07/08/2026
48°C nel cuore di Napoli. Non è un’anomalia. È una scelta.
La Stazione Centrale di Napoli e l’area del mercato di Afragola hanno raggiunto 48°C, risultando tra gli hotspot termici più caldi della Campania.
Va chiarito che 48 gradi rilevati non indicano la temperatura ma si riferiscono al picco di calore accumulato al suolo e sulle superfici artificiali.
Non possiamo continuare a considerare questi dati come semplici conseguenze dell’estate. Sono il risultato di anni di consumo di suolo, cementificazione, impermeabilizzazione delle superfici e perdita del verde urbano.
Ogni albero abbattuto senza essere sostituito, ogni piazza trasformata in una distesa di cemento, ogni parcheggio realizzato sacrificando il suolo naturale contribuisce ad aumentare il calore, peggiorare la qualità dell’aria e mettere a rischio la salute di cittadini, lavoratori, anziani e bambini.
Le città non hanno bisogno di altro cemento. Hanno bisogno di alberi.
Hanno bisogno di parchi, ombra, suoli permeabili, tetti verdi, corridoi ecologici e una pianificazione urbana che metta al centro il benessere delle persone e la resilienza climatica.
Il cambiamento climatico è una realtà globale, ma gli effetti possono essere aggravati o mitigati dalle scelte delle amministrazioni locali.
Napoli deve diventare una città che si adatta al clima che cambia, non una città che continua ad alimentare l’emergenza.
Come WWF Napoli chiediamo:
- stop al consumo di suolo;
- tutela e incremento del patrimonio arboreo;
- un piano straordinario di forestazione urbana;
- interventi concreti contro le isole di calore;
- una progettazione urbana fondata sulla natura.
Il termometro ci sta mostrando il futuro. Sta a noi decidere se continuare a ignorarlo o cambiare strada.
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