21/06/2026
Le Pillole della Domenica:
SOLSTIZIO D’ESTATE 2026
Questa mattina alle ore 10,24 si è ripetuto il fenomeno astronomico noto come Solstizio d'Estate.
La scienza ci ha spiegato che il graduale aumento della luce diurna, che oggi raggiunge la massima durata e che domani inizierà a diminuire, è dovuta alle inclinazione dell'asse terrestre nel suo movimento rotatorio intorno al Sole.
Non è più necessario divinizzare l'astro benefico o ricorrere al mito per dare risposta a ciò che ai tempi dei nostri progenitori non si comprendeva. Gli antichi però erano completamente integrati nella Natura e, immuni dalle contaminazioni moderne che hanno creato una barriera invalicabile tra l'uomo e l'ambiente, possedevano facoltà sovrarazionali ed extrasensoriali che permettevano di cogliere il senso nascosto delle cose che nessuna descrizione scientifica è in grado di rivelare. Nella mirabile precisione con la quale il Sole convertiva la sua rotta in due momenti dell'anno riconoscevano un'opera perfetta degna di essere esaltata, dalla quale potevano trarre segni universali capaci di influenzare anche il destino umano.
Il Solstizio d'Estate conserva traccia di queste celebrazioni, che avevano luogo presso le civiltà più avanzate, nei riti che tuttora perpetuano la tradizione, in forma più superstiziosa che sacrale.
Ma se si osserva il fenomeno solstiziale dal punto di vista simbolico, il ciclico trionfo della luce sul buio rimanda alla vittoria del bene sul male, anche se le cadute sono inevitabili e si verificheranno sempre dopo un temporaneo successo. Evoca inoltre il ciclo dell'eterno ritorno che nella sequenza morte/rinascita rivela che in Natura vige una legge di trasformazione cui probabilmente è soggetto anche l'essere umano.
Raggiunto il punto più alto del cielo, lo Zenit, il Sole sembra sostare dopo aver profuso il massimo della luce che ha rinnovato la Natura. È tempo di fermarsi e riposare per prepararsi a una nuova semina.
Si ferma anche questa pagina, rivolgendo ai suoi lettori un arrivederci con l'augurio a tutti di buone ferie.
Sergio Ciannella