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🔴Il welfarismo, o in questo caso 'benessere animale', è un costrutto culturale e sociale che si regge su idee speciste, ...
09/04/2026

🔴Il welfarismo, o in questo caso 'benessere animale', è un costrutto culturale e sociale che si regge su idee speciste, e agisce al livello dell' accettabilità sociale.

🔎Ad esempio non è ammesso che un un cane venga macellato e mangiato, mentre è accettato che la sorte di una mucca sia esattamente questa.

💡Il concetto di welfare si applica diversamente a seconda degli animali: nel caso dei cani non contano le modalità dell'uccisione, ma il modo in cui vengono trattati in quanto 'pet', cioè animali da compagnia. È quindi escluso che li si possa ammazzare 'umanamente'. Uccidere un cane è sempre barbaro.

⚠️Pet rimane però una categoria specista, dal momento che un cane può essere acquistato ed essere di fatto proprietà di qualcuno. Rimane un mezzo per uno scopo umano, e il welfare si adegua semplicemente al ruolo che viene appioppato al cane: trova la sua ragion d'essere nella logica strumentale ai danni degli animali non umani, che si esprime in modi diversi a seconda dell'animale.

➡️Questo è il motivo per cui il welfarismo denuncia, oltre alla prassi scorretta nell'ambito dello sfruttamento specifico dell'animale in questione, la confusione degli ambiti di sfruttamento.

🔄Se si ammazza un cane per cibo come avviene in altre culture, l'atto è immorale perché alle nostre altitudini lo specismo decreta che quella fine tocca ad altri animali, e non al cane.

L'ipocrita arbitrarietà è evidente.

📍In seconda istanza, secondo logica welfarista le modalità di sfruttamento devono accrescere il benessere della collettività, altrimenti, e solo nel caso in cui questo non avvenga, sono considerate 'crudeli'.

⚠️Anche quando alcune voci si alzano contro pratiche che accrescono il benessere della collettività, la logica di fondo rimane specista, dal momento che l'animale è ancora di base un oggetto il cui reale benessere non viene preso in considerazione.

➡️Il welfarismo, in sintesi, ha a che vedere con il giusto e corretto sfruttamento e agisce al livello della accettabilità sociale e culturale, che varia a seconda degli animali non umani.

Facendo un altro esempio, è per questo che i combattimenti tra cani vengono considerati barbari e crudeli, mentre ammazzare altri animali in un mattatoio può essere 'umano'.

❗️'Welfare' è di fatto un meccanismo di controllo specista, che ne guida la narrazione.

🔴Ogni volta che lo si asseconda, come quando ci si strappa i capelli per la mattanza di cani a yulin, la strage di agnelli a pasqua, o la prassi scorretta nell'allevamento di maiali, ma al contempo si trova accettabile mandare a morire ammazzati altri animali, quelli gusti, rispettando le norme del 'benessere' animale, si sta promuovendo la visione di mondo che relega tutti gli animali alla funzione di cose ad uso e consumo umano. E nulla cambierà mai.

Foto presa dal web

Ha fatto notizia la missione Artemis, dove degli astronauti hanno girato attorno alla luna e raggiunto la distanza massi...
08/04/2026

Ha fatto notizia la missione Artemis, dove degli astronauti hanno girato attorno alla luna e raggiunto la distanza massima dalla terra mai toccata da un essere umano, mostrandoci l'altro lato del satellite.

Spesso ci capita di osservare il cielo stellato, di perderci in quella vasta immensità, che può dar pace, provoca stupore, meraviglia, o anche un senso di vertigine. Alziamo la testa ad osservare l'universo per trovare bellezza, meraviglia, per tentare di decifrare il mistero della vita. Ci si perde.

Eppure di fronte al comprensibile stupore di tanti, compreso il nostro, una domanda sorge spontanea: quanti si perdono nella bellezza, nella meraviglia, nel mistero della vita che ci circonda e abbiamo a un passo da noi? Come si fa a immaginare mondi al di là del nostro, e ignorare i migliaia, milioni di mondi, o umwelt, animali che abitano il nostro pianeta, e comunicano con noi, fatti di sensazioni, percezioni, esperienze così simili e allo stesso tempo diverse dalle nostre?

Come si fa anzi a stimarli di così poco valore, inutili, al punto di annientarli, soggiogarli, umiliarli?

Bellissima la luna, le stelle, l'universo. Ma a che serve voler decifrare, comprendere e perdersi in quel mistero quando si soffoca nel sangue dei mattatoi la meraviglia che abbiamo qui?

La domanda è retorica.

