Opera Purgatorio ad Arco E.T.S - Ente Filantropico

Opera Purgatorio ad Arco E.T.S - Ente Filantropico Da 400 anni ci prendiamo cura delle persone in difficoltà e delle anime del Purgatorio.

“𝗖𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗲𝗳𝗹𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻” 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲: 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗲 🌍🔥⛈️📈     Come è ormai evidente, gli effetti d...
31/08/2026

“𝗖𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗲𝗳𝗹𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻” 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲: 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗲 🌍🔥⛈️📈

Come è ormai evidente, gli effetti del cambiamento climatico non sono più anomalie ma sono entrati a far parte della nostra quotidianità: ondate di calore senza precedenti, precipitazioni estreme, siccità, inondazioni, incendi, riscaldamento dei mari sono fenomeni che si ripercuotono sulle economie globali causando danni a singoli, comunità e interi ecosistemi.

Un recente rapporto congiunto di FAO e OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale)* ha mostrato come il caldo estremo metta a serio rischio la sicurezza alimentare, spingendo al collasso i sistemi agroalimentari, provocando danni alla salute delle persone e minacciando colture, bestiame, risorse ittiche e biodiversità.

Nel rapporto si sottolinea, tra l’altro, che il pericolo del caldo fuori misura non è dato solo dai suoi impatti diretti, ma anche dal suo ruolo di moltiplicatore di rischio, in quanto può aumentare lo stress idrico, causare siccità improvvise e incendi boschivi, oltre a favorire la diffusione di parassiti e di malattie.

La natura ormai strutturale del cambiamento climatico ha dato origine a quella che, con un termine sempre più diffuso, viene definita “climateflation”, inflazione climatica, un aumento dei prezzi che investe soprattutto il settore agroalimentare**.

Da uno studio, pubblicato nel 2024 su Nature, è emersa una spirale inflazionistica dovuta al riscaldamento globale, che provoca un aumento sia dell’inflazione alimentare che di quella complessiva. Ondate di calore, siccità prolungate ed eventi meteorologici avversi danneggiano le colture e i raccolti, riducendo la capacità produttiva dei generi agroalimentari e causando l’incremento dei prezzi.

Si stima che l’inflazione dei beni alimentari a livello globale potrebbe crescere, entro il 2035, tra 0,9 e 3,2 punti percentuali ogni anno. Questo dato ci conferma che il cambiamento climatico è diventato un fattore strutturale dell’instabilità dei prezzi, con ricadute sociali che interessano soprattutto le famiglie più povere e dal carrello della spesa si riflettono sul benessere psico-fisico generale.

Ora più che mai, dunque, risulta cruciale il ruolo del Terzo Settore nell’offrire sostegno alimentare alle persone indigenti - ricordiamo che dal 2020 abbiamo stipulato una convenzione con il Banco Alimentare Campania, che ci consente di distribuire ogni mese quintali di generi alimentari – ma è ormai evidente che occorre un cambio di passo a livello sistemico, che coinvolga soggetti pubblici e privati, per dare risposte rapide e durature a un fenomeno che mette in crisi valori fondamentali come l’accesso universale al cibo, la salute e la tenuta sociale.

Nell’immagine, i volontari di Opera Purgatorio ad Arco E.T.S. – Ente Filantropico che ci aiutano nelle operazioni di raccolta e distribuzione dei generi alimentari.



* Si veda: https://www.fao.org/newsroom/detail/extreme-heat-is-pushing-agrifood-systems-to-the-brink-worldwide/it

** Si veda: https://asvis.it/notizie/2-25701/climateflation-il-carrello-della-spesa-dipende-dalle-temperature

Ogni progetto del nostro Ente è volto ad accrescere il benessere delle persone e a rendere il nostro territorio una comu...
28/08/2026

Ogni progetto del nostro Ente è volto ad accrescere il benessere delle persone e a rendere il nostro territorio una comunità unita e solidale. 🏘️✨

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✨⛪ Domani è la festa di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶. Ed è proprio nel giorno della sua ricorrenza religiosa, oltre ...
24/08/2026

✨⛪ Domani è la festa di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶. Ed è proprio nel giorno della sua ricorrenza religiosa, oltre che in ogni martedì dell’anno, che si verifica lo scioglimento del sangue della santa nelle due ampolle custodite, dalle suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia, nella Chiesa di San Gregorio Armeno.

