Fatti di Napoletani perbene

Fatti di Napoletani perbene Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un delinquente. Bertolt Brecht

🚗 Grande successo a Porta Capuana: quando la passione fa rivivere il territorio!Oggi Porta Capuana ha battuto al ritmo d...
14/06/2026

🚗 Grande successo a Porta Capuana: quando la passione fa rivivere il territorio!

Oggi Porta Capuana ha battuto al ritmo dell'entusiasmo, della storia e della partecipazione.

L'evento dedicato alle Fiat 500 storiche è stato un vero e proprio successo di pubblico, una straordinaria dimostrazione di come le persone abbiano un immenso desiderio di vivere, popolare e valorizzare il nostro territorio.

Vedere le strade riempirsi di sorrisi, curiosi e appassionati ci conferma quello che sosteniamo da sempre: la bellezza e la cultura sono la chiave per il rilancio.

I nostri ringraziamenti

Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno reso possibile questa splendida giornata. In particolare, vogliamo esprimere la nostra profonda gratitudine al Fiat 500 Club Italia, che con generosità e passione ha messo a disposizione queste splendide auto storiche, veri e propri simboli del design e della storia italiana.

Grazie anche a tutti i cittadini, alle istituzioni, ai commercianti e ai volontari che hanno partecipato e supportato l'iniziativa.

"Oggi abbiamo avuto l'ennesima conferma: Porta Capuana può rinascere davvero. E, insieme, ci riusciremo."

— Il Presidente, Giuseppe Maienza

Coordinamento Civico "Luci su Porta Capuana"

Il grande bluff del "civismo": se il "nuovo" avanza con le facce di ieriC’è una parola che la politica italiana ha lette...
13/06/2026

Il grande bluff del "civismo": se il "nuovo" avanza con le facce di ieri

C’è una parola che la politica italiana ha letteralmente svuotato di significato, usandola come un profumo low cost per coprire l'odore di vecchio: Civico.

Oggi basta mettere insieme tre assessori, quattro consiglieri uscenti e una spruzzata di associazionismo per gridare al miracolo della "società civile che si organizza". L'ultimo esempio? Progetto Civico di Alessandro Onorato

Ci dicono che è un movimento nato dal basso, dai territori, lontano dai vecchi apparati.

Ma basta scorrere l'elenco dei promotori per farsi una sana risata
Altro che "cittadini prestati alla politica", qui siamo davanti a professionisti del seggio che masticano tessere di partito da una vita.

Prendiamo proprio il fondatore, Alessandro Onorato

Assessore a Roma, dipinto come il volto del nuovo civismo.

Peccato che Onorato sia in politica da quasi vent'anni: cresciuto con il vicesindaco di Veltroni, passato per l'UdC di Casini, poi braccio destro di Alfio Marchini (l'originale "civico" della Roma bene), e infine folgorato sulla via del centrosinistra con la Lista Gualtieri.

Un camaleonte dello scacchiere politico che oggi si scopre paladino del civismo puro.

E non è certo solo. Dietro le quinte e sul palco di questo "nuovo" progetto si muovono figure come Svetlana Celli (attuale Presidente dell'Assemblea Capitolina), una che ha alle spalle una lunga militanza democratica e civica di stampo nettamente istituzionale, cresciuta a pane e dinamiche di partito.

O come il consigliere regionale Mariano Angelucci, cresciuto dentro i Giovani Democratici e l'apparato del PD, oggi improvvisamente arruolato sotto la bandiera della "società civile".

E la lista di consiglieri comunali e municipali che saltano da una sigla all'altra per garantirsi la rielezione è lunghissima.

E indovinate a chi hanno affidato il coordinamento regionale campano?

A Carlo Puca, giornalista ben inserito nei palazzi e nei salotti della politica da sempre, l'esatto contrario dell'attivista di quartiere che combatte nel fango della periferia.

Diciamo le cose come stanno:
Non è civismo, è riciclaggio del brand.

Quando i partiti tradizionali perdono consenso, i politici di professione si sfilano la casacca, ne inventano una colorata con la parola "Civico" nel logo e si ripresentano agli elettori come verginelle.

un'operazione di puro potere.

Per raccogliere i voti dei delusi che non voterebbero mai il PD, per poi riportarli esattamente nello stesso identico paniere (il "campo largo" del centrosinistra).

