04/08/2026
C'è un aspetto che mi sembra particolarmente fecondo: la manipolazione psicologica non è soltanto un problema relazionale, ma anche un problema etico e culturale.
Quando una persona perde fiducia nella propria esperienza, non perde solo sicurezza, perde una parte della propria libertà. E quando una società abitua gli individui a diffidare del proprio pensiero, a delegare sempre ad altri la definizione del vero, crea le condizioni perché ogni forma di dominio diventi più facile.
Da questo punto di vista, Fromm e Frankl convergono in modo sorprendente. Entrambi ci ricordano che la libertà non è anzitutto assenza di vincoli esteriori; è la capacità di restare fedeli alla propria umanità. Per Fromm questa umanità si realizza nell'amore come incontro tra persone libere. Per Frankl si manifesta nella responsabilità di dare un significato alla propria esistenza anche nelle condizioni più difficili.
Forse è questa la risposta più profonda al "dolore degli altri": non lasciare che il dolore ricevuto diventi il principio che governa la nostra vita. Conservare la capacità di amare senza possedere, di ricordare senza restare prigionieri del passato e di scegliere senza rinunciare alla propria coscienza. È lì che, per entrambi, risiede la forma più autentica della libertà umana.
Il dolore degli altri è un romanzo psicologico di Rosy Demarco, pubblicato da Castelvecchi nella collana Raid. Il libro, di 176 pagine, è uscito nel