Un miracolo meno noto di quello di San Gennaro e che pure è atteso da moltissimi fedeli napoletani che, in questa data, si radunano in chiesa e pregano affinché il prodigio si compia. Ma il calendario, nel caso di questa santa, non è tassativo poiché si racconta che il miracolo possa avve**re anche in giorni non prestabiliti e in virtù di sincere preghiere.

Sulla vita di Santa Patrizia, dal 1625 compatrona di Napoli, vi sono notizie in gran parte leggendarie. La versione più ricorrente è che, vissuta nel VII secolo, discenda dall’imperatore Costantino il Grande e che sia fuggita da Costantinopoli per sottrarsi a un matrimonio imposto. Vi sarebbe tornata alla morte del padre, rinunciando alla corona e alle ricchezze per dedicarsi alla vita religiosa e ai bisognosi.
Durante un pellegrinaggio verso la Terra Santa sarebbe stata sorpresa da una violenta tempesta e avrebbe fatto naufragio, insieme alla sua nutrice Aglaia, a Napoli sull’isolotto di Megaride (l’odierno Castel dell’Ovo), dove sarebbe morta poco dopo in seguito a una malattia.

Le sue spoglie furono custodite nel monastero dei Santi Nicandro e Marciano fino al 1864, quando furono traslate nella Chiesa del monastero di San Gregorio Armeno, dove si trovano tuttora.

La tradizione popolare fa risalire il miracolo del sangue a un episodio di eccessivo fervore: un cavaliere romano, dopo aver pregato sulla tomba della santa tutta la notte, avrebbe aperto l’urna e le avrebbe strappato un dente, dal quale sarebbe sgorgato sangue vivo poi raccolto nelle ampolle ancora oggi oggetto di devozione.

A Santa Patrizia si attribuisce anche il prodigio della manna, che sarebbe stata vista trasudare dal sepolcro della santa a partire dal XII secolo, con un sorprendente profluvio che si sarebbe verificato il 13 settembre di un anno compreso tra il 1198 e il 1214, sotto il pontificato di Innocenzo III.

A lei, protettrice della città, delle donne nubili e delle partorienti, dei poveri e dei naviganti, il 28 ottobre del 2025 è stata dedicata una solenne celebrazione in occasione dei quattrocento anni da quando, il 28 ottobre 1625, fu proclamata compatrona di Napoli*.

Immagine: San Gregorio Armeno gettato nel pozzo (dettaglio), di Francesco Fracanzano, Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno (tra il 1635 e il 1637). Fonte: https://commons.wikimedia.org/ . Licenza: Dominio Pubblico (CC0) .



*Per approfondimenti online, si vedano i seguenti link:

https://www.santiebeati.it/dettaglio/90253

https://www.suorecrocifisseadoratrici.org/index.php/news/289-santa-patrizia-da-400-anni-compatrona-e-regina-dei-poveri-di-napoli

🧑‍⚕️⚕️🤝 Per quanti non avessero avuto modo di leggerlo, ricondividiamo un post su un articolo de 𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗱...
21/08/2026

🧑‍⚕️⚕️🤝 Per quanti non avessero avuto modo di leggerlo, ricondividiamo un post su un articolo de 𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟮𝟲 che dava la notizia della 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗙𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮.

Una pagina di cronaca de Il Corriere di Napoli del 10 agosto 1926, conservata nell’Archivio Storico di Opera Purgatorio ad Arco E.T.S. – Ente Filantropico, riporta la notizia dell’inaugurazione, avvenuta il 7 luglio del 1926, dell’Istituto di Rigenerazione Fisica e di Assistenza Ospedaliera Esterna, la struttura di assistenza medica che l’Opera Purgatorio ad Arco fondò per integrare la cure, già prestate a domicilio, agli ammalati poveri.

