ANOLF Napoli APS

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ANOLF Napoli APS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ANOLF Napoli APS, Organizzazione no-profit, Via Medina 5, Napoli.

LʼANOLF, Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere, è un’associazione di cittadini di varie etnie a carattere volontario e democratico, che ha come scopo la crescita dell’amicizia e della fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana

03/10/2026

3 OTTOBRE

Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Mentre si conclude questa giornata, resta vivo il dovere della memoria.

Ricordiamo le donne, gli uomini e i bambini che hanno perso la vita lungo le rotte migratorie, nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro e costruire un futuro migliore.

Una memoria che, purtroppo, continua a parlare anche del presente. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), a metà settembre almeno 2.292 persone risultavano morte o disperse nel 2026 nelle traversate via mare verso l’Europa. Un numero che potrebbe essere ancora più alto, perché non tutte le tragedie e le vite perdute vengono documentate.

Nel Mediterraneo, secondo UNHCR, nei primi otto mesi del 2026 sono state registrate 1.757 persone morte o disperse; 938 lungo la sola rotta del Mediterraneo centrale, quella che conduce principalmente verso l’Italia.

Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, speranze e storie. Le persone che raggiungono l’Italia attraverso il Mediterraneo provengono da realtà molto diverse: tra le principali nazionalità dichiarate nel 2026 figurano Bangladesh, Somalia, Algeria, Sudan, Pakistan, Egitto, Eritrea e Tunisia. La maggior parte delle partenze via mare verso l’Italia è avvenuta dalla Libia, seguita da Algeria e Tunisia.

Il 3 ottobre ci ricorda che la memoria non può limitarsi a una ricorrenza. Ci interpella e ci richiama alla responsabilità, all’umanità e all’impegno quotidiano.

ANOLF rinnova il proprio impegno per la dignità di ogni persona, per i diritti, l’accoglienza, l’interazione, la solidarietà e la convivenza tra popoli e culture.

Perché ricordare significa anche non distogliere lo sguardo.

ANOLF – Oltre le frontiere

Maria Ilena Rocha
Presidente ANOLF Nazionale

27/09/2026

Cati Didi Boboc
Presidente ANOLF Lazio APS

ANOLF Lazio, triplica la fiducia: territori, giovani e lavoro al centro, quando la fiducia diventa futuro.

Raccontare oggi ANOLF Lazio APS significa raccontare prima di tutto le persone. Donne, uomini, giovani e famiglie che vivono nei nostri territori, lavorano, studiano, crescono i propri figli e contribuiscono ogni giorno alla vita sociale ed economica della nostra regione.

Siamo un Ente del Terzo Settore e abbiamo costruito il nostro percorso attraverso serietà, trasparenza, competenza e presenza. La nostra attività vive anche della capacità di creare convenzioni, collaborazioni e relazioni con istituzioni, associazioni, organizzazioni sindacali e altre realtà del Terzo Settore. Crediamo profondamente nella rete, perché davanti a bisogni sempre più complessi nessuno può pensare di agire da solo.

In questi anni abbiamo ricevuto un riconoscimento che considero particolarmente importante: i nostri iscritti sono triplicati. Non è soltanto un risultato numerico. Dietro ogni adesione c’è una persona che ha scelto di fidarsi di noi. E la fiducia non si chiede: si conquista giorno dopo giorno attraverso il lavoro, la trasparenza e la capacità di esserci.

Il Lazio nel quale operiamo è una regione che cambia. Secondo il Censimento permanente ISTAT, al 31 dicembre 2024 conta 5.709.178 residenti; le persone residenti con cittadinanza non italiana sono 651.033, l’11,4% della popolazione regionale, con un incremento di 7.721 unità rispetto all’anno precedente. Parliamo di persone provenienti da 189 Paesi: una presenza che attraversa ormai ogni dimensione della nostra società.

Anche le richieste che riceviamo sono cambiate. Accanto alle pratiche amministrative, ai ricongiungimenti familiari, alla cittadinanza e alle questioni legate al lavoro, seguiamo con attenzione le novità normative, le circolari ministeriali e le indicazioni delle Prefetture.

