Aidacon Consumatori

Aidacon Consumatori AIDACON è un'associazione senza scopo di lucro, che ha come missione la difesa dell'ambiente e dei consumatori.

Nati a Napoli nel 2002, da quasi 20 anni abbiamo portato avanti decine di battaglie e difeso migliaia di cittadini.

Mentre i riflettori sono puntati sugli obiettivi del PNRR per i tribunali, un’emergenza silenziosa sta consumando le fon...
06/11/2025

Mentre i riflettori sono puntati sugli obiettivi del PNRR per i tribunali, un’emergenza silenziosa sta consumando le fondamenta della giustizia italiana: i Giudici di Pace, pensati come presidio di rapidità e prossimità, sono ormai paralizzati, per non dire prossimi alla chiusura come quello di Marano "cancellato" dal tribunale di Napoli nord. Un grido d’allarme si leva dalle associazioni dei consumatori che denunciano tempi biblici per cause di vitale importanza quotidiana, con una conseguente e gravissima lesione del diritto di difesa dei cittadini.

Carlo Claps, avvocato e presidente dell'associazione di consumatori Aidacon, lancia un appello alle istituzioni. «Se da un lato comprendiamo e sosteniamo l'importanza strategica di raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l'efficientamento della giustizia, dall'altro non possiamo tacere di fronte a una deriva pericolosa. La spinta verso la riduzione dell'arretrato nei tribunali ordinari non deve tradursi in una pressione indebita alla conciliazione, quasi a voler scoraggiare i cittadini dal cercare piena giustizia. Un accordo transattivo deve essere una libera scelta, non una via di fuga obbligata da un sistema incapace di dare risposte. Il PNRR, con i suoi ingenti investimenti e la sua stringente programmazione, ha di fatto escluso dal suo raggio d'azione gli Uffici del Giudice di Pace che è stato istituito per offrire ai cittadini una giustizia rapida, accessibile ed economica per una vasta gamma di controversie che toccano la vita di tutti i giorni. La sua competenza è ampia e fondamentale: si occupa di cause relative a beni mobili, di risarcimento danni da incidenti stradali, di immissioni moleste e di molte altre liti che richiederebbero una soluzione in tempi brevi per essere efficaci».

Invece di essere il luogo della "giustizia celere", questi uffici sono diventati un labirinto di attese insostenibili. In grandi uffici come quello di Napoli, la prima udienza per un nuovo giudizio viene fissata anche a distanza di tre, a volte persino quattro anni. Un'attesa che si traduce, di fatto, in una negazione della giustizia. Un esempio emblematico e di grande attualità riguarda il cittadino vessato dall’ingiustizia del fermo amministrativo, ovvero quando il preavviso per una multa già pagata o prescritta è lampante. Il cittadino, per non vedersi bloccare l'auto, è costretto a pagare di nuovo, perché sa che il Giudice non potrà intervenire prima che l'azione esecutiva si compia.

«Chiediamo alle istituzioni – al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura, al Parlamento – di intervenire con la massima urgenza nel destinare risorse immediate per il potenziamento degli Uffici del Giudice di Pace, fornendo strumenti informatici adeguati e colmando le drammatiche carenze di personale amministrativo. Fare inoltre assunzioni mirate – conclude Claps – per accelerare le procedure di reclutamento di magistrati onorari per coprire i posti vacanti e garantire un numero di giudici adeguato al carico di lavoro. Infine includere anche la giustizia di prossimità in un piano nazionale di monitoraggio e di riforme strutturali, per garantire che i tempi della giustizia siano ragionevoli a tutti i livelli».

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/uffici_giudice_di_pace_al_collasso_grido_di_allarme_di_aidacon_risorse_immediate_caos-9168167.html

NON POSSIAMO PIÙ IGNORARE questa emergenza in quanto significherebbe minare la fiducia delle persone nello Stato di diri...
05/11/2025

NON POSSIAMO PIÙ IGNORARE questa emergenza in quanto significherebbe minare la fiducia delle persone nello Stato di diritto e abbandonare milioni di cittadini che chiedono solo una cosa: una risposta giusta in un tempo giusto.

Appello alle Istituzioni: Giudici di Pace al collasso, un diritto negato ai cittadini

Mentre i riflettori sono puntati sugli obiettivi del PNRR per i tribunali, un’emergenza silenziosa sta consumando le fondamenta della giustizia italiana: i Giudici di Pace, pensati come presidio di rapidità e prossimità, sono ormai paralizzati. Un grido d’allarme si leva da avvocati e associazioni di consumatori, che denunciano tempi biblici per cause di vitale importanza quotidiana, con una conseguente e gravissima lesione del diritto di difesa dei cittadini.
L’Avv. Carlo Claps, In qualità di avvocato e di Presidente dell'associazione di consumatori Aidacon, sente il dovere di lanciare un appello accorato alle istituzioni. “Se da un lato comprendiamo e sosteniamo l'importanza strategica di raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l'efficientamento della giustizia, dall'altro non possiamo tacere di fronte a una deriva pericolosa. La spinta verso la riduzione dell'arretrato nei tribunali ordinari non deve tradursi in una pressione indebita alla conciliazione, quasi a voler scoraggiare i cittadini dal cercare piena giustizia. Un accordo transattivo deve essere una libera scelta, non una via di fuga obbligata da un sistema incapace di dare risposte”.
Tuttavia, il problema più profondo e doloroso per la giustizia di prossimità risiede altrove. Il PNRR, con i suoi ingenti investimenti e la sua stringente programmazione, ha di fatto escluso dal suo raggio d'azione gli Uffici del Giudice di Pace. Questa scelta sta avendo conseguenze devastanti.