Se dentro ci sono le stesse identiche facce che occupano le poltrone da vent'anni, non state facendo partecipare i cittadini.

State solo cambiando l'insegna a un negozio che vende sempre la stessa identica merce scaduta.

Chiamatelo comitato elettorale, chiamatelo "salva-poltrone", chiamatelo come volete. Ma per favore, lasciate in pace la parola "civico".

Perché i veri cittadini attivi siamo noi.

Siamo noi e tutti coloro che, ogni benedetto giorno, scendono in strada e si battono sul territorio senza avere brame politiche, senza poltrone da difendere e senza calcoli elettorali in tasca.

Civismo vero è quello di chi si rimbocca le maniche per denunciare le mancanze oggettive dei quartieri: i trasporti che non funzionano, i parchi abbandonati all'incuria, i servizi sociali fantasma.

La differenza è tutta qui, ed è abissale: noi combattiamo gratis per i nostri diritti e per il bene comune; loro usano i nostri problemi come slogan per farsi rieleggere.

Il civismo non si firma davanti a un notaio per fondare l'ennesimo partitino. Il civismo si pratica sui marciapiedi. E le loro passerelle non ci incantano più.

Il lungomare di Napoli, a quell’ora, è un muro di suoni Le onde che si infrangono sui massi del molo sono solo un sottof...
13/06/2026

Il lungomare di Napoli, a quell’ora, è un muro di suoni
Le onde che si infrangono sui massi del molo sono solo un sottofondo coperto dal brusio dei locali, dalle risate dei ragazzi, dai motori che rombano in coda.

Due mondi paralleli stanno per scontrarsi sul catrame di via Caracciolo, senza saperlo.

Per Marco le regole non sono mai state un limite, ma una seccatura da aggirare.

Non ha la patente, non l'ha mai avuta, e allora? Nel suo mondo, saper guidare non dipende da un pezzo di plastica nel portafoglio, ma da quanto sai essere "veloce". .

Lo scooter Honda SH sotto di lui è solo un prolungamento dei suoi muscoli, un giocattolo potente.

Anche l'assicurazione è roba da fessi, una tassa per chi ha paura.

Lui non ha paura. Sente la ragazza dietro di lui che gli stringe i fianchi, sente il vento della sera sulla faccia e una scarica di onnipotenza che gli scorre nelle vene.

La strada è sua, il limite è il cielo.

Poi, la frenata improvvisa del mondo reale.
Luci lampeggianti in lontananza. I Carabinieri. Un posto di blocco.

Il cervello di M.V. non elabora il concetto di "fermarsi" e "assumersi la responsabilità".

Nella sua testa scatta solo il riflesso del predatore che si rifiuta di farsi chiudere in gabbia. Se mi fermano, mi fottono il motore. Mi fanno il verbale. No, a me non mi blocca nessuno.

Lo spregio delle regole diventa pura adrenalina, una sfida aperta allo Stato, all'autorità, al buonsenso.

Girare la manopola del gas, sterzare bruscamente, invertire la marcia
Che importa se la strada è a senso unico? Che importa se le auto arrivano di fronte?
Si sposteranno loro. Io sono più veloce.

Lo scooter ruggisce contromano, infilandosi tra i fari delle macchine come un proiettile impazzito
La ragazza dietro urla qualcosa, ma per lui è solo rumore bianco. Conta solo scappare, vincere la sfida, dimostrare che le leggi della strada a lui non si applicano.

Il sessantenne Salvatore cammina piano, godendosi la frescura che sale dal mare dopo una giornata pesante.

Viene da Grumo Nevano, la città è caotica, ma il lungomare ha sempre quel potere di rimetterti in pace con il mondo.

Pensa alle piccole cose della sua giornata, a cosa farà l'indomani, alla normalità di una sera d'estate.

È un cittadino che rispetta il mondo: cammina dove deve, aspetta il momento giusto per attraversare.

Arriva all'altezza del civico 12.

Guarda alla sua sinistra, da dove sa che devono arrivare i veicoli.

La corsia sembra libera, i fari sono distanti.

Mette il piede sulla carreggiata, un passo dopo l'altro. Nella sua mente c'è la totale, ingenua sicurezza di chi si fida del patto sociale: io rispetto le regole, quindi sono al sicuro.

