nella maggior parte dei casi, non accade.
Diritti a Sud dal 2009 è accanto alle persone che prima vivevano nel ghetto di Nardò, ora nella foresteria di Boncuri. Siamo con loro, parliamo con loro, non di loro, per capire, progettare, risolvere dei problemi. Non c’è separazione ma voglia di costruire insieme sulla base della rivendicazioni di quei sacrosanti che ad ogni essere umano DEVONO essere riconosciuti.
Non siamo semplicente una “buona pratica”, siamo un percorso politico che è iniziato sia prima che con SfruttaZero a partire dal 2015 e continua ancora oggi, con una visione più ampia e con tutte le difficoltà di una terra che, negli ultimi dodici anni, ha perso l’occasione di poter essere qualcos’altro rispetto a quello che è diventata: un luogo di eventi che pur servono ma non bastano.
Lo dimostra quello che abbiamo intorno: devastazione ambientale.
È con l’amaro in bocca che scriviamo questo post, consci di un percorso che univa ma che poi si è spaccato, quello dei COLTIVATORI DI CAMBIAMENTO, e che avrebbe potuto fare la differenza per la tutela di un territorio ormai praticamente violentato nella sua più profonda essenza.
Parlare serve, ma non basta. Non c’è l’azione politica ma solo tante esperienze divise e questo si riflette in quello che ci circonda.
Infine, dopo questa amara riflessione, ci sentiamo di ringraziare in maniera sentita i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e tutte le forze che da ieri senza sosta stanno lavorando per spegnere il terribile incendio di Lequile, oltre agli altri che ci sono stati, tra cui quello di Nardó, alla discarica di Castellino.