Terra Prena

Terra Prena Percorsi di nascita e di educazione all'aperto

L'associazione TERRA PRENA favorisce da molti anni l'incontro e lo scambio di esperienze tra le donne, coinvolgendo anche i loro compagni, durante la gravidanza e il post partum. Il nostro obiettivo è quello di potenziare le competenze delle donne nella fisiologia della gravidanza, del parto e dell'allattamento e di creare una rete di sostegno reciproco e di condivisione di conoscenze e di espe

rienze, affinché l'evento nascita ritrovi la sua naturale socialità. La fiducia nella propria competenza e conoscenza del corpo prepara e favorisce una scelta libera del luogo, delle modalità di parto e di relazione con il neonato. La rete, accompagnando coppie, donne e bimbi nel tempo, ha portato le donne al confronto e alla condivisione delle scelte educative, alimentari e sanitarie.

La sede di Terra Prena sta cambiando forma 💛Vogliamo farla diventare uno spazio condiviso e in evoluzione, aperto a chi ...
13/05/2026

La sede di Terra Prena sta cambiando forma 💛

Vogliamo farla diventare uno spazio condiviso e in evoluzione, aperto a chi desidera portare idee, attività, incontri e percorsi dedicati a mamme, bambinx e famiglie.

Cerchiamo persone, professioniste, artiste, operatori/trici e realtà del territorio che abbiano voglia di attraversare questo spazio e farlo vivere insieme a noi 🌱

Laboratori creativi, attività per bambinx, percorsi di benessere, incontri, gruppi, corsi, momenti di condivisione… ogni proposta è benvenuta.

Se hai un’idea o un progetto che vorresti proporre, contattaci ✨
📞 Maya — 3278281854
📞 Martina — 3297404945

Insieme possiamo far crescere uno spazio che ci somiglia.

09/04/2026

La Doula è una figura assistenziale non medica e non sanitaria che fornisce sostegno emotivo e fisico alla donna, alla coppia e alla famiglia nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio.

Durante il parto lavora per cercare di garantire un’esperienza che possa essere il più positiva e consapevole possibile, resta con la madre che partorisce e offre incoraggiamento e rassicurazione.

Resta con la madre (se richiesto) dopo il parto, preparando un pasto caldo, sta con gli altri figli, aiuta la madre a poter riposare, da aiuto durante l'allattamento in caso di necessità

Aiuta la coppia ad affrontare il periodo di transizione dettato dalla gravidanza e dal parto

Una Doula è questo ma molto altro, è un sostegno non giudicante, che incoraggia e guida verso un esperienza il più consapevole possibile

Stiamo organizzando un nuovo corso di formazione per Doule ❤️Contattateci per capire meglio quando organizzare una giorn...
23/03/2026

Stiamo organizzando un nuovo corso di formazione per Doule ❤️
Contattateci per capire meglio quando organizzare una giornata informativa e conoscitiva ☺️

🌿 Presentazione del fumetto “Doule. Prendersi cura delle maternità” 🌿📅 27 dicembre🕕 Ore 18:00📍 Zero81 – Banchi NuoviUn i...
17/12/2025

🌿 Presentazione del fumetto “Doule. Prendersi cura delle maternità” 🌿

📅 27 dicembre
🕕 Ore 18:00
📍 Zero81 – Banchi Nuovi

Un incontro per parlare di cura, maternità e relazioni, attraverso il linguaggio del fumetto.

Presentiamo “Doule. Prendersi cura delle maternità”, di
, .matteuzzi, e :
un racconto in prima persona che intreccia esperienza, ricerca sul campo e sguardo umano, accompagnandoci accanto alle madri e a chi le sostiene ogni giorno.

Seguendo Giulia, doula e ricercatrice, il fumetto ci porta dentro la complessità della maternità contemporanea: bisogni, fragilità, ambivalenze e forza, raccontate con delicatezza e profondità.

