Diritti a Sud

Diritti a Sud Il sud che vogliamo è quello dell’accoglienza, della giustizia e della multiculturalità.

Una stretta di mano parla, può dire tante cose.Può essere fredda, di circostanza, riverente.Può vibrarti nella morsa e c...
15/05/2026

Una stretta di mano parla, può dire tante cose.
Può essere fredda, di circostanza, riverente.
Può vibrarti nella morsa e consegnarti stima, calore, riconoscenza.
Può sostituirsi a tante parole e può scuoterti dal torpore della quotidianità dei giorni.

Nei recessi delle campagne della "Nardafrica" della zona industriale e dei dintorni della masseria Boncuri, in zona cinema o sulla via per Copertino, lì vive una comunità in carne ed ossa di persone, che stabilmente o meno, recita il copione imposto del "presente assente".

Sono almeno una cinquantina i lavoratori, le persone straniere presenti, i braccianti, i neri e gli arabi del Marocco e della Tunisia, che insistono ai margini di un'altra comunità che, per la maggior parte, ostinatamente nega loro il diritto all'uguaglianza, all'ospitalità, alla socialità, ad una vita dignitosa, alla visibilità, alla partecipazione democratica.

A breve saranno molti di più.

Come ogni anno ci chiedono le stesse cose: casa, lavoro, notizie sull'apertura del campo, aiuto per questioni legali.
Vivono in bugigattoli, in "casette di fortuna", in ambienti ristretti e spazi angusti, costretti all'amaro calice della condivisione obbligatoria, data dalla mancata riservatezza ed impossibilità di poter avere, come tutti e tutte noi, cura della propria intimità.

Come ogni anno la recita è sempre uguale a se stessa.

Gli attori non protagonisti, ovvero le istituzioni tutte e i padroni, fanno i giochetti e la parte del leone: decidono sulla pelle degli internati al campo di lavoro e della supposta accoglienza, le condizioni di permanenza, di vita e di lavoro altrui.

E tutto questo senza mai chiedere in decenni di decisioni miopi e di improntitudine il parere, il permesso o un solo cenno di quelli che lì dentro in quei posti vivono. Senza mai considerare i lavoratori per quel che sono realmente,ossia i veri attori e protagonisti,i motori del comparto agricolo salentino stagionale.

Tutto questo lo si fa sempre con l'ottica di relegare ai margini questa umanità. Nel centro abitato d'altronde,così è deciso così è sepolto, non c'è posto per loro.

Noi non ci adeguiamo a questo stato di cose, a questo stordente senso comune.

Siamo e saremo anche questa estate fra loro, al loro fianco. Continueremo ad imparare e ad apprezzare il gusto della verità che si agita tra lo sforzo e il sacrificio, dentro la bellezza di uno sguardo di gratitudine e nella forza comune di una stretta di mano autentica. Proveremo a farci strumento a sostegno delle loro rivendicazioni e necessità.

(Foto nostra, Boncuri estate 2025)

Che cosa ci sarebbe da dire per commentare un fatto del genere a cui quasi non si riesce a credere ?Qui non si tratta so...
12/05/2026

Che cosa ci sarebbe da dire per commentare un fatto del genere a cui quasi non si riesce a credere ?

Qui non si tratta solo di , si tratta di giovanissimi allo sbando; si tratta di violenza che è diventata modo di passare il tempo; si tratta di un’emergenza sociale che si ignora; si tratta di provvedimenti che non si prendono; si tratta di un altro giovane uomo, lavoratore, marito che sarebbe diventato padre tra poco,ucciso brutalmente dall’ennesimo stupido branco di ragazzini con il cervello anestetizzato in cerca di emozioni forti in una vita già annichilita a quindici anni.

Si tratta di una società che sta morendo.

È con lo sgomento nel cuore che commentiamo questa triste storia di ordinaria violenza, banale e drammatica allo stesso tempo.

Salviamo i giovani o non ci sarà più speranza.

