Opera Purgatorio ad Arco E.T.S - Ente Filantropico

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Opera Purgatorio ad Arco E.T.S - Ente Filantropico Da 400 anni ci prendiamo cura delle persone in difficoltà e delle anime del Purgatorio.

𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼: 𝙡'𝙞𝙣𝙘𝙪𝙗𝙖𝙩𝙞𝙤 🏛️🕯️📜    Abbiamo gi...
12/10/2026

𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼: 𝙡'𝙞𝙣𝙘𝙪𝙗𝙖𝙩𝙞𝙤 🏛️🕯️📜

Abbiamo già accennato, quando ci siamo occupati dei saggi di Stefano De Matteis e di Marino Niola sulle anime del Purgatorio¹, al ruolo del sogno come dispositivo di comunicazione tra i devoti e le anime anonime e in generale come porta di accesso al dialogo tra vivi e morti.

Entrambi gli antropologi ci hanno raccontato come il sogno avesse una precisa funzione culturale nelle società arcaiche, funzione che è andata via via scemando fin quasi a perdersi del tutto nella modernità: De Matteis, in particolare, citando l’etnologo e storico delle religioni Vittorio Lanternari sottolinea «l’azione «sociale» del sogno, il suo valore di «fondazione di eventi», il suo presentarsi come «epifania del sacro».

Dove il sogno ha mantenuto radici forti è nelle culture popolari del Meridione e nelle classi subalterne, continuando ad essere un sistema di comunicazione tra il mondo terreno e quello ultraterreno, popolato di morti e di santi, sostituti questi ultimi delle antiche divinità.

Una delle pratiche più arcaiche incentrate sul sogno è quella dell’𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘪𝘰, un rituale magico-religioso che consisteva nell’addormentarsi in un’area sacra, per cercare in sogno una connessione con la divinità o il santo cui il luogo era dedicato. Lo scopo era quello di ricevere in sogno rivelazioni o messaggi divini, consigli per curare i propri mali o addirittura interventi diretti di guarigione da parte del dio o del santo.

Un interessante contributo dell’etnoantropologo Sergio Todesco su questi rituali² ci spiega che risalgono ad epoca antichissima, di gran lunga anteriore alla civiltà greca che finì per inglobarli e trasmetterli a tutto il mondo classico. Nell’antica Grecia l’𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘪𝘰 e l’oniromanzia, la divinazione basata sull’interpretazione dei sogni, erano praticate soprattutto dai devoti al culto di Asclepio, il dio della medicina (il latino Esculapio) e, oltre al ritrovamento di offerte votive nei luoghi sacri di diverse località greche quali Epidauro, Atene, Cos, se ne sono rinvenute tracce anche a Roma, ad esempio nell’ospedale dell’Isola Tiberina, dove già nel 289 a. C. i malati venivano disposti intorno alla statua di Esculapio, in attesa di ricevere in sogno la visita del dio guaritore.

L’usanza di dormire in un luogo consacrato a una divinità per ricevere in sogno oracoli o guarigione fu successivamente assorbita e rimodellata dal Cristianesimo, che la collegò al culto dei santi, in particolare dei Santi Medici Cosma e Damiano, di San Ciro e San Giovanni, Sant’Artemio, Santa Tecla ed altri, anche se l’𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘪𝘰 non fu vista sempre con favore dalla Chiesa, che temeva il suo sconfinamento nella magia.

Oggi questo rituale sopravvive in alcuni microcosmi folklorici, soprattutto del Meridione, ad esempio in Puglia, dove è stato assorbito nel fenomeno del tarantismo, in Calabria e in Sicilia. Ma vi è un’ampia letteratura scientifica che attesta la presenza di questo rito antichissimo in molti altri luoghi, ad esempio in Abruzzo, nell’antica Neapolis e nelle colonie limitrofe, a Tell Kaif, vicino Mossul, dove fino agli anni Sessanta del Novecento i cristiani avrebbero condotto i malati a dormire sulla tomba del vescovo cattolico Simun Tektek Sinceri³.

Agli studi scientifici si affianca un’altrettanto vasta narrazione popolare o leggendaria, come quella della sedia di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe ai Quartieri Spagnoli, su cui le donne si siedono per invocare la grazia della fertilità. Secondo alcuni racconti⁴, sotto la superficie cristiana della devozione alla santa si celerebbe un rituale più antico legato al culto di Diana, cui si chiedeva fertilità dormendo nel suo tempio. E, a ben vedere, anche la leggenda di Santa Patrizia per la quale un cavaliere romano trascorse tutta la notte sulla tomba della santa, cavandole il dente da cui sarebbe sgorgato il sangue che ancora oggi si scioglie, alluderebbe a un fenomeno di 𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘪𝘰.