🤝 In collaborazione con Terraprena e ’ccà nisciun è fessa
🍷 Piccolo aperitivo durante l’incontro
🧸 Spazio bimbi dedicato, per far giocare i più piccoli mentre gli adulti partecipano

Un momento di ascolto, confronto e condivisione, aperto a tuttə.
Vi aspettiamo 💛

Continuiamo a condividere i racconti sinceri delle donne che hanno scelto e vissuto il VBAC, affinché possano sostenere ...
13/12/2025

Continuiamo a condividere i racconti sinceri delle donne che hanno scelto e vissuto il VBAC, affinché possano sostenere altre mamme.

Eleonora, 26 luglio 2025 - Giulia 💜

"Giulia è nata il 26 luglio alle 14:38, una settimana dopo la data presunta....

il 19 luglio le prime avvisaglie ( data presunta 20 luglio)e invece Giulia ha aspettato...che mi sentissi davvero pronta, che mettessi da parte le paure, che non vedessi l'ora e che potessi godermela e adesso che la stringo tra le braccia mentre scrivo,mi rendo conto che lei è così, quando mi ritrovo a dovermi dividere tra lei e Leo, Giulia pazientemente attende e qualsiasi cosa...lei mi sorride.

Tutto è andato come speravo anzi non sapevo cosa sperare a dire il vero... il 25 notte,mentre allattavo Leo nel letto, ho iniziato a sentirle e allora, dopo tanti falsi allarmi, finalmente avviso Saverio...mio compagno di vita, mia sicurezza e calma che mi aiuta a procedere senza allarmismi e senza azioni precipitose.

Ci alziamo dopo un po' quando capiamo che è il momento di chiamare i miei e mettere in pratica i preziosi suggerimenti che un'altra mamma mi aveva dato su come organizzare un travaglio in casa con il primo figlio..temevo che Leo si sarebbe stranito per l'insolito risveglio alle cinque di mattina e ancora più strano l'arrivo dei nonni poco dopo, ma ne avevamo parlato e la verità è che se sei serena in ciò che stai comunicando, i bambini sanno gestire molto meglio di noi adulti i cambiamenti...se sanno che tu sei lì, se sanno cosa accadrà perché gliene hai parlato.

Di li a poco è arrivata Annachiara l'ostetrica che mi avrebbe accompagnata fino alla fine di questo percorso.

Le contrazioni ancora lievi, preparo un caffè ai miei, sorrido, cammino, a volte mi fermo, Leo gioca e fin quando posso lo faccio insieme a lui. Un'aria sospesa, nuova,serena.

Poi arriva il momento di salutarci: temevo sarei sprofondata in una disperata valle di lacrime perché "oddio lo sto abbandonando!" forse ero io che avevo paura di sentirmi abbandonata da lui....invece ci siamo salutati serenamente e io affiancata da Saverio e Annachiara, ho iniziato ad entrare nel vivo di questo avvincente viaggio.

Mi sono divertita, ho riso, ballato sulle contrazioni, stretto le mani di Saverio , stretto il pettine che Annachiara mi ha dato, respirato e riso ancora, Annachiara mi ha delicatamente assistita, ascoltando ogni mio bisogno senza mai essere invadente, mi ha spronato a passeggiare fin quando potevo, poi dopo avermi visitata,( le 13 circa..?) mi dice che è il momento di andare perché le membrane sono molto tese e per quanto Giulia sia ancora alta, se le membrane si rompono , è possibile che velocemente lei scenda...

E così, di nuovo come per Leo, in macchina verso lo stesso posto in cui tre anni prima ho subito il cesareo d'urgenza....ma più serena, più consapevole, a tratti ironica....Saverio e Annachiara sempre al mio fianco insieme all'amico pettine che stringo tra le mani ad ogni contrazione....entro in clinica , mi visitano e durante la visita rompo le acque ....la tensione che sentivo scivola via e so che il momento sta arrivando.

Sento Giulia spingere così come sento le 5/6 ostetriche dirmi cose,farmi domande a cui non sempre riesco a dare una risposta presa dai "dolori" delle contrazioni.

