07/07/2025
Chiarimenti sulle Affermazioni di ALFI Le Maree: NO a Menzogne, Discriminazioni e Censure.
Desideriamo fare chiarezza sulle affermazioni fuorvianti e a nostro avviso discriminatorie contenute nel post di ALFI Le Maree.
La Presenza di Keshet Italia e le regole del Carro
Innanzitutto, la presenza sul carro dell'associazione Keshet Italia, un gruppo ebraico LGBTQIA+, è stata concordata con la Questura per evidenti ragioni di sicurezza, un fatto noto anche all'associazione ALFI Le Maree. Come in altre circostanze, tutte le associazioni ospitate sui carri istituzionali salgono senza esporre alcuna bandiera. Come nelle precedenti edizioni, solo le associazioni organizzatrici potevano esporre la propria bandiera, così come potevano essere esposte bandiere rainbow neutre, prive di simboli associativi.
È importante precisare che l'indicazione di ALFI Le Maree riguardo a un possibile problema di sicurezza per il corteo è priva di fondamento. La Questura, infatti, non ha emesso alcuna disposizione sull'esposizione di simboli o bandiere da parte dell'associazione sul carro, per la Questura Keshet (o qualsiasi altra associazione) avrebbe potuto liberamente esporre le proprie bandiere.
L'accordo, di cui ALFI Le Maree era a conoscenza, prevedeva che gli esponenti delle associazioni salissero sul carro senza esporre le loro bandiere. Questo accordo è stato rispettato fino all'ultimo centimetro del corteo.
La Richiesta di Rimozione di Simboli: Discriminazione Inaccettabile
All'inizio del corteo, è stato richiesto di far rimuovere maglie e simboli ebraici. Per noi, questa richiesta era ed è inaccettabile. Essa palesa un evidente pregiudizio, configurandosi di fatto come una vera e propria discriminazione razziale e religiosa.
Non abbiamo mai spogliato persone LGBTQIA+ al Pride o sul carro del Pride; non abbiamo mai chiesto di togliere maglie e simboli Rainbow dalle persone. Se fosse salita, come accaduto in passato, una mamma Agedo o un genitore di Famiglie Arcobaleno con la maglia della loro associazione, non avremmo certo chiesto loro di spogliarsi o di nascondere i loro simboli (in passato sono saliti sul carro persone con simboli religiosi tematizzati, come rosari arcobaleno). Del resto, sul carro erano presenti sabato atleti dei Pochos e del circolo Cactus (bear) con le loro maglie LGBTQIA+. Anche in questo caso, la dichiarazione di ALFI Le Maree riguardo a una possibile consuetudine violata è priva di fondamento.
È palese, quindi, la discrepanza discriminatoria, nonché un inaccettabile tentativo di censura. Ogni tentativo di censura e di limitazione della libertà di espressione individuale lede il senso più profondo del Pride.
Microfono Aperto e Sponsor: scelte condivise
Vogliamo altresì precisare che la proposta del microfono aperto è stata di Antinoo Arcigay Napoli e successivamente approvato da tutto il Comitato Napoli Pride. ALFI Le Maree non ha mai esplicitato alcun rifiuto sugli sponsor, ma è stata fatta una scelta a monte di opportunità, tra l'altro proposta dalla nostra associazione.
Comportamento delle Attiviste di ALFI Le Maree
Aggiungiamo inoltre che le attiviste di ALFI presenti sul carro erano quattro di numero, di cui due sono rimaste e due sono scese portando via le proprie bandiere, mai sostituite con altre, e spintonando violentemente alcune persone presenti sul carro.
Decisioni Collettive e Inclusive
Infine, precisiamo che le scelte della nostra associazione sono prese all'unanimità dagli organi dirigenti, composti in egual misura da donne, uomini e persone non binary.