03/06/2026
A Marta. La donna che vide il Gigante.
C’è un legame indissolubile tra la storia dell’Archivio Storico Barracco e la figura straordinaria di Marta Petrusewicz. Se oggi possiamo guardare al Mezzogiornd'Italia liberi dai vecchi cliché, lo dobbiamo alla sua mente pionieristica e alla sua determinazione.
Quando Marta iniziò le sue ricerche alla fine degli anni Settanta, l’archivio era ancora custodito a Isola Capo Rizzuto, nelle stanze dell’Amministrazione generale, attigua a Palazzo Barracco che oggi è sede del Comune. Lo storico Gérard Delille ne aveva da poco ultimato la fondamentale catalogazione, ma Marta non si fermò all'indice: andò a spulciare i faldoni, studiando da vicino ogni evidenza d'archivio utile per dimostrare la sua tesi.
Sfidando i dogmi dei suoi stessi maestri e l'intera scuola di pensiero europea – che liquidavano il latifondo meridionale come un’immensa distesa vuota e disastrata – Marta fece parlare i documenti. Nel 1989, il suo capolavoro "Latifondo. Storia di un’economia morale" vinse lo storico Premio Sila (quello vero, militante, nato per il riscatto culturale del Sud), consacrando una rivoluzione intellettuale: il sistema Barracco era in realtà un "Gigante Moderno", una macchina agricolo-industriale complessa, diversificata e pulsante.
Un'analisi, la sua, talmente lucida e profonda da rimanere ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi studio contemporaneo sull'economia del Mezzogiorn d'Italia.
Un'opera così potente da varcare l'Oceano: il saggio, edito in Italia da Marsilio, fu tradotto in inglese e pubblicato dalla prestigiosa Princeton University Press. E per la copertina di quell'edizione americana fu scelto un simbolo identitario unico: il dipinto di Filippo Palizzi che ritrae "Rischio", il più vittorioso dei cavalli di razza Barracco. Quello stesso quadro che oggi, in copia, accoglie i visitatori sopra il camino della Dimora Storica a Torre Camigliati.
Questo venerdì, 5 giugno, per La Notte degli Archivi 2026 sotto il tema , la Fondazione Napoli Novantanove presenterà un piccolissimo percorso visivo inedito. Ma per noi, questo progetto ha un significato più intimo: è il nostro omaggio a Marta. A