Provo ad entrare in acqua ma è lì che ritorna quel senso di inadeguatezza che ho sentito anche al primo parto, è in quel momento che penso " non lo so fare, fa male, non ci riuscirò, adesso chiedo un cesareo e non se ne parli più".

Poi.

Chiedo di uscire dall'acqua e dopo poco nella più classica delle posizioni, quella dei film, quella che sembra essere anche la più scomoda, io mi ritrovo a sentirmi pronta, sento che Giulia ed io andiamo bene così in quel modo....e ad un tratto il coro di ostetriche e il ginecologo, mi dicono che sta uscendo!Che si vede la testa e io incredula chiedo a Saverio" è vero amore? La vedi davvero?" lui mi risponde di si...non posso crederci.

Urlo in un modo che non so come ho anche la lucidità di chiedermi chissà se sto urlando bene, chissà che faccia ho.....poi un tocco di ventosa, mi avvisa il ginecologo che la utilizzerà solo per accompagnare l'ultima spinta poiché la frequenza di Giulia sta rallentando.

Ed eccola! sopra di me vicino al mio cuore, piena di vernice caseosa che sapeva di colla...non so... Ma quell'odore per me resterà sempre l'odore di tenerezza di amore e complicità.

Giulia! Ce l'abbiamo fatta!"

La Settimana del VBAC si è conclusa, ma il valore delle testimonianze non ha una scadenza. Per questo continuiamo a cond...
09/12/2025

La Settimana del VBAC si è conclusa, ma il valore delle testimonianze non ha una scadenza. Per questo continuiamo a condividere i racconti sinceri delle donne che hanno scelto e vissuto il VBAC, affinché possano sostenere e ispirare altre mamme.

Paola, 23/07/2022 Eva 💝

"Voglio condividere il mio racconto di vbac.

Anzi di rVbac perché è proprio il rispettare i tempi, il corpo e la nascita che ha fatto la differenza per il mio secondo parto.
Era il 2020 quando, sia per minore contatto con realtà diversificate, sia perché ignoravo tantissimi aspetti che ruotano intorno alla gravidanza e al parto, mi sono trovata ad affrontare un' induzione (col senno di poi evitabilissima dato che i parametri della mia gravidanza erano tutti positivi, semplicemente ero oltre la classica "scadenza" ).
Induzione che mi ha portato "solo" ad un' insopportabile ed innaturale travaglio durato un'infinità di ore, vissuto in totale solitudine sia per il COVID che per le ostetriche di quel turno notturno. Dopo non so quanti spasmex rifiuto una seconda induzione.

E cesareo fu.

Dopo 23 mesi il mio secondo parto, tante paure tante incertezze anche e soprattutto per tutto l'intorno per il quale devi essere quasi più preparata che per affrontare la maternità stessa.
Iniziando dalla ginecologa che dopo la prima ecografia mi parlò già di data secondo cesareo, e al mio" perché secondo cesareo?io so che il vbact è possibile" " si ma è tutto un altro tipo di parto" la sua risposta.
E i vari" ma fai un altro cesareo così ti organizzi meglio, già sai la data, fai subito subito, non corri rischi" insomma l'idea di farsi tagliare di nuovo 6 strati di tessuti per fare prima e organizzare la data, sembrava per tutti più fattibile...peccato che a partorire dovevo essere io.
Portavo dentro di me ancora l'ingiustizia a cui sentivo di essere stata sottoposta per la mia prima esperienza di parto, volevo altro, volevo autenticità, accoglienza e informazioni complete. Sono approdata a Teresa, al cerchio di gravidanza a terraprena.
Lí ho trovato tutto questo, quella fiducia, quella consapevolezza che cercavo per andare con serenità verso qualcosa che sentivo ancestralmente appartenermi.
Era di nuovo estate piena e la mia pancia più piena ancora 2giorni dopo la data presunta parto inizia a mandarmi segnali dalla tarda mattinata, li accolgo passeggiando, dopo una doccia calda, coi capelli bagnati, in giro per il quartiere lascio che il sole li asciughi.
Poi tutto rientra e penso ad un falso allarme. Il pomeriggio ricomincia a muoversi qualcosa non dico nulla non voglio "allarmare nessuno" fino a sera in cui sento che è giunto il momento di chiamare Teresa, nel frattempo ceniamo, metto Diana a letto e inizio ad ascoltarmi.
Quel travaglio già dall'inizio era molto diverso da quello indotto, più sopportabile più naturale più accogliente, più rispettoso dei tempi.
Teresa arriva, passa tutta la notte con noi, ogni tanto ci appisoliamo, ricarichiamo le energie, qualche controllo del battito, una o due visite interne ...Nel frattempo sento ascolto accolgo quelle onde che si intensificano in durata e profondità, fino alla tarda mattinata in cui sento che era giunto il momento di cambiare luogo, di andare in ospedale.
Da lì, come Teresa mi aveva saggiamente avvertita il travaglio avrebbe potuto arrestarsi, succede quando si cambia luogo, è come se il corpo dovesse aspettare di fidarsi nuovamente prima di affidarsi e abbandonarsi di nuovo.
E così è stato, ma grazie al supporto, anche se a distanza del dott. Vigorito e l'assistenza fantastica dell'ostetrica Susy che mi ha massaggiata stiracchiata e cosparsa di non so quanto olio di cocco :D è ritornato al ritmo di casa.
Questa volta anche papà Piero poteva assistere e supportare, non ero in sala operatoria ed era tutto diverso.
Dopo appena 1h30 Eva era sul mio petto, la nostra placenta sulla mia pancia.
Ecco tutta questa accoglienza, rispetto e naturalezza è il ricordo che meriterebbe ogni donna che desidera un percorso più in linea col proprio sentire.

Fiducia e informazione sono necessarie affinché tutto ciò, se si desidera, possa realizzarsi davvero."

Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autent...
06/12/2025

Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autentiche affinché possano sostenere e ispirare altre mamme nel loro percorso.💚

Maya 13-02-2025 , Rio 🌀

"Il mio parto. Un’altra storia.
Nove mesi di attese confuse, di pensieri che andavano e venivano come onde. Nove mesi di domande, paure e desideri.

Ma soprattutto tanta paura, tanta confusione… perché questo non era un parto qualunque.

Era un VBAC, un parto naturale dopo un cesareo.
E solo chi ci è passata sa cosa vuol dire: la speranza, il dubbio, la voglia di crederci e la paura di non farcela.

Poi ecco arrivare il giorno.

Ero sul divano con Angelo,guardavamo una serie TV, quando qualcosa dentro di me ha iniziato a cambiare ritmo. Un'onda poi un’altra. Un richiamo sottile.
Non ho detto nulla, nemmeno a lui.
Forse era solo un falso allarme, mi sono detta.

Angelo è sceso con Titina, il nostro cane, per buttare la spazzatura.
La luna era alta e piena,pienissima e bellissima...angelo su ferma per mandarmi una foto...Ma Titina si è fermata, piangeva, voleva tornare dentro.
Come se sapesse.
Come se sentisse che qualcosa stava per accadere.
Quando sono rientrati, lei si è piazzata davanti al divano. E non si è più spostata.
Le contrazioni aumentavano.
Non era un falso allarme. Era l’inizio.

Abbiamo provato a dormire. Volevo recuperare un po’ di energia, perché lo sapevo: ne avrei avuto bisogno.

Ma alle tre di notte non ce l’ho più fatta.
Il letto mi stava stretto, il corpo iniziava il suo viaggio.

Ho cominciato a camminare per casa, in silenzio per non svegliare Maria Luna.
Alle cinque ho svegliato Angelo.

Le onde si facevano più forti. Una doccia calda. Un respiro.
Chiamo mia mamma e papà che dovevano rimanere con Maria luna e poi chiamo Teresa, l’ostetrica e Martina, sorella e doula.
L’ospedale era lontano un’ora da casa. Ma Martina viveva lì vicino. Così ho scelto di continuare il travaglio da lei, tra pareti amiche.
Le contrazioni erano intense, ravvicinate, travolgenti.
Dopo qualche ora, ci siamo incamminati verso l’ospedale.

Entriamo. È mezzogiorno. Il mio corpo non è ancora pronto, ma il dolore è feroce. Mi sento fragile. Scossa. Smarrita.
Chiedo un cesareo. Lo imploro. Sono certa di non farcela.

Ma le ostetriche mi guardano negli occhi. E mi vedono.
Mi parlano con dolcezza, con forza. “Ce la puoi fare.”
Angelo è sempre con me. È la mia ancora. Il suo sguardo mi dà sicurezza. Lui ci crede. Crede in me.

Poi il momento. Quello che non si dimentica.
Spingere.
Io, che fino a poco prima volevo fuggire, ora sono lì. Presente. Potente.
Il dolore non c'era più.
Un ultimo sforzo. Una spinta che viene dall’anima.
Ed eccolo.
Rio.
Lo poggiano su di me... Avvolto appena in un piccolo asciugamano.
E il tempo si ferma.
Lo guardo. E non riesco a credere che sia vero.
Ho partorito.
Ce l’ho fatta.
Il mio parto.
Il mio parto naturale, tanto desiderato.
Dopo un cesareo, dopo tutto… una vittoria.
La mia più grande.
Lo attacco al seno, e subito la placenta decide di seguire il suo corso.
Chiedo di non tagliare il cordone subito.
È contro le regole, ma rispettano il mio desiderio.
Mi portano anche la placenta.
La tocco. La ringrazio. Per aver nutrito mio figlio, per averlo custodito. Per essere stata la sua casa.
Poi, con mani tremanti ma felici, Angelo taglia il cordone.
E noi restiamo lì, incantati.
A guardare Il nostro piccolo, immenso Rio."

Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autent...
04/12/2025

Per la settimana del VBAC abbiamo deciso di dare voce alle donne che l’hanno vissuto, condividendo le loro storie autentiche affinché possano sostenere e ispirare altre mamme nel loro percorso.💚

Alessandra, 3 luglio 2025, parto in casa.

"Care mamme,
Il 3 luglio è nata Caterina! ❤️
Il parto è stato bellissimo: naturale e nell’intimità di casa con Teresa, Martina e Claudia. A loro sarò grata per tutta la vita, per avermi accompagnato dolcemente durante il travaglio, per avermi messo nelle condizioni di stare profondamente rilassata e a mio agio, e per avermi sostenuto nella scelta di restare a casa (non era in programma).

Ho rotto le acque il 2 sera, in anticipo di un paio di settimane. Verso mezzanotte sono partite le prime contrazioni con lentezza e gradualità. Teresa è partita da Preazzano, Claudia ha preso il primo traghetto da Ischia all’alba. La mattina erano da me con Martina. La loro presenza mi ha trasmesso subito una grande serenità.
Il tempo, nelle pause tra le contrazioni, è trascorso tra spuntini nutrienti, massaggi, carezze, mani intrecciate, silenzi, poche parole essenziali.
Respirare mi ha aiutato a farmi attraversare dalle contrazioni senza opporre resistenza (non avevo mai fatto yoga e ho iniziato a lavorare sul respiro durante questa seconda gravidanza).

Il vero travaglio è cominciato verso le 14.30. Due ore dopo il mio compagno ha proposto di andare a prendere la macchina per andare alla Mediterranea. Io però ho sentito che stava avvenendo una forte accelerazione e che non dovevo muovermi da lì, che tutto stava procedendo bene. E lui, che aveva sempre detto di non voler assistere al parto, mi ha assecondato in questa scelta, mettendo da parte le sue paure. Poco dopo ho sentito che dovevo cambiare posizione per favorire la discesa della bimba: da carponi mi sono messa in ginocchio a terra su due cuscini, appoggiata al letto, e Claudia ha avuto l’istinto di salire sul letto e di tenermi le mani per darmi un appiglio sicuro. Questa presa mi ha dato una sicurezza immensa, fisicamente e psicologicamente.

