23/04/2026
Condividiamo con piacere questo lavoro, perché dentro queste pagine non c’è solo un elaborato finale, ma un vero percorso di scrittura, immaginazione, ascolto e consapevolezza.
Per molte delle alunne e degli alunni coinvolti è stata la prima occasione per misurarsi davvero con le parole, con il racconto di sé e del proprio territorio, con la possibilità di trasformare idee, desideri e punti di vista in una forma condivisa.
È da esperienze come questa che si comprende fino in fondo quanto la scrittura possa essere uno strumento educativo potente: aiuta a osservare meglio, a dare nome alle cose, a costruire visioni, a sentirsi parte di una comunità.
Siamo felici di aver accompagnato, con Paquito Catanzaro, questo percorso che ha portato ragazze e ragazzi a realizzare “Il mare non bagna… Ponticelli. Guida insolita a un quartiere da amare e rispettare”.
Un lavoro che parla di Ponticelli, ma anche della capacità dei più giovani di immaginare il cambiamento e di scriverlo.
Oggi, 23 aprile, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’UNESCO per sottolineare l’importanza dei libri come strumento di conoscenza, crescita personale e dialogo tra culture, valorizzando al tempo stesso il ruolo fondamentale degli autori e la tutela del diritto d’autore.
La Biblioteca Grazia Deledda di Ponticelli celebra questa giornata con “Il mare non bagna… Ponticelli. Guida insolita a un quartiere da amare e rispettare”, un elaborato che racconta quanto la scrittura possa diventare spazio di immaginazione, espressione e costruzione collettiva.
Siamo felici che questo appuntamento sia stato inserito anche nel cartellone degli eventi del Comune di Napoli, a conferma del valore culturale e territoriale di un percorso che mette al centro lettura, partecipazione e consapevolezza.
Le allieve e gli allievi delle classi I, II e III E dell’I.C.S. 88° “Eduardo De Filippo” hanno creato, con l’aiuto di Paquito Catanzaro, operatore della cooperativa Sepofà, un’insolita guida turistica del quartiere.
Durante il laboratorio, ragazze e ragazzi si sono raccontati e hanno raccontato il territorio, mettendone in luce pregi, criticità, desideri e possibilità. Al centro, un’immagine potente: il mare, inteso come metafora di ciò che manca, di ciò che si sogna, di ciò che potrebbe esistere davvero se ciascuno facesse la propria parte.
Ne nasce così una Ponticelli sognata a occhi aperti, che prende forma tra le pagine di un libro e restituisce uno sguardo autentico, creativo e profondo sul quartiere.
Perché le parole fanno anche questo: danno voce, raccolgono visioni e aiutano a immaginare il futuro.