A differenza dell’antico rito che si configurava come un rapporto esclusivo tra il fedele e la divinità, nelle pratiche odierne di 𝘪𝘯𝘤𝘶𝘣𝘢𝘵𝘪𝘰 l’esperienza viene vissuta dai devoti collettivamente, dormendo tutti insieme sui pavimenti dei santuari. Una modalità che sembra evidenziare, secondo Todesco, la volontà dei ceti marginali di rappresentarsi come un unico “corpo malato” in cerca di salvezza.

Circostanza, questa, che ci rammenta un modo simile di concepirsi delle classi popolari presso cui si sviluppò il culto delle anime anonime del Purgatorio, come ci hanno illustrato De Matteis e Niola: un’unica comunità che, avvertendo una similitudine di condizione con le anime abbandonate, quella della liminalità, agisce come custode collettivo di una memoria perduta, strumento di riscatto per le vittime dimenticate della Storia.



Nell’immagine: “The dream of Aesculapius” by Sebastiano Ricci (1659-1734) - Gallerie Accademia (Venezia). Fonte: Wikimedia Commons. Licenza. Pubblico dominio.

¹ Saggi raccolti nel volume 𝘈𝘯𝘵𝘳𝘰𝘱𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘦 𝘪𝘯 𝘱𝘦𝘯𝘢, pubblicato da Argo, I edizione, novembre 1993. Il volume proviene dalla Biblioteca “Donato d’Acunto” di Opera Purgatorio ad Arco E.T.S. – Ente Filantropico.
² Si veda l’articolo: https://www.istitutoeuroarabo.it/DM/dormire-nella-casa-di-dio-esperienze-di-incubatio-in-contesti-festivi-meridionali/ cui è allegata una nutrita bibliografia.
³ Si vedano, a titolo di esempio, il contributo di Tomaso Di Fraia, disponibile a questo link: https://www.academia.edu/5509784/Il_pi%C3%B9_antico_esempio_di_incubatio_il_sito_rupestre_preistorico_della_Parete_Manzi_Civitaluparella_CH_Italy_2011_693_703; il contributo di Antonella Palombi consultabile a questo link: https://iris.uniroma1.it/retrieve/87035a5d-ce21-44c2-b9ac-a36e461f7096/Palombi_Aspetti-culto_2023.pdf: il contributo di don Marcello Stanzione visibile qui: https://www.dentrosalerno.it/2013/10/17/san-michele-e-lincubatio/.
⁴ Si veda, ad esempio: https://www.napoliupclose.it/santa-maria-francesca-sedia-miracoli-napoli/.

💫🎯 Da sempre, nella storia del nostro Ente, aiutare chi è in difficoltà e diffondere arte e cultura hanno camminato insi...
09/10/2026

💫🎯 Da sempre, nella storia del nostro Ente, aiutare chi è in difficoltà e diffondere arte e cultura hanno camminato insieme. Perché da sempre siamo convinti che far parte di una comunità significhi impegnarsi per garantire a tutti dignità e diritto alla bellezza.

Se condividi con noi questa visione e non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi, sei ancora in tempo per destinarci il tuo 𝟱𝘅𝟭𝟬𝟬𝟬. Lo trasformeremo in azioni concrete per sostenere chi è più vulnerabile e per creare momenti culturali che accendano la meraviglia e la voglia di partecipare. 🤝💖

𝗨𝗻 𝘃𝗼𝗹𝘂𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟲𝟱𝟲 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶🎨📜📹  A Palazzo Dio...
05/10/2026

𝗨𝗻 𝘃𝗼𝗹𝘂𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟲𝟱𝟲 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶

🎨📜📹 A Palazzo Diomede Carafa, sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania, è in corso dallo scorso 26 settembre un affascinante racconto multimediale della peste che colpì Napoli nel 1656.

Si tratta di 𝗔.𝗗. 𝟭𝟲𝟱𝟲. 𝗣𝗮𝗿𝗲𝘃𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗗𝗶𝗼 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗰𝗮𝘀𝘁𝗶𝗴𝗮𝗿𝗰𝗶. 𝗟𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗮 𝗱𝗲’ 𝗕𝗶𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗰𝗰𝗼 𝗦𝗽𝗮𝗱𝗮𝗿𝗼, una videoinstallazione promossa e prodotta dalla stessa Soprintendenza che fa interagire due testimonianze dell’epoca: un manoscritto tratto dalla Cronaca della Compagnia dei Bianchi della Giustizia, conservato nell’Archivio Storico Diocesano di Napoli e in mostra per l’occasione, in cui Antonio Mena, scrivano e confratello della Compagnia, descrive l’evolversi della diffusione dell’epidemia e una potente tela di Micco Spadaro, 𝘓𝘢𝘳𝘨𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰, che restituisce in tutta la sua crudezza la drammaticità della peste*.