Non guarda a destra. Perché mai dovrebbe? Nessuno può arrivare da destra in una strada a senso unico.

L'ultimo istante è un flash confuso.
Salvatore sente un rombo sordo, innaturale, provenire dal lato sbagliato.

Fa in tempo a girare la testa e a vedere una sagoma scura che gli piomba addosso a cento all'ora.

Non c'è tempo per la paura, non c'è tempo per pensare a un rifugio.

Solo un immenso *perché?* che gli si spegne negli occhi.

Per Marco quell'uomo fermo in mezzo alla strada è solo un ostacolo imprevisto che rovina i suoi piani. Non vede una persona, vede una colpa altrui: E questo adesso che fa in mezzo? Spostati

Non c'è spazio per frenare.

C'è solo il fragore della plastica che va in frantumi, il corpo dell'uomo sbalzato via come una bambola di pezza e l'asfalto che sale violento a colpire lo scooter.

Mentre Salvatore esala l'ultimo respiro su un letto d'ospedale, con la mente ormai scivolata nel silenzio,
Marco si ritrova piantonato in una stanza d'ospedale, con le manette pronte a scattare non appena i medici avranno finito.

Forse ora, nel silenzio della corsia, fissa il soffitto
Ma lo spregio che lo ha guidato difficilmente si cancella in una notte: probabilmente nella sua testa non c'è il rimorso per una vita spezzata, ma solo la rabbia rabbiosa di chi pensa ancora, ostinatamente, di aver avuto solo "sfortuna".

Avrà i suoi amici e parenti pronti a gridare alla presta libertà su tik tok , e questo gli basta come conferma che il suo modo di vivere, è quello giusto.

Perché per buona parte della città , quello è il modo giusto di vivere

Disservizi linea 618, mancato funzionamento aria condizionata.Con la seguente, in data 13.06.2026, il conducente della l...
13/06/2026

Disservizi linea 618, mancato funzionamento aria condizionata.

Con la seguente, in data 13.06.2026, il conducente della linea 618 in partenza da Piazzale Tecchio ore 08:55, in transito in Via Epomeo ore 09:25, alla richiesta di numerosi passeggeri della attivazione dell'aria condizionata all'interno della vettura, causa le eccessive temperature percepite all'interno della vettura, lo stesso conducente, di sesso femminile se non erro, affermava testualmente... " L'impianto di aria condizionata e' guasto! Se insistete, devo portare la vettura in deposito."

Causando ovviamente, magari anche solo in via temporanea di qualche ora, un evidente disservizio sulla linea.

Premesso che un conducente di autobus, pubblici o privati, dovrebbe verificare il perfetto funzionamento del bus gia' prima dell' uscita deposito, nel caso di eventuali malfunzionamenti, chiedere anche la sostotuzione della vettura stessa con un altra piu idonea.

Costringere dei passeggeri a viaggiare senza aria condizionata, con le elevate temperature esistenti a Giugno, e' quantomeno disumano.

Antonio Lepre

Foto di repertorio dal web

Ore 16 arrivano in piazza a motori spiegati alcune e si mettono con 4 auto a chiudere la libreria da ogni lato. Chiedo d...
12/06/2026

Ore 16 arrivano in piazza a motori spiegati alcune e si mettono con 4 auto a chiudere la libreria da ogni lato.

Chiedo di lasciarmi un po' di spazio, fanno finta di niente capisco che sanno di avere il coltello dalla parte del ma**co perchè sono forze dell'ordine in borghese, non demordo e azzardo una seconda richiesta questa volta in tono più deciso, esce dall'auto un uomo munito di paletta mi chiede di ripetere, gli ripeto che avrei bisogno di spazio per la mia attività e che lo stallo dedicato alle forze dell'ordine è vuoto, di lì in poi mi ritrovo in una morsa di poliziotti che con modi autoritari mi accusano di non aver tenuto conto della loro autorità.

Arriva una poliziotta e lancia via una sedia che lascio sempre fuori per far sedere chi passa, dicendo che è pericolosa per i bambini, la alzo e la chiudo sperando si calmi...

Mi chiedono la licenza nel panico gliene consegno solo una parte mentre in 8 continuano a minacciarmi, la più accanita è la poliziotta lancia sedie che mi spintona più di una volta senza complimenti, chiedo ad un suo collega di intervenire e la riprende dicendo di stare calma.