Di seguito trascriviamo il testo dell’articolo:

I nostri istituti di Beneficenza
𝗟’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗔𝗿𝗰𝗼

Il sette luglio con l’intervento di S. E. Ascalesi e di S. E. Castelli una vecchia opera pia nostra, sorta oltre tre secoli orsono, inaugurava i suoi nuovi locali e poteva con superbia – e mai come questa volta la superbia non era compresa nei sette peccati capitali! – affermare di essere nata con quindicimila ducati di capitale ed essere giunta a dieci milioni!
L’opera pia del Purgatorio ad Arco nacque nel 1604 quando alcuni gentiluomini napoletani si riunirono fra loro in 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘦 per dar suffragio alle anime defunte con opere di culto e di pietà. Il 22 marzo 1605 furono formate le prime regole e la istituzione fu approvata dal Sommo Pontefice Paolo V con bolla del 13 ottobre 1606. Il 22 aprile 1782 in 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢 𝘙𝘦𝘨𝘢𝘭𝘪𝘴 𝘊𝘢𝘮𝘦𝘳𝘢𝘦 𝘚. 𝘊𝘭𝘢𝘳𝘢𝘦 da Re Ferdinando IV vennero approvate le nuove regole con le quali si confermava l’originaria finalità della istituzione con l’esercizio delle seguenti opere: 𝘍𝘢𝘳 celebrare le messe per le Anime del Purgatorio, per la espiazione delle colpe e per suffragar 𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘥𝘦𝘴𝘪𝘮𝘦; 𝘧𝘢𝘳𝘦 𝘦𝘴𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘰𝘷𝘦𝘳𝘪 𝘢𝘳𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘥𝘦𝘣𝘪𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘪𝘨𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘴𝘦; 𝘴𝘰𝘷𝘷𝘦𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘰𝘷𝘦𝘳𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘪𝘮𝘰𝘴𝘪𝘯𝘦; 𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦𝘭𝘭𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘪; 𝘷𝘦𝘴𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰𝘴𝘪; 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘰𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘮𝘢𝘵𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘭𝘦 𝘱𝘰𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘦𝘥 𝘰𝘯𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘧𝘢𝘯𝘤𝘪𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘳𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘶𝘴𝘴𝘪𝘥𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘳𝘪𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰.
Incominciò, così, l’ascesa della Pia Opera, che non ebbe sosta neanche con l’unificazione del Regno di Italia, quando il 26 agosto 1876, l’antica Istituzione fu approvata nei suoi statuti dalle nuove autorità.
Nel 1893 la Pia Opera si trovò di aver accresciuto le sue rendite, e, adempiuti gli obblighi testamentarii e statutarii, pensò a nuove forme di beneficenza, e mise in atto la Assistenza sanitaria a domicilio nei nuovi rioni di Vicaria detti del Vasto, Arenaccia ed Orientale, e più tardi a San Lorenzo ed a S. Giuseppe. Né si arrestò qui l’opera di beneficenza, nel terremoto Calabro-Siculo del 1908 istituì un Ospedale provvisorio di cinquanta letti; durante la guerra mondiale vennero stabilite le modalità per l’elargizione di assegni mensili ai ciechi e mutilati di guerra.
