14/06/2026
Ieri sera a Rieti, nella Messa prefestiva dell'XI Domenica del Tempo Ordinario, il Cardinale don Mimmo Battaglia ha celebrato la festa di Sant'Antonio con un'omelia che parte dallo sguardo: quello di Gesù sulle f***e stanche, che vede il dolore che non fa rumore e la solitudine che non chiede più nulla.
"Se Dio sceglie la piccolezza- dice don Mimmo- allora la grandezza del mondo è giudicata dall'amore con cui custodisce i piccoli.
Il Bambino tra le braccia di Antonio giudica le nostre guerre.
Giudica le economie che producono ricchezza e lasciano indietro i poveri. Giudica le armi vendute come sicurezza. Giudica le parole violente.
Giudica l'indifferenza con cui spesso proteggiamo la nostra tranquillità. Non possiamo pregare il Bambino e abituarci ai bambini uccisi. Non possiamo portare Sant'Antonio nelle nostre strade e lasciare fuori dalla nostra vita chi ha fame, chi è solo, chi è straniero, chi è ferito. Non possiamo dire pace davanti all'altare e poi pensare che la pace sia un affare di altri. La guerra non è destino. È fallimento.
E noi cristiani non possiamo rassegnarci. Possiamo essere umili, certo. Possiamo riconoscere che la storia è complessa. Ma non possiamo smettere di dire che ogni uomo è fratello, che ogni bambino è figlio, che ogni povero è carne di Cristo, che ogni popolo ha diritto alla pace".
Un invito a riscoprire la compassione come forza che rimette in cammino, la pace come responsabilità di ciascuno, la gratuità come unico modo autentico di restituire ciò che abbiamo ricevuto.