Plaudiamo a questa bellissima iniziativa, che ancora una volta dimostra quanto le “carte” siano vive e in grado di dialogare con il presente e i linguaggi contemporanei.
E, in quanto aderenti al Polo del “Miglio della Memoria”, il meritorio progetto avviato dalla Soprintendenza nel 2024 per valorizzare il patrimonio documentale degli archivi e delle biblioteche del Centro Antico, informiamo che nella Biblioteca “Donato d’Acunto” del nostro Ente è presente un interessante documento sulla peste e le quarantene, in cui viene citata anche la peste di Napoli del 1656.

📖📚🔍 Si tratta del volume intitolato 𝗜𝗻𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗥𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗣𝗿𝘂𝘀 – 𝗢𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝘃. 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗯𝗼𝗻𝗮𝗿𝗼, pubblicato dallo Stabilimento Tipografico di C. Cataneo, Napoli, 1847.

Nel testo, che si collocava nell’acceso dibattito ottocentesco tra “epidemisti” e “contagionisti”, Carbonaro, medico della Casa Reale, contestò le tesi della Commissione francese che miravano a un allentamento o addirittura all’abolizione delle quarantene, soprattutto nei porti.
Il dottor René Clovis Prus, a nome della Commissione, sosteneva che la peste si diffondesse soprattutto per via atmosferica (ad esempio, a causa di condizioni insalubri e sporcizia) e non per contatto diretto tra persone o tramite merci. Carbonaro gli oppose, con controprove scientifiche, che erano invece le merci e i vestiti infetti tra i principali vettori del morbo.

Probabilmente Carbonaro sospettava che la posizione della Commissione francese fosse dettata più da interessi economici che da convinzioni mediche, poiché in quel periodo la Francia era in piena fase di espansione commerciale. E per questo motivo, mentre i francesi proponevano di riformare il sistema di quarantene e lazzaretti adottato in Europa, il medico napoletano, sostenendo la natura contagiosa più che epidemica della peste, riteneva che quelle misure sanitarie fossero indispensabili per la salute pubblica.



* Per approfondire i dettagli dell’installazione multimediale, che resterà in mostra fino al 15 gennaio 2027, è possibile visitare la pagina Facebook della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania al link: https://www.facebook.com/photo?fbid=1503691061804254&set

𝗟𝗲 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹''𝟴𝟬𝟬: 𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲, 𝗔𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗻𝗮𝗽𝗼𝗹𝗲𝘁𝗮𝗻𝗲 (Pa...
05/10/2026

𝗟𝗲 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹''𝟴𝟬𝟬: 𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲, 𝗔𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗻𝗮𝗽𝗼𝗹𝗲𝘁𝗮𝗻𝗲 (Parte II)💫

Come abbiamo accennato nel post precedente, l’opera 𝘗𝘳𝘰𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘦 𝘳𝘪𝘯𝘰𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘢𝘭 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘮𝘰𝘲𝘶𝘢𝘳𝘵𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢' 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 di Ginevra Canonici Frachini¹, in cui viene citata Isabella Mastrilli, è interessante anche sotto altri punti di vista.

Il volume venne probabilmente concepito per “risarcire” l’Italia e le donne italiane dalle pesanti critiche mosse da Lady Morgan, scrittrice irlandese che aveva viaggiato nel nostro Paese e scritto un libro, 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘺, che aveva suscitato molte polemiche, tant’è che non fu mai tradotto in italiano perché considerato antimonarchico e anticlericale in Italia e negli altri territori dell'Impero austriaco. L’opera fu, tuttavia, tradotta in francese col titolo 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘦 e in questa versione la lesse la Canonici Frachini.

Nel suo 𝘗𝘳𝘰𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘤𝘰, l’autrice ferrarese inserisce in premessa un precedente saggio scritto, proprio in risposta a Lady Morgan, per confutare le accuse «Di condotta immorale», «Di non sentito materno affetto» e «Di evidente mancanza d’istruzione» rivolte alle donne italiane. Il libro, pervaso da orgoglio nazionale, fu applaudito in Italia come opera patriottica e gli va certamente riconosciuto il merito di aver reso giustizia all’ingegno e al talento delle donne italiane, spesso dimenticate dalla Storia.

