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Il Centro Studi Internazionali (CSI) è un Think Tank indipendente costituito a Napoli nel 1992 dedito a fornire approfondimenti strategici ed analisi per indirizzare i responsabili decisionali.

🇮🇳A partire da inizio ottobre in   sono scoppiate ondate di proteste, causate dalla scelta del governo di riformare l’el...
20/10/2026

🇮🇳A partire da inizio ottobre in sono scoppiate ondate di proteste, causate dalla scelta del governo di riformare l’elenco degli elettori per eliminare doppi nomi, persone decedute e altri errori sistematici, causando l’esclusione di 130 milioni circa di essi. I cittadini denunciano che questa sia solo una motivazione di facciata e che la misura in realtà serva a escludere parte dell’elettorato indiano, soprattutto nelle fasce più povere.

✊🏻Alla guida di queste manifestazioni c’è ancora una volta il Janta Party, movimento giovanile nato solo quest’anno ma che ha già guidato massicce rivolte per combattere contro la corruzione del governo, l’autoritarismo e i problemi dell’istruzione, ottenendo anche risultati notevoli, come le del ministro dell’Istruzione a Luglio.

Il Cockroach Party ha di nuovo preso le redini delle manifestazioni, e il Governo ha risposto con un’intensa repressione. Il 13 Ottobre infatti Ashutosh Ranka, Saurav Das e Ajinkya Shinde, tra i leader del movimento, sono stati arrestati dalla polizia indiana e non sono ancora stati rilasciati, nonostante la Corte avesse stabilito per loro una detenzione di 5 giorni. I giovani sono di nuovo quindi scesi in piazza venerdì per chiedere la loro scarcerazione, denunciando una gestione autoritaria delle manifestazioni, ma Abhijeet Dipke e altri componenti del partito sono stati a loro volta arrestati, venendo però rilasciati il giorno dopo.

⚡La tensione resta alta e non è escluso che le proteste continuino, il partito degli scarafaggi ha già annunciato che non smetterà di combattere.

A cura di Giovanni Ziglioli

Il Centro Studi Internazionali è lieto di annunciare il conferimento del Premio 2026 a Filippo Grandi, già Alto Commissa...
19/10/2026

Il Centro Studi Internazionali è lieto di annunciare il conferimento del Premio 2026 a Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), per il suo straordinario impegno in ambito umanitario e internazionale.

La motivazione del riconoscimento:

«Per l’impegno nella tutela dei rifugiati e delle persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni, contribuendo al rafforzamento della cooperazione internazionale e della solidarietà umanitaria».

Una personalità di assoluto rilievo nel panorama internazionale, il cui percorso professionale rappresenta una testimonianza concreta del valore della cooperazione multilaterale, della responsabilità delle istituzioni e della necessità di porre la dignità umana al centro dell’azione internazionale.

Il Premio del Centro Studi Internazionali si inserisce in un percorso di riconoscimento di figure che, attraverso il proprio impegno, hanno contribuito al dialogo internazionale, alla costruzione della pace e alla promozione dei valori universali.

Nel corso degli anni, il riconoscimento è stato conferito a personalità di altissimo profilo, tra cui: Sua Santità il XIV Dalai Lama (2003), Pasquale Salzano (2024), Paolo Benanti (2025).

Con questo riconoscimento, il Centro Studi Internazionali rinnova la propria missione: promuovere la cultura delle relazioni internazionali, valorizzare personalità di riferimento e favorire il confronto sulle grandi sfide del nostro tempo, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Perché la cooperazione internazionale non è soltanto una necessità del presente, ma una responsabilità verso il futuro.

🇮🇱 Il 27 ottobre 2026   torna alle urne per le prime elezioni politiche dopo l’attacco del 7 ottobre. Un voto cruciale c...
19/10/2026

🇮🇱 Il 27 ottobre 2026 torna alle urne per le prime elezioni politiche dopo l’attacco del 7 ottobre. Un voto cruciale che metterà alla prova la tenuta del governo uscente di Benjamin , sfidato dall’ex capo di Stato Maggiore Gadi .

🗳️ La campagna elettorale si gioca su fratture interne profonde: le responsabilità per le falle di sicurezza, i pesanti costi economici del conflitto e la controversa leva militare per gli ultraortodossi, un tema che sta spaccando la maggioranza.