Questa complessa diuturna opera di bene doveva, però, trovar sempre più largo sviluppo e più forte incremento sotto la guida del Commissario Prefettizio comm. avv. Giovanni Conti, che ha costituito, anzi voluto, la più moderna forma di assistenza con un Ambulatorio policlinico che con una spesa complessiva di centoquattordicimila lire cura, quindicimila trecento sessantuno ammalati e pratica un totale di duecentoventimila iniezioni.
Oltre a ciò bisogna tener conto dei sussidii in natura (medicinali alimenti) ed in danaro largiti agli infermi dall’Amministrazione sentito il parere dei sanitarii. L’indirizzo, infatti, ed criteri con cui si esplica questa parte della beneficenza della Pia Opera del Purgatorio ad Arco, conferisce all’Istituto di rigenerazione fisica e di assistenza ospedaliera esterna una fisionomia tutta propria che lo differenzia da tutte le altre istituzioni somiglianti.
Perché l’assistenza sanitaria si svolge in duplice maniera e cioè con le cure a domicilio e con le cure in ambulatorio. Le cure a domicilio sono rivolte a sollevare le miserie degli infermi poveri nei loro tuguri, non solo ma ancora a sollevare quelle di un numero grande, forse maggiore di persone, quali modestissimi pensionati, piccoli lavoratori privati infimi impiegati ed esercenti piccoli commerci, che vivono decorosamente in tempi normali, e pei quali la malattia colpisce il capo di famiglia e sopprime la fonte del guadagno giornaliero o una persona di famiglia e supera i limiti modesti delle risorse familiari.
Importanza anche maggiore sia per gli individui sia per la collettività hanno le cure in ambulatorio dirette a sollevare le deficienze organiche prodotte da debolezza costituzionale ereditaria od acquisita per eccesso di lavoro e per povertà di alimentazione e di risorse: dirette a modificare, cioè, abili scrofolosi e linfatici, manifestazioni, localizzazioni e postumi di affezioni tubercolari, reumatiche, infettive e via dicendo.
Perché possa giudicarsi di tutta la sua importanza è utile rilevare come la pia opera sia dotata di gabinetti per analisi chimico-cliniche, indagini batterioscopiche, sierologiche, istologiche; per indagini rongetnoscopiche; per la cura dell’utra sole; sala per osservazione clinica degli infermi fornita degli apparecchi per l’esame del sistema nervoso, cardiovascolare; reparto ipodermico per donne; per bambini; per uomini; reparto misto di chirurgia e di specialità per le cure delle lesioni e condizioni morbose glandolari, cutanee, oculari, dello scheletro, in dipendenza di affezioni interne e costituzionali.
Enti e privati hanno concorso alla realizzazione di una così vasta opera di bene, ma il più generoso contributo venne proprio dal Governo nazionale che assecondando l’iniziativa, appoggiata fervidamente da S. E. Castelli, volle contribuire erogando sessantamila lire.
Anima ed infiamma Benefattori Amministratori ed impiegati dell’Opera, con a capo il comm. Conti, una grande fede, per ve**re in aiuto degli umili, a gloria e conforto di tutte le anime dei trapassati, che i fondatori vollero onorare.

