06/05/2026
CONFINI
Ci sono confini che non si vedono, che non appaiono in nessuna mappa.
Non sono fatti di filo spinato ma di leggi, decreti, linguaggi.
Attraversano i corpi, separano i diritti, decidono chi può abitare uno spazio e chi deve restarne ai margini.
Oggi queste linee si fanno sempre più strette, servendosi di una narrazione pericolosa che introduce l’idea del ritorno forzato per chi è considerato “non appartenente”. Una fantasia politica che si nutre di paura, razzismo e costruzione dell’Altro come nemico.
Trasformando la mobilità in colpa, la differenza in minaccia, l’esistenza in una condizione da giustificare.
In un contesto in cui queste idee si diffondono e si normalizzano, scegliamo di non restare in silenzio.
Invitiamo artistə, collettivi e creativə a interrogarsi su ciò che divide e ciò che esclude, a raccontare le frontiere visibili e invisibili che attraversano le vite, i territori, le appartenenze.
Per aprire varchi nei linguaggi dominanti. Restituire complessità dove viene imposta semplificazione. Dare forma a ciò che viene respinto, nascosto, allontanato.
Perché ogni barriera costruita racconta una gerarchia. E ogni gesto artistico può diventare uno spazio di attraversamento.
Questa call nasce dalla volontà di non accettare come inevitabili le logiche dell’esclusione. Uno spazio in cui i confini possano finalmente perdere la loro forza.
È accettata qualsiasi forma artistica: collage, pittura, disegno, fotografia… purché affine alla call.
DIMENSIONE :A3 (3508x4961 pixel)
RISOLUZIONE: 300dpi
Deadline 20/05/2026
form: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfZt7kLtDX4e5guHp4ZqRlBhdfOzBXmWqYosuoORCUntavGXw/viewform?usp=publish-editor