Stava prendendo un caffè in piazza a , nella città vecchia, prima dell'ennesima giornata di fatica nei campi. È stato ucciso così, Bakari Sako, 35enne migrante maliano, per futili motivi, per un'aggressione insensata e brutale da parte di un gruppo di ragazzini, la maggior parte tra i 15 e i 17 anni, incensurati.
Lo avrebbero accerchiato, picchiato, colpito ripetutamente con un'arma da taglio all'addome mentre cercava di scappare, infine lasciato esanime sull'asfalto. "Una violenza da arancia meccanica", commentano gli inquirenti.

Un quindicenne stamattina avrebbe confessato facendo ritrovare l'arma del delitto. Ora il gruppo risponde di omicidio aggravato dai futili motivi ma il commento di don Emanuele Ferro, parroco delle chiese della città vecchia di Taranto, è amaro: "A noi la vergogna sul volto, direbbe la Scrittura. È quello che provo in questo momento come parroco di Taranto vecchia. Un senso di profonda sconfitta, di impotenza: muore due volte questa giovane vittima. La prima per la futilità armata dal razzismo, la seconda per mano di chi giustifica e non invoca la vera giustizia".

A sostegno della Freedom Flotilla Italia e di tutti i compagni e le compagne che vi si sono imbarcati ed imbarcate, pubb...
30/04/2026

A sostegno della Freedom Flotilla Italia e di tutti i compagni e le compagne che vi si sono imbarcati ed imbarcate, pubblichiamo un messaggio di pace e amore, inviato da Popular Art Centre مــركز الفـــــن الشــــــعبي a tutta quella parte d’Italia che ha Gaza nel cuore e che non accetta lo stradominio dello Stato criminale di Israele.

Il è sotto attacco ma i suoi popoli sono uniti.

“Dalla Palestina — dal cuore del dolore e della fermezza — vi salutiamo con amore e profonda gratitudine, e ci inchiniamo in segno di rispetto per la vostra presenza oggi nelle piazze italiane in difesa della giustizia e della dignità. La vostra solidarietà con la Freedom Flotilla e con il nostro popolo a Gaza non è un gesto passeggero, ma un atto coraggioso che restituisce significato alla nostra comune umanità di fronte all’ingiustizia. Ciò che le navi e i loro equipaggi hanno subito – l’intercettazione e l’arresto – è un’altra ferita alla coscienza del mondo, un tentativo di spegnere la voce della giustizia; eppure non offuscherà la luce della libertà che portate nei vostri cuori.

La vostra presenza oggi nelle strade non è solo simbolica: è un impulso vitale che ci raggiunge attraverso le distanze, alleggerendo il peso del blocco e ricordandoci, profondamente, che non siamo soli. Con le vostre voci e i vostri passi, state scrivendo una storia diversa per il mondo: una storia che si oppone al silenzio e afferma che Gaza non è un titolo fugace, ma una vita che merita di essere vissuta con dignità e libertà.

Insieme, crediamo che nessuna notte, per quanto lunga, possa durare per sempre, e che la volontà del popolo sia più forte di qualsiasi blocco o oppressione. Grazie per essere al nostro fianco, per aver alzato la voce quando il mondo cerca di tacere. La Palestina non è sola, e con voi la libertà si avvicina.”

𝗦𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶

Bloccare delle imbarcazioni in missione di solidarietà è un atto illegale, un'azione criminale che calpesta il diritto internazionale.
Possono farlo fino a che hanno al loro fianco dei governi complici.

Ma pensare di fermare una coscienza collettiva
è un’illusione.

La solidarietà non è una rotta nautica.
È una rete viva:
si muove, si moltiplica, cambia forma.
Se chiudono il mare,
si muovono i territori, si aprono le città.
Se bloccano le barche, cammineranno le persone.
Se zittiscono una voce, se ne alzeranno cento.