Dopo la replica alla scrittrice irlandese, infatti, la Canonici Frachini dà inizio (a pag. 69) alla "Biografia delle donne italiane illustri nelle scienze e lettere", stilata in base al secolo di appartenenza. Vi sono citate anche molte donne napoletane, di nascita o di acquisizione, ed è un piacere scoprire, insieme a nomi noti, nomi trascurati o rimasti nell’ombra.
Tra questi, quello di Annella di Massimo (Diana Di Rosa), l’allieva e musa ispiratrice di Massimo Stanzione, di cui abbiamo diffusamente parlato in precedenti post. Il suo nome compare accanto a quello di altre pittrici del Seicento, incluse le concittadine «Capomazza, Luigia, in Napoli» e «Dal Po, Teresa, in Napoli».

Il riferimento alle pittrici del Seicento viene collocato dalla Canonici Frachini in un modo singolare all’interno dell’opera, ovvero dopo un giudizio negativo sulla letteratura del secolo, definito «di tenebre e di malaugurato squallore». Criticando l’estetica letteraria del tempo come stucchevole e autocompiaciuta, l’autrice ferrarese afferma che «In tanto decadimento le donne Italiane, non trovando diletto alcuno nel nuovo modo di scrivere che a crudele tortura poneva l’ingegno, […] si stettero elleno pressochè tutte meste in silenzio, e le belle arti a soccorso invocarono ed a compenso (N.d.R. qui l’autrice inserisce una nota in cui elenca le pittrici summenzionate). Ristretto numero quindi di dotte donne che allo scrivere dessero opera in questo secolo io vi presento; ma non ne mancano di gravi scienze generalmente fornite, e degne di camminare presso a’ dotti del maggior sesso dal naufragio universale salvati».

Tornando al motivo che probabilmente ispirò la certosina compilazione delle donne italiane illustri, ovvero la disputa con Lady Morgan, è interessante notare come entrambe le scrittrici siano, in realtà, figure complesse e controverse. Sia la Canonici Frachini che la Morgan avevano a cuore la condizione femminile, ma ciascuna in un modo diverso, influenzato dalle proprie opinioni politiche e dal contesto in cui vivevano, soprattutto se si considera che l’autrice e pedagoga ferrarese ebbe la sua stagione aurea proprio durante la Restaurazione, mentre Lady Morgan si batté strenuamente contro di essa e per l'indipendenza dell'Irlanda e dell'Italia, le cui condizioni di oppressione riteneva simili. Si tratta, in ogni caso, di due figure molto interessanti, simbolo di quella vivacità intellettuale femminile che tanto difesero e che pur le divise².

Nell’immagine: particolare della copertina del saggio 𝘓’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘚𝘵𝘢𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘚𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘶𝘳𝘨𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘢𝘥 𝘈𝘳𝘤𝘰, di Diodato Colonnesi, Luciano Editore, Napoli 2016 (proveniente dalla Biblioteca “Donato d’Acunto” di Opera Purgatorio ad Arco E.T.S. – Ente Filantropico) che raffigura il dettaglio del volto della Vergine nel dipinto 𝘔𝘢𝘥𝘰𝘯𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘈𝘯𝘪𝘮𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘶𝘳𝘨𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 di Massimo Stanzione, pala d’altare della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Secondo lo studioso, Stanzione si sarebbe ispirato al volto di Diana Di Rosa (Annella di Massimo).



¹ Aristocratica di Ferrara (1779 – 1870), fu educatrice, scrittrice e letterata italiana. Il volume fu pubblicato nel 1824 a Venezia, dalla Tipografia di Alvisopoli. L’opera, oggi di pubblico dominio, è resa disponibile per la consultazione e il download da Wikimedia Commons al seguente link: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/84/Prospetto_biografico_delle_donne_italiane_rinomate_in_letteratura_dal_secolo_decimoquarto_dino_a%27_giorni_nostri_%28IA_gri_33125014412924%29.pdf.
² Si veda: https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/ginevra-canonici e https://it.wikipedia.org/wiki/Lady_Morgan.

𝗟𝗲 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹''𝟴𝟬𝟬: 𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲, 𝗜𝘀𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶𝗹𝗹𝗶 (Parte I)💫 Abbiamo più...
02/10/2026

𝗟𝗲 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹''𝟴𝟬𝟬: 𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲, 𝗜𝘀𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶𝗹𝗹𝗶 (Parte I)💫

Abbiamo più volte raccontato di Isabella Mastrilli, figura intimamente legata alla storia del nostro Ente non solo perché appartenente a una delle famiglie più importanti dei fondatori, ma perché donna di straordinaria cultura e spessore spirituale, che riposa nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, dove lei stessa aveva istituito nel 1742 il diritto di sepoltura.