Il Decreto Flussi 2026-2028, ad esempio, programma complessivamente 497.550 ingressi per lavoro nel triennio, dei quali 164.850 nel 2026. Sono numeri importanti che richiedono informazione corretta, aggiornamento e capacità di orientamento.

Essere struttura regionale significa per noi avere una doppia responsabilità: essere vicini alle persone e, allo stesso tempo, diventare un punto di riferimento per i nostri territori e un punto di contatto anche per le altre associazioni che rappresentano le diverse comunità presenti nel Lazio.

Oggi, però, le persone ci chiedono soprattutto di andare oltre.

Cresce fortemente la domanda di formazione linguistica, formazione professionale, specializzazione e valorizzazione delle competenze. Le persone non vogliono essere confinate per sempre nei lavori più semplici: vogliono crescere, qualificarsi, vedere riconosciute le proprie capacità e costruire prospettive professionali migliori.

Ed è esattamente questo uno degli obiettivi sui quali vogliamo investire.

Lo vediamo soprattutto nelle nuove generazioni. Sono sempre più numerosi i giovani che si avvicinano ad ANOLF Lazio per chiedere informazioni sui percorsi di formazione, sull’università e sulle opportunità professionali.

Quando un giovane entra in una nostra sede e non ci chiede soltanto aiuto per un documento, ma vuole sapere come iscriversi all’università, quale percorso scegliere o come trasformare le proprie capacità in una professione, davanti a noi non abbiamo una pratica. Abbiamo un progetto di vita da accompagnare.

In questo percorso Latina rappresenta per me una radice fondamentale.

È il territorio dal quale è partita una parte importante della mia esperienza associativa e nel quale il rapporto costruito negli anni con CISL Latina ha rappresentato un punto di partenza, di confronto e di crescita.

Il territorio pontino ci ha insegnato anche quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di chi lavora in agricoltura. Le gravi vicende che negli anni hanno interessato alcuni braccianti dell’Agro Pontino hanno richiamato tutti noi alla necessità di rafforzare prevenzione, sicurezza, legalità, conoscenza dei diritti e dignità del lavoro.

All’interno di questo territorio è presente anche una significativa comunità Sikh, composta da lavoratori, giovani e famiglie che da tempo partecipano alla vita economica e sociale locale, anche attraverso il lavoro nel settore agricolo.

Come ANOLF riteniamo importante mantenere con questa realtà, così come con tutte le comunità presenti sul territorio, un rapporto fondato sull’ascolto, sul dialogo e sulla conoscenza reciproca. Il nostro impegno è essere presenti senza generalizzazioni e senza sovrapposizioni, offrendo orientamento e favorendo, quando necessario, il collegamento con le realtà competenti.

Le difficoltà che possono emergere nel mondo del lavoro devono essere affrontate tutelando innanzitutto la persona. Per questo crediamo nell’informazione, nella formazione, nella conoscenza della lingua e dei diritti e nella costruzione di relazioni che possano prevenire condizioni di particolare fragilità.

E il nostro sguardo non può fermarsi all’agricoltura. Ci sono lavoratori nelle fabbriche, nelle costruzioni, nella logistica, nella ristorazione, nell’assistenza e nei servizi. Anche qui esistono preoccupazioni legate alla sicurezza, alla stabilità del lavoro, alla formazione e alle opportunità di crescita.

Per questo è importante sapersi mettere in relazione con le categorie sindacali, nel rispetto dei diversi ruoli, costruendo programmi e iniziative comuni quando possono essere utili alle persone. Allo stesso modo vogliamo rafforzare il dialogo con associazioni ed Enti del Terzo Settore.

ANOLF Lazio vuole essere sempre più un punto di contatto: un luogo nel quale persone, associazioni, comunità, territori e competenze possano incontrarsi e dialogare.

Da Latina lo sguardo si allarga naturalmente a tutta la regione. Il Lazio abbraccia realmente il mondo e Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo esprimono realtà ed esigenze differenti. Le domande che incontriamo sono a trecentosessanta gradi: lavoro, famiglia, formazione, lingua, studio, sicurezza, cittadinanza e crescita professionale.

La forza di ANOLF Lazio nasce proprio dai suoi territori.

