Due Sicilie Camper Club

Due Sicilie Camper Club Associazione turistico-culturale. Turismo itinerante e cultura. Viaggi tra arte, turismo e cultura.

Per chi vuole scoprire le bellezze e le vere radici culturali delle nostre terre che "in una scala di sei gradi circa di latitudine, offron raccolte le fisonomie che natura presenta dal cerchio polare all' equatore"

BRUNNER Copertura Camper Cover 6M 700-750 cm, Grigio, 700-750 cm. Materiale Poliestere. Protezione dai raggi UV. Resiste...
25/05/2026

BRUNNER Copertura Camper Cover 6M 700-750 cm, Grigio, 700-750 cm. Materiale Poliestere. Protezione dai raggi UV. Resistente all'acqua. Telo in tessuto non tessuto a 4 strati. Tessuto traspirante ed idrorepellente. Sviluppato per l'uso invernale. Viene fornita in una comoda sacca custodia. In offerta su Amazon a 253,00 euro.

VITORCHIANO
21/05/2026

VITORCHIANO

21/05/2026

I Moai sono statue monolitiche situate sull'Isola di Pasqua, noti anche come "teste dell'isola". Scolpite dalla popolazione indigena Rapa Nui, queste gigantesche statue, alte da 2,5 metri a 10 metri, rappresentano esseri umani con teste allungate e torsioni parzialmente interrati. Alcune statue presentano un tozzo cilindro, chiamato pukao, che può rappresentare un copricapo o una pettinatura tradizionale. I Moai fanno parte di complessi cerimoniali e sono considerati simboli di protezione e prosperità. Un esempio italiano di Moai è la statua di Vitorchiano, situata nella Tuscia, realizzata nel 1990 da una famiglia di scultori originari di Rapa Nui.
La statua Moai di Vitorchiano si erge con i suoi sei metri di altezza su un suggestivo belvedere affacciato sulla valle del Vezza, nella provincia di Viterbo. La scultura, scolpita secondo le antiche tecniche polinesiane, nasce da un monumentale blocco di peperino locale, unendo la spiritualità dell’arte sacra maori con i materiali e il paesaggio della Tuscia. È un’opera che rappresenta protezione, prosperità e scambio culturale, donata alla comunità come simbolo di fratellanza tra popoli geograficamente lontani ma spiritualmente affini. La sua unicità risiede non solo nelle dimensioni, le uniche fedeli a quelle dell’Isola di Pasqua fuori dal Pacifico, ma anche nella collocazione paesaggistica, dove la pietra scolpita sembra vegliare silenziosa sul borgo antico. Interessante dire che la statua veglia sulla piazza dove c'è la sosta camper del comune a pagamento.

05/05/2026

Il nostro 1°maggio

08/04/2026
🌱 Cari amici camperisti e soci,Buona Pasqua a tutti! 🥚🕊️ Spero che questa Pasqua sia un momento di gioia e di festa con ...
04/04/2026

🌱 Cari amici camperisti e soci,
Buona Pasqua a tutti! 🥚🕊️
Spero che questa Pasqua sia un momento di gioia e di festa con le persone care, circondati dalla natura e dalla libertà dei viaggi in camper.

Che la Pasqua porti pace, serenità e nuove avventure da condividere insieme!

Buone feste a tutti e buon viaggio!

Con affetto, a tutti da Due Sicilie Camper Club 🚍

24/03/2026

Bunker Soratte
Dalla Seconda guerra mondiale, passando per la Guerra Fredda arrivando ai giorni nostri. Gallerie-bunker scavate all'interno del Monte Soratte, nel Comune di Sant'Oreste, Roma. I lavori di scavo, iniziati nell'autunno del 1939, furono svolti dalla ditta Giovanni Perucchetti, sotto la direzione del Genio militare di Roma, e la lunghezza totale del lotto effettivamente realizzato fu di oltre 4 chilometri, mentre il progetto avrebbe dovuto comprendere ulteriori quattro lotti, per un totale di 14 chilometri. L'opera in caverna si estende per una superficie di oltre 25.000 m² calpestabili e carrabili. Il volume di escavazione, ad oggi rilevabile, ha interessato circa 300.000 metri cubi di roccia. Il perimetro protetto, che venne individuato durante le opere di escavazione, aveva un'estensione di 60 ettari, poi ridotti nel dopoguerra ai 44 ettari ancora oggi ben delimitati. Il Comune di Sant'Oreste, grazie anche a finanziamenti della Comunità Europea, ha avviato dal 2003 i lavori di recupero di tutta l'area attraverso il progetto denominato "Percorso della Memoria", per farne un luogo museale che dimostri la Straordinaria e unica sovrapposizione di strutture della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda in Italia.
Filmato del socio Lai Franco.

