21/10/2025
𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 “𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐬𝐢”, 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢
𝐞𝐝 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞.
La prima protagonista è Monica Biglietto di Fumigat storica azienda napoletana dell’igiene ambientale.
Una storia di impresa, passione e coraggio lunga quasi novant’anni.
𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐁𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐨 – 𝐋𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨
di Angelo Vanzanella
Ci sono storie che attraversano quasi un secolo e continuano a parlare di passione, intelligenza e responsabilità. Quella di Monica Biglietto nasce a Napoli, tra il mare e le navi del porto, dove nel 1936 un pilota intuì che la salute pubblica avrebbe avuto bisogno di nuove forme di protezione. Salendo ogni giorno su imbarcazioni infestate da parassiti, quell’uomo comprese che il problema andava affrontato alla radice e inventò un mestiere che allora non esisteva: la fumigazione. Così nacque la Fumigat, e da allora tre generazioni hanno trasformato quell’intuizione in una realtà solida, oggi riconosciuta come una delle aziende di riferimento nel campo dell’igiene ambientale e della disinfestazione.
Quando Monica mi racconta questa storia, lo fa con gratitudine e una punta di stupore: «Sono arrivata molto dopo, quando nessuno si aspettava più che i miei genitori avessero un’altra figlia. Ma forse proprio per questo sono cresciuta con la sensazione di dover dare un senso speciale a ciò che mi era stato affidato».
Il suo sguardo tecnico e insieme umano nasce dalla chimica, disciplina in cui si è laureata alla Federico II di Napoli. “Mi ha sempre affascinato la chimica perché è la scienza che studia le relazioni tra le cose — spiega —. E anche l’impresa, se ci pensi, è una questione di relazioni.”
Quando, alla morte del padre, si trovò davanti alla scelta di continuare la carriera accademica o prendere in mano l’azienda di famiglia, Monica non esitò troppo. Sapeva che la sfida sarebbe stata grande, ma anche che lì poteva esprimere ciò che aveva imparato e ciò che sentiva più suo: unire rigore scientifico e senso di servizio. Così, dal 1991, guida Fumigat con una visione chiara e moderna: portare la profilassi igienico-sanitaria nel XXI secolo, con attenzione alla sostenibilità e al rispetto della fauna e dell’ambiente.
Negli anni, sotto la sua direzione, Fumigat è diventata una realtà altamente specializzata nei trattamenti con gas disinfestanti e nella gestione integrata degli infestanti, collaborando con aziende alimentari, strutture sanitarie, enti pubblici, scuole e persino musei e chiese storiche per la protezione di opere d’arte. «Cerchiamo sempre di adottare soluzioni sostenibili — racconta —, che riducano al minimo l’impiego di sostanze chimiche. È un dovere verso la salute delle persone e verso il pianeta».
Nel dialogo con Monica emerge una consapevolezza rara: quella di chi ha fatto dell’impresa non solo un mestiere, ma un modo per restituire valore alla società. “Se non ci fosse la concorrenza, non ci sarebbe progresso — dice —. È la spinta a migliorare che ci tiene vivi. E proprio per questo ho scelto di impegnarmi nelle associazioni di categoria: per elevare la professionalità del nostro settore e distinguerlo da chi si improvvisa.”
La sua attività all’interno di A.N.I.D., I.F.A., CEPA e dell’Ordine dei Chimici e dei Fisici della Campania testimonia una vita spesa tra laboratori, porti, riunioni europee e convegni, con un unico filo conduttore: la competenza come servizio.
Quando le chiedo cosa significhi per lei “fare impresa”, Monica riflette un attimo e poi sorride: «Vuol dire creare qualcosa che resti. Non è una questione di dimensioni o di numeri, ma di senso. Il profitto è la conseguenza di un bene fatto bene».
Questa visione l’ha portata, negli anni, a guardare con interesse alla Compagnia delle Opere, con la quale oggi sente un legame profondo: “La CDO è un luogo dove ci si può confrontare sul vero, non solo sul lavoro. Come diceva don Giussani, nuovo non è ciò che non si è mai sentito, ma ciò che è vero. E il vero, quando lo incontri, ti cambia sempre.”
Nella rete, Monica non cerca solo opportunità commerciali, ma relazioni autentiche. Offre la sua esperienza, la sua disponibilità e il desiderio di costruire percorsi comuni. “Siamo chiamati a collaborare, non a competere per escludere. È così che le imprese diventano comunità.”
Dietro la professionalità, però, c’è una donna curiosa e piena di vita. Monica ama la musica in tutte le sue forme — “dalla sinfonica al rock, passando per la lirica e il folk” — e dedica parte del tempo libero al teatro e alla lettura. Nuota da sempre, oggi anche in una squadra master, e confessa che la disciplina dello sport l’aiuta a restare lucida e costante anche nelle scelte aziendali. In famiglia, il tifo per il Napoli è un rito irrinunciabile: «Ogni partita al Tempio di Fuorigrotta è un’emozione che non si spiega, si vive.»
Mentre mi accompagna alla porta, mi mostra un vecchio documento incorniciato: la prima licenza di fumigazione rilasciata al nonno nel 1936. “Nel 2026 compiremo novant’anni — dice con orgoglio —. Ogni volta che guardo questo foglio penso che la vera sfida non è arrivare fin qui, ma essere ancora capaci di rinnovare quello spirito, di continuare a costruire qualcosa che abbia senso.”
Ed è difficile non pensare che la chimica del coraggio, quella che tiene insieme le generazioni, abbia davvero trovato in lei la sua formula più limpida.