A Isabella, simbolo di emancipazione femminile in un tempo non favorevole al protagonismo delle donne, in occasione della scorsa Festa della Donna abbiamo dedicato, insieme al Comune di Marigliano, un evento di due giorni articolato tra il Palazzo Ducale dei Mastrilli a Marigliano e il Complesso Monumentale di Purgatorio ad Arco a Napoli.

A conferma della stima di cui godeva per la sua vivacità intellettuale, il suo nome compare in un’opera, intitolata 𝘗𝘳𝘰𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘦 𝘳𝘪𝘯𝘰𝘮𝘢𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘢𝘭 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘮𝘰𝘲𝘶𝘢𝘳𝘵𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢' 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪, di Ginevra Canonici Frachini, marchesa ferrarese (1779 - 1870) che fu educatrice, scrittrice e letterata italiana. Il volume fu pubblicato nel 1824 a Venezia, dalla Tipografia di Alvisopoli¹.

Nelle immagini in basso: la lapide di Isabella Mastrilli, con l’epitaffio da lei stessa dettato, nel presbiterio della Chiesa e il brano in cui la Canonici Frachini cita, tra le letterate rinomate del XVIII secolo, Isabella Mastrilli, peraltro sbagliando la data di morte (che risale al 1761), ma riportando la fonte originaria che la include tra le persone illustri di tutti i tempi².

Il 𝘗𝘳𝘰𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘤𝘰 dell’aristocratica ferrarese è interessante anche per altri aspetti e citazioni, di cui parleremo nel prossimo post.



¹ L’opera, di pubblico dominio, è resa disponibile per la consultazione e il download da Wikimedia Commons al seguente link: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/84/Prospetto_biografico_delle_donne_italiane_rinomate_in_letteratura_dal_secolo_decimoquarto_dino_a%27_giorni_nostri_%28IA_gri_33125014412924%29.pdf. Il brano relativo a Isabella Mastrilli si trova a pag. 199.
² 𝘋𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘰 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘵𝘪𝘭𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦' 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪, 𝘥𝘦' 𝘱𝘳𝘪𝘯𝘤𝘪𝘱𝘪 𝘦𝘣𝘳𝘦𝘪, 𝘥𝘦𝘨𝘭'𝘪𝘮𝘱𝘦𝘳𝘢𝘥𝘰𝘳𝘪, 𝘥𝘦' 𝘳𝘦, ... 𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘭𝘭𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪, ... 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘭𝘪, 𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰: ... 𝘊𝘰𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘧𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳 𝘢𝘣𝘢𝘵𝘦 𝘓𝘢𝘥𝘷𝘰𝘤𝘢𝘵, Tomo IV, di Jean Baptiste Ladvocat, pubblicato dalla Stamperia Ramondini, Venezia, 1759. Ladvocat, abate francese, era un letterato, dottore, bibliotecario e professore della Sorbona.
Il volume, il cui originale proviene dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è consultabile online al seguente link: https://www.google.it/books/edition/Dizionario_storico_portatile_che_contien/uXZTTAcJ48EC?hl=it&gbpv=1.
Alla lettera M, oltre a Isabella, sono citati altri Mastrilli, tra cui la famiglia da cui discesero i fondatori della Chiesa e Congrega di Purgatorio ad Arco. Di Donna Isabella, l’abate Ladvocat scrive: «MASTRILLI (Isabella) Duchessa di Marigliano, Donna delle più illustri del suo tempo per la cognizione di varie scienze, e tralle altre della Poesia italiana, come si vede da varie composizioni, che portano il suo nome, fatte in diverse raccolte».

🛑🌍 Oggi è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝗽𝗿𝗲𝗰𝗵𝗶 𝗔𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶, istituita dalle Nazi...
29/09/2026

🛑🌍 Oggi è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗣𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝗽𝗿𝗲𝗰𝗵𝗶 𝗔𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre le perdite e gli sprechi alimentari lungo la filiera di produzione e di consumo.

🌱🍲 La giornata mira a promuovere azioni concrete per dimezzare lo spreco globale di cibo pro capite entro il 2030, in linea con l'Agenda ONU, incoraggiando modelli di consumo etici e sostenibili.

🛒💚 Cerchiamo di fare la nostra parte insieme alla straordinaria rete di solidarietà del Banco Alimentare Campania con cui, dal 2020, abbiamo in atto una convenzione che ci permette di distribuire ogni mese quintali di generi alimentari alle famiglie indigenti del nostro territorio.
È una collaborazione che ci entusiasma perché attiva un processo virtuoso, che riduce gli sprechi e trasforma le eccedenze alimentari in cibo sicuro e di qualità per chi è in difficoltà.

