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COMUNICATO STAMPA: Tour dei Gigli di Barra 2026Un viaggio nella memoria, nelle persone e nell'anima di un popoloSi è con...
21/10/2026

COMUNICATO STAMPA: Tour dei Gigli di Barra 2026

Un viaggio nella memoria, nelle persone e nell'anima di un popolo
Si è concluso il Tour dei Gigli di Barra 2026, un percorso culturale e documentaristico che ha attraversato strade, piazze, cortili, comitati, paranze e luoghi della memoria, raccontando non soltanto una festa popolare, ma soprattutto le persone che la rendono viva.

Per settimane abbiamo camminato insieme attraverso Baarra, incontrato uomini e donne che custodiscono tradizioni secolari, ascoltato testimonianze, raccolto storie, emozioni e ricordi che rischiano troppo spesso di restare confinati alla memoria orale.

Il Tour non è stato un semplice itinerario tra i Gigli.
È stato un atto d'amore verso il territorio.
È stato un modo per documentare una storia che appartiene a tutti.
Una storia fatta di sacrificio, amicizia, artigianalità, arte, musica, inclusione, fede e appartenenza.

Desideriamo ringraziare innanzitutto il Comune di Napoli, la VI Municipalità di Napoli e il Coordinamento Tecnico di Luigi Credo che hanno sostenuto e valorizzato una manifestazione che da sempre rappresenta uno dei patrimoni immateriali più importanti della città.

Un ringraziamento speciale va al nostro ospite d'onore Luigi Suriani, che ha condiviso con noi l'intero percorso con curiosità, disponibilità e spirito di partecipazione.

Ringraziamo gli amici e i collaboratori che hanno reso possibile ogni tappa:

Giuseppe "Peppe" Lamagna
Antonio Stilo
Professor Angelo Renzi
Mikael G e tutto il gruppo BarraOnda.
Gino Napolitano
Il COnsigliere Patrizio Gragnano
Giovanni
Giuseppe
Roberto
i giovani musicisti della Parrocchia di Sant'Anna
tutti gli amici, collaboratori e partecipanti che hanno accompagnato il gruppo lungo il percorso.
Un sincero grazie alle paranze e ai comitati che ci hanno accolto con generosità:

Comitato Mastellone e Paranza Volontari di Brusciano
Comitato New Project e Giglio Insuperabile
Comitato Barra Amore Eterno e Paranza Cimitile
Comitato Gli Amanti del Giglio e Paranza Tigrotti Crispanesi
Comitato Core'nFesta e La Grande Bellezza con la Paranza Mondiale
Comitato Il Classico del Venerdì e Paranza Gioventù Bruscianese
Comitato La Sorpresa e Paranza Formidabile
Comitato Nuovo Bisignano Show e Paranza N.G. Nuova Gioventù Casavatorese
Ringraziamo tutte le maestranze, i tecnici, i caporali, gli allazzatori, i musicisti, gli organizzatori, gli storici e gli artigiani intervistati lungo il percorso, tra cui:

Nando, Antonio, Antonio (tecnico della treccia), Giuseppe, Marco Amato, Tony Morelli, Cenzino 'O Menàto, Aniello, Nunziello, Panzarotto, Andrea, Leonardo, Nanduccio, Armando, Salvatore Battaglia, Francesco, Mimmo, Luca, Peppe Lupo, Giovannone Esposito, Francesco Licata, Enzo e tutti coloro che hanno condiviso un pezzo della loro storia con noi.

Un ringraziamento particolare va inoltre al:

Centro di Riabilitazione Cooperativa Madre Claudia
Associazione Il Punto di Svolta
Associazione La Luce della Vita di Nola
Accademia Musicale "Nu Mare e Musica"
Maestro Luigi Santoro
Big Barra Band
per il loro contributo umano, sociale e culturale.

Infine, la conclusione del Tour non poteva che essere dedicata all'arte e alla memoria, celebrando Francesco Fiscardi, artista che attraverso la donazione del Giglio in miniatura al Comune di Napoli ha lasciato una testimonianza concreta di oltre due secoli di storia giglistica.

Con il riconoscimento conferito dal Gruppo Sociale Valori Comuni, dall'associazione Passione Infinita, dalla VI Municipalità e dal Comune di Napoli, si è voluto rendere omaggio non soltanto all'artista, ma all'uomo che ha contribuito a far conoscere Barra ben oltre i confini del quartiere.