Fonte della foto: Edgar's mission

02/03/2026

🔴Si dice, a volte, che opporsi all’idea che gli altri animali siano risorse a nostra disposizione voglia dire immaginare che tutti gli animali siano uguali, cioè che non vi siano ad esempio differenze tra un umano e un altro animale.

Ma questa è forse tra le più grandi e gravi confusioni riguardo all’antispecismo.

Perché❓

📌Lo specismo ci dice che la differenza di specie costituisce una ragione sufficiente per trattare gli altri animali alla stregua di oggetti. Il discrimine su cui fonda l’idea che alcune vite siano prive di valore intrinseco, se non in quanto risorse, è quindi una categoria ben precisa, reale e identificabile: la specie.

⚠️Combattere questa arbitraria discriminazione ignorando che le differenze tra gli altri animali esistono, e sono reali, implica che queste differenze costituiscono un giustificato motivo per trattare gli altri animali come facciamo, e quindi dobbiamo fingere che non vi siano.

Eppure sono lì, che ci piaccia o no.

👉Non siamo genericamente tutti animali, e lo specismo discrimina moralmente sulla base di questo fatto inconfutabile.

🧠Combattere lo specismo allora non vuol dire negare che le categorie, in questo caso la specie, esistono, ma che le differenze tra gli altri animali non giustificano l’arbitrario trattamento svantaggioso loro riservato attualmente dagli esseri umani.

✅Antispecismo è cioè equità, non uguaglianza.

🔎Ciò vuol dire che individui animali diversi hanno bisogni e interessi diversi; e trattamento diverso non equivale a discriminazione, ma a garantire che ogni individuo sia conosciuto e riconosciuto nella sua particolarità, valorizzandone bisogni e interessi specie-specifici, oltre a quelli fondamentali comuni a tutti gli animali, umani e non.

❌Solo uno sguardo specista sul mondo può ignorare questo fatto.

LA V***ADecrepita, sdentata,la spirale degli anni sulle corna,battuta dal pastore violentonelle lontane praterie.Cerca s...
19/02/2026

LA V***A

Decrepita, sdentata,
la spirale degli anni sulle corna,
battuta dal pastore violento
nelle lontane praterie.

Cerca solitudine il suo cuore:
e i topi raspano negli angoli della stalla
mentre, con immensa tristezza, ricorda
il suo vitello dalle zampe bianche.

Hanno staccato il piccolo dalla madre,
le hanno tolto la gioia più dolce:
e sopra una pertica, vicino ai pioppi,
la povera pelle dondola al vento.

Presto nei campi di saggina
metteranno anche a lei un capestro,
la condurranno al macello
come fecero con suo figlio.

E le corna lunghe, nodose, dolenti,
s' infilzeranno nel suolo...
Ma adesso sogna boschi d'argento,
pascoli verdi e sereni.

S. Esenin

🪿 🐔Un recente servizio di report riguardo al modo in cui viene gestita l’influenza aviaria ci mostra cosa accade nei cap...
08/02/2026

🪿 🐔Un recente servizio di report riguardo al modo in cui viene gestita l’influenza aviaria ci mostra cosa accade nei capannoni degli allevamenti intensivi, muovendosi lungo due direttrici, quella delle norme di biosicurezza e del rispetto del benessere animale.

Questo impianto narrativo ci fornisce la chiave di lettura delle immagini che vediamo scorrere sullo schermo: le condizioni di vita terribili, ogni violenza, ogni morte diventano un male perché non rispettano le norme di biosicurezza e il cosiddetto benessere animale.

💥Problematico non è che degli individui vengano ammazzati, ma che lo si faccia a bastonate piuttosto che con il solo gas; non che vengano equiparati a delle unità di produzione, a una funzione legata al loro apparato riproduttivo, ma che le uova entrino a contatto con patogeni pericolosi per la salute umana; non che quegli animali vivano in condizioni di prigionia e, oltretutto, di sovraffollamento, ma che le norme igieniche in quegli ambienti siano scarse.

📯Il messaggio, chiaro, è che c’è una modalità corretta di sfruttamento e mattanza animale. Non ci viene detto che dobbiamo indignarci perché trattiamo gli animali come fossero cose, ma che dobbiamo scandalizzarci per la prassi scorretta.
Il lavoro di report, in sintesi, sembra una promozione dell’ortoprassi dello sfruttamento animale.

Ma cosa decide la buona norma dello sfruttamento animale❓
La risposta è semplice: esattamente la teoria del benessere animale, che nelle sue varie declinazioni non fa che sostenere l'idea di fondo che un animale rimane un mezzo.