🧡🥫 Per sprecare di meno, è importante imparare a riconoscere la differenza tra Data di scadenza e TMC (Termine Minimo di Conservazione).

La Data di Scadenza è riportata sulle confezioni degli alimenti con la dicitura “da consumarsi entro”, mentre il TMC viene indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”.
Un prodotto alimentare che ha raggiunto o superato il TMC non è scaduto e non è dannoso per la salute, quindi può ancora essere consumato e donato a chi ne ha bisogno.

Per imparare a riconoscere la differenza tra Data di scadenza e TMC, Banco Alimentare ha messo a disposizione sul proprio sito un utile dépliant scaricabile a questo link: https://www.bancoalimentare.it/sites/default/files/documents/pieghevole_tmc.pdf.

Vi invitiamo a consultarlo! 🧡

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼: 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟲 𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲📅✨ Domani e domenica tornano le 𝘎𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘵𝘦 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘗...
25/09/2026

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼: 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟲 𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲

📅✨ Domani e domenica tornano le 𝘎𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘵𝘦 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘰, il più importante e partecipato evento culturale d’Europa, promosso dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa sin dal 1985.

🏛️🎟️ Le due giornate offrono a milioni di persone l’opportunità di accedere a migliaia di monumenti e di siti culturali, compresi quelli che di solito restano chiusi al pubblico durante l’anno. Gli European Heritage Days prevedono visite guidate, aperture straordinarie e molte altre iniziative per stimolare l’interesse per il patrimonio culturale europeo e sensibilizzare sulla necessità di preservare la ricchezza e le diversità culturali dell’Europa.

La manifestazione, che si svolge nei 50 Paesi firmatari della Convenzione culturale europea¹, è organizzata in collaborazione con i coordinatori nazionali. Per l’Italia è il Ministero della Cultura che sovrintende e gestisce il programma nazionale delle due giornate. Tra le iniziative previste, le aperture serali dei musei statali al costo simbolico di 1 euro.

🛡️💡 Il tema dell’edizione 2026 è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, ispirato dalle molteplici sfide del presente: la crescente digitalizzazione, la mobilità umana in costante aumento, i conflitti globali e la crisi climatica mettono a rischio il nostro patrimonio culturale, sia materiale che immateriale.

Il tema invita, pertanto, a riflettere sul modo in cui assegniamo priorità al patrimonio culturale e lo tuteliamo e a sensibilizzare i cittadini europei sui pericoli che minacciano il nostro ambiente costruito e naturale nonché sulle strategie per preservarlo a beneficio delle generazioni future. Viene, inoltre, sottolineata l’importanza di salvaguardare l’identità storica e culturale di tutte le comunità².

Per il programma italiano delle GEP, è possibile consultare il sito del Ministero della Cultura: https://cultura.gov.it/giornate-europee-del-patrimonio-2026.

Foto di Luigi Spina - © Tutti i diritti riservati.



¹ Si veda: https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list?module=treaty-detail&treatynum=018
² Si veda: https://www.europeanheritagedays.com/Shared-Theme

𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗘.𝗧.𝗦. - 𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗙𝗶𝗹𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗼, 𝗱𝗮𝗹 ‘𝟲𝟬𝟬 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶 🕰️ ✨💫a cura di 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗱’𝗔𝗰𝘂𝗻𝘁𝗼L’𝗢𝗽...
22/09/2026

𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗘.𝗧.𝗦. - 𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗙𝗶𝗹𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗼, 𝗱𝗮𝗹 ‘𝟲𝟬𝟬 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶 🕰️ ✨💫

a cura di 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗱’𝗔𝗰𝘂𝗻𝘁𝗼

L’𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗘.𝗧.𝗦. - 𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗙𝗶𝗹𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗼 è l’Ente proprietario dell’intero 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼. Già 𝗜𝗣𝗔𝗕 - 𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗕𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 - vanta più di 400 anni di vita.
Tra le più importanti congregazioni laicali di ispirazione controriformata sorte a Napoli, fu fondata nel 1605 da alcuni membri della più antica nobiltà partenopea con un duplice fine “𝘭𝘢 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪𝘦𝘳𝘦, 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘰 𝘦𝘥 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘴𝘢𝘤𝘳𝘦 𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘪𝘯 𝘴𝘶𝘧𝘧𝘳𝘢𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘈𝘯𝘪𝘮𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘶𝘳𝘨𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘳𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘧𝘪𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢 𝘧𝘢𝘷𝘰𝘳𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘦𝘪 𝘢𝘭 𝘚𝘰𝘥𝘢𝘭𝘪𝘻𝘪𝘰”.