Questo Tour termina oggi.

Ma le storie raccolte, i sorrisi, gli insegnamenti e le emozioni continueranno a vivere nei video, nelle fotografie e soprattutto nelle persone.

Perché i Gigli non appartengono soltanto a chi li costruisce.

Appartengono ad una comunità.

E una comunità continua ad esistere finché qualcuno sarà disposto a raccontarla.

Grazie Barra.

Grazie a tutti.

Arrivederci al Tour dei Gigli di Barra 2027.

20/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO FINALE

Un artista, un Giglio, una città intera

Ogni viaggio ha una meta.

E il nostro Tour dei Gigli di Barra 2026 si conclude nel segno di uno dei valori più belli che una comunità possa esprimere: il riconoscimento verso chi ha saputo onorare il proprio territorio attraverso il proprio talento.

Dopo settimane di incontri, racconti, tradizioni, musica e memoria, il percorso si chiude con una sorpresa preparata dal Comune di Napoli e dalla VI Municipalità di Napoli per una figura profondamente amata dal quartiere:

Francesco Fiscardi.

Artista visivo di fama internazionale, ambasciatore culturale di Barra e custode della memoria storica della Festa dei Gigli.

Il riconoscimento nasce dalla donazione al Comune di Napoli della sua straordinaria scultura raffigurante un Giglio in assetto da festa, opera che sintetizza oltre due secoli di storia, tradizione e identità popolare.

Ma l'omaggio non finisce qui.

Dopo il conferimento della Medaglia della Città, già ricevuta dal Sindaco Gaetano Manfredi, anche il Gruppo Sociale Valori Comuni e l'associazione Passione Infinita hanno voluto rendere omaggio all'artista con una targa di riconoscimento.

Sul palco prende per primo la parola Vincenzo "Enzo" De Micco, che ringrazia Francesco non soltanto come artista ma soprattutto come amico e concittadino.

Nel suo intervento ricorda come Fiscardi abbia saputo onorare Barra attraverso la sua opera e il suo percorso umano, contribuendo a dare prestigio e dignità culturale al quartiere.

Una riflessione che si collega ad una visione sempre più condivisa:

la Festa dei Gigli non è più soltanto una manifestazione di quartiere.

È una festa dell'intera città di Napoli.

Una considerazione ancora più significativa in questo anno simbolico, che ricorda il centenario dell'integrazione di Barra all'interno del Comune di Napoli.

Successivamente interviene Giuseppe "Peppe" Lamagna, che esordisce con una riflessione destinata a rimanere nel cuore del pubblico.

Non siamo qui per consegnare un premio.

Perché non è stata vinta una gara.

Non esiste un vincitore.

Esiste invece il desiderio di riconoscere pubblicamente il valore di un uomo che ha saputo lasciare alla città una testimonianza tangibile di oltre duecento anni di storia giglistica.

Un'opera che oggi appartiene a tutti.

Ai cittadini.

Ai visitatori.

Ma soprattutto ai bambini che cresceranno osservandola e imparando attraverso di essa la storia della propria comunità.

La presentatrice procede quindi alla lettura della dedica ufficiale, mentre la targa viene consegnata all'artista tra gli applausi del pubblico presente.

Al termine della cerimonia, Francesco Fiscardi, Peppe Lamagna ed Enzo De Micco si confrontano in una breve intervista che diventa il vero epilogo del nostro viaggio.

Da questo dialogo emerge una consapevolezza importante:

l'opera di Fiscardi ha contribuito a far conoscere Barra non soltanto durante i giorni della festa.

Ma ogni giorno dell'anno.

Perché quando l'arte incontra la memoria di un popolo, il territorio supera i propri confini e diventa patrimonio collettivo.

Così si conclude il nostro Tour dei Gigli di Barra 2026.

Un viaggio che ci ha portati tra paranze, comitati, musicisti, tecnici, artisti, maestranze, giovani e custodi della memoria.

Un viaggio che ci ha ricordato che la vera ricchezza di questa festa non sono le strutture.

Sono le persone.

Grazie per aver camminato con noi.

Arrivederci al prossimo anno.

