12/04/2026
Ieri si è svolto un interessante convegno presso l’AMP di Gaiola. Sono stati presentati i risultati del Progetto URCHIN, acronimo di “Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples”, progetto finanziato dall’Unione Europea, con Ministero dell’Università e della Ricerca, Italiadomani, National Biodiversity future Centre. Oltre ad approfondire studi e conoscenze sul coralligeno presente all’interno della Zona Speciale di Conservazione Europea, il progetto ha avuto come secondo target il Sea Urchin ovvero il riccio di mare (Paracentrotus lividus), in quanto organismo marino gravemente minacciato dalla pesca di frodo e dall’inquinamento di fondali ed acque.
I risultati hanno mostrato un ambiente sottomarino prezioso e meraviglioso, unico nella sua biodiversità, una vera e propria “barriera corallina del Mediterraneo” ricca di gorgonie, madrepore, pesci e ricci di mare.
Ma una grave minaccia incombe su questo gioiello blu, l’inquinamento da scarichi fognari presenti proprio all’interno della ZSC Gaiola-Nisida, sia sulla linea di costa, sotto il promontorio di Coroglio, che sui fondali nei pressi della Secca della Badessa. Centinaia di metri quadri di fondale completamente ricoperto da uno spesso tappeto di rifiuti fognari composti principalmente da salviette monouso in TNT e assorbenti igienici.
“Di fronte a evidenze scientifiche così inequivocabili, ci chiediamo cos’altro sia necessario per riconoscere il danno ambientale in atto su questo straordinario ecosistema. Il raddoppio degli scarichi fognari in quest’area, previsto dal PRARU di Bagnoli, alla luce della situazione attuale, rappresenta ancor di più una scelta incomprensibile, che va contro il dovere di tutela e salvaguardia del nostro mare. Chiediamo agli enti preposti di adottare provvedimenti urgenti” ha dichiarato la nostra Valentina Di Miccoli, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace.