09/02/2026
Colpa mia, ma non avevo la più pallida idea di chi fosse Andrea Pucci fino a poche ore fa.
Non per una forma di snobismo, ma perché non l’avevo mai visto nè in tv nè in teatro.
Non sapevo nemmeno che sarebbe andato al Festival di Sanremo.
Non lo avrei probabilmente visto nemmeno lì.
Ho letto dalle dichiarazioni della Presidente Meloni, poi dei due vicepresidenti, poi di La Russa che avrebbe ricevuto insulti sui social e dunque si sarebbe ritirato in seguito a questo agguato.
Mi spiace, penso che sui social non dovrebbero esserci mai le vagonate di odio che vengono vomitate addosso tutti i giorni a chiunque.
Persino se si trattasse del mio peggiore avversario.
Anche io ne sono spesso vittima, come tanti miei compagni, ma non mi sognerei mai di dire: è colpa di una destra isterica e della sua deriva illiberale.
Non attribuirei mai a Giorgia Meloni il ruolo di mandante.
E invece lei oggi ha costruito questo teatrino per inscenare una polemica pubblica e colpire la sinistra.
Appunto “isterica” e “illiberale”.
Come se Elly Schlein avesse detto mezza parola su questa vicenda o avesse il potere di teleguidare qualcuno davanti alla tastiera.
Siamo al delirio.
E magari, la stessa Schlein, si sarebbe pure resa responsabile di una censura, pur non avendo alcuna responsabilità sul palinsesto della Rai e come è noto non avendo nemmeno la possibilità di far funzionare la Commissione di Vigilanza visto che la destra fa mancare il numero legale bloccandola da oltre un anno.
La nostra democrazia funziona ormai così: troviamo un caso di cronaca piuttosto che una polemica su un comico semisconosciuto e costruiamoci una campagna martellante per stare una giornata in tv, sui giornali e sui siti.
La destra lo fa tutti i giorni, pur di non parlare di sanità, scuola, salari.
E’ una tecnica consolidata, dove il vittimismo diventa un modo per sfuggire alle responsabilità di governo.
O forse, più subdolamente, un metodo di governo.
E dunque ogni cosa è buona per manganellare le opposizioni, che non c’entrano nulla rispetto alla polemica che si è innescata sui social nei confronti di Pucci.
Questo accade nei regimi: serve sempre mostrare un capro espiatorio per nascondere la propria incapacità.
La risposta non può che essere quella di stare ostinatamente sui temi reali.
Parlare dell’Italia che soffre e che non ha alcuna risposta dalla Meloni.
Questo conta, non se Pucci va o non va a Sanremo.
Ci vada pure, tanto il potere ce l’ha - forse e ancora per poco - chi usa il telecomando.