24/05/2026
Sul sito di Ambiente e Cultura Mediterranea pubblichiamo il testo di Pasquale Marro e Maria Laudando dal titolo "La diffusione del cristianesimo nella Valle Caudina grazie alla Via Appia" che si inserisce nel progetto culturale L'Appia Antica. Una via per l'impero"
Link diretto: https://www.ambienteculturamediterranea.it/appia-antica-2026
Nota di presentazione a cura di Italo Abate: Una prospettiva innovativa sulla penetrazione del cristianesimo nella Valle Caudina. La ricerca sull’Appia Antica approfondisce la penetrazione del cristianesimo nella Valle Caudina con una acuta analisi di Pasqualino Marro e Maria Laudando; gli autori sostengono il superamento di una evangelizzazione occasionale o monumentale proponendo invece il fenomeno come un processo “bio-sociale” di riversamento capillare ‒ dai diversi gruppi sociali che transitavano lungo l’Appia ‒ cui conseguì una mutatio della “Via” in un condotto ideologico. Le istanze mistiche e le sensibilità monoteistiche ‒ di cui erano portatori i gruppi ‒ furono travasate utilizzando le domus ecclesiae e le stationes, sedi idonee di riservatezza e posizionamento nel contesto agricolo per evitare il controllo e la repressione del potere romano. Il cristianesimo si impose dunque in maniera silenziosa utilizzando le trame delle relazioni micro-sociali e del vivere rurale. La diffusione fu favorita dall’essere la Valle Caudina uno spazio geografico di interscambio tra Capua e Benevento utilizzato continuamente dai flussi antropici di mercanti, artigiani, funzionari imperiali… che percorrevano l’Appia. Questo irraggiamento culturale non trova riscontro però, sostengono Marro e Laudando, in ipogei o catacombe che sono invece presenti lungo la Regina Viarum nei pressi dei grossi centri urbani, probabilmente per la ruralità della valle; questa assenza di monumentalità del cristianesimo, ovvero, una forma di mimetismo religioso, non scomparve neanche con la visibilità assegnata al cristianesimo con l’Editto di Costantino del 313 d.C.; la Valle Caudina, quindi, va letta sul piano storiografico-religioso come spazio geografico coinvolto nel cristianesimo, per la presenza dell’Appia, ma allo stesso tempo un’area che non reca alcuna firma di quella religione. Solo in epoca longobarda e altomedioevale viene attuato un processo di risignificazione dell’area caudina con l’occupazione di ambienti naturali e marginali; si determina in tal modo la sacralizzazione delle cavità rupestri e l'insediamento di eremiti alla ricerca di soddisfare un bisogno di ascesi e preghiera isolata. Esemplare in tal senso la Grotta di San Simeone, sulle pendici meridionali del Taburno, espressione di una spiritualità monastica e ritualità rurale nel tentativo di collegare i cicli agrari alla liturgia cristiana; il Santo veniva infatti venerato per una specifica funzione devozionale legata ai fenomeni atmosferici: “Ecce iam serenat” (Ecco, è arrivato il sereno!) come si legge nella iscrizione del 1601 ancora presente all’interno della grotta e con l’immagine del Santo che indica il sereno.
La Via Appia, originariamente legata ad una funzione militare, si ridefinì così come un corridoio di pellegrinaggio e un asse di propagazione dei culti celebrativi, consolidando un modello storico in cui l'infrastruttura antica e la fede religiosa si fusero per soddisfare sia le esigenze spirituali e sociali, sia per plasmare l'immaginario della popolazione caudina.
Rassegna stampa:
https://linserto.it/sannio-irpinia-dinamiche-di-penetrazione-del-cristianesimo-in-valle-caudina/
https://ilcaudino.it/valle-caudina-le-dinamiche-di-penetrazione-del-cristianesimo-uid-5/