25/06/2026
"Quando l'arte diventa dono: Francesco Fiscardi affida il suo San Tommaso d'Aquino alla comunità delle Suore di Barra"
C'è un momento in cui un'opera d'arte smette di appartenere al suo autore e comincia a vivere una nuova storia. È ciò che accade con "San Tommaso d'Aquino – Luce della Verità tra Fede e Ragione", il dipinto che il maestro Francesco Fiscardi, artista visivo di Barra, ha scelto di donare alla comunità delle Suore Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote presenti presso la Chiesa di Santa Maria della Sanità, conosciuta anche come Chiesa di San Domenico, a Barra.
Un gesto che va oltre la semplice donazione e che racconta un'idea precisa di arte: non come oggetto da collezione, ma come strumento capace di generare riflessione, conforto e bellezza.
«Oggi siamo abituati a considerare l'opera come un bene di consumo da esporre in galleria o da vendere», racconta Fiscardi. «Per me, invece, fare arte è una vera e propria missione. La nostra collettività ha un disperato bisogno di cultura, di messaggi profondi che sappiano toccare il cuore e risvegliare le coscienze.»
Per questo motivo la scelta di donare il dipinto assume un significato ancora più profondo.
«Rinunciare al possesso della tela non significa perderla, ma restituirla alla sua funzione più alta: abitare uno spazio di vita, di preghiera e di comunità. Donarla alle Suore di Barra significa sottrarla alle logiche del mercato e affidarla alla contemplazione quotidiana di chi si spende ogni giorno per il territorio.»
L'opera è dedicata a San Tommaso d'Aquino, ma non segue i canoni tradizionali della pittura devozionale.
Fiscardi sceglie infatti di non rappresentare il santo attraverso un ritratto realistico.
«San Tommaso è un gigante del pensiero. Per raccontarlo non serviva dipingere un volto, ma evocare la forza della sua mente e della sua anima.»
La ricerca artistica si concentra così sulla materia e sulla luce.
Pigmenti stratificati, contrasti chiaroscurali e superfici vibranti diventano il linguaggio con cui l'artista traduce visivamente il dialogo tra Fede e Ragione, cardine del pensiero tomista.
«La luce emerge dalla materia stessa del quadro, proprio come la sapienza divina illumina l'intelletto umano. È una pittura che non si guarda soltanto con gli occhi, ma si percepisce attraverso la vibrazione del colore e lo spessore della tela.»
Una ricerca che, in realtà, attraversa tutta la produzione dell'artista.
Dalle celebri vedute metropolitane osservate dall'alto fino a questo tributo dedicato a San Tommaso, il filo conduttore resta sempre la luce.
«Nelle città cerco l'energia vitale e l'ordine nascosto nel caos urbano. Con San Tommaso la prospettiva cambia: non osservo più una mappa della città, ma quella dell'anima e dell'intelletto umano. Tuttavia la mia missione resta la stessa: andare oltre la superficie delle cose per coglierne l'essenza profonda.»
Ed è proprio questa missione che Fiscardi affida alle Suore di Barra.
L'artista immagina che, tra molti anni, qualcuno possa fermarsi davanti a questa tela senza conoscerne la storia o il suo autore.
«Vorrei che quella giovane suora non vedesse il passato, ma il proprio presente. Mi auguro che il dipinto continui a parlare al cuore di chi lo osserva, ricordando che anche i momenti di dubbio trovano una sintesi nell'abbraccio tra Fede e Ragione. Se, fra cinquant'anni, questa tela saprà ancora donare un momento di silenzio, conforto o ispirazione durante la preghiera, allora potrò dire che la mia missione di artista sarà compiuta.»
In un tempo in cui l'arte è spesso misurata dal suo valore economico, il gesto di Francesco Fiscardi restituisce centralità a un'altra dimensione: quella del dono.
Un'opera che non cerca una parete prestigiosa, ma un luogo dove continuare a vivere ogni giorno, accompagnando la preghiera, la meditazione e la vita di una comunità. Perché, forse, il valore più autentico dell'arte non è essere posseduta, ma essere condivisa.
La redazione di