15/05/2026
Una stretta di mano parla, può dire tante cose.
Può essere fredda, di circostanza, riverente.
Può vibrarti nella morsa e consegnarti stima, calore, riconoscenza.
Può sostituirsi a tante parole e può scuoterti dal torpore della quotidianità dei giorni.
Nei recessi delle campagne della "Nardafrica" della zona industriale e dei dintorni della masseria Boncuri, in zona cinema o sulla via per Copertino, lì vive una comunità in carne ed ossa di persone, che stabilmente o meno, recita il copione imposto del "presente assente".
Sono almeno una cinquantina i lavoratori, le persone straniere presenti, i braccianti, i neri e gli arabi del Marocco e della Tunisia, che insistono ai margini di un'altra comunità che, per la maggior parte, ostinatamente nega loro il diritto all'uguaglianza, all'ospitalità, alla socialità, ad una vita dignitosa, alla visibilità, alla partecipazione democratica.
A breve saranno molti di più.
Come ogni anno ci chiedono le stesse cose: casa, lavoro, notizie sull'apertura del campo, aiuto per questioni legali.
Vivono in bugigattoli, in "casette di fortuna", in ambienti ristretti e spazi angusti, costretti all'amaro calice della condivisione obbligatoria, data dalla mancata riservatezza ed impossibilità di poter avere, come tutti e tutte noi, cura della propria intimità.
Come ogni anno la recita è sempre uguale a se stessa.
Gli attori non protagonisti, ovvero le istituzioni tutte e i padroni, fanno i giochetti e la parte del leone: decidono sulla pelle degli internati al campo di lavoro e della supposta accoglienza, le condizioni di permanenza, di vita e di lavoro altrui.
E tutto questo senza mai chiedere in decenni di decisioni miopi e di improntitudine il parere, il permesso o un solo cenno di quelli che lì dentro in quei posti vivono. Senza mai considerare i lavoratori per quel che sono realmente,ossia i veri attori e protagonisti,i motori del comparto agricolo salentino stagionale.
Tutto questo lo si fa sempre con l'ottica di relegare ai margini questa umanità. Nel centro abitato d'altronde,così è deciso così è sepolto, non c'è posto per loro.
Noi non ci adeguiamo a questo stato di cose, a questo stordente senso comune.
Siamo e saremo anche questa estate fra loro, al loro fianco. Continueremo ad imparare e ad apprezzare il gusto della verità che si agita tra lo sforzo e il sacrificio, dentro la bellezza di uno sguardo di gratitudine e nella forza comune di una stretta di mano autentica. Proveremo a farci strumento a sostegno delle loro rivendicazioni e necessità.
(Foto nostra, Boncuri estate 2025)