Santa Caterina a Formiello è una  chiesa monumentale di Napoli sita in piazza Enrico De Nicola, adiacente alla porta Cap...
29/07/2025

Santa Caterina a Formiello è una chiesa monumentale di Napoli sita in piazza Enrico De Nicola, adiacente alla porta Capuana e al Castel Capuano. Di stampo rinascimentale, é una delle chiese dalle forme architettoniche più interessanti della città. L'attuale complesso sorge su di una precedente e più piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, vergine e martire, costruita sul finire del 400 assieme all'annesso convento affidato inizialmente ai frati celestini. La chiesa da subito detta "a Formiello" (dal latino ad formis, ossia presso i condotti, presso i canali) in quanto nei suoi pressi penetrava in città l'antico acquedotto della Bolla, acquedotto che fu poi sostituito verso la fine del XIX secolo dall'attuale in uso, quello di Serino. L'intero complesso religioso insisteva nella zona limitrofe orientale della città, a ridosso di porta Capuana e Castel Capuano, comunque entro la nuova cinta muraria aragonese che allargava lo spazio urbano antico.
La chiesa custodisce sin dalla sua fondazione le reliquie appartenenti ai celebri Martiri d’Otranto, uccisi dai Turchi il 14 agosto 1480 per non aver rinnegato la propria fede. Alfonso II di Napoli, duca di Calabria, traslò a Napoli nel 1492 i corpi dei martiri e li collocò inizialmente nella chiesa della Maddalena, in quella occasione rinominata Santa Maria dei Martiri. Quando le monache della Maddalena fecero ritorno nel loro convento, le spoglie dei martiri furono quindi trasferite, probabilmente già nel 1497, nell'antica chiesetta di Santa Caterina e poste in una sorta di piccola ca****la in laterizio sostenuta da angeli di marmo. In questa fase la città era guidata da re Federico d'Aragona, col quale iniziava per la chiesa di Santa Caterina una nuova e più ricca storia; egli infatti la concesse nel 1499 ai padri domenicani, che ricostruirono l'attuale edificio sacro e lo tennero senza interruzione fino al 1806, quando fu decretata la soppressione del monastero per volontà di Gioacchino Murat.
La costruzione della nuova chiesa, con chiari influssi toscani, avvenne dunque agli inizi del Cinquecento su un progetto attribuito ad Antonio Fiorentino della Cava ed eseguito dall'architetto Romolo Balsimelli, registrato al cantiere nel 1519, mentre al 1514 risale la conclusione dei lavori al chiostro grande del monastero, opera certa dello stesso Fiorentino della Cava. Contribuirono al finanziamento dei lavori diverse famiglie nobiliari della città, tra le quali gli Acquaviva d'Atri, i Sanseverino di Bisignano e, soprattutto, grazie agli Spinelli di Cariati, ai quali verrà concesso di avere una ca****la persino nella zona presbiteriale. La nuova chiesa assunse sin dal principio l'aspetto che tuttora ha; testimonianza di ciò è la mappa della città del 1566 di Dupérac-Lafréry, che mostra la chiesa già simile a come poi sarà completata ventisette anni più tardi, nel 1593. Terminata la nuova chiesa domenicana di Santa Caterina le spoglie dei martiri d'Otranto, nel 1574, furono ricollocate sotto l’altare del Rosario, nel transetto destro. Nel 1659 fu rifatto il portale marmoreo principale, ornato con la statua della santa titolare opera di Francesco Antonio Picchiatti. Verso la fine dello stesso secolo e fin anche la prima metà del Settecento la navata subì radicali restauri che tuttavia non ne modificarono le linee rinascimentali architettoniche, ma videro sovrapporsi ad esse decorazioni scultoree e pittoriche di gusto essenzialmente barocco. Le pitture e gli affreschi dell'interno appartengono a questi due secoli e furono eseguiti da autori quali Luigi Garzi, Paolo De Matteis, Santolo Cirillo, Guglielmo Borremans, Giacomo del Pò e da Giuseppe Simonelli; le opere scultoree sono databili tra il XVI e il XVIII secolo e appartengono invece ad Annibale Caccavello, Pietro Benaglia, Giovan Battista Colombo e Matteo Bottiglieri. L'impianto rinascimentale dell'edificio, che non venne mai alterato rispetto all'originale cinquecentesco, venne da sempre molto apprezzato dalla critica locale; nella guida di Napoli scritta nell'anno 1724, infatti, il canonico Carlo Celano ritenne la cupola come la prima nel suo genere architettonico a Napoli: «[...] fu passata in quei tempi per una meraviglia, essendo la prima che fusse stata in questa nostra città: e questa è servita d'esempio all'altre, che sono state fatte appresso [...]». Tra il 1706 e il 1708 intanto, sul sagrato fu eseguita per commissione della Deputazione del Tesoro l'edicola di San Gennaro. Nel 1739 invece, le reliquie dei Martiri di Otranto furono ancora spostate, questa volta nella seconda ca****la di sinistra.
Nel corso dell'ottocento, ci fu prima la soppressione dell'Ordine domenicano avvenuta nel 1806 per volere di Giovacchino Murat e poi, a partire dal 1815, per volere del nuovo re di Napoli Ferdinando I delle Due Sicilie, gran parte del monastero fu riadattato a nuovi usi, tra cui quello di lanificio militare. Nei 1901 invece le reliquie dei Martiri di Otranto furono un'altra volta spostate, trovando definitiva ubicazione all'interno della quarta ca****la di sinistra della chiesa. La chiesa subì infine gravi danni alla sua staticità in occasione del terremoto dell'Irpinia del 1980, venendo interessata da lunghi e importanti lavori di restauro.

Indirizzo

Naples
80100

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