19/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 11

L'ultima tappa della festa, tra amicizia, gratitudine e arrivederci

Il nostro viaggio giunge all'ultima tappa della Festa dei Gigli di Barra 2026.

Attraversando nuovamente le strade del quartiere, raggiungiamo Via Francesco Spinelli, dove ci attende il Giglio della Paranza N.G. Nuova Gioventù Casavatorese, ospitato dal Comitato Nuovo Bisignano Show.

L'orario, però, questa volta ci tradisce.

L'entusiasmo, le soste, gli approfondimenti e il desiderio di ascoltare ogni storia ci hanno accompagnati più del previsto lungo il percorso e, arrivando attorno alle 13:05, troviamo il Giglio completamente vestito ma ormai privo della presenza del gruppo che lo ha preparato e custodito.

Nonostante questo, la tappa conserva tutto il suo significato.

È Giovanni che, raccogliendo il suggerimento dell'amico Antonio Stilo, introduce il Giglio e il lavoro svolto dalla paranza e dal comitato durante questa edizione.

A interrompere affettuosamente il racconto è Giuseppe, che ricorda un traguardo personale significativo:

quest'anno ricorrono dieci anni dalla sua prima partecipazione alla kermesse barrese.

Dieci anni di incontri.

Di amicizie.

Di Gigli.

Di strade percorse insieme.

Un anniversario che testimonia quanto la Festa riesca a diventare parte della vita delle persone.

Anche in assenza dei protagonisti della tappa, il Giglio resta lì.

Silenzioso.

Imponente.

Quasi a ricordarci che ogni macchina da festa continua a raccontare la sua storia anche quando il clamore si è momentaneamente fermato.

Tra canzoni, ricordi e riflessioni, il gruppo si prepara lentamente a lasciare il luogo.

Le melodie giglistiche intonate da Giovanni accompagnano l'uscita come avevano accompagnato l'intero percorso.

Un saluto semplice.

Autentico.

Carico di gratitudine.

Così si chiude il tour tra i Gigli di Barra 2026.

Ma non la nostra avventura.

Perché domani ci aspetta ancora un ultimo appuntamento.

Un momento speciale dedicato ai ringraziamenti, ai riconoscimenti e alla celebrazione di tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario viaggio tra memoria, tradizione, arte, musica e comunità.

Restate con noi ancora un poco.

La storia non è ancora finita.

Buona visione e arrivederci all'episodio conclusivo.

18/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 10

L'arte del Giglio, il mestiere degli uomini, la passione dei giovani

Il nostro viaggio continua lungo Corso Sirena, nei pressi della storica girata "Ciack, si gira".

Ad attenderci, davanti alla splendida cornice di Villa Spinelli di Scalea, troviamo il Giglio della Paranza Formidabile, ospitato dal Comitato La Sorpresa.

Fin dal nostro arrivo l'accoglienza è calorosa.

Come ormai accade in ogni tappa del tour, la voce di Giovanni accompagna l'incontro con i grandi classici del repertorio giglistico, quasi fossero un ramoscello d'ulivo offerto in segno di amicizia.

Ed è proprio l'amicizia il primo tema che emerge dalle numerose testimonianze raccolte.

A prendere parola sono Aniello, Nunziello, Antonio, Panzarotto, i giovani della paranza e i tecnici che ogni anno rendono possibile la costruzione e la sicurezza della macchina da festa.

Particolarmente prezioso è il contributo di Aniello, autentico maestro dell'allestimento tecnico.

È lui che si occupa dell'allazzatura delle varre, della composizione della treccia, del musciéllo e dell'installazione degli organi principali della macchina da festa.

Con precisione e passione ci spiega come ogni paranza abbia sviluppato nel tempo metodi differenti per raggiungere il medesimo risultato tecnico.

Stesse necessità.

Stessi obiettivi.

Ma identità diverse.

Perché ogni Giglio racconta una scuola, una tradizione e una filosofia di lavoro.

A testimoniare il passaggio generazionale interviene Andrea, giovane proveniente da Ottaviano, che racconta con semplicità il sacrificio di svegliarsi all'alba per raggiungere Barra e contribuire, giorno dopo giorno, ai preparativi della festa.

Un impegno che parla da solo.