Trovo l'altro pezzo della licenza la consegno è in regola.

A quel punto mi chiedono l'autorizzazione per le bancarelle dei libri in offerta, gli faccio notare che a Napoli esistono autorizzazioni solo per chi somministra bevande o alimenti e sempre Lei ridendo mi dice che lo sa bene per questo me l'ha chiesto,le rispondo il comune da che sono in vita non ha mai previsto un'autorizzazione di tal tipo, mentre sto parlando con un ispettore alle mie spalle mi volto in maniera istintiva per vedere chi fosse ( era un loro collega) e qui ancora una scarica d'ira perchè gli ho voltato le spalle, l'ho fatto in maniera istintiva...

Finalmente verso le 16.30 se ne vanno a piedi mi lasciano le loro minacce e mi dicono che torneranno e mi faranno un c**o così, lasciano le auto avanti al negozio distruggendo il mio morale e la mia attività.
*so che ci sono bancarelle sprovviste di autorizzazione per tutta la città non è mio interesse contestarle, mi interesserebbe solo ricevere un'autorizzazione per le bancarelle dei libri

Libreria Dante & Descartes

Io non so cosa ho appena letto, credetemi
Massima solidarietà alla libreria.

Il valore del talento non si misura in promesseDa tre anni la mia vita ha un ritmo diverso. Alle cinque del pomeriggio s...
12/06/2026

Il valore del talento non si misura in promesse

Da tre anni la mia vita ha un ritmo diverso.

Alle cinque del pomeriggio spengo i monitor del laboratorio di Eindhoven, in Olanda, saluto i colleghi e vado a correre lungo i canali. Nessuno mi guarda storto se esco in orario, nessuno controlla il minuto sul cartellino, e soprattutto, se c’è da fare un'ora in più per chiudere un test su un prototipo, la ritrovo subito convertita in ore di recupero o pagata fino all'ultimo centesimo.

Qui sono un ingegnere dell'automazione, rispettato e pagato con un contratto a tempo indeterminato da 46.000 euro all'anno, arrivato insieme a un bonus di benvenuto per coprire trasloco e prima mensilità d'affitto.

Eppure, fino a qualche anno fa, il mio orizzonte era confinato tra i capannoni della zona industriale di Nola.

Il miraggio della "gavetta"
Dopo una laurea da 110 e lode alla Federico II, pensavo che le aziende del territorio facessero a gara per investire sulle mie competenze nei sistemi di controllo e nella robotica.

La realtà si palesò sotto forma di un colloquio con il proprietario di una storica azienda metalmeccanica del comparto vesuviano.
L'accoglienza fu un concentrato di retorica: "Qui siamo una famiglia, c'è da sputare sangue ma chi vale viene premiato, dobbiamo far crescere la nostra terra".

Il "premio" di partenza? Uno stage semestrale a 600 euro mensili.

Accettai per orgoglio e per fame di esperienza.

Ma la verità è che non ho mai fatto lo stagista.

Gestivo l'integrazione dei PLC sui macchinari, risolvevo i blocchi software direttamente sulle linee di produzione e coordinavo i tecnici senior.

Ero un dipendente a pieno regime, ma con una paga che non copriva nemmeno le spese di mantenimento della mia auto.

Il clima tossico si respirava nei dettagli. Ricordo ancora quando chiesi di uscire alle 18:00, l'orario scritto sul foglio dello stage, per una visita medica prenotata da mesi. Il responsabile di produzione, vedendomi con lo zaino in spalla, commentò acido davanti a tutta l'officina:

"Ueh Pasquà, oggi fai l'orario da bancario? Già hai finito di faticare?"

La goccia che ha fatto traboccare il vaso
Allo scadere dei sei mesi, l'epilogo fu quasi ridicolo. Il titolare mi accolse nel suo studio presidenziale, si mise una mano sul cuore e, con un tono paternalistico da finto benefattore, mi spiegò che per colpa della crisi generalizzata e dell'aumento delle materie prime non poteva contrattualizzarmi.

"Però ti vogliamo bene, Pasquale. Facciamo altri sei mesi a 850 euro, continui a imparare e poi l'anno prossimo vediamo di aprire una posizione di apprendistato".

Quella sera, tornando a casa verso Portici, provai solo una profonda vergogna.