Desidero quindi ringraziare Abdelhafidh Oussaifi, presidente di ANOLF Frosinone; Balkissa Maiga, presidente di ANOLF Roma; Andrei Anca Maria, presidente di ANOLF Rieti; Patrizio Colazuma, presidente di ANOLF Viterbo. E naturalmente c’è Latina, territorio al quale sono profondamente legata e nel quale continuo personalmente a mettere a disposizione il mio impegno e la mia esperienza.

A tutti loro va il mio ringraziamento più sincero. Dietro ogni presidenza ci sono ore di lavoro, persone da ascoltare, problemi da affrontare e responsabilità che spesso non si vedono. Una struttura regionale è forte soltanto quando sa ascoltare e valorizzare i propri territori.

Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo a Martina Bianchi, vicepresidente di ANOLF Lazio APS, con la quale condivido responsabilità, impegno e prospettive per la crescita della nostra associazione. La sua presenza e il suo contributo rappresentano un elemento importante nel lavoro regionale e nella costruzione di quella squadra che vogliamo rendere sempre più unita.

Nel nostro percorso assume valore anche la collaborazione prevista dalle convenzioni con CISL Lazio, rappresentata dal segretario generale Enrico Coppotelli e la CISL Roma e Rieti, di cui la Segretaria Generale e’ Rosita Pellecca ringrazio per la disponibilità e l’attenzione verso la nostra attività.

Fondamentale rimane infine la simbiotica sintonia con la nostra Presidenza ANOLF Nazionale. La rete è fondamentale perché consente alle esperienze territoriali di incontrarsi, alle informazioni di circolare e alle competenze di diventare patrimonio comune.

Oggi guardo al percorso compiuto con orgoglio, ma soprattutto con responsabilità.

Triplicare gli iscritti significa aver triplicato la fiducia ricevuta. Significa anche avere una responsabilità tre volte più grande.

Ogni tessera porta con sé un nome, un volto e una storia. C’è chi è arrivato da noi con una difficoltà e oggi torna per chiederci come formarsi, come specializzarsi, come iscriversi all’università o come costruire qualcosa di più grande.

È forse questa la soddisfazione più bella.

Significa che non ci siamo limitati a dare una risposta. Abbiamo aiutato una persona a guardare più lontano.

Siamo realmente fiduciosi di poter continuare questo percorso con una nuova ventata di partecipazione, competenza ed entusiasmo. Vogliamo rafforzare i territori, investire sui giovani, sulla formazione e sul lavoro, costruire nuove relazioni con il Terzo Settore ed essere sempre più un luogo di incontro per associazioni e comunità.

Perché i numeri sono importanti, ma alla fine ciò che resta sono le persone.

E se oggi ANOLF Lazio è cresciuta, è perché le persone hanno creduto in noi.

Quella fiducia è il riconoscimento più importante che potessimo ricevere. Custodirla con serietà, trasparenza e responsabilità sarà il nostro impegno più grande per il futuro.

26/09/2026

Ruishu Chen
Presidente ANOLF SICILIA ODV

Una Sicilia sempre più internazionale: lavoro, università e nuove generazioni.

La Sicilia di oggi è una terra in profonda trasformazione, un ponte naturale nel Mediterraneo che continua a riscoprirsi plurale e multiculturale. Come ANOLF (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere), viviamo quotidianamente questo cambiamento al fianco dei cittadini migranti che hanno scelto la nostra isola per costruire il proprio futuro, offrendo orientamento, tutela dei diritti e percorsi di reale inclusione. Le comunità che maggiormente si rivolgono ai nostri sportelli riflettono la complessa geografia dell’immigrazione in Sicilia. Dalla storicamente radicata presenza tunisina e marocchina nei settori dell’agricoltura e della pesca, alle importanti comunità provenienti dal Bangladesh, dallo Sri Lanka, dalla Romania e dall’Albania, fino ai recenti flussi che vedono protagonisti giovani dell’Africa subsahariana. Le richieste principali riguardano il supporto burocratico per permessi di soggiorno e ricongiungimenti familiari, l’accesso ai servizi socio-sanitari e la tutela contrattuale, l’assistenza legale per i richiedenti asilo,ma soprattutto l’esigenza di trovare una casa e un’occupazione dignitosa.