𝗳𝗿. 𝘀𝘁.

✨💫 Per coloro che non avessero avuto modo di leggerlo, ripubblichiamo un post che ha per oggetto uno dei documenti più p...
17/08/2026

✨💫 Per coloro che non avessero avuto modo di leggerlo, ripubblichiamo un post che ha per oggetto uno dei documenti più preziosi dell’Archivio Storico di Opera Purgatorio ad Arco E.T.S. – Ente Filantropico: la 𝗖𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗕𝗿𝗲𝘃𝗲 𝗮𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗽𝗮 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗩 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗹'𝗮𝗻𝗻𝗼 𝟭𝟲𝟬𝟲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗲𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 in Napoli, per Francesco Sauio, & il Bonis nel 1668. E di nuovo per Giouan-Francesco Paci nel 1694.

Con questa Bolla del 15 ottobre 1606, Papa Paolo V approvò la fondazione della Congregazione di Purgatorio ad Arco e le regole che gli associati si erano dati per governarsi. Tali regole ressero la vita del Sodalizio per molto tempo e, anche quando fu necessario adeguarle al mutare dei tempi, il Governo dell’Ente si impegnò a conservare lo spirito originario con cui i fondatori le avevano concepite e l’autorità papale le aveva ratificate.

In alcuni passaggi della traduzione dal latino, si possono cogliere le ragioni ispiratrici del documento:

“[…] 𝘭𝘢 𝘰𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪 𝘴𝘦𝘶 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘤𝘪 𝘧𝘶 𝘦𝘴𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘶𝘮𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘥𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘷𝘢𝘭𝘪𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰𝘭𝘪𝘤𝘰 𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘦𝘳𝘦𝘵𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘪𝘯𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰𝘭𝘪 𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘵𝘪, 𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘥𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘧𝘦𝘳𝘮𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘦𝘵 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘮𝘦𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘣𝘦𝘯𝘪𝘨𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘢𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰𝘭𝘪𝘤𝘢”.
E ancora: “[…] 𝘢𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘢 𝘵𝘢𝘭𝘪 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘭𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘭 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘵𝘢̀ 𝘢𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰𝘭𝘪𝘤𝘢, 𝘵𝘦𝘯𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘶𝘮 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘮𝘰, 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘪𝘳𝘮𝘢𝘮𝘰, 𝘦 𝘤𝘰𝘳𝘳𝘰𝘣𝘰𝘳𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘱𝘦𝘵𝘶𝘢, 𝘦𝘵 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘰𝘭𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘴𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘦𝘳𝘦𝘵𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘪𝘯𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘴𝘦𝘶 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪𝘵𝘢, 𝘦𝘵 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪, 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘵𝘪, 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰𝘭𝘪 𝘦𝘵 𝘳𝘦𝘨𝘰𝘭𝘦 𝘢𝘥 𝘧𝘦𝘭𝘪𝘤𝘦 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘴𝘦𝘶 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘧𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘪, 𝘱𝘶𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘦𝘤𝘪𝘵𝘪 𝘦𝘵 𝘩𝘰𝘯𝘦𝘴𝘵𝘪, 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘪𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘪 𝘴𝘢𝘤𝘳𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘰𝘯𝘪, 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘢𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰𝘭𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘦𝘵 𝘢𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘤𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘤𝘪𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘛𝘳𝘦𝘯𝘵𝘰 […]”.

L’inestimabile valore storico del documento è dovuto anche al suo singolare grado di dettaglio. Nel Breve papale, infatti, si fa riferimento al numero dei confratelli che non doveva essere inferiore a 72 (come gli anni della Madonna) e al numero di messe da celebrare al giorno, almeno 33 (come gli anni di Cristo). Ma si prescrive anche a quali opere pie dovessero essere destinate le eventuali rendite sopravanzanti:

"𝘔𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘰𝘳𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘢𝘨𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘪𝘯 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘴𝘦𝘶 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘯𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘤𝘪 𝘢𝘮𝘮𝘦𝘴𝘴𝘪, 𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘨𝘰𝘷𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦, 𝘦𝘵 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘦𝘵 𝘪𝘯 𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘢𝘨𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘧𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢 𝘦𝘤𝘤𝘦𝘵𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦, 𝘮𝘢 𝘶𝘨𝘶𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘢𝘮𝘮𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘯𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪, 𝘦𝘵 𝘪𝘨𝘯𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪, 𝘤𝘭𝘦𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘦𝘵 𝘭𝘢𝘪𝘤𝘪, 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 𝘪𝘭 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘥𝘦 72”.

“𝘌 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘥’𝘢𝘷𝘢𝘯𝘻𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘪𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘨𝘳𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘣𝘦𝘭𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘚𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘈𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰, 𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘦 𝘩𝘢𝘷𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰* 𝘴𝘪 𝘤𝘦𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪𝘯𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘱𝘰𝘯𝘯𝘰, 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘢𝘭 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘪 33 𝘪𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰, 𝘦𝘵 𝘪𝘭 𝘥𝘪 𝘱𝘪𝘶̀, 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘻𝘢𝘴𝘴𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘪𝘵𝘪 𝘴𝘪 𝘪𝘮𝘱𝘪𝘦𝘨𝘩𝘪 𝘪𝘯 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘪𝘦, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘪𝘯 𝘴𝘦𝘱𝘦𝘭𝘪𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘪 𝘱𝘰𝘷𝘦𝘳𝘪, 𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦, 𝘦 𝘴𝘦 𝘷𝘪 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘻𝘰 𝘴𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘴𝘤𝘢 𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪, 𝘰 𝘢 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘩𝘰𝘯𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘦 𝘱𝘰𝘷𝘦𝘳𝘪 […]”.

