21/05/2026
🌍 Il rapporto di quest’anno del World Freedom Index di Reporters Sans Frontières (RSF) delinea uno scenario preoccupante: si tratta del peggior bilancio degli ultimi 25 anni. Nel 52,2% dei paesi analizzati, i giornalisti si trovano ad operare in una condizione definita «molto grave», mentre nel 2002 la percentuale si fermava al 13,7%.
📉📈 In cima alla classifica svettano i paesi del nord Europa: prima per il decimo anno consecutivo la . Nelle ultime posizioni si conferma, per il terzo anno consecutivo, l’Eritrea (180°) preceduta dalla (178°) e dalla Corea del Nord (179°). Migliora la posizione della Siria post-Assad (141°), che scala ben 36 posizioni rispetto al 2025.
🇺🇸🇮🇹 In Occidente gli Stati Uniti scendono di ben 7 posizioni rispetto al 2025 (64°) a causa degli attacchi sistematici da parte dell’amministrazione contro media e giornalisti.
Anche l’Italia segue il trend negativo: dal 49° posto del 2025 scende al 56°, sia a causa della delicata condizione dei giornalisti italiani che vivono sotto scorta permanente, che per il contesto - specie con l’incremento delle cosiddette «querele bavaglio».
📑 Secondo Rsf, l’indicatore legale ha registrato il calo più imponente nell’ultimo anno: il giornalismo è sempre più criminalizzato a livello globale, provocando una progressiva erosione del diritto all’informazione, anche nei paesi democratici.
A cura di Jacklin Faye