L’apporto dei lavoratori migranti è vitale per l’economia regionale. Negli ambiti tradizionali, come l’agricoltura e la pesca, il loro lavoro è insostituibile, ma assistiamo a un’evoluzione costante. Nel settore turistico e della ristorazione, la presenza internazionale è ormai una colonna portante dell’accoglienza siciliana, portando competenze linguistiche e culturali preziose. Parallelamente, cresce la presenza nei servizi alla persona e nel commercio, fino ad arrivare al mondo della formazione e dell’università.

L’ateneo e i poli formativi siciliani stanno vivendo una stagione di forte internazionalizzazione. Sempre più studenti e ricercatori provenienti da altri Paesi scelgono la Sicilia per completare i propri studi, arricchendo il tessuto accademico. È qui che si inserisce il ruolo fondamentale delle nuove generazioni: giovani di origine immigrata, nati o cresciuti in Sicilia, perfettamente integrati, bilingue e portatori di una doppia appartenenza che rappresenta una ricchezza inestimabile. Questi ragazzi chiedono riconoscimento, cittadinanza e pari opportunità per non dover abbandonare l’isola, diventando il vero motore di una Sicilia proiettata nel mondo.

Come ANOLF siamo fortemente impegnati sul territorio con progetti e iniziative concrete. Promuoviamo corsi di lingua italiana e formazione civica, laboratori interculturali nelle scuole per contrastare ogni forma di discriminazione e sportelli di orientamento al lavoro legale per prevenire e contrastare il fenomeno del caporalato. Inoltre, collaboriamo costantemente con le istituzioni locali, il terzo settore, la Confederazione Cisl Sicilia e le università per facilitare l’inserimento degli studenti internazionali e sostenere le seconde generazioni nel loro percorso di crescita sociale e professionale.

Raccontare la Sicilia oggi significa superare vecchi stereotipi e riconoscere che l’integrazione e l’interazione non è solo un dovere etico, ma una straordinaria leva di sviluppo umano, culturale ed economico. Costruire una società coesa, giusta e inclusiva è la sfida che guida ogni giorno il nostro lavoro sul campo.

👉 Dati Istat 2025 sulla popolazione di origine immigrata in Sicilia

Al 1° gennaio 2025, in Sicilia risiedono 206.753 cittadini provenienti da altri Paesi, pari al 4,3% della popolazione regionale. La presenza delle comunità migranti ha una struttura demografica più giovane rispetto a quella italiana: l’indice di vecchiaia è pari a 34,2 tra le persone provenienti da altri Paesi, contro 192,5 tra gli italiani.

Il 36,9% delle persone provenienti da altri Paesi residenti in Sicilia proviene dall’Europa, il 36,6% dall’Africa, il 22,4% dall’Asia e il 4,1% dall’America.

Tra le principali comunità, la più numerosa è quella rumena (21,5%), seguita dalla tunisina (13,6%), dalla marocchina (7,3%), dalla bengalese (7,0%) e da quella dello Sri Lanka (5,9%). Queste cinque comunità rappresentano complessivamente oltre la metà delle persone provenienti da altri Paesi residenti.

In valore assoluto, Catania raccoglie circa il 18% delle persone provenienti da altri Paesi residenti in Sicilia, Palermo il 17,7% e Ragusa il 17,0%. Considerando invece l’incidenza sulla popolazione complessiva, Ragusa raggiunge circa l’11%, il valore più elevato tra le province siciliane.

La componente migrante è inoltre relativamente giovane e contribuisce a contenere, almeno in parte, l’invecchiamento della popolazione siciliana. Va distinta la popolazione con cittadinanza di altri Paesi dai giovani di origine immigrata: molti ragazzi nati o cresciuti in Italia sono già cittadini italiani e non compaiono nelle statistiche sulla popolazione proveniente da altri Paesi.

Fonte: Istat, Censimento permanente della popolazione – Dati regionali, anno 2024, dati riferiti al 31 dicembre 2024; banca dati Istat sulla popolazione residente per cittadinanza, dati al 1° gennaio 2025.