* La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco fu edificata, a spese degli associati, nel 1626. Nei primi anni di vita della Congregazione, i confratelli si riunivano nelle chiese di Sant’Angelo a Segno, Santa Maria della Rotonda, Sant’Angelo a Nilo e Santa Maria delle Grazie a Caponapoli.

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮! ☀️✨  Domani, oltre a festeggiare il culmine dell’estate, si celebra l’Assunz...
14/08/2026

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮! ☀️✨

Domani, oltre a festeggiare il culmine dell’estate, si celebra l’Assunzione della Beata Vergine, ovvero l’accoglienza di Maria in cielo in corpo e anima.

Questa solennità, rintracciabile già in tempi molto antichi, fu ufficializzata solo nel 1950 da Papa Pio XII, che proclamò il dogma della Madonna che, giunta al termine della sua vita terrena, viene assunta in cielo non solo come anima ma anche come corpo.

Maria, nata e vissuta senza peccato, fu la prima tra i mortali a ricevere il privilegio della resurrezione della carne, promessa a tutti gli uomini da Gesù nel giorno del giudizio universale.

Napoli ha una devozione particolare per l’Assunta, essendo la prima patrona ufficiale della città. La celebrazione liturgica ufficiale che si svolge in suo onore è la Messa solenne nel Duomo, a lei intitolato, ma per alcuni è a Forcella, nella Basilica della Santissima Annunziata, la vera Festa dell’Assunzione.

Quest’ultima celebrazione riguarda, in una sorta di intreccio devozionale, la Madonna che si festeggia il 25 marzo, l’Annunziata, nota come la “Madonna delle Scarpette” poiché, secondo una leggenda popolare, consuma le scarpette per andare di notte ad accudire gli orfanelli del brefotrofio.

Nei giorni precedenti al 15 agosto, la Madonna viene tolta dalla teca e collocata, dormiente, in un letto dorato. È il rito della “Dormitio Virginis”, il sonno profondo della Vergine prima di essere assunta in cielo in corpo e anima. Si tratta, in realtà, di un rito proprio della Chiesa ortodossa e della Chiesa cattolica di rito bizantino, laddove il calendario cattolico romano celebra esclusivamente l’Assunzione. In ogni caso, è una tradizione molto sentita che testimonia le molteplici influenze religiose e culturali sedimentatesi nella storia della città.

Immagine: Assunzione di Maria di Guido Reni (1575-1642). Il dipinto si trova nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia. Fonte: https://commons.wikimedia.org/. Licenza: Pubblico Dominio.

𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 💫✨🌠  Oggi è la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Una tra...
10/08/2026

𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 💫✨🌠

Oggi è la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Una tradizione antica che intreccia storia cristiana e credenze popolari.

San Lorenzo, arcidiacono di Papa Sisto II con il compito di amministrare i beni della Chiesa, subì il martirio proprio il 10 agosto del 258 d.C., durante le persecuzioni dei cristiani ordinate dall'imperatore Valeriano.

Secondo antiche fonti, il santo sarebbe stato bruciato vivo su una graticola, ma per gli storici moderni è più probabile che sia stato decapitato come gli altri cristiani.

Le stelle cadenti, che solcano il cielo in questi giorni con le loro scie luminose, sarebbero le lacrime versate dal santo sul rogo, lacrime in grado di esaudire i desideri espressi da coloro che si soffermano a guardarle.

Per un’altra tradizione, si tratterebbe delle scintille della graticola rovente poi volate in cielo. Nel medioevo, alle stelle cadenti era associata anche una credenza secondo cui erano i passaggi in cielo delle anime dei defunti, forse delle anime del Purgatorio nella loro ascesa in Paradiso.