Quella stessa notte, spinto dal rifiuto di veder svenduti i miei anni di studio, tradussi il mio profilo in inglese e risposi a tre annunci per multinazionali della tecnologia nei Paesi Bassi.

La risposta da Eindhoven arrivò dopo pochi giorni. Il processo di selezione via we**am fu disarmante nella sua linearità: nessun discorso motivazionale, nessuna domanda sul perché avessi fretta di crescere, ma solo un test tecnico serrato sull'architettura dei sistemi embedded e sulla gestione dei flussi di lavoro.

Due giorni dopo, la proposta contrattuale formale era nella mia casella di posta. Rimasi a fissare lo schermo per dieci minuti, convinto di aver letto male le cifre.

Il coraggio di dire no
Quando comunicai all'imprenditore vesuviano che non avrei rinnovato lo stage perché mi trasferivo all'estero, la sua reazione passò istantaneamente dalla sorpresa al disprezzo.

"Voi ragazzi di oggi non avete spina dorsale. Siete viziati, scappate all'estero invece di lottare e fare sacrifici per le aziende che vi danno un'opportunità".

La verità è che non sono scappato davanti ai sacrifici; sono scappato da un sistema che usa la parola "formazione" come sinonimo di sfruttamento legalizzato.

A chiunque si trovi oggi intrappolato in un ufficio o in un laboratorio a svendere le proprie notti per un rimborso spese simbolico, aggrappato alla speranza di una stabilizzazione che viene sempre rimandata, dico di non avere paura.

Il mercato del lavoro non finisce al casello autostradale. Preparate i vostri profili, guardate all'Europa e ricordatevi che il vostro talento ha un valore reale.

Se non inizierete a pretenderlo voi, nessuno ve lo riconoscerà mai spontaneamente.

12/06/2026

Per aver parlato dei paletti abusivi pratica con cui è d'uso sui quartieri spagnoli occupare abusivamente un posto d'auto, Gridalo.net l'unico giornale libero che parla del territorio ha ricevuto critiche, insulti e attacchi.

"Eppure continuo a pensare che questo sia un tema che non possiamo ignorare.

Ieri sono stati rimossi oltre 100 tra paletti, fioriere, catene e altri ostacoli abusivi. Ma il vero problema resta: la mancanza di parcheggi.

Io non ce l'ho con il singolo residente.
So benissimo cosa significa tornare a casa e non trovare un posto auto.

Lo vivo anch'io.

Però una domanda dobbiamo farcela: se ognuno si prende un pezzo di strada per sé, che senso di comunità stiamo costruendo?"

Eh bella domanda , a Napoli abbiamo mai avuto un senso di comunità ?

La città senza spazio: la deriva egoista della Napoli contemporaneaLa denuncia social di un comitato civico di Chiaia è ...
12/06/2026

La città senza spazio: la deriva egoista della Napoli contemporanea

La denuncia social di un comitato civico di Chiaia è lo specchio fedele di una ferita aperta nel tessuto sociale di Napoli.

Raccontare di migliaia di persone che alle tre di notte affollano le strade, spingendo l'inquinamento acustico ben oltre i limiti della legge e della sopportazione umana, non è la lamentela isolata di qualche residente intollerante.

È la fotografia di una città che sta smarrendo la sua anima più profonda: l’empatia.

Il dato che fa più male, come spesso accade quando si sollevano queste problematiche sui social, emerge dai commenti.

Leggere centinaia di reazioni, per la maggior parte scritte da giovani, in cui si augura ai residenti di "venirsene cacciati" o si liquida il loro sacrosanto diritto al riposo come un fastidioso intralcio al divertimento, è un colpo al cuore.

Questa reazione svela una mentalità intrisa di sciatteria morale, un'assoluta noncuranza dello spazio dell'altro che spaventa proprio perché espressa dalle nuove generazioni.

Il divertimento elevato a diritto assoluto cancella la capacità di mettersi nei panni di chi, l'indomani, deve lavorare, curarsi o semplicemente vivere la propria casa in santa pace.

Questo fenomeno, purtroppo, non si limita alla "movida selvaggia" notturna, ma è il sintomo visibile di un'occupazione dello spazio pubblico che a Napoli è diventata sistemica e arrogante. Vivere la quotidianità in questa città significa assistere a un bollettino costante di diritti civili calpestati:

I marciapiedi come parcheggi: Lo spazio vitale dei pedoni, delle mamme con i passeggini, dei disabili e degli anziani viene costantemente sequestrato da auto e scooter lasciati ovunque senza il minimo scrupolo.