Teresa mi ha detto una frase illuminante: “c’è il dolore ma c’è anche il piacere, tu cerca il piacere”. Il dolore in effetti non è mai diventato insopportabile. Ma tutto era così potente, tumultuoso e travolgente, che lo sforzo più grande è stato quello di accettare l’impeto della natura e del corpo… e accettare il fatto che non potevo più tornare indietro e che dovevo andare avanti verso l’ignoto. In breve tempo ho sentito il bisogno di spingere.

Respirare non bastava più: avevo bisogno di vocalizzare, urlare, canalizzando la voce verso il basso per non sprecare energia (grazie Giada!).

La bimba è nata alle 17.30, dopo la fatidica frase “non ce la faccio più!” (mentre la pronunciavo, mi sono detta: forse ci siamo).
Subito dopo sono entrata in una dimensione di beatitudine mai provata prima.

A distanza di un’ora (mi pare) ho espulso la placenta: non è stato doloroso ma un po’ seccante, perché ormai desideravo starmene distesa con Caterina addosso. Toti ha tagliato il cordone, Teresa mi ha messo due punti per una piccola lacerazione, poi ci siamo goduti un tempo lento e disteso.

Sono rimasta stupefatta dalla ripresa del corpo quasi istantanea, e per l’energia che sentivo di avere nonostante il parto, o forse proprio grazie al parto…l’esatto contrario di quello che mi era capitato con il primo parto cesareo.

Il giorno dopo siamo andati a fare lo screenging neonatale al Fatebenefratelli, affrontando alcune beghe burocratiche che si sono risolte presto, e Caterina era sana come un pesce… si è attaccata al seno autonomamente e non aveva nessun segno di stress.
Nei giorni a seguire ha dormito serenamente, e io con lei.

La cosa più importante per me è stata la possibilità di seguire il mio istinto, stavolta, di ascoltarmi senza interferenze. Credo che questo possa fare la differenza in qualunque situazione della vita.

Le donne di questo gruppo hanno avuto un ruolo fondamentale durante la gravidanza, e sono convinta che è stato anche grazie ai loro consigli e alla condivisione delle loro esperienze positive e negative durante i cerchi, se il parto è andato così bene. In particolare, vorrei ringraziare, oltre a Teresa, Claudia, Eleonora, Emanuela, Flora, Giada, Maria Q, Maria Ricca, Maria Tavernini, Maria Francesca, Martina, Maya, Mia, Nanà, Susana: grazie di cuore ❤️"

Rinascere al Naturale

Maya, Alessandra, Silvia, Eleonora, Ilenia...Sono solo alcuni dei nomi delle donne di Terra Prena che quest’anno hanno v...
03/12/2025

Maya, Alessandra, Silvia, Eleonora, Ilenia...
Sono solo alcuni dei nomi delle donne di Terra Prena che quest’anno hanno vissuto il loro VBAC: un parto spontaneo dopo un cesareo.

Donne che hanno avuto accesso a informazioni corrette.
Donne che hanno ascoltato il proprio corpo.
Donne che sapevano di potercela fare.

✨ Il VBAC è una possibilità reale per molte donne.
Le linee guida internazionali riconoscono che, in assenza di particolari controindicazioni, un parto naturale dopo cesareo può essere una scelta sicura e raccomandata, se accompagnata da professionisti competenti e in un contesto che rispetta la fisiologia.

Non è un salto nel vuoto.
Non è un capriccio.
È autodeterminazione, è fiducia, è cura.

Il corpo delle donne sa.
E quando la conoscenza incontra il rispetto, nasce la libertà di scegliere come dare alla luce.

A tutte le donne che ci sono riuscite, a quelle che ci stanno pensando, a chi sta raccogliendo coraggio e informazioni:
voi siete più forti di quanto credete. 🌷

Se hai dubbi o desideri saperne di più, siamo qui per te:
📩 Contattaci oppure partecipa ai nostri cerchi in gravidanza, spazi sicuri dove ricevere informazioni corrette e sentirti sostenuta nel tuo percorso.

Indirizzo

Vico Neve A Materdei, 40
Naples

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