100 CITTÀ non sono un numero. Sono una soglia.
Una soglia oltre la quale la solidarietà smette di essere testimonianza
e diventa forza politica, pressione reale, presenza nei territori.

Non si tratta più solo di raggiungere Gaza: si tratta di portare Gaza ovunque.
Nelle città. Nelle piazze. Nei consigli comunali.
Nelle scuole e nelle università.
Ovunque esista ancora uno spazio di coscienza.

Potete fermare 100 barche.
Non potete fermare 100 città in rivolta.

E quando le città si muovono, non è più solo solidarietà.
È storia che cambia direzione.

° ° °

“Siamo un Paese liberato, non libero”. Queste sono le parole di una cittadina italiana che oggi partecipava al corteo di...
25/04/2026

“Siamo un Paese liberato, non libero”.

Queste sono le parole di una cittadina italiana che oggi partecipava al corteo di Milano per celebrare il 25 aprile.

E fanno riflettere dato che a 81 anni di distanza ci ritroviamo a fare i conti con la guerra; si parla di remigrazione, di fermo preventivo; per non parlare di tutto il linguaggio d’odio e della sciattezza istituzionale in cui è decaduta l’Italia.

Per cambiare le cose bisogna esserci. Non soltanto presenziare.

Questo ci hanno insegnato i Partigiani e le Partigiane, a cui va il nostro sempre costante ed immutato amore.

W l’Italia antifascista! W la Resistenza!

“Non poteva più vivere senza sapere e, soprattutto, non poteva morire senza sapere, in un’epoca in cui i ragazzi come lui erano chiamati a morire più che a vivere”.
(Tratto da Una questione privata - di Beppe Fenoglio)

30/03/2026
21 marzo 2026, una giornata che non dimenticheremo mai. Lo scempio è stato compiuto in una maniera violenta e sprezzante...
23/03/2026

21 marzo 2026, una giornata che non dimenticheremo mai.

Lo scempio è stato compiuto in una maniera violenta e sprezzante nei confronti della Natura, delle persone, della .

Quello a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria esibizione di abuso di potere, limitato però dalla sua stessa ignoranza.

Eravamo noi cittadini e cittadine, in pochissimi/e, a dire che esistono delle leggi che tutelano la nidificazione; a dire che non si possono effettuare lavori pubblici prima delle 7 di mattina; a dire che l’area non era stata sufficientemente messa in sicurezza; a dire che mancava un’ordinanza di chiusura delle strade; a chiedere di vedere la perizia che dimostrava che lì in quelle chiome nidi ed uccelli non ce n’erano.

Gli uccelli invece c’erano e sentirli cantare fortissimo dopo i primi tagli e vederli volare via spaventati e disorientati è stato straziante.

In pochi, trattati come dei criminali, siamo comunque riusciti a bloccare il taglio per almeno un’ora ma, nonostante tutto, purtroppo i nostri sforzi non sono stati sufficienti a salvare gli alberi.

Sono stati commessi molti reati sabato mattina, nefasto primo giorno di Primavera a Nardò, ma adesso, insieme alle macerie, rimangono le responsabilità che si dovranno assumere gli autori di tutto questo.

A chi pontifica dall’alto, poi, vorremmo dire che chi scende in piazza è sempre molto preparato e sa come agire ma anche se non lo fosse è comunque e sempre da rispettare perché ha coraggio ed incarna in pieno quello che vuol dire essere un cittadino.

Dal greco antico Πολίτης, -ου, ὁ (polítēs): “Cittadino, colui che partecipa alla vita politica della pòlis (città-stato)”.

Si può scegliere di essere protagonisti o semplici comparse o, peggio ancora, spettatori che restano a guardare. Sono scelte di vita. E fanno la differenza.

20/03/2026
Situazione paradossale a Nardò. Il Comune di Nardò decide dalla sera alla mattina di autorizzare l'abbattimento dei 54 c...
20/03/2026

Situazione paradossale a Nardò.

