Medici di Strada

Medici di Strada MEDICI DI STRADA ETS ODV è un'associazione di volontariato senza scopo di lucro che offre assistenza socio-sanitaria, alimentare ed amministrativa.

I principali obiettivi che persegue l’organizzazione sono:
attenuare le distanze e i disagi sociali;
promuovere percorsi di riemersione e reinserimento sociale;
supportare il riequi¬li¬brio delle criticità presenti nel contesto urbano;
mi¬gliorare le condizioni igienico-sanitarie e di vita degli utenti;
aumentare il livello di partecipazione attiva della cittadinanza sui temi di interesse so

ciale;
divenire, a livello cittadino, un riferimento informativo e statistico sul set¬¬tore di riferimento;
rafforzare reti e partnership con altre realtà del territorio operanti nel terzo settore;
attenuare le distanze e fungere da raccordo tra le Amministrazioni locali e gli utenti.

Il Gruppo FAI-Vesuvio ti invita ad una serata di teatro per il lancio della campagna del Supercinema di San Giovanni
16/06/2026

Il Gruppo FAI-Vesuvio ti invita ad una serata di teatro per il lancio della campagna del Supercinema di San Giovanni

Il Gruppo FAI Vesuvio rinnova il suo storico legame con il NEST – Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, avamposto culturale partenopeo fortemente voluto dall’attore Francesco Di Leva. Da presidio sociale in un territorio complesso, il NEST lancia una sfida ancora più grande: […]

14/06/2026

Incontro nella Sala del Refettorio della Chiesa di San Giorgio, con la comunità parrocchiale, Medici di strada Ets, Libera, Pax christi, Sportello counsellor, Associazione LGBTQ Costruiamo Ponti, Associazione Oltremani, Gruppo Scout Masci.

Calendario ambulatorio per il mese di Giugno. Ricordiamo che è obbligatoria la prenotazione telefonica come indicato nel...
06/06/2026

Calendario ambulatorio per il mese di Giugno.
Ricordiamo che è obbligatoria la prenotazione telefonica come indicato nella locandina qui sotto ⬇️

22/05/2026

Il 29 maggio il GRUPPO FAI VESUVIO vi invita al NEST – Napoli Est Teatro per una serata speciale dedicata ad arte, comunità e rinascita ✨ Attraverso uno spettacolo dei ragazzi di Niu teatro, il pubblico sarà accompagnato nel racconto del percorso verso il SuperNEST, […]

L'illusione del lavoro di cura: se l'altruismo diventa sfruttamentodi Corrado Gabriele C'è un filo rosso che lega la sol...
16/05/2026

L'illusione del lavoro di cura: se l'altruismo diventa sfruttamento

di Corrado Gabriele

C'è un filo rosso che lega la solitudine di un anziano non autosufficiente, le fatiche di una famiglia con un figlio disabile e le dimissioni di massa di infermieri ed educatori. Quel filo si chiama lavoro di cura, un pilastro fondamentale del nostro welfare che in Italia, ormai da anni, sta scricchiolando fino quasi a crollare. La verità, cruda ma innegabile, emerge da una dettagliata inchiesta pubblicata da Vita, il mensile che da oltre trent'anni fotografa il mondo dell'attivismo civico e del terzo settore: fare lavoro di cura, oggi, non conviene più.
Il sistema socio-sanitario italiano si regge su un paradosso drammatico. Da un lato si invoca la centralità della persona, dall'altro si gestisce il welfare con rigide logiche di bilancio e di risparmio esasperato. Nei bandi pubblici si premiano i ribassi d'asta, si finanziano i progetti a termine ma ci si dimentica di finanziare le persone. Il risultato? Stipendi inadeguati, turni massacranti e condizioni di lavoro semplicemente insostenibili. Le passioni, i talenti e lo straordinario coraggio di chi sceglie di dedicare la propria vita agli altri vengono costantemente umiliati.

La carenza di professionisti non è una percezione, ma un'emergenza quantificabile. Una crisi strutturale che vede i giovani fuggire da queste professioni e chi ci è già dentro abbandonarle per eccesso di solitudine e promesse mancate.
In Italia mancano all'appello ben 100.000 infermieri. Nel frattempo, circa 30.000 infermieri italiani hanno scelto di emigrare all'estero, attratti da retribuzioni dignitose e da un maggiore riconoscimento sociale. Per tamponare l'emorragia, il sistema importa professionisti da Romania, Albania, India e Polonia.

Gli educatori laureati in Italia sono 280.000, ma ne servirebbero almeno 35.000 in più. I concorsi pubblici restano deserti. Il motivo è drammaticamente semplice: lo stipendio di un educatore, in molti casi, sfiora il paradosso di essere simile agli assegni di assistenza delle persone che ha in carico.
E poi c’è il fenomeno odioso del dumping contrattuale: esistono "dettagli" contrattuali che gridano vendetta, come il caso degli operatori che passano la notte nelle strutture d'accoglienza: se non intervengono per un'emergenza, quelle ore di sonno sul posto di lavoro non vengono pagate. Diventano così una "specie rara", introvabile.
Dalla scuola alla sanità il prezzo che si paga per i tagli investe l'intero comparto pubblico e formativo.
In Italia lo stipendio di un insegnante è mediamente del 18% inferiore rispetto a quello dei colleghi europei. Non solo: le disparità sono interne al sistema stesso, con i maestri della scuola primaria che, a fine carriera, percepiscono ben 10.000 euro all'anno in meno rispetto ai colleghi delle scuole secondarie, a parità di titolo di studio (laurea).
Quando la politica decide i bilanci dello Stato, i tagli alla sanità e al sociale sono storicamente i primi a essere sacrificati. Ma i tagli alla spesa pubblica non sono numeri neutri su un foglio di calcolo: si traducono immediatamente in servizi negati.

Il prezzo più alto di questa miopia politica non lo pagano i burocrati, ma i soggetti più fragili della nostra comunità. Sono gli anziani, i malati cronici, le persone con disabilità e le loro famiglie che il Servizio Sanitario Nazionale non riesce più a raggiungere.

Occorre cambiare decisamente logica prima che sia tardi, parlare di cura oggi avere il coraggio di guardare in faccia questa realtà.
Non si può fare retorica sugli "eroi" della sanità o del sociale se poi quegli stessi eroi non riescono a pagare l'affitto. Un Paese che non investe su chi si prende cura degli altri è un Paese che rinuncia al proprio futuro e alla propria umanità. Finché welfare e istruzione saranno considerati un costo da sforbiciare e non l'investimento più prezioso per la tenuta sociale, la fuga dal lavoro di cura continuerà. E a restare soli saremo noi, tutti, fragili e meno fragili.

Vi aspettiamo
14/05/2026

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Il calendario de mese di maggio 2026.Per prenotazioni di visite chiamare negli orari previsti 16:30-18:30 dal lunedì al ...
10/05/2026

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Per prenotazioni di visite chiamare negli orari previsti
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09/05/2026
02/05/2026

di Corrado Gabriele Comicon Napoli, dopo la lettera aperta rimosso lo stand che vendeva coltelli. La polemica vince: “Coltelli veri tra i gadget, un messaggio pericoloso per i minori” La Rete per la sicurezza di minori e adolescenti scrive agli organizzatori: “Non è in discussione […]

Indirizzo

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