La notte del 13 dicembre un gruppo di associazioni, comitati, cittadine e cittadini ha riaperto dopo decenni di abbandono l’ex Oratorio di Santa Maria della Fede, o Conservatorio di Santa Fede, in via San Giovanni Maggiore Pignatelli, con una iniziativa che ha voluto interrompere il lungo oblio che ha sottratto alla vivibilità del quartiere una preziosa risorsa, tra le tante, che ancora oggi resta
no inutilizzate, degradate o privatizzate, percepite come ruderi e vuoti urbani in pieno centro storico; risorse indispensabili per il benessere e la vivibilità che dovrebbero colmare gli enormi fabbisogni di spazio per ogni attività collettiva,solidale e di sostegno all’economia più povera e fragile. Con il recupero di Santa Fede si vuole realizzare un’esperienza concreta di comunità, consapevoli che si tratta di un processo complesso che necessita di grandi risorse economiche, organizzative e sociali. Per questo SOSTENIAMO UN NUOVO PERCORSO PER GESTIRE LA LUNGA FASE DI TRANSIZIONE DA BENE
ABBANDONATO A BENE COLLETTIVO, che tenda in primo luogo alla riappropriazione degli abitanti di questo bene con l’uso costante dello spazio e la sua costante apertura, e nel contempo l’avvio di una fase di consultazione popolare che possa guidare il suo recupero e riuso attraverso un percorso di
PROGETTAZIONE PARTECIPATA e di ATTUAZIONE CONTROLLATA.