Un gesto che dimostra quanto questa tradizione riesca ancora a coinvolgere le nuove generazioni.

Accanto a lui, Leonardo, Nanduccio e gli altri ragazzi rappresentano il futuro della Festa dei Gigli.

E proprio Panzarotto sottolinea l'importanza del lascito ricevuto dai maestri più anziani, ricordando che senza trasmissione del sapere nessuna tradizione può sopravvivere.

Successivamente Nunziello introduce altri protagonisti invisibili ma fondamentali.

Tra questi Antonio, responsabile della prima cassa e del coordinamento tecnico degli strumenti musicali durante la festa e durante la cullata.

Un ruolo spesso poco visibile ma indispensabile per mantenere armonia e sincronizzazione.

La visita prosegue entrando letteralmente nel cuore del Giglio.

Gli amici della Formidabile invitano il gruppo e il nostro ospite Luigi Suriani a osservare da vicino il musciéllo, le varre e tutti gli elementi che compongono la struttura.

È in questo momento che Peppe Lamagna realizza un piccolo souvenir simbolico composto da:

spago tricolore
musciéllo in canapa
un chiodo

Tre elementi semplici che racchiudono l'essenza dell'artigianalità giglistica.

Tra i dettagli tecnici più affascinanti emergono i fermi delle varre a forma di ferro di cavallo, richiamo diretto al Corsiero del Sole, simbolo storico della Formidabile.

Ma è soprattutto 'O Furgiàt a catturare l'attenzione di tutti.

Un chiodo quadrato forgiato a mano che, inserito nei grandi tronchi di legno, contribuisce a mantenere stabile una macchina da festa che supera abbondantemente i venti quintali di peso.

Un piccolo oggetto.

Una grande responsabilità.

Come spesso accade nella Festa dei Gigli.

L'episodio si conclude tra sorrisi, racconti, applausi e la consueta foto di gruppo.

Un momento semplice che riassume perfettamente il senso di questa tappa:

Dietro ogni Giglio non ci sono soltanto legno e decorazioni.

Ci sono mani esperte.

Giovani che imparano.

Maestri che insegnano.

E una comunità che continua a costruire il proprio futuro partendo dalle proprie radici.

Buona visione.

17/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 9

Il valore della memoria, della fratellanza e delle persone che restano

Lasciato alle spalle il Giglio della Mondiale, il nostro gruppo ritorna lungo Corso Sirena.

La voce di Giovanni, accompagnata dal suo canto giglistico, guida il cammino tra racconti, sorrisi e ricordi fino alla storica Girata della Spiga d'Oro, dove la tradizione continua a intrecciarsi con la vita quotidiana del quartiere.

Poco più avanti veniamo accolti con grande cordialità nel circoletto de "Il Classico del Venerdì", dove Giovannone Esposito e Ligata aprono le porte del loro spazio al nostro gruppo.

L'atmosfera è quella delle occasioni autentiche.

Quelle che si costruiscono nel tempo e si alimentano di amicizia, rispetto e passione condivisa.

A raccontarci il Giglio della Paranza Gioventù Bruscianese ("'E Bbuone"), accompagnata dal Comitato Il Classico del Venerdì, è Francesco, rappresentante del comitato, intervistato da Giovanni e Peppe Lamagna.

La sua testimonianza ci accompagna alla scoperta del tema del vestito 2026.

Un'opera che parla di fraternità, di legami e di persone che continuano ad essere presenti anche quando non possono più camminare accanto a noi.

Tra le figure raffigurate spicca quella di Luigi "'O Cinese", omaggiato attraverso la celebre maglia numero 10, simbolo universale dei fuoriclasse.

Un segno di riconoscenza che va oltre il semplice ricordo e diventa memoria condivisa.

Particolarmente suggestiva è anche la presenza delle bande Converse che richiamano simbolicamente la Porta di Allah, monumento che segna l'ingresso del Parco Nazionale di Ras Mohammed.

Più in alto, la banda del lutto si intreccia con gli altri elementi decorativi, conducendo lo sguardo verso la croce posta in sommità.

A dominare l'intera composizione è la grande scritta IL CLASSICO, realizzata con un carattere che diventa esso stesso elemento identitario del vestito.

Ogni particolare racconta una storia.

Ogni simbolo custodisce una memoria.