26/09/2026

Mario Zaccagnino
Presidente ANOLF Basilicata APS

Raccontare la Basilicata attraverso gli occhi dell’ANOLF significa immergersi in una realtà regionale complessa e affascinante, segnata dalla dispersione geografica dei piccoli centri, da un’economia agricola ancora fondamentale e dalla necessità impellente di risposte concrete sul fronte dei servizi e dei diritti.

Nel nostro territorio, l’immigrazione ha da tempo superato la dimensione della mera emergenza temporanea per diventare una componente strutturale del tessuto sociale ed economico. Le comunità che si rivolgono quotidianamente ai nostri sportelli di Potenza, Matera e dei centri della provincia sono diverse per provenienza e percorso: dalla storica e numerosa presenza della comunità rumena e dell’Europa dell’Est, impiegata prevalentemente nel lavoro domestico, nell’assistenza familiare e nel settore delle costruzioni, fino agli immigrati provenienti dal Nord Africa e dall’Africa subsahariana, punto di riferimento imprescindibile per il comparto agricolo.

L’agricoltura rappresenta senza dubbio uno dei cuori pulsanti dell’economia lucana, ma anche uno dei contesti più delicati. Dalla Piana del Metapontino all’Alto Bradano, migliaia di lavoratori stagionali e residenti garantiscono l’eccellenza delle nostre filiere agroalimentari.

Come ANOLF Basilicata, il nostro impegno si concentra sul contrasto al caporalato, al lavoro nero e allo sfruttamento, promuovendo la legalità e la dignità del lavoro. Attraverso un’intensa attività di presenza sul campo, forniamo orientamento sui contratti collettivi, assistenza per la regolarizzazione dei soggiorni e tutela dei diritti previdenziali e assistenziali.

Tuttavia, il lavoro da solo non basta a garantire una reale inclusione se mancano i servizi essenziali. La frammentazione dei piccoli comuni lucani, spesso isolati e carenti di collegamenti di trasporto pubblico, rende particolarmente complessa la vita quotidiana delle famiglie immigrate. La casa rappresenta una delle emergenze più critiche: trovare un alloggio in locazione nei piccoli centri è spesso difficile a causa della scarsa offerta o di preconcetti culturali, rischiando di spingere i lavoratori verso soluzioni abitative precarie o informali.
In questo contesto, l’ANOLF Basilicata agisce come un ponte inclusivo tra le comunità immigrate e le istituzioni locali. Tra le nostre attività più significative vi è il rafforzamento della rete degli Sportelli Sociali di Prossimità, creati per portare l’informazione e il supporto burocratico-amministrativo anche nei contesti più periferici, evitando che la distanza dai capoluoghi diventi fattore di esclusione.
Operiamo in stretta sinergia con la CISL e con le associazioni del terzo settore per promuovere percorsi formativi, corsi di lingua italiana, orientamento ai servizi sanitari e scolastici e supporto nelle pratiche di cittadinanza e ricongiungimento familiare.

Crediamo fermamente che il futuro della Basilicata e la tenuta demografica dei suoi piccoli borghi passino da un modello di accoglienza diffusa e partecipata. Promuovere la dignità del lavoro agricolo, garantire l’accesso alla casa e rafforzare la rete dei servizi sul territorio non significa soltanto tutelare i diritti degli immigrati, ma costruire comunità locali più giuste, coese e pronte ad affrontare le sfide del futuro.

👉I dati più recenti dell’Istat confermano il peso ormai strutturale dell’immigrazione nella regione. Al 31 dicembre 2024 in Basilicata risultavano 27.060 residenti stranieri, pari al 5,1% della popolazione, in aumento del 6,5% rispetto al 2023. La provincia di Matera raggiungeva il 7,2%.
Nello stesso periodo la Basilicata contava 530.004 residenti, 3.229 in meno rispetto al 2023. La tendenza è proseguita nel 2025: secondo gli ultimi indicatori Istat, la regione ha registrato un calo demografico del 9,0 per mille e il saldo migratorio interno è stato pari a -5,5 per mille.
Questi numeri mostrano quanto immigrazione, lavoro, servizi e spopolamento siano ormai strettamente collegati nella realtà lucana. Garantire lavoro regolare, accesso alla casa, servizi e diritti significa quindi contribuire alla tenuta sociale e territoriale delle comunità.
Fonti: Istat, Censimento permanente della popolazione 2024; Istat, Indicatori demografici 2025; Istat, Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente 2024/2025.
È anche attraverso questo lavoro quotidiano, nei grandi centri come nei piccoli borghi, che l’ANOLF Basilicata continua a essere al fianco degli immigrati e delle comunità locali.