Il Comune di Nardò decide dalla sera alla mattina di autorizzare l'abbattimento dei 54 cipressi di via XX Settembre, quelli sopravvissuti alla demolizione della storica scuola “Dag Hammarskjöld”. Motivi effettivi non ce ne sono tranne quelli evidenziati da una perizia commissionata dallo stesso Comune ad uno studio di consulenza.

Questa f***e decisione viene presa in maniera del tutto unilaterale, nell'assoluta mancanza di considerazione di tutte le proteste e diffide che ci sono state da parte di associazioni, partiti e cittadini/e coordinati dal Comitato Giù le Ruspe Dalla Scuola e nell'assoluta mancanza di rispetto di tutte le normative nazionali ed internazionali che tutelano e regolano la gestione del verde e della fauna.

Facciamo infatti notare che A PARTIRE DAL 15 MARZO è iniziato il periodo di nidificazione durante il quale NON è CONSENTITO il taglio degli alberi in quanto pregiudica la NIDIFICAZIONE, danneggiando i nidi, il che è espressamente vietato dalla Legge attraverso:

- Direttiva Uccelli Direttiva Europea 209/47CE all’art. 5;

- Normativa nazionale in base alla Legge 157/92.

Inoltre, questa f***e decisione di tagliare gli alberi sarebbe dovuta essere comunicata alla COMMISSIONE EUROPEA proprio sulla base dei vincoli che l'ottenimento del finanziamento stesso comportava e questo passaggio ve lo facciamo comprendere attraverso un estratto preso dalla RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI presentata in via ufficiale al Comune di Nardò un data 19/02/2026 da noi di Diritti a Sud e dal Comitato dei Custodi del Bosco d'Arneo e a cui
NON ABBIAMO ANCORA RICEVUTO RISPOSTA.

Nella nostra richiesta avevamo scritto:

👉"... Si rileva infatti come l’eradicazione degli alberi sia in contrasto con la scheda di analisi ambientale del progetto, in relazione agli espressi impegni assunti e comunicati in tale atto alla Commissione Europea, nella quale, alla voce relativa ai possibili danni ambientale causati dall’intervento di progetto, si esclude espressamente tale impatto, in relazione al principio di non arrecare un danno significativo DNSH (do not significant harm) ai fini del Regolamento RRF (Recovery and Resilience Facility).
La relazione tecnica al progetto nella scheda analisi ambientale alla parte 1 della lista di controllo DNSH afferma espressamente, come condizione prevista per l’ammissibilità del progetto, che tra gli obiettivi ambientali dello stesso vi è “la mitigazione dei cambiamenti climatici”, l’ “adattamento ai cambiamenti climatici” e la “prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo”, ritenendo, quanto alla protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, che: ”il prevedibile impatto della costruzione del nuovo plesso su questo obiettivo ambientale è trascurabile …”

Quindi è da notare come la maggioranza di questa Amministrazione non sia neppure in grado di mantenere e rispettare quello che essa stessa afferma e di mantenere fede agli impegni presi nei confronti della collettività.

Quindi, a fronte di ciò, è necessario che i cittadini e le cittadine facciano la loro parte per impedire che la tracotanza e la malafede di amministratori incompetenti arrechino danni irreparabili per la salute umana e l'ecosistema e questo si può fare prendendo parte al SIT- IN autorizzato e previsto per le date 21 - 23 - 24 marzo dalle 05.00 alle 17.00 in via XX Settembre per IMPEDIRE CHE I CIPRESSI VENGANO ABBATTUTI!

Le adesioni sono moltissime e in continuo aggiornamento.

Facciamoci sentire e !

Domenica 22 e lunedì 23 si vota per il  e siamo certi e certe che le tante persone che hanno partecipato all’incontro di...
16/03/2026

Domenica 22 e lunedì 23 si vota per il
e siamo certi e certe che le tante persone che hanno partecipato all’incontro di venerdì 13 marzo presso il di Nardó, che ringraziamo per l’ospitalità, adesso abbiano le idee molto più chiare e andranno convintamente a VOTARE NO!

