"Il Giardino di Gaia" nasce dall'esigenza di un gruppo di genitori di fornire ai loro bambini un luogo ed un tempo che li accolga e accompagni in una crescita armonica. Siamo una associazione di promozione sociale, che nasce dall'iniziativa di un gruppo di genitori che si sono posti la domanda : “Cosa desidero per mio figlio?”. L'approccio pedagogico è volto ad equilibrare e alimentare le capacità
intellettive dei nostri bimbi, la loro sensibilità artistica e il loro movimento facendo leva sulla gioia, in poche parole sulla loro magica vitalità. Pone un'attenzione particolare alla vita all'aperto, a contatto con la natura. Ai bimbi dai due ai sei anni. Quali sono le attività proposte? Nei primi sei anni il bambino impara a camminare, a parlare, a pensare e a dire "io" a se stesso; non solo i gesti, ma anche i sentimenti delle persone che il bambino ha intorno a sé vengono assorbiti fino a divenire parte del suo essere. In questa fase il bambino va protetto da stimoli troppo intellettuali, ritenuti deleteri, immergendolo in un mondo buono, ricco di fantasia, immagini, gioco e devota meraviglia. Il suo impulso a "fare" viene sviluppato dalla maestra attraverso la proposta di tante attività della vita casalinga o artigianali. Nel corso della giornata e della settimana vengono organizzate ritmicamente diverse attività che vanno dalla semplicità di gesti quotidiani come la preparazione della merenda e del pasto, alla cura delle piante e dell'orto, alla preparazione del pane, alla lettura delle fiabe, alla pittura, all'uso della creta e dei materiali che vengono trasformati ed al gioco libero in un’atmosfera serena che offre al bambino il calore e la tranquillità necessari a crescere in armonia. I bimbi vengono accompagnati a fare esperienze sul territorio: salire su un treno, partecipare alla raccolta delle olive, andare a teatro e in biblioteca. Com'é il momento del gioco? Nel gioco, con l'imitazione, i bambini prendono coscienza della natura e del loro ambiente culturale. Giocando, essi riproducono tutto ciò che accade intorno a loro e così facendo vivono nelle qualità che permeano il mondo circostante. Con ciò, il gioco infantile pone le premesse per la futura comprensione del mondo. Il bambino sperimenta con tutti i sensi, si muove con tutto il corpo, è attivo con mani e piedi. Da questo derivano la capacità di dominare i movimenti del corpo, di governare l'equilibrio, di sfiorare delicatamente e di afferrare saldamente qualcosa. E da questo nascerà più avanti l'esperienza autocosciente: posso plasmare il mondo perché l'ho compreso. Viene sostenuta ed incoraggiata la fantasia che affiora nella vita di un bambino solo tra il secondo e il terzo anno di vita; a questo punto il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. Il bambino non si accontenta più di ba***re sui piatti e sulle pentole, ora la pentola diventa una casa e il cucchiaio diventa una persona che vi entra. Se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: "E' solo un gioco, non è vero?". Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Il bambino a quest'età può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri, per poterci giocare. Quindi, nel medesimo istante in cui il bambino comincia a pensare, si risveglia anche la fantasia infantile. E se pensiero e fantasia possono crescere e maturare insieme, si trasformano in pensiero creativo. All'inizio il bambino è quasi costantemente in movimento, ma a poco a poco si immerge sempre più nel suo gioco, che prende le mosse sempre da qualcosa che c'è intorno a lui. Il gioco non è programmato; l'interesse viene attratto da qualcosa, un tronco d'albero, dei legni da costruzione, una bambola, dei teli, e il gioco si sviluppa da sé. I giocattoli più semplici sono i più stimolanti. Un'automobilina costruita nei minimi dettagli si lascia difficilmente trasformare in una barca. Al contrario alcune assi, un po' di corda e un telo possono diventare una carrozza per i cavalli, un razzo e chissà cos'altro...
Com’è l’ambiente? L’ambiente in cui i piccoli si muovono è estremamente curato, arredato con mobili in legno; i giocattoli sono molto semplici, fatti di materiali naturali, sono essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino possa farli vivere come desidera. L’attenzione ai materiali diventa uno stimolo alla cura del mondo nel mondo. Gli ambienti sia interni che esterni sono curati anche dai genitori che si occupano amorevolmente di fare comunità intorno ai propri bimbi compatibilmente con la propria disponibilità.