26/09/2026

Fabrizio Milani Presidente e Giuseppe Giordano Vice Presidente (ANOLF TOSCANA APS )

Il ruolo di ANOLF Toscana: accoglienza, lavoro e inclusione in una regione che cambia.

In Toscana l’immigrazione rappresenta una componente strutturale e imprescindibile del tessuto demografico ed economico.

Secondo gli ultimi dati del Dossier Statistico Immigrazione IDOS, i cittadini stranieri residenti in regione hanno superato quota 440.000, registrando una crescita del 3,7% nell’ultimo anno. Oggi, i cittadini con background migratorio rappresentano circa il 12% della popolazione toscana complessiva. In questo scenario, l’ANOLF Toscana APS (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere) svolge un ruolo cruciale: non si limita a gestire le pratiche burocratiche, ma accompagna le persone in un reale percorso di inclusione sociale e lavorativa.

La presenza migratoria in regione è profondamente radicata. I dati evidenziano che il 46,5% degli stranieri residenti è di origine europea, con la comunità rumena come primo gruppo in assoluto, seguita da quella asiatica (30,5%), africana (16,5%) e americana (6,5%).

A livello territoriale spicca il caso di Prato, che si conferma la provincia con la più alta incidenza di cittadini stranieri in Italia, pari al 22,9% della popolazione locale, trainata dalla storica presenza della comunità cinese. Significative e diffuse in tutte le province sono anche le comunità albanese, marocchina, senegalese, peruviana, filippina e, a seguito del conflitto in corso, quella ucraina.

I lavoratori immigrati in Toscana sono oltre 213.000 e rappresentano circa il 12% degli occupati totali della regione. L’integrazione economica si concentra in diversi settori, ambiti in cui il supporto specialistico di ANOLF è fondamentale per garantire la tutela dei lavoratori.

Il lavoro di cura e i servizi alla persona e’ anch’esso un settore vitale per il welfare toscano. Comunità come quella rumena, ucraina e filippina rispondono al forte fabbisogno di assistenza familiare, colf e badanti. ANOLF opera qui per favorire l’esito dei contratti e la regolarizzazione, proteggendo lavoratrici spesso esposte all’isolamento.

Nei distretti industriali toscani, dal tessile di Prato al conciario nel Valdarno, fino alla metalmeccanica, la manodopera migrante è una componente essenziale. L’associazione promuove attivamente la sicurezza sul lavoro e il rispetto dei contratti collettivi per prevenire lo sfruttamento.

Il dinamismo si riflette anche nell’autoimprenditorialità: le imprese a guida straniera in Toscana hanno superato le 64.000 unità, mostrando una crescita costante in controtendenza rispetto al calo delle aziende italiane.

Nelle province di Siena e Grosseto, in particolare, è forte la presenza di aziende e operai agricoli. La manodopera è prevalentemente straniera e, anche in tale contesto, l’associazione monitora e promuove la puntuale applicazione dei contratti collettivi di settore e la prevenzione dello sfruttamento lavorativo, il cosiddetto “caporalato”.

Per rispondere a queste esigenze, ANOLF Toscana mette in campo una rete capillare di sportelli territoriali per il rilascio dei titoli di soggiorno, le pratiche per i ricongiungimenti familiari e le cittadinanze.

L’impegno dell’associazione si estende oggi anche a interventi di welfare innovativo ed inclusione sociale complessa. ANOLF Toscana fa infatti parte del progetto triennale “La persona al centro: giustizia di comunità e inclusione sociale”, un’iniziativa promossa dalla Regione Toscana con risorse della Cassa delle Ammende.