Ogni scelta diventa linguaggio.

Ma ciò che colpisce ancora di più è l'accoglienza.

Come il pane condiviso tra amici, il comitato trasforma la visita in un momento di autentica fraternità, dimostrando ancora una volta come la Festa dei Gigli sia prima di tutto una grande esperienza umana.

Tra racconti, ricordi e gesti semplici si comprende che il valore più grande di questa tradizione non si trova soltanto nei Gigli.

Si trova nelle persone.

In quelle che ci sono.

In quelle che ci hanno lasciato.

E in quelle che continuano a custodirne il ricordo.

Buona visione.

16/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 8
Il cuore della festa: persone, famiglie e tradizioni che si tramandano

Il nostro cammino continua.

Dopo aver lasciato alle spalle l'Accademia Musicale e le emozioni condivise lungo Corso Bruno Buozzi, il gruppo raggiunge i primi numeri di Via Luigi Martucci, proprio sotto l'imponente Asso di Denari del Giglio della Paranza Mondiale, ospitato quest'anno dal Comitato Core'nfesta e da La Grande Bellezza.

Ad accoglierci troviamo una comunità pronta a raccontarsi.

Il primo a prendere la parola è Salvatore Battaglia, caporale della Mondiale, che risponde alle nostre domande ricordando un concetto semplice ma fondamentale:

L'emozione è il motore della Festa dei Gigli.

Senza emozione non esiste sacrificio.

Senza emozione non esiste appartenenza.

Senza emozione non esiste Giglio.

La conversazione prosegue con Armando, figura storica della Mondiale, che ci accompagna alla scoperta degli elementi che definiscono l'identità della propria paranza.

Tra aneddoti, racconti e ricordi emerge soprattutto il legame umano che tiene unito il gruppo durante tutto l'anno.

Un'unione che non si esaurisce con la ballata.
Anzi.

La festa continua anche lontano dai riflettori.

Come ci racconta lo stesso Armando, la giornata si concluderà attorno ad una tavola, condividendo la tradizionale carne alla pizzaiola, simbolo di amicizia, fraternità e appartenenza.

L'intervento di Gino Napolitano apre poi una riflessione sul passaggio generazionale all'interno della famiglia di Armando e, più in generale, all'interno delle paranze.

Perché chi fa vivere questa festa non è soltanto chi compare durante i giorni della ballata.

Dietro ogni Giglio ci sono padri, figli, nipoti, famiglie intere che tramandano saperi, valori e tradizioni.

Ed è proprio qui che si nasconde il vero segreto della Festa dei Gigli.

Non nel legno. Non nei costumi.

Non nelle strutture. Ma nelle persone.

Nelle loro storie. Nella loro passione.

Nella loro volontà di continuare a costruire qualcosa che appartenga a tutti. A chiudere questa splendida tappa arriva il momento della tradizionale foto di gruppo.

Peppe Lamagna, come ormai da consuetudine, chiama a raccolta tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro per uno scatto che diventa testimonianza di amicizia, accoglienza e gratitudine.

Un'immagine che racconta molto più di una semplice visita.

Racconta il valore dello stare insieme.

Racconta una comunità. Racconta Barra.

Buona visione.

14/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 7
Tra arte urbana, musica e memoria popolare

La nostra passeggiata prosegue lungo Corso Bruno Buozzi, accompagnata dall'allegria e dalla convivialità nate dalla splendida degustazione organizzata dall'amico Peppe Lupo e dai suoi vini accuratamente selezionati per il gruppo.

Come ormai tradizione del nostro tour, ci fermiamo davanti ad uno dei luoghi che negli ultimi anni hanno contribuito a ridisegnare il volto culturale del quartiere: il nuovo murale in fase di realizzazione firmato da Jorit.

Un'opera ancora avvolta dal mistero.

Il Consigliere Patrizio Gragnano, pur conoscendo l'importanza del progetto, preferisce non rivelare troppo per rispetto dell'artista e della sorpresa finale.

D'altronde Jorit è ormai considerato da molti un vero e proprio barrese acquisito, avendo già donato al territorio opere che sono diventate parte integrante del paesaggio urbano e dell'identità collettiva del quartiere.

Tra qualche indizio lasciato dal Consigliere, qualche osservazione dell'amico Gino Napolitano e alcune riflessioni del Professor Angelo Renzi, il mistero rimane intatto.