‼️ Nel frattempo, le crescenti violenze in e i mandati della giustizia internazionale aumentano le pressioni esterne sul Paese. Israele appare oggi profondamente polarizzato e scivola verso il rischio di un nuovo stallo politico alla .

A cura di Elena Garavello

Domani a Caserta, il Centro Studi Internazionali incontra Filippo Grandi e conferisce il Premio 2026 del CSI.Il Centro S...
18/10/2026

Domani a Caserta, il Centro Studi Internazionali incontra Filippo Grandi e conferisce il Premio 2026 del CSI.

Il Centro Studi Internazionali è lieto di promuovere un importante momento di incontro e riflessione con Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), protagonista di primo piano della cooperazione internazionale e dell’impegno umanitario.

Nel corso dell’incontro, il CSI conferirà a Filippo Grandi il Premio 2026 del Centro Studi Internazionali, un riconoscimento che intende valorizzare il suo percorso e il contributo offerto alla comunità internazionale nella tutela dei rifugiati e nella risposta alle grandi sfide umanitarie contemporanee.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, sarà anche un’occasione di dialogo e approfondimento sui temi delle relazioni internazionali, della protezione dei rifugiati e delle responsabilità della comunità internazionale.

🗓️ Lunedì 19 ottobre 2026 | Ore 11:30
📍 Sala del Rettorato – Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Viale Ellittico 31, Caserta.

Un appuntamento di alto profilo istituzionale e scientifico, che conferma l’impegno del Centro Studi Internazionali nel promuovere il confronto con personalità di rilievo internazionale e nel valorizzare figure che hanno contribuito concretamente ad affrontare alcune delle sfide più importanti del nostro tempo.

17/10/2026
🌍 Il 15 e 16 ottobre i leader dell’  si sono riuniti a Bruxelles per discutere le principali sfide economiche e geopolit...
16/10/2026

🌍 Il 15 e 16 ottobre i leader dell’ si sono riuniti a Bruxelles per discutere le principali sfide economiche e geopolitiche del continente. Nella prima giornata, il Consiglio europeo ha adottato conclusioni sulla competitività, sul bilancio pluriennale 2028–2034 e sull’allargamento dell’UE, chiedendo di accelerare le riforme necessarie a rafforzare il mercato unico e ridurre gli ostacoli amministrativi per le imprese.

⚡ Il costo dell’ è emerso come uno dei nodi centrali per la competitività industriale europea. I leader hanno invitato la Commissione a valutare ulteriori misure a breve termine contro l’aumento dei prezzi e hanno sottolineato la necessità di rendere il mercato energetico più resiliente. Sul sistema europeo di scambio delle emissioni, l’UE punta a conciliare la riduzione delle emissioni con la tutela dell’industria, chiedendo una nuova valutazione degli effetti dell’ETS2 e delle relative misure di salvaguardia.

🇺🇦 Il 16 ottobre, il vertice si è concentrato anche sul sostegno all’ , sulle capacità di difesa europee e sulle attività ibride attribuite alla Russia. I leader hanno discusso le esigenze operative delle infrastrutture critiche ucraine in vista dell’inverno, oltre al rafforzamento della preparazione militare europea. Sul piano geopolitico, la questione resta legata alla capacità dell’UE di garantire continuità al sostegno a Kyiv e di coordinare la risposta alle minacce alla sicurezza del continente.

🛡️ Il vertice ha affrontato inoltre la e gli sviluppi in , con particolare attenzione alla libertà di navigazione e alla sicurezza marittima, fondamentali per le catene di approvvigionamento di energia, fertilizzanti e prodotti alimentari. Le discussioni confermano la difficoltà per l’UE di affrontare simultaneamente pressioni economiche, transizione climatica e instabilità internazionale, mantenendo una posizione comune tra i 27 Stati membri.

A cura di Martina Masi

🇺🇦 Il presidente ucraino Volodymyr   ha annunciato la ripresa degli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe,...
15/10/2026

🇺🇦 Il presidente ucraino Volodymyr ha annunciato la ripresa degli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe, considerate una componente fondamentale delle risorse economiche e militari di Mosca. Le raffinerie rappresentano infatti obiettivi strategici per ridurre la capacità della Russia di finanziare e sostenere lo sforzo bellico.

🛢️ La strategia di Kyiv punta a colpire il settore energetico russo, aumentando i costi della guerra e mettendo sotto pressione le infrastrutture che alimentano l’economia del Paese. Gli attacchi si inseriscono in una più ampia dinamica di guerra economica ed energetica, nella quale petrolio e capacità industriale assumono un ruolo centrale.