Fu riconosciuta ufficialmente da papa Paolo V, con Breve Apostolico del 15 ottobre 1606. La Pia Congregazione si adunava, al principio, nella chiesa di Sant’Arcangelo a Segno, poi in Santa Maria della Rotonda, in Sant’Angelo a Nilo e Santa Maria delle Grazie a Caponapoli. In seguito, con l’incremento delle rendite, grazie alle copiose elargizioni dei napoletani, nel 1626 si decise di edificare una propria Chiesa che fu chiamata delle “𝗔𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼”.

Concorsero ad infoltire il numero degli associati “le pie gentildonne” che si iscrissero col nome di Benefattrici, e l’Opera Pia venne retta con le regole che sono inserite nella Bolla di Papa Paolo V, fino all’anno 1782, quando, andato disperso il Regio Assenso, si dovettero formulare nuovi statuti per sottoporli alla approvazione del Re: il nuovo statuto venne approvato l’anno stesso.

Fu quindi riconosciuta come ente morale da Ferdinando IV di Borbone che ne riconobbe la validità degli scopi e delle opere caritative. “Essa ha duplice scopo, l’uno principale, l’altro subordinato. La celebrazione di messe giornaliere, opere di culto ed altre sacre funzioni in suffragio delle Anime del Purgatorio, costituiscono lo scopo principale. Le opere di carità e beneficenza a favore anche degli estranei al Sodalizio costituiscono lo scopo subordinato. Le opere di culto, di cui è parola all’art.2, consistono nella celebrazione: a) di Messe quotidiane di obbligo, di cui 33 prescritte dalla Regola di fondazione, e 44 imposte da pii testatori o donatori b) di un numero indeterminato di Messe avventizie la cui celebrazione venga richiesta da chi ne versi in Sagrestia la corrispondente limosina”. Le opere di carità e di beneficenza di cui è cenno al medesimo consistono in dotazioni a povere donzelle per agevolarle al matrimonio, limosine e sussidi a favore di poveri e di asili infantili; particolare attenzione era rivolta alla cura dei moribondi e ai carcerati per debiti.

Oltre ad essere una delle poche Opere Pie ancora esistenti, essa ha mantenuto fede agli scopi che i fondatori si erano prefissati: soccorso agli ammalati ed ai bisognosi e opere in suffragio delle anime del Purgatorio con la celebrazione di Sante Messe nella 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼.

L’evolversi della storia politica e sociale del Paese ha richiesto l’adeguamento ai tempi e quindi la modifica della forma giuridica di tutte le istituzioni di assistenza privata, religiose e non. Pertanto alla fine dell’800, con il Regio Decreto 17.07.1890 n. 6972 (cd. Legge Crispi) è intervenuta una radicale modifica dell’assetto giuridico dell’𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝗶𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼, che nel 1923 divenne un ente parastatale e precisamente una IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza). Successivamente, a seguito del D. Lgs. 207/2001 è stata trasformata in ONLUS nell’anno 2005.
Il 4 giugno 2026, con Decreto Dirigenziale n. 570 avente ad oggetto l’iscrizione nella sezione C) Enti Filantropici del RUNTS, l’Ente si è adeguato alla normativa del Terzo Settore assumendo la nuova denominazione di 𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗘.𝗧.𝗦. - 𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗙𝗶𝗹𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗼.

Attualmente gli organi di governo dell’E.T.S. sono così composti:
• Consiglio di Amministrazione: Giuseppe d’Acunto (Presidente del C. di A.); Marcello Fattore e Adolfo Mutarelli (Consiglieri); Daniela d’Acunto (Segretario del C. di A. e coordinatore amministrativo)
• Assemblea: 43 soci benefattori
• Collegio dei Revisori: Domenico De Stefano (Presidente) e Giuseppe Del Prete (componente).

L’𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗘.𝗧.𝗦. - 𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗙𝗶𝗹𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗼, in oltre 400 anni di vita, ha mantenuto fede agli originari scopi ed è sempre viva e attiva in campo sociale e, da circa vent’anni, anche nel campo culturale nella convinzione che l’inclusione e l’assistenza sociale si realizzino anche attraverso la formazione e la conoscenza. Molto impegno ha infatti profuso l’Ente nella conservazione del prezioso patrimonio artistico, architettonico antropologico ed archivistico, ottimizzando l’impiego delle risorse economiche. A riprova di questo percorso, e non senza sforzo, nel 2001 si è ricostruito l’Archivio storico e istituita la Biblioteca, intitolati a Donato d’Acunto nel 2018. Inoltre q2grazie ad una convenzione, ormai pluriennale, una parte del 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 (chiesa, ipogeo e museo) è gestito da 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼.
Negli ultimi anni sono state sottoscritte convenzioni, tuttora in corso, con l’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗜𝗜, con l’𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 e realizzati progetti con il 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗮 𝗠𝗮𝗷𝗲𝗹𝗹𝗮, con l’intento di coinvolgere i giovani in progetti di conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale attraverso le specifiche competenze dei singoli corsi di studio.