Ma una cosa appare chiara a tutti.

Sta nascendo qualcosa di importante.

E l'attesa rende ancora più affascinante ciò che verrà.

Lungo il percorso l'entusiasmo generale continua a crescere e, tra sorrisi e battute, il tour approda all'Accademia Musicale "Nu Mare e Musica", dove ci accoglie il Maestro Luigi Santoro.

Santoro ci accompagna in un viaggio pieno di nostalgia e passione, ricordando quella che definisce affettuosamente "la sua festa dei Gigli", quando le fanfare erano composte da decine di musicisti e la musica rappresentava il vero cuore pulsante della macchina da festa.

L'occasione è speciale.

L'Accademia celebra infatti i suoi 18 anni di attività, mentre la storica segretaria festeggia il traguardo dei 51 anni, trasformando l'incontro in un momento di autentica condivisione. Il Maestro Santoro poi, condivide il suo desiderio di festeggiare i 20 anni dell'accademia, proprio con un giglio.

Tra la sorpresa generale, i maestri interrompono per qualche minuto le lezioni in corso per salutare il gruppo.

Ed è proprio da una di quelle aule che nasce uno dei momenti più emozionanti della giornata.

Un maestro di pianoforte accetta di accompagnare improvvisamente Antonio Stilo, che, forte della sua esperienza artistica e giglistica, intona insieme ai presenti il celebre "'O Monumento".

Per alcuni minuti l'Accademia si trasforma in una piccola piazza di Barra.

Le voci si uniscono.

I ricordi riaffiorano.

L'orgoglio barrese riempie la stanza.

A chiudere l'episodio è ancora il Maestro Luigi Santoro, che racconta un aneddoto dedicato al compianto Professor Centanni, spiegando perché quel brano venga ancora oggi eseguito integralmente.

Non per semplice rispetto della tradizione.

Ma perché alcune canzoni non appartengono a chi le canta.

Appartengono alla memoria collettiva.

Appartengono a un popolo.

E quando vengono tramandate senza tagli e senza fretta, continuano a raccontare chi siamo.

Questo episodio è dedicato a chi dipinge muri che diventano simboli.

A chi insegna musica che diventa memoria.

A chi custodisce storie che meritano di essere raccontate.

Buona visione.

12/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 6
I dettagli che diventano storia, i gesti che diventano comunità
Il nostro viaggio prosegue ancora lungo Corso Bruno Buozzi, tra amici, ospiti e protagonisti della Festa dei Gigli.

Questa volta la tappa è dedicata ad una tradizione che negli anni è diventata un vero punto di riferimento per i barresi: l'esposizione artistica del Giglio in miniatura realizzata dal signor Enzo, erede ideale dello storico Comitato Palco del Giglitiéllo.

Affacciata sulla strada, all'interno della sua finestra, prende vita una ricostruzione minuziosa e straordinariamente fedele della Piazza De Franchis degli anni '90, così come molti la ricordano. Introdotto da Giovanni, il signor Enzo accompagna il gruppo alla scoperta dei dettagli dell'opera.

C'è la storica statua nella sua collocazione originale. Ci sono le decorazioni, le fontane, le luci, i giochi scenografici che caratterizzavano la piazza durante i giorni della festa. Persino la vecchia stazione di servizio API, situata poco oltre la statua, è stata riprodotta con cura quasi maniacale.

E naturalmente non manca lui: il Giglio completamente vestito, protagonista assoluto della scena. Tra gli elementi più suggestivi emerge anche il cosiddetto "Palo", la struttura storica da cui, nel tempo, si è evoluto quello che oggi conosciamo come il Giglio di Barra. L'amico Antonio Stilo ricorda come nel pomeriggio quella stessa opera verrà animata e movimentata dalla paranza, permettendo al piccolo Giglio di percorrere idealmente la piazza, proprio come accade ai suoi fratelli maggiori durante la festa. La tradizione non viene soltanto conservata.