🇺🇸 Sullo sfondo resta il rapporto complesso con gli Stati Uniti di Donald . Secondo il , l’amministrazione statunitense avrebbe proposto di sbloccare asset sovrani russi congelati in e trasferirli sotto supervisione americana, un’ipotesi che avrebbe incontrato l’opposizione dei rappresentanti europei. La questione evidenzia le divergenze tra Washington e le capitali europee sulla gestione delle risorse russe e sulle prospettive di un accordo.

🌐 La dimensione energetica si conferma quindi uno dei fronti decisivi della guerra: colpire le infrastrutture petrolifere significa non soltanto danneggiare la capacità produttiva russa, ma anche incidere sugli equilibri strategici e sui margini di manovra diplomatica delle parti coinvolte.

A cura di Costanza Vespasiano

🌍Le nuove tensioni tra il Governo Etiope e i gruppi ribelli del   potrebbe portare ad una esclation regionale.🇪🇹L’  infa...
14/10/2026

🌍Le nuove tensioni tra il Governo Etiope e i gruppi ribelli del potrebbe portare ad una esclation regionale.

🇪🇹L’ infatti ha varie questione non risolte con i suoi vicini, dalla rivalità con l’Eritrea per l’accesso al mare, a quella con l’Egitto per le acque del Nilo.

🪖Inoltre sembrerebbe essere infatti coinvolta nella guerra in , aggravando le tensioni regionali.
A queste si aggiungono il coinvolgimento degli Arabi Uniti, interessati ad espandere la loro influenza nella regione del C***o d’Africa.

A cura di Giovanni Ziglioli

🛡️ Al  , il comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, ha illustrato la sua “Theory of Victory”, ...
13/10/2026

🛡️ Al , il comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, ha illustrato la sua “Theory of Victory”, una strategia pensata per rendere inefficace qualsiasi aggressione contro un Paese membro della NATO.

🌐 ha ribadito la natura difensiva dell’Alleanza, spiegando però che, in caso di attacco, la risposta non si limiterebbe a respingere le forze avversarie. La punterebbe anche a neutralizzare i sistemi di comando, supporto e sostegno necessari a proseguire l’offensiva.

🌍 Il generale non ha indicato direttamente la , ma il messaggio appare chiaramente rivolto a Mosca. Le dichiarazioni arrivano in una fase di forte tensione in , segnata da cyberattacchi, sabotaggi, incursioni con droni e da un generale rafforzamento delle capacità di difesa sul fianco orientale.

📌 La cosiddetta “dottrina della vittoria” punta quindi a rafforzare la deterrenza: non soltanto difendere il territorio dell’Alleanza, ma convincere ogni potenziale avversario che un’aggressione non sarebbe in grado di raggiungere i propri obiettivi strategici.

A cura di Carmelo Antonio Chirico

🇺🇦Il 1° ottobre l’  ha discusso la situazione di  , città ucraina occupata dalla Russia dal 2022. Sulla riva sinistra de...
12/10/2026

🇺🇦Il 1° ottobre l’ ha discusso la situazione di , città ucraina occupata dalla Russia dal 2022. Sulla riva sinistra del Dnipro, a pochi chilometri da Kherson, oggi vi rimangono circa 2.000 abitanti, contro i circa 24.000 prima della guerra.

⚠️Da mesi la città è quasi isolata. Le forniture di cibo e medicinali sono diventate irregolari e mine, droni e bombardamenti rendono difficili gli spostamenti. Il 27 settembre l’ ha utilizzato droni per consegnare circa 4 tonnellate di aiuti in 100 punti della città, dopo settimane di difficoltà nel raggiungere l’area via terra.

⚖️La assume però una dimensione più ampia. Nei territori occupati, il diritto internazionale umanitario stabilisce obblighi nei confronti della popolazione civile, mentre l’accesso agli aiuti e la possibilità di evacuazione diventano questioni legate al controllo effettivo del territorio. Kyiv accusa Mosca di ostacolare le forniture e le evacuazioni; la Russia respinge le accuse.

🌍Il caso di Oleshky mette così in evidenza uno dei nodi della guerra: quando il controllo territoriale determina anche chi può entrare, uscire o ricevere assistenza, la protezione dei civili diventa parte della contesa geopolitica. Per l’ , la sfida è tradurre la pressione diplomatica in un accesso concreto alla popolazione.

A cura di Martina Masi

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