Le potenti suggestioni legate a queste notti di stelle cadenti si spiegano, in realtà, con un fenomeno astronomico riconducibile allo sciame meteorico delle Perseidi, che la Terra attraversa ogni estate nel suo viaggio orbitale.

Riguardo a San Lorenzo e al suo martirio, secondo la tradizione agiografica gli sarebbe stato chiesto, per risparmiargli la vita, di consegnare i tesori della Chiesa. Ma il santo, prendendosi gioco dei suoi aguzzini, avrebbe venduto in pochi giorni tutti i beni ecclesiastici e ne avrebbe distribuito il ricavato ai bisognosi. Quindi, radunando i poveri davanti al prefetto imperiale, avrebbe detto «Ecco, questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono».

Immagine: Martirio di san Lorenzo (1628-1629), del Guercino, dipinto situato nel Duomo di Ferrara. Fonte: https://commons.wikimedia.org/. Pubblico Dominio.

𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲 (parte II) ✨La seconda festa che avevamo previsto di segnalare e che pu...
07/08/2026

𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲 (parte II) ✨

La seconda festa che avevamo previsto di segnalare e che pure rientra nel Patrimonio Immateriale della Campania è quella del 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲 (detta anche 𝗣𝗮𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗽𝗼𝗻𝗲) e si svolge a Pozzuoli. Quest’anno, in seguito al forte terremoto che ha colpito i Campi Flegrei lo scorso 31 luglio, non sappiamo se l’evento avrà luogo, anche a seguito degli appelli di alcune associazioni per sospendere tutte le manifestazioni in un momento così difficile per la popolazione.

💖🌻 Raccontiamo, dunque, questa bella tradizione con l’auspicio che Pozzuoli possa ritrovare al più presto serenità e speranza per il futuro.

🌊🚩 Il Pennone a Mare si celebra il 15 agosto in onore dell’Assunzione della Vergine Maria, protettrice dei pescatori e dei marinai. Il rito, che un tempo avveniva nella Darsena, fu spostato al Molo Caligoniano per motivi legati al bradisismo.

La festa, una commistione di sacro e profano, consiste in una gara di abilità: pescatori di tutte le età si sfidano camminando su un palo inclinato a 45° sul mare e reso scivoloso da grasso animale. L’obiettivo è raggiungere la punta dove sono collocate tre bandierine, corrispondenti ad altrettanti gradini del podio, e riuscire a strapparne una prima di cadere in acqua. La gara rievoca l’antica abilità dei marinai di fissare le vele durante la navigazione, reggendosi in equilibrio sul pennone di prua.

⛪💐 È un’usanza che si tramanda di generazione in generazione tra famiglie di pescatori e la cui preparazione comincia giorni prima: le donne si occupano di vestire a festa la statua della Madonna, che si trova nella chiesa dell’Assunta a Mare sulla Darsena; gli uomini mettono il palo di legno, lungo 15 metri, in ammollo a mare affinché diventi elastico, per poi ritirarlo e farlo asciugare al sole e quindi cospargerlo di grasso.

Il Pennone a Mare è una devozione molto sentita, la cui origine si colloca probabilmente nel ‘600 quando i pescatori edificarono una chiesetta nel porticciolo del Rione Terra, distrutta da un maremoto e poi ricostruita. La prima testimonianza della festa risale, tuttavia, a un articolo del 1886 scritto da Luigi de Fraja sul periodico Emporio Puteolano, dal titolo “U pennone d’’a Mprofecata” (Il pennone della Purificata).*

⛵ L’evento richiama numerosi spettatori, che incitano gli sfidanti dalla banchina e dalle barche a mare, ed è un momento di gioia collettiva oltre che di devozione. Terminata la competizione, viene celebrata una messa solenne nella chiesetta dell’Assunta a Mare e, successivamente, la statua della Madonna viene portata in processione per il centro storico.

Nell’immagine: Antonio Joli - Veduta del golfo di Pozzuoli da Napoli (seconda metà XVII sec.). Fonte: Wikimedia Commons. Licenza: Pubblico Dominio.



