05/08/2026
Una cosa è certa: un intervento come questo non lo sentirete mai dalla bocca di Borrelli e di tanti altri esponenti del centrosinistra.
C’è un dato che merita una riflessione seria: in alcuni territori l’abusivismo edilizio arriva a rappresentare una quota enorme del costruito, in alcuni casi si parla addirittura del 70%.
È difficile pensare che un fenomeno di tali dimensioni sia cresciuto senza che la politica, le amministrazioni e le istituzioni ne fossero pienamente consapevoli. Per decenni quei territori sono stati governati prevalentemente da amministrazioni di centrosinistra, che hanno continuato a ricevere consenso elettorale anche da chi viveva in queste realtà.
Per anni tutti sapevano. Sapevano le amministrazioni locali, sapevano gli uffici tecnici, sapevano le istituzioni. L’abusivismo edilizio non è nato di nascosto: è cresciuto sotto gli occhi di tutti, diventando parte integrante della realtà di intere comunità.
Nell’arco degli anni, l’abusivismo edilizio non è stato percepito come un fenomeno eccezionale o isolato, ma è diventato una vera e propria consuetudine. Una realtà con cui istituzioni, amministrazioni e cittadini hanno convissuto per decenni, spesso nella convinzione che prima o poi sarebbe arrivata una soluzione definitiva.
Se migliaia di famiglie hanno continuato a vivere nelle proprie case confidando in una risposta politica, è evidente che quella fiducia non nasce dal nulla. È legittimo chiedersi se, nel corso degli anni, non sia stato alimentato il convincimento che quelle situazioni sarebbero state in qualche modo tollerate, sanate o comunque affrontate attraverso strumenti legislativi adeguati.
Oggi, però, molti di coloro che hanno governato quei territori cercano di prendere le distanze da questa storia, come se il problema fosse nato all’improvviso e come se non esistesse una responsabilità politica per non averlo affrontato quando era ancora possibile farlo.
La verità è che oggi il conto di decenni di rinvii, omissioni e mancate scelte ricade sulle spalle di chi è chiamato a gestire una situazione ormai esplosiva, con migliaia di famiglie che vivono nell’incertezza e territori che attendono ancora una soluzione equilibrata e definitiva.
Perché è troppo facile fare i moralisti quando il problema è ormai esploso. Più difficile è riconoscere che un fenomeno così vasto non sarebbe mai potuto diventare una consuetudine senza la tolleranza, l’indifferenza o l’incapacità della politica di affrontarlo per tempo.
La questione dell’abusivismo edilizio non può essere ridotta a slogan o battaglie ideologiche. Richiede coraggio, onestà intellettuale e la volontà di trovare una soluzione che tenga insieme legalità, sicurezza e tutela della dignità delle persone. Perché dietro quei numeri non ci sono pratiche amministrative, ma famiglie, lavoratori, anziani e cittadini che da troppo tempo aspettano risposte.
Noi continueremo a difendere il diritto alla casa, il diritto alla dignità e il diritto di migliaia di famiglie a ottenere una soluzione definitiva, giusta e sostenibile.
Contarsi per contare.
Associazione Io Abito
Il Presidente
Raffaele Cardamuro