Del resto non potrebbe essere che così dopo aver ascoltato gli interventi dei relatori e delle relatrici che, con competenza e passione, hanno ben spiegato che l’unico e solo obiettivo di questa riforma NON È LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, che di fatto già esiste e per cui basterebbe una semplice legge ordinaria per renderla giuridicamente effettiva, ma l’indebolimento del CSM - Consiglio Superiore della Magistratura - per tenere sotto il controllo politico l’operato dei magistrati e delle magistrate. Conseguenza di questo sarebbe avere dei magistrati intimoriti e sotto il controllo del Governo di turno, cosa che per noi cittadini e cittadine comuni significherebbe non poter avere mai per la tutela dei nostri .

È un vero e proprio attacco alla e alla , magistralmente elaborata, anche dal punto di vista linguistico, come è stato giustamente sottolineato durante l’incontro, dai Padri e dalle Madri Costituenti che, dopo aver vissuto direttamente la dittatura fascista, ben sapevano quanto fosse necessario tenere separati i tre poteri del Legislativo, dell’Esecutivo e del Giudiziario.

Questo vile attacco deve essere assolutamente annientato e lo dobbiamo fare noi, cittadini e cittadine italiani ed italiane, esercitando il nostro diritto di voto e VOTANDO NO!

Molto soddisfatti e soddisfatte della riuscita dell’evento quindi, ringraziamo ancora una volta le Magistrate Tonina Martaló e Sara Petrolo, l’Avvocato Sergio Limongelli, il Giudice in pensione Ennio Cillo e Loredana Giliberto per aver moderato con sapienza ed eleganza.



ANPI sezione Nardò Nardó

Il 22 e il 23 marzo prossimi si svolgerà il Referendum confermativo sulla riforma della Magistratura, proposta dall’attu...
02/03/2026

Il 22 e il 23 marzo prossimi si svolgerà il Referendum confermativo sulla riforma della Magistratura, proposta dall’attuale Governo e firmata dal Ministro Nordio.

In queste due date i cittadini e le cittadine italiani sono chiamati a pronunciarsi sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025.

La consultazione si inserisce quindi in una fase ravvicinata rispetto all’approvazione del testo, rendendo particolarmente attuale il dibattito pubblico sul contenuto della riforma.

Come accade per tutti i referendum costituzionali, non è previsto un quorum. La validità del voto non dipende quindi dalla percentuale di affluenza, ma esclusivamente dal numero di voti favorevoli o contrari espressi dagli elettori e dalle elettrici. Questo significa che l’esito del referendum sarà determinato dalla maggioranza dei voti validi, indipendentemente dal livello di partecipazione.

Il referendum confermativo, infatti, per sua natura non mira a misurare l’interesse generale su un determinato tema ma a consentire al corpo elettorale di assumere una decisione definitiva su una revisione costituzionale.

Per questo motivo è importante comprendere con precisione cosa comporti l’approvazione o il rigetto della riforma sottoposta a referendum.

Necessario quindi informarsi per bene prima di recarsi alle urne, in modo tale da adempiere al proprio diritto/dovere di voto in maniera consapevole e con una decisione ben chiara su cosa votare.

Tale opportunità viene data dall’incontro che si svolgerà il 13 MARZO alle 19.00 presso il CREATIVIBAR (Chiostro dei Carmelitani) a Nardò ed organizzato da ANPI sezione Nardò, Diritti a Sud e LIBERA e che prevede gli interventi delle Magistrate Antonia Martalò e Sara Petrolo, dell’Avvocato Sergio Limongelli e del Magistrato Ennio Cillo, che spiegheranno con chiarezza e competenza perché e quanto sia GIUSTO DIRE NO.

Vi aspettiamo.

Indirizzo

Via Giacomo Matteotti 6
Nardò
73048

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