Viene fatta vivere. La tappa successiva ci conduce a pochi metri di distanza, presso l'enoteca La Botte di Bacco, dove ci attende l'amico Giuseppe "Peppe" Lupo. Accolti tra bottiglie, racconti e profumi del territorio, il gruppo partecipa ad una degustazione dei vini prodotti dalla sua vigna. Introdotto da Peppe Lamagna, con una riflessione dedicata alle nuove generazioni e all'importanza del ricambio culturale, Peppe Lupo racconta il legame profondo tra la tradizione vinicola locale e la Festa dei Gigli. Una storia fatta di famiglie, lavoro, condivisione e appartenenza. Perché la festa non è soltanto musica e ballata. È anche tavola. È incontro. È accoglienza.
È comunità.

Tra un brindisi e l'altro, l'atmosfera si alleggerisce grazie ad una simpatica gag improvvisata da Antonio Stilo insieme al Consigliere Patrizio Gragnano, che omaggiano il vino e l'ospitalità di Peppe Lupo con un saluto scherzoso rivolto anche a Francesco Emilio Borrelli, invitando tutti ad una fraternale condivisione delle qualità e delle eccellenze che rendono unico il nostro territorio.

Perché ricordare Barra significa ricordare le persone che ogni giorno ne custodiscono la memoria. E la memoria, quando viene condivisa, diventa futuro.

Buona visione.

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12/10/2026

TOUR DEI GIGLI DI BARRA 2026 | EPISODIO 6
I dettagli che diventano storia, i gesti che diventano comunità

Il nostro viaggio prosegue ancora lungo Corso Bruno Buozzi, tra amici, ospiti e protagonisti della Festa dei Gigli.

Questa volta la tappa è dedicata ad una tradizione che negli anni è diventata un vero punto di riferimento per i barresi: l'esposizione artistica del Giglio in miniatura realizzata dal signor Enzo, erede ideale dello storico Comitato Palco del Giglitiéllo.

Affacciata sulla strada, all'interno della sua finestra, prende vita una ricostruzione minuziosa e straordinariamente fedele della Piazza De Franchis degli anni '90, così come molti la ricordano. Introdotto da Giovanni, il signor Enzo accompagna il gruppo alla scoperta dei dettagli dell'opera.
C'è la storica statua nella sua collocazione originale. Ci sono le decorazioni, le fontane, le luci, i giochi scenografici che caratterizzavano la piazza durante i giorni della festa. Persino la vecchia stazione di servizio API, situata poco oltre la statua, è stata riprodotta con cura quasi maniacale.

E naturalmente non manca lui: il Giglio completamente vestito, protagonista assoluto della scena. Tra gli elementi più suggestivi emerge anche il cosiddetto "Palo", la struttura storica da cui, nel tempo, si è evoluto quello che oggi conosciamo come il Giglio di Barra. L'amico Antonio Stilo ricorda come nel pomeriggio quella stessa opera verrà animata e movimentata dalla paranza, permettendo al piccolo Giglio di percorrere idealmente la piazza, proprio come accade ai suoi fratelli maggiori durante la festa. La tradizione non viene soltanto conservata.

Viene fatta vivere. La tappa successiva ci conduce a pochi metri di distanza, presso l'enoteca La Botte di Bacco, dove ci attende l'amico Giuseppe "Peppe" Lupo. Accolti tra bottiglie, racconti e profumi del territorio, il gruppo partecipa ad una degustazione dei vini prodotti dalla sua vigna. Introdotto da Peppe Lamagna, con una riflessione dedicata alle nuove generazioni e all'importanza del ricambio culturale, Peppe Lupo racconta il legame profondo tra la tradizione vinicola locale e la Festa dei Gigli. Una storia fatta di famiglie, lavoro, condivisione e appartenenza. Perché la festa non è soltanto musica e ballata. È anche tavola. È incontro. È accoglienza.
È comunità.
Tra un brindisi e l'altro, l'atmosfera si alleggerisce grazie ad una simpatica gag improvvisata da Antonio Stilo insieme al Consigliere Patrizio Gragnano, che omaggiano il vino e l'ospitalità di Peppe Lupo con un saluto scherzoso rivolto anche a Francesco Emilio Borrelli, invitando tutti ad una fraternale condivisione delle qualità e delle eccellenze che rendono unico il nostro territorio.

Perché ricordare Barra significa ricordare le persone che ogni giorno ne custodiscono la memoria. E la memoria, quando viene condivisa, diventa futuro.

Buona visione.

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Naples
80147

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