* Si vedano gli approfondimenti sul sito della Scabec e il contributo video della ProLoco di Pozzuoli sul canale Youtube ufficiale: https://youtu.be/Vnm0bj4i8Bg.

𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗲𝘃𝗲 (parte I) ✨Per chi resta in città ad agosto, Napoli e la Campania ...
03/08/2026

𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼: 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗲𝘃𝗲 (parte I) ✨

Per chi resta in città ad agosto, Napoli e la Campania offrono diverse feste legate a pratiche, riti o leggende che fanno parte del nostro ricco patrimonio di tradizioni culturali.
Ve ne sono di interessanti anche appena fuori le porte della città. Due in particolare, che per il loro valore culturale sono state inserite nell’IPIC (Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania): una dedicata alla Madonna della Neve e un’altra in onore della Madonna dell’Assunta.

⛪👑 La prima, a Ponticelli, è la 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗲𝘃𝗲*. Si svolge la domenica successiva al 5 agosto ed è la processione della statua della Madonna, che viene trasportata su un carro piramidale altissimo, sostenuto da centinaia di portatori.

Il culto risale al Cinquecento, ma fu nel 1788 che la Madonna della Neve fu proclamata Protettrice del quartiere. Cento anni dopo, nel 1888, si avrebbe la prima testimonianza della processione, quando i fedeli, per celebrare il Centenario dalla proclamazione, avrebbero costruito la formidabile macchina da festa: una torre rettangolare a forma piramidale, alta 16,60 metri, con la struttura portante in legno rivestita all’esterno da un’intelaiatura di cartapesta e da pannelli decorati. Ogni anno viene scelto, tramite un concorso, un artista diverso per decorare il carro.

🛕💪 Sulla sommità della piramide viene posizionata, tramite un ascensore interno alla struttura, la statua della Madonna che viene trasportata per le strade del centro storico. Ed è proprio questo trasporto uno dei tratti più suggestivi della festa, poiché richiede un impegno fisico notevole da parte degli oltre cento portatori che si alternano per tutta la giornata. I momenti cruciali sono quelli delle “alzate” e delle “posate” del carro, quando l’intera macchina sussulta e ondeggia per lo sforzo estremo dei devoti. Fino all’ultima posata, verso le sette di sera, quando la Madonna della Neve ha compiuto il suo viaggio e torna nella Basilica omonima, salutata con fervore dai fedeli.

(continua)

Nell’immagine: carro processionale della Festa della Madonna della Neve a Ponticelli. Fonte: https://it.cathopedia.org/wiki/File:Ponticelli_FestaMadonnaNeve_carroprocessionale.jpg. Pubblico Dominio.



* Il nome della Madonna sarebbe legato alla leggenda del miracolo della neve, caduta a Roma in agosto. Su come la devozione sia arrivata a Ponticelli, si veda: https://www.santamariadellaneve.eu/origine-del-titolo/.

Oggi è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮, un’occasione per celebrare le persone che ci sostengono e ci sono vicine in o...
30/07/2026

Oggi è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮, un’occasione per celebrare le persone che ci sostengono e ci sono vicine in ogni momento della vita. 🫂💞

In questi tempi in cui tutti siamo chiamati ad affrontare sfide complesse, a causa dei conflitti e delle crisi globali che si riflettono sul quotidiano delle persone e delle comunità, è più che mai importante promuovere l’amicizia e il valore delle relazioni.

La sensibilità sulla necessità dei legami umani e delle reti sociali si è accresciuta e sono sempre di più i soggetti, anche pubblici, che riconoscono alle attività volte a rafforzare la prossimità e la coesione un ruolo cruciale nel benessere individuale e collettivo.

Per questo motivo, vogliamo ringraziare gli Amici che ci sostengono e partecipano con entusiasmo alle nostre iniziative. Insieme siamo una forza che ha contribuito a generare solidarietà e bellezza per l’intera città e che continuerà a farlo. Grazie di cuore! 💖🌻🌟

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