20/10/2026
PARCO VIVIANI È DI CHI LO VIVE, NON DI CHI VIENE A FARSI FOTOGRAFARE.
Oggi, nella parte bassa del Parco Viviani, è stato inaugurato un nuovo spazio dedicato al basket, alla presenza del sindaco di Napoli e di altri rappresentanti istituzionali.
Ogni intervento che restituisce uno spazio alla cittadinanza dovrebbe essere una buona notizia. E noi siamo i primi a esserne felici, perché crediamo nel valore di questo parco e nelle sue potenzialità.
Ma oggi non possiamo fare a meno di esprimere la nostra amarezza.
Il Parco Viviani è prima di tutto una comunità. È fatto di bambini che vengono a giocare, di famiglie, di persone anziane, di chi porta a passeggio il proprio cane e di cittadini che, ogni giorno, cercano di rendere questo luogo più bello e accogliente.
È fatto soprattutto di persone che, troppo spesso, si ritrovano a prendersene cura da sole, organizzandosi spontaneamente per sopperire alla mancanza di una manutenzione costante.
Proprio ieri, alla vigilia dell’inaugurazione, una squadra del Comune è intervenuta per sistemare il parco. Un intervento che avremmo piacere di vedere non soltanto quando è prevista la visita del sindaco, ma durante tutto l’anno.
E non possiamo dimenticare che appena un mese fa questo parco è stato teatro di una tragedia, quando una persona ha perso la vita per suicidio.
Un evento doloroso che ha profondamente colpito la nostra comunità e sul quale, da parte delle istituzioni, abbiamo percepito soprattutto silenzio.
Non vogliamo strumentalizzare una tragedia, né mancare di rispetto al dolore di chi ne è stato coinvolto. Ma crediamo che anche questi momenti debbano ricordarci quanto sia importante prendersi cura dei luoghi pubblici e delle persone che li attraversano.
La cura di un parco non si misura soltanto attraverso nuove strutture e inaugurazioni, ma anche attraverso la presenza, l’ascolto, la sicurezza e l’attenzione quotidiana.
E a proposito di sicurezza, ricordiamo che le telecamere di videosorveglianza risultano non funzionanti, così come diversi lampioni dell’illuminazione pubblica, lasciando alcune zone del parco al buio nelle ore serali.
Sono problemi concreti, che incidono sulla possibilità di vivere serenamente uno spazio che dovrebbe appartenere a tutti.
Ci dispiace soprattutto che, in un’occasione che avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa e condivisione, non siano stati coinvolti proprio gli abitanti del quartiere, le famiglie e i bambini che frequentano quotidianamente questi spazi.
Raccontate anche ciò che non si vede nelle fotografie: la mancanza di manutenzione, i problemi di illuminazione e sicurezza, le difficoltà quotidiane e l’impegno silenzioso di chi, senza fotografie e senza riconoscimenti, si prende cura di questo luogo.
Come comunità continueremo a prenderci cura del Parco Viviani, a segnalare ciò che non funziona e a difendere uno spazio che appartiene a tutti.
Un parco non vive grazie alle inaugurazioni. Vive grazie alle persone.
E quelle persone, oggi, avrebbero meritato di essere protagoniste, non semplici spettatrici.
La Comunità del Parco Viviani