13/06/2026
Il lungomare di Napoli, a quell’ora, è un muro di suoni
Le onde che si infrangono sui massi del molo sono solo un sottofondo coperto dal brusio dei locali, dalle risate dei ragazzi, dai motori che rombano in coda.
Due mondi paralleli stanno per scontrarsi sul catrame di via Caracciolo, senza saperlo.
Per Marco le regole non sono mai state un limite, ma una seccatura da aggirare.
Non ha la patente, non l'ha mai avuta, e allora? Nel suo mondo, saper guidare non dipende da un pezzo di plastica nel portafoglio, ma da quanto sai essere "veloce". .
Lo scooter Honda SH sotto di lui è solo un prolungamento dei suoi muscoli, un giocattolo potente.
Anche l'assicurazione è roba da fessi, una tassa per chi ha paura.
Lui non ha paura. Sente la ragazza dietro di lui che gli stringe i fianchi, sente il vento della sera sulla faccia e una scarica di onnipotenza che gli scorre nelle vene.
La strada è sua, il limite è il cielo.
Poi, la frenata improvvisa del mondo reale.
Luci lampeggianti in lontananza. I Carabinieri. Un posto di blocco.
Il cervello di M.V. non elabora il concetto di "fermarsi" e "assumersi la responsabilità".
Nella sua testa scatta solo il riflesso del predatore che si rifiuta di farsi chiudere in gabbia. Se mi fermano, mi fottono il motore. Mi fanno il verbale. No, a me non mi blocca nessuno.
Lo spregio delle regole diventa pura adrenalina, una sfida aperta allo Stato, all'autorità, al buonsenso.
Girare la manopola del gas, sterzare bruscamente, invertire la marcia
Che importa se la strada è a senso unico? Che importa se le auto arrivano di fronte?
Si sposteranno loro. Io sono più veloce.
Lo scooter ruggisce contromano, infilandosi tra i fari delle macchine come un proiettile impazzito
La ragazza dietro urla qualcosa, ma per lui è solo rumore bianco. Conta solo scappare, vincere la sfida, dimostrare che le leggi della strada a lui non si applicano.
Il sessantenne Salvatore cammina piano, godendosi la frescura che sale dal mare dopo una giornata pesante.
Viene da Grumo Nevano, la città è caotica, ma il lungomare ha sempre quel potere di rimetterti in pace con il mondo.
Pensa alle piccole cose della sua giornata, a cosa farà l'indomani, alla normalità di una sera d'estate.
È un cittadino che rispetta il mondo: cammina dove deve, aspetta il momento giusto per attraversare.
Arriva all'altezza del civico 12.
Guarda alla sua sinistra, da dove sa che devono arrivare i veicoli.
La corsia sembra libera, i fari sono distanti.
Mette il piede sulla carreggiata, un passo dopo l'altro. Nella sua mente c'è la totale, ingenua sicurezza di chi si fida del patto sociale: io rispetto le regole, quindi sono al sicuro.
Non guarda a destra. Perché mai dovrebbe? Nessuno può arrivare da destra in una strada a senso unico.
L'ultimo istante è un flash confuso.
Salvatore sente un rombo sordo, innaturale, provenire dal lato sbagliato.
Fa in tempo a girare la testa e a vedere una sagoma scura che gli piomba addosso a cento all'ora.
Non c'è tempo per la paura, non c'è tempo per pensare a un rifugio.
Solo un immenso *perché?* che gli si spegne negli occhi.
Per Marco quell'uomo fermo in mezzo alla strada è solo un ostacolo imprevisto che rovina i suoi piani. Non vede una persona, vede una colpa altrui: E questo adesso che fa in mezzo? Spostati
Non c'è spazio per frenare.
C'è solo il fragore della plastica che va in frantumi, il corpo dell'uomo sbalzato via come una bambola di pezza e l'asfalto che sale violento a colpire lo scooter.
Mentre Salvatore esala l'ultimo respiro su un letto d'ospedale, con la mente ormai scivolata nel silenzio,
Marco si ritrova piantonato in una stanza d'ospedale, con le manette pronte a scattare non appena i medici avranno finito.
Forse ora, nel silenzio della corsia, fissa il soffitto
Ma lo spregio che lo ha guidato difficilmente si cancella in una notte: probabilmente nella sua testa non c'è il rimorso per una vita spezzata, ma solo la rabbia rabbiosa di chi pensa ancora, ostinatamente, di aver avuto solo "sfortuna".
Avrà i suoi amici e parenti pronti a gridare alla presta libertà su tik tok , e questo gli basta come conferma che il suo modo di vivere, è quello giusto.
Perché per buona parte della città , quello è il modo giusto di vivere