Nello specifico delle province di Prato e Pistoia, l’associazione è attiva in questo percorso volto a favorire il reinserimento sociale, l’accesso ai diritti e l’orientamento lavorativo di persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, abbattendo le barriere della marginalità e valorizzando la centralità dell’individuo.

26/09/2026

Khalid Saady, Presidente ANOLF CAMPANIA APS.

Campania plurale: comunità, lavoro e una storia di partecipazione.

La Campania è una regione profondamente plurale, attraversata da storie, culture e comunità che nel corso dei decenni hanno costruito relazioni sempre più profonde con i territori. Al 1° gennaio 2025 sono 276.531 i cittadini provenienti da altri Paesi residenti in Campania, pari al 4,9% della popolazione regionale. Il dato Istat riferito al 31 dicembre 2024 indica il 5,0%, con un aumento di 12.851 persone rispetto all’anno precedente. La popolazione complessiva della Campania è di 5.582.337 residenti. Le persone provengono da 168 Paesi e rappresentano ormai una componente stabile della società campana.
La distribuzione territoriale racconta una realtà molto articolata. Nella provincia di Napoli risiedono 137.367 cittadini provenienti da altri Paesi, il 49,7% del totale regionale. Seguono Salerno e Caserta, mentre gli incrementi più significativi rispetto al 2023 si registrano nelle province di Avellino (+8,0%) e Benevento (+7,2%).
Le comunità più numerose sono quella ucraina, rumena, marocchina, bengalese e srilankese. L’Ucraina conta oltre 44 mila presenze, la Romania 32.360, il Marocco 26.218, il Bangladesh 18.482 e lo Sri Lanka 17.391. Nel complesso, le persone provenienti da altri Paesi presentano una leggera maggioranza maschile, pari al 51,9%. Ma i numeri, da soli, non raccontano la dimensione reale di questa trasformazione. La storia delle comunità che vivono in Campania è soprattutto una storia di lavoro, famiglie, relazioni e partecipazione. È una storia che passa dalle campagne alle fabbriche, dai cantieri alla logistica, dal commercio ai servizi, dall’industria alla manifattura, dal lavoro domestico e di cura ai trasporti, dalla ristorazione al turismo, dall’artigianato alle attività professionali. Sono persone che lavorano ogni giorno nei diversi settori dell’economia regionale e che contribuiscono alla vita produttiva e sociale dei territori. La loro partecipazione al mondo del lavoro non può essere letta soltanto attraverso le statistiche: è fatta di relazioni, professionalità, competenze, famiglie che si stabilizzano e giovani che studiano e si affacciano a nuove professioni.
L’agricoltura rappresenta uno dei settori nei quali questa realtà è particolarmente evidente. Nelle campagne campane il lavoro stagionale si intreccia con la necessità di manodopera e con questioni fondamentali come la regolarità dei rapporti di lavoro, la sicurezza, la tutela della persona e il contrasto allo sfruttamento. Ma non esiste soltanto il lavoro agricolo: ci sono le fabbriche, la trasformazione industriale, l’edilizia, la manifattura, la logistica, i trasporti, il commercio, il turismo, la ristorazione, i servizi alla persona e il lavoro di cura.
Anche su questo terreno si è sviluppato negli anni un rapporto fondamentale con il mondo sindacale e con le diverse categorie che operano nei comparti produttivi. Dall’agricoltura all’edilizia, dall’industria ai trasporti, dal commercio ai servizi, fino alla pubblica amministrazione e al mondo della scuola, la collaborazione con le strutture e le categorie della CISL ha permesso di rafforzare la tutela delle persone nei luoghi di lavoro, la conoscenza dei contratti, della sicurezza e dei diritti.
ANOLF Campania è un Ente del Terzo Settore che mantiene una propria autonomia e una propria identità associativa. Allo stesso tempo, proprio questa autonomia ha consentito di costruire nel tempo una collaborazione stretta e concreta con più realtà, con la confederazione CISL, i suoi servizi e le sue categorie storiche. Una collaborazione fatta di competenze diverse che si incontrano e che, soprattutto nei territori, permette di dare risposte più complete alle persone. È un patrimonio costruito in trent'anni di presenza costante, un percorso che ha generato un numero altissimo di iscritti storici, testimoniando un legame fiduciario profondo e duraturo fatto di assistenza, orientamento e tutela.