Le strisce pedonali invisibili Attraversare la strada sulle strisce è diventato un atto di fede, una roulette russa in cui il guidatore medio napoletano preferisce accelerare anziché rallentare, ignorando la più elementare regola di civiltà.

L'invasione commerciale e privata Tavolini, pedane e dehors che fagocitano piazze e vicoli, costringendo i cittadini a muoversi in un labirinto urbano dove il privato ha colonizzato il pubblico.

L'angoscia di una società individualista

C'è una profonda angoscia nel vedere Napoli trasformarsi in questo modo. Quella che un tempo veniva celebrata (talvolta anche retoricamente) come la città dell'accoglienza, del calore umano e della solidarietà, sembra essersi ripiegata su una forma di individualismo esasperato.

Oggi si avverte il peso di una società sempre più egoista e strafottente.

Quella che viene sbandierata come "libertà" o "vivacità culturale" è, in realtà, la legge del più forte (o del più rumoroso).

Chi esige il rispetto delle regole viene etichettato come un "nemico della festa" o un "frustrato", mentre la strafottenza viene normalizzata, quasi idealizzata come un tratto identitario di cui andare fieri.

Vivere in questo clima mi genera un senso di isolamento e stanchezza.

La sensazione che lo spazio dell'altro non esista più, che sia solo un territorio da conquistare, colonizzare e calpestare per il proprio tornaconto personale o per il proprio effimero piacere.

Se non si recupera urgentemente la dimensione del limite, del rispetto e dell'empatia, Napoli rischia di diventare una splendida cartolina vuota, abitata solo da un rumore assordante in cui nessuno è più capace di ascoltare nessuno.

Se cercate il degrado, non serve andare lontano: basta affacciarsi a **vico Santa Caterina a Formiello**.Quella che vede...
11/06/2026

Se cercate il degrado, non serve andare lontano: basta affacciarsi a **vico Santa Caterina a Formiello**.

Quella che vedete non è una semplice parete abbandonata, non è un angolo qualsiasi lasciato al destino. Era una chiesa: **Santa Maria Refugium Peccatorum**, oggi chiusa al pubblico, ma evidentemente non chiusa a tutti. Un luogo nato nell’Ottocento, legato alla storia popolare e mercantile di questa zona, incastonato in un tessuto urbano antico, stratificato, probabilmente cresciuto su impianti edilizi molto più remoti, forse addirittura medievali.

Eppure oggi cosa resta?
Resta l’incuria. Restano gli accessi violati. Restano gli angoli trasformati in rifugio del degrado. Restano presenze, traffici, prostituzione a cielo aperto, come se la storia potesse essere calpestata senza conseguenze.

Tra un turista che passa e un altro che fotografa, Napoli continua a mostrare due facce: quella da cartolina, venduta e raccontata, e quella reale, lasciata ai residenti. Qui non siamo davanti a un “problema estetico”. Siamo davanti a un pezzo di città che chiede rispetto, controllo, tutela.

E quando finalmente la Prefettura interviene, non è mai troppo tardi. Ma sarebbe bene ricordare che questi luoghi non dovrebbero diventare emergenze solo quando il degrado esplode davanti agli occhi di tutti.

Guardate anche gli **archi di sostegno tra i palazzi**, guardate la fragilità e la bellezza di questa edilizia antica: non stiamo parlando di muri qualunque, ma di memoria urbana. E una città che abbandona la propria memoria, prima o poi, abbandona anche sé stessa.

Umberto Romano

11/06/2026

Via Bisignano, sabato 6 giugno ore 2:08

I locali stanno chiudendo (ricordiamo che gli è stata concessa una tolleranza di 30 minuti quindi la chiusura avviene alle 2:30) l’impatto sonoro è ben superiore ai limiti di legge (PZA) e di salute.

L’ordinanza comunale non risolve il problema e noi continuiamo a chiederci perché, per gentile concessione del comune, possiamo provare a riposare solo dopo le 2:30 di notte…

Comitato Chiaia Viva e Vivibile

Indirizzo

Naples
80133

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Fatti di Napoletani perbene pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi