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IO ABITO Nelle mura di una casa abbattuta scorre il sangue di chi, con enormi sacrifici, l’ha costruita. Giuseppe Comentale
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10/10/2026

LA POLITICA TORNI A ESSERE DIGNITOSA. BASTA SPOT ELETTORALI, È IL MOMENTO DI PASSARE AI FATTI!

Dopo vent’anni di attese, promesse e sofferenze, le famiglie italiane, soprattutto quelle del Centro-Sud, meritano risposte concrete e non più slogan.

Chiediamo un FERMA RUSPE DI 24 MESI, una sospensione temporanea delle demolizioni che consenta alle istituzioni di lavorare seriamente a una soluzione equilibrata, nel rispetto della legalità e capace di tutelare il diritto alla casa, l’ambiente e la salute psicofisica ed economica delle persone.

Non si tratta di contrapporre il diritto alla casa alla tutela del territorio, ma di trovare un punto di equilibrio tra legalità, sicurezza ambientale, salute pubblica e dignità umana.

Vent’anni di emergenza hanno prodotto sofferenze, impoverimento e ferite sociali che non possono essere ignorate. La politica ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità e di dimostrare che è ancora capace di governare i problemi, anziché limitarsi a inseguire il consenso con promesse elettorali.

Ventiquattro mesi per costruire una soluzione, non per rinviare ancora il problema.

È questa la sfida: dare risposte concrete a chi rischia di perdere la propria casa, salvaguardando il territorio e la salute dei cittadini.

Perché la giustizia deve essere rispettata, l’ambiente tutelato e le persone mai dimenticate.

La casa è un diritto. L’ambiente è un bene comune. La dignità del popolo italiano non può essere uno slogan elettorale.

Associazione Nazionale Io Abito

08/10/2026
07/10/2026
Bah
07/10/2026

Bah

COMUNICATO STAMPALa legalità non può avere due pesi e due misureL’Associazione Nazionale Io Abito prende atto delle noti...
17/09/2026

COMUNICATO STAMPA

La legalità non può avere due pesi e due misure

L’Associazione Nazionale Io Abito prende atto delle notizie riportate dalla stampa in merito all’operazione dei Carabinieri Forestali e al sequestro di strutture utilizzate nell’ambito del servizio di raccolta dei rifiuti del Comune di Bacoli.

Articolo di riferimento: Cronaca Flegrea – «Illeciti sistematici e pervasivi»: sequestrata sede società di raccolta rifiuti del Comune di Bacoli

Naturalmente saranno gli organi competenti ad accertare ogni responsabilità e a stabilire le conseguenze previste dalla legge. Ma questa vicenda pone una questione che, a nostro avviso, non può essere ignorata.

Da anni assistiamo a protocolli d’intesa e iniziative istituzionali finalizzati a contrastare l’abusivismo edilizio e a procedere alla demolizione di manufatti, con particolare attenzione alle cosiddette case di necessità.

Su questo tema abbiamo sempre chiesto una cosa molto semplice: la legge deve essere applicata a tutti nello stesso modo.

Mi rivolgo quindi direttamente al Sindaco di Bacoli e al dottor Nicola Gratteri, protagonisti di diverse iniziative e protocolli sul contrasto all’abusivismo: è davvero questo il modo in cui si vuole combattere l’abusivismo edilizio?

Perché se una casa realizzata sul terreno della propria famiglia viene considerata abusiva e viene abbattuta, cancellando in pochi minuti i sacrifici di una vita, allora la stessa severità deve essere riservata a qualsiasi altra opera che presenti accertate violazioni urbanistiche ed edilizie, indipendentemente dalla sua destinazione e soprattutto indipendentemente dall’utilità che essa possa avere per la pubblica amministrazione.

Una situazione che non poteva essere sconosciuta

C’è poi un aspetto che merita un approfondimento particolare.

È difficile ritenere che lo stato dei luoghi nel quale era ubicata una struttura destinata a svolgere un servizio pubblico essenziale, quale l’igiene urbana del paese, potesse essere completamente sconosciuto all’apparato amministrativo comunale.

Parliamo di strutture che, per la loro stessa funzione, sono state oggetto nel tempo di autorizzazioni, controlli, rapporti amministrativi e interlocuzioni con diversi uffici ed enti.

Il fatto che risultasse presentata un’istanza di condono non può, di per sé, essere confuso con l’avvenuta regolarizzazione dell’opera. Un’istanza di condono è una domanda di sanatoria, non equivale automaticamente al rilascio del titolo in sanatoria.

È quindi legittimo domandarsi come sia stato possibile che una struttura destinata all’igiene urbana del Comune potesse essere utilizzata per anni senza che lo stato urbanistico-edilizio dei manufatti fosse pienamente conosciuto e valutato da chi aveva il compito di amministrare, autorizzare e controllare.

La domanda non riguarda soltanto la politica.

Riguarda gli uffici tecnici, i responsabili dei procedimenti, gli eventuali organi e commissioni chiamati a esprimersi, nonché tutti gli enti che, a vario titolo, siano stati coinvolti nelle autorizzazioni e nei controlli, compresi gli organismi sanitari per gli aspetti di loro competenza.

È davvero possibile che nessuno sapesse quale fosse lo stato urbanistico ed edilizio dei manufatti nei quali veniva svolto un servizio pubblico così importante?

Se oggi emergono contestazioni che riguardano proprio quelle strutture, questa domanda deve trovare una risposta documentata.

E soprattutto bisogna capire chi sapeva, quando lo sapeva e quali atti siano stati adottati sulla base di quella conoscenza.

Non possono esistere abusivi di serie A e abusivi di serie B

Ed è proprio qui che nasce la contraddizione.