Il Giudice di Pace è stato istituito per offrire ai cittadini una giustizia rapida, accessibile ed economica per una vasta gamma di controversie che toccano la vita di tutti i giorni. La sua competenza è ampia e fondamentale: si occupa di cause relative a beni mobili, di risarcimento danni da incidenti stradali, di questioni condominiali, di immissioni moleste, di opposizioni a sanzioni amministrative e di molte altre liti che richiederebbero una soluzione in tempi brevi per essere efficaci.
Giudizi rinviati anche dopo tre anni!!
Eppure, questo pilastro della nostra giurisdizione sta crollando. Invece di essere il luogo della "giustizia celere", è diventato un labirinto di attese insostenibili. In grandi uffici come quello di Napoli, la prima udienza per un nuovo giudizio viene fissata anche a distanza di tre, a volte persino quattro anni. Un'attesa che si traduce, di fatto, in una negazione della giustizia.
L'Attesa si Trasforma in Ingiustizia
L'astratta violazione del diritto si manifesta in drammi quotidiani. Il cittadino comune non percepisce il problema come un ritardo procedurale, ma come un'ingiustizia subita due volte: la prima dal torto iniziale, la seconda dall'impossibilità di ottenere un rimedio. Ecco alcuni esempi emblematici.
L'artigiano senza il suo strumento di lavoro. Pensiamo a un piccolo artigiano, un idraulico o un elettricista, il cui furgone viene danneggiato in un incidente stradale di cui non ha colpa. L'assicurazione offre un risarcimento irrisorio. Per ottenere la giusta somma per riparare il veicolo, essenziale per il suo lavoro, deve rivolgersi al Giudice di Pace. Con un'attesa di tre anni per la prima udienza, si trova di fronte a un bivio: o anticipa migliaia di euro che non ha per riparare il furgone, indebitandosi, oppure è costretto a interrompere o ridurre drasticamente la sua attività, perdendo clienti e reddito. La giustizia che arriva dopo tre anni è una giustizia inutile.
La famiglia che vive tra le infiltrazioni. Una famiglia che abita all'ultimo piano di un condominio subisce gravi infiltrazioni d'acqua dal tetto comune. L'amministratore e l'assemblea tardano a deliberare i lavori. La casa si riempie di muffa, l'intonaco cade, e l'ambiente diventa insalubre, specialmente per i bambini. L'unica via è citare in giudizio il condominio per obbligarlo a intervenire. L'attesa biblica del Giudice di Pace significa vivere per anni in una situazione di degrado e pericolo per la salute. Il danno, inizialmente limitato, si espande fino a diventare insostenibile.
Il cittadino vessato dalla bolletta "pazza". Un consumatore, spesso anziano, riceve da una compagnia telefonica una bolletta di importo esorbitante per servizi mai richiesti. Nonostante i reclami, la società insiste e affida la pratica a un'agenzia di recupero crediti che inizia a perseguitarlo con telefonate e lettere minatorie. Per far accertare l'illegittimità della richiesta, deve rivolgersi al Giudice di Pace. Nel frattempo, vive nell'ansia e, per porre fine al calvario, spesso si sente costretto a pagare una somma non dovuta. È una forma di estorsione legalizzata dalla lentezza del sistema.
L'ingiustizia del fermo amministrativo. Come già evidenziato, il caso del preavviso di fermo amministrativo per una multa già pagata o prescritta è lampante. Il cittadino, per non vedersi bloccare l'auto, è costretto a pagare di nuovo, perché sa che il Giudice non potrà intervenire prima che l'azione esecutiva si compia. È una sconfitta dello Stato di diritto.
Un Appello per un Intervento Urgente
La situazione degli Uffici del Giudice di Pace non è più sostenibile. L'attenzione esclusiva agli obiettivi del PNRR per i tribunali sta creando una giustizia a due velocità, dove i diritti "minori", che però incidono profondamente sulla vita quotidiana delle persone, vengono sistematicamente sacrificati.
Chiediamo alle istituzioni – al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura, al Parlamento – di intervenire con la massima urgenza:
Investimenti Straordinari: Destinare risorse immediate per il potenziamento degli Uffici del Giudice di Pace, fornendo strumenti informatici adeguati e colmando le drammatiche carenze di personale amministrativo.
Assunzioni Mirate: Accelerare le procedure di reclutamento di magistrati onorari per coprire i posti vacanti e garantire un numero di giudici adeguato al carico di lavoro.
Monitoraggio e Riforme: Includere anche la giustizia di prossimità in un piano nazionale di monitoraggio e di riforme strutturali, per garantire che i tempi della giustizia siano ragionevoli a tutti i livelli.

Come difendersi dalla diffamazione sui social network? Carlo Claps, presidente di Aidacon Consumatori, precisa: «In Ital...
07/04/2025

Come difendersi dalla diffamazione sui social network? Carlo Claps, presidente di Aidacon Consumatori, precisa: «In Italia la diffamazione è un reato punibile sia in sede civile che penale. Le vittime possono intraprendere azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni e la rimozione dei contenuti diffamatori. Come più volte ribadito dalla Suprema Corte: la condotta di postare un commento sulla bacheca Facebook, su Twitter, Instagram o altri social network, realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone comunque apprezzabile per composizione numerica, di guisa che, se offensivo tale commento, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica di “Aggravante del mezzo di pubblicità”». https://www.ilmattino.it/AMP/schede/diffamazione_social_network_online_cos_e_conseguenze_come_reagire_la_spiegazione_di_carlo_claps-8758530.html

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