Questa collaborazione assume ancora più valore quando si traduce in prossimità. Non si tratta soltanto di mettere insieme strutture, ma di costruire una rete capace di intercettare i bisogni reali. A Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, con una presenza che guarda anche all’Irpinia e al Sannio, gli sportelli sono luoghi di prossimità. Ogni giorno arrivano persone per documenti, permessi, cittadinanza, ricongiungimenti familiari, lavoro, formazione, orientamento e assistenza. Ma dietro ogni pratica c’è una storia personale, una famiglia, un problema da affrontare e spesso un percorso da costruire.
La grande convenzione e la collaborazione con i servizi consentono inoltre di offrire assistenza in forma realmente gratuita, rendendo l’accesso più semplice anche per chi attraversa momenti di difficoltà. Nel corso degli anni si è fatto molto anche contro lo sfruttamento, le irregolarità e il lavoro nero, accompagnando percorsi di emersione e aiutando le persone a conoscere i propri diritti nei settori maggiormente esposti.
La storia delle comunità, inoltre, viene da molto lontano. Napoli e il suo territorio hanno conosciuto già dagli anni Settanta l’arrivo e il radicamento di diverse realtà. Nel tempo sono cresciute comunità capoverdiane, marocchine, srilankesi, filippine, somale, eritree ed etiopi, insieme a tante altre provenienze africane e asiatiche. Sono storie che hanno attraversato generazioni, costruito famiglie, attività, relazioni e legami profondi con la Campania.
Le comunità marocchina, capoverdiana, srilankese, somala, eritrea, etiope e filippina hanno avuto un ruolo importante nella crescita di ANOLF. La loro forza si misura nella qualità della partecipazione, nella fiducia e nel rapporto quotidiano con gli sportelli, diventando volontari e punti di riferimento per le proprie comunità.
ANOLF Campania è cresciuta anche attraverso la capacità di stare dentro i cambiamenti della società. La riflessione sull'evoluzione dei bisogni ci ricorda che “i bisogni delle prime generazioni non sono più gli stessi delle nuove generazioni”. Oggi, accanto alle persone che hanno bisogno di assistenza amministrativa, ci sono famiglie stabilmente radicate, studenti universitari, giovani professionisti, lavoratori qualificati e ragazzi cresciuti nelle scuole italiane.
Ed è proprio dai giovani che può arrivare una nuova fase. Giovani che conoscono la storia delle proprie famiglie ma che sono anche profondamente radicati nei territori nei quali sono cresciuti, pronti a diventare volontari, rappresentanti delle comunità e nuove figure dirigenti. Come nasce la nuova classe dirigente: “La formazione di una nuova classe dirigente sociale passa anche da qui: dall’esperienza quotidiana, dalla capacità di ascoltare, dalla conoscenza dei problemi e dalla disponibilità ad assumersi responsabilità. Gli sportelli diventano così anche luoghi nei quali si formano competenze, relazioni e nuove leadership.” Questo passaggio generazionale è strategico.
La Campania presenta territori differenti: nelle grandi città l’interazione si intreccia con scuola, casa, lavoro e servizi; nelle aree agricole pesano stagionalità, sicurezza e tutela; nelle aree interne il radicamento contrasta lo spopolamento.
Marocco, Capo Verde, Sri Lanka, Somalia, Eritrea, Etiopia, Filippine e le altre comunità raccontano una storia fatta di lavoro, sacrifici, famiglie, cultura, partecipazione e costruzione quotidiana. Ed è dentro questa trasformazione che ANOLF Campania continua a svolgere il proprio ruolo: essere accanto alle persone, tutelare i diritti, creare interazione tra comunità e territori e contribuire alla formazione di nuove energie e nuove figure dirigenti per il futuro della Campania plurale.

Indirizzo

Via Medina 5
Naples
80135

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
15:20 - 17:30
Martedì 10:00 - 13:00
15:20 - 17:30
Giovedì 10:00 - 13:00
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Venerdì 10:00 - 13:00
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