Entrato oramai a far parte della lingua comune (scritta e parlata) di grandi e piccini, questa locuzione, seppur inizialmente usata per esternare un sentimento di gioia, ha già assunto una connotazione polivalente. Ad oggi, infatti, è utilizzata non solo per esprimere goia ad una persona cara, ma anche come banale saluto, piuttosto che come esclamazione pseudo-intelligente quando è l'unica cosa sm
art da dire in determinate situazioni. Sebbene in età arcaica l'unica forma accertata in letteratura fosse lo IEBBAI, nel tempo la grande diffusione ne ha favorito una rapida evoluzione. Presto la doppia "bi" ha, infatti, lasciato spazio ad una più dolce "vi", contribuendo alla nascita dello IAVVAI! Nel corso degli anni poi lo IAVVAI ha subito uno snellimento, andando incontro a coloro i quali sostenevano ci fosse una "vi" di troppo...siamo alla nascita dello IAVAI! Accanto al neo nato, seppur non soppiantandolo del tutto ( ma piuttosto affiancandolo) si è in seguito diffusa una nuova forma, che prevedeva una pausa tra lo IAV e l'AI, giungendo quindi allo IAV (pausa) AI!!!!! E' qui che i classicisti arrestano l'evoluzione, ma per onor di cronaca va riportata un'ennesima nuova forma che inizia a farsi strada tra i cosiddetti progressisti (nei suoi esponenti principali Merolla da Roma e Sepe Bernini), i quali spingono per il più moderno IEBDAY!! Infine, quasi a precorrere i tempi non ancora maturi, aleggia nell'aria quello che,in ambiente accademico, sembra essere considerato il futuro del tanto caro IEBBAI....LO IAFELLAY!!! In ambito scritto, tra le tante innovazioni, sicuramente la più importante giunge dal mondo anglosassone che, per fare proprio lo IEBBAI, ne muta la "i" finale nella più frizzante "y" in tutte le forme....IEBBAY, IAVVAY, IAVAY E IAV (pausa) AY.