Non possono esistere abusivi di serie A e abusivi di serie B.

Non può essere che un cittadino veda andare in polvere la propria casa, costruita con i sacrifici di una vita, mentre in un’altra situazione un’opera oggetto di violazioni urbanistiche possa continuare a produrre utilità economiche, anche attraverso rapporti con la pubblica amministrazione.

In altre parole: un abusivo vede i sacrifici di una vita intera andare in polvere; un altro, nelle condizioni che dovranno essere verificate dagli organi competenti, può vedere crescere il proprio conto economico.

Questo, permettetemi di dirlo, è il punto sul quale chiediamo una risposta alle istituzioni.

Perché non può esserci il bastone per uno e la carota per l’altro.

Se la legalità è il principio al quale tutti dobbiamo sottostare, non può diventare uno strumento utilizzato con intensità diversa a seconda della convenienza dell’opera, della sua funzione o del soggetto che la utilizza.

Il denaro pubblico e il possibile danno erariale

C’è poi un’altra questione, ancora più delicata: il denaro pubblico.

Se nel corso degli anni un ente pubblico ha corrisposto canoni di locazione, indennità o altre somme per utilizzare strutture che presentavano problemi urbanistici ed edilizi, è doveroso verificare se quelle scelte siano state legittime, economicamente giustificate e rispettose dell’interesse della collettività.

Ed è proprio per questo che chiediamo che la vicenda venga sottoposta, per quanto di competenza, anche all’attenzione della Corte dei Conti, affinché possa essere verificata l’eventuale esistenza di un danno erariale e, qualora ne ricorrano i presupposti, siano individuate le eventuali responsabilità amministrative e contabili.

Non siamo noi a dover stabilire oggi se esista un danno erariale. Ma è doveroso chiedere che qualcuno lo verifichi.

Perché i cittadini pagano le tasse e hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le loro risorse.

A Gratteri: l’abusivismo va combattuto a 360 gradi

Al dottor Gratteri rivolgo quindi un invito molto chiaro: se si vuole combattere l’abusivismo, lo si faccia a 360 gradi.

Non soltanto quando si tratta della casa di una famiglia. Non soltanto quando si deve mettere in moto una ruspa.

L’abusivismo edilizio è un fenomeno complesso e prima di affrontarlo bisogna conoscerne la storia, le cause, le differenze e le diverse realtà che lo compongono. Bisogna distinguere la speculazione edilizia dalla casa costruita per necessità, senza per questo negare il rispetto delle regole.

Perché una cosa deve essere chiara: noi non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo semplicemente che non ci siano privilegi per nessuno.

La stessa legge, lo stesso rigore, la stessa attenzione.

Perché non è giustizia vedere una famiglia perdere la propria casa mentre, nello stesso territorio e davanti alle stesse istituzioni, un’opera oggetto di violazioni possa diventare fonte di ricchezza attraverso un rapporto economico con la pubblica amministrazione.

Questo non può essere il metodo giusto per amministrare la cosa pubblica.

La legalità non può avere due pesi e due misure.

La legalità o è uguale per tutti, oppure rischia di diventare soltanto una parola.

Raffaele Cardamuro
Presidente
Associazione Nazionale Io Abito

07/09/2026

L’Associazione Io Abito si stringe al dolore di Francesco Del Deo per la scomparsa della cara moglie Elena

L’Associazione Io Abito esprime il proprio profondo cordoglio e si stringe con affetto all’amico Francesco Del Deo, già sindaco di Forio, per la dolorosa perdita della cara moglie Elena.

Francesco, nel corso degli anni, è sempre stato vicino alle famiglie colpite dalle demolizioni delle case di necessità, condividendone il dolore e le difficoltà e dimostrando sensibilità e attenzione verso chi viveva il dramma della perdita della propria casa.

Oggi, di fronte a un dolore così grande e personale, sono le famiglie della nostra associazione a volersi stringere attorno a lui e ai suoi cari.

Come Francesco ha saputo tante volte stringersi al dolore di chi perdeva la propria casa, oggi è la comunità di Io Abito a stringersi al suo dolore per la perdita della sua amata Elena.

A Francesco e a tutta la sua famiglia giungano le nostre più sincere e sentite condoglianze, con un abbraccio affettuoso e rispettoso in questo momento di profondo dolore.

Raffaele Cardamuro
Presidente Associazione Io Abito

31/08/2026

Prima di firmare e decantare protocolli a destra e manca… demolite quello che vi spetta per DOVERE …. Pagliacci !

🏗️ **Abusi edilizi su suolo demaniale: la demolizione è un atto vincolato**

⚖️ In caso di opere abusive realizzate su area demaniale, l’amministrazione non dispone di un margine di discrezionalità nella scelta della sanzione: la demolizione costituisce un atto dovuto, senza necessità di una specifica valutazione dell’interesse pubblico alla conservazione dell’opera.

📌 Un principio che rafforza la tutela del patrimonio demaniale e chiarisce i limiti dell’azione amministrativa.

🔎 Approfondisci:

Politicamente siamo spesso agli antipodi e abbiamo idee molto diverse su tanti temi. Questo, però, non mi impedisce di a...
29/08/2026

Politicamente siamo spesso agli antipodi e abbiamo idee molto diverse su tanti temi. Questo, però, non mi impedisce di augurare ad Alessandro Di Battista una pronta e completa guarigione.
Gli auguro di riprendersi al più presto, per tornare a portare avanti con determinazione e con rinnovata forza quelle che ritiene essere le sue battaglie.
In questi momenti vengono prima di tutto la salute e la persona. Forza Alessandro!

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