Con la partecipazione al bando Storico Artistico Culturale di Fondazione Con il Sud del 2011 è stato realizzato il progetto “𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼: 𝘂𝗻 𝗮𝗿𝗰𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗧𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼” valutato positivamente ed inserito tra i dieci finanziati su circa 180 a concorso. Attraverso la sua realizzazione si è rafforzato il valore sociale e culturale di questa istituzione che opera da quattro secoli sul territorio. Il progetto ha segnato l’inizio di un percorso che ha visto, e vede ancora oggi, la realizzazione di molteplici attività e laboratori per bambini ragazzi e donne del quartiere, di mostre, reading, presentazione di libri, rappresentazioni teatrali e musicali e giornate di studio, nell’ottica di favorire l’incontro tra cittadini, cultura e turismo. Grazie alla attiva partecipazione ed allo studio, durato due anni, del drammaturgo Mimmo Borrelli, oggi l’istituzione vanta il lavoro di drammaturgia, site specific, dallo stesso scritta e diretta dal titolo “𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗣𝗲𝘇𝘇𝗲𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮”, rappresentata ciclicamente all’interno del Complesso Monumentale, per la prima volta nel 2014 a conclusione del progetto, nell’anno 2015 prodotta dal Teatro Mercadante – Teatro Nazionale. Nel 2024 e nel 2025 è andata in scena una riscrittura dal titolo “Opera in Transizione. Anime pezzentelle dalla faccia sporca” prodotta dal Teatro Bellini – Fondazione Teatro di Napoli.

La nostra biblioteca si è arricchita del libro 𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, un itinerario fotografico di Luigi Spina attraverso i luoghi e le opere d’arte inestimabili del Complesso Monumentale. Il volume, curato da Francesca Amirante e pubblicato dalla ‘5 Continents Editions’ di Milano, è stato voluto fortemente per far conoscere a tutti l’impegno secolare del nostro Ente e la ricchezza ed importanza del suo patrimonio artistico.

Un altro libro di pregio aggiuntosi alla nostra biblioteca è 𝗜𝗹 𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮, sesto volume della collana 𝗗𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 > 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗖’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮, progetto ideato dalla storica dell’arte Bianca Stranieri, promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e sostenuto dalla Fondazione Banco di Napoli. Il volume, curato da Luigi Abetti e pubblicato da Guida Editore, rientra nella straordinaria iniziativa “𝗜𝗹 𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮”, avviata nel 2024 dalla Soprintendenza con l’adesione di 19 Istituzioni tra cui la nostra, per unire in un unico sistema culturale archivi storici, fondi bibliografici e biblioteche situati nell’area dei tre decumani del centro antico di Napoli.

Le opere benefiche si sono via via adeguate ai tempi ed al contesto sociale, sempre in evoluzione. Dall’antica attribuzione di doti per i maritaggi in favore di meritevoli fanciulle indigenti, si è passati a forme più ordinarie di assistenza ai bisognosi come la distribuzione di viveri nei periodi bellici e post bellici, oggi culminata nella strutturata organizzazione di sostegno a circa 100 famiglie del quartiere, grazie alla convenzione (dal 2020) con 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗢 𝗔𝗟𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗢𝗡𝗟𝗨𝗦.

Il sostegno alle famiglie si concretizza anche in supporti economici, per casi di particolare indigenza, e oggi si rafforza quello per l’assistenza medica con l’accesso gratuito al moderno ambulatorio polispecialistico attivo grazie alla recente convenzione con la Fondazione Massimo Leone.
Si è voluto in tal modo riprendere l’impegno, che fu anche di 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗶, dell’𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗙𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 che rimase attivo fino agli anni cinquanta dello scorso secolo.
Infine nel 2024 è stata sottoscritta una 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮, tuttora in corso, volta al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e la partecipazione ai servizi sociali e culturali di soggetti ammessi al beneficio della sospensione del processo penale e alla c.d. messa alla prova.

Nuove idee e altrettanti progetti sono in fieri, sempre con l’intento di mantenere viva e attiva questa istituzione e di vincere la scommessa del mutamento dei tempi.

Indirizzo

Vico Storto Purgatorio Ad Arco N. 15
Naples
80138

Telefono

+39081459712

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