💡A questo proposito postiamo degli estratti dal libro 'Rain without Thunder', di Gary. L. Francione. Delineando i quattro tratti distintivi del benessere animale e alcune sue implicazioni, l'autore ci aiuta a identificare e comprendere uno dei più grandi ostacoli al raggiungimento di un modo corretto di pensare e, di conseguenza, trattare realmente in quanto individui gli altri animali:

"Il benessere animale, per quanto assuma fogge diverse, presenta quattro caratteristiche.

📌Primo, la teoria del benessere animale, proprio a partire dal suo nome, riconosce che gli animali possiedono una sorta di benessere. A nessuno importerebbe del benessere animale se fossero esattamente equiparabili a telefoni o sassi.

📌Secondo, la teoria del benessere animale sostiene che, nonostante gli animali siano senzienti, non sono degni del rispetto e considerazione morale che accordiamo agli esseri umani. Gli esseri umani vengono considerati 'superiori' agli animali in quanto i primi posseggono certi attributi che si crede non siano condivisi dai non umani. L’idea che gli animali siano 'inferiori' spesso poggia sulla superstizione teologica, il dogma scientifico o credenze culturali che presumono in maniera del tutto circolare proprio l’inferiorità degli animali che si prefiggono di dimostrare.

📌Terzo, la dottrina del benessere animale accetta che gli animali siano proprietà delle persone e che qualsivoglia regolamentazione del loro trattamento debba tener conto 1) dello status di proprietà dei non umani e 2) la preminenza da darsi, in misura più o meno maggiore, ai diritti dei proprietari.

📌Quarto, secondo la teoria del benessere animale è accettabile barattare ogni sorta di interesse degli altri animali – compresa la libertà dal dolore o morte – nella misura in cui si consideri l’interesse umano in gioco 'significativo' e purché il dolore, la sofferenza o morte degli animali non siano 'inutili'.

Le diverse versioni di benessere animale differiscono principalmente da questo punto di vista. La varietà di opinioni circa cosa costituisca un trattamento 'umano', cosa renda la sofferenza 'inutile' oppure un interesse umano 'significativo' è considerevole.

Da un lato la sofferenza animale viene considerata 'necessaria' purché sia parte di una pratica sociale generalmente accettata, e i 'benefici' dello sfruttamento animale possano consistere in niente più che l’appagamento di coloro che, ad esempio, assistono a un rodeo o vanno al circo. 'Crudeli' vengono considerate quelle pratiche – e solo quelle – che 'sprecano' le risorse animali attraverso l’imposizione di dolore e sofferenza gratuiti.
Ad esempio, permettiamo agli allevatori di castrare e marchiare gli animali senza alcuna anestesia, anche se è risaputo che queste pratiche sono molto dolorose. Tuttavia non permettiamo che gli allevatori, senza alcun motivo, trascurino gli animali fino a farli morire di fame. La sofferenza e la morte conseguenti a questa trascuratezza vengono considerate 'inutili' perché tale trattamento non facilita l’uso istituzionalizzato degli animali a scopo alimentare o per qualsiasi altro interesse umano; sarebbe a dire, perché tale trattamento non serve alcuno scopo economico e rappresenta una diminuzione complessiva del benessere sociale.

Dall’altro, nonostante gli animali continuino ad essere considerati alla stregua di proprietà, l’interpretazione di 'necessità' è più definita. Ad esempio, molti sostenitori del benessere animale sono contrari all’allevamento dei vitelli in recinti tanto piccoli da impedirgli di stare in piedi, girarsi e pulirsi. Chi è di questo avviso non crede necessariamente che in linea di principio non si debba mangiar carne, o carne di vitello nello specifico. Ciò a cui ci si oppone è il modo in cui attualmente si ottiene la carne di vitello, e si spinge affinché vengano utilizzati metodi alternativi di allevamento, come la stabulazione in gruppi. Un cambiamento del genere porterebbe verosimilmente a un aumento dei prezzi. Molti allevatori ritengono che questa differenza nei costi non potrebbe ricadere totalmente sulle spalle dei consumatori, e avrebbe complessivamente degli effetti negativi sul mercato della carne di vitello. Nonostante tutto, i sostenitori del benessere animale affermano che tale cambiamento sia richiesto da motivazioni di tipo morale, che prevalgono su considerazioni di ordine economico.

Questi diversi modi di intendere quale sofferenza sia 'necessaria' o quale trattamento sia 'crudele' servono a illustrare le principali differenze tra queste forme di benessere animale.

➡️Alcuni sostengono che lo sfruttamento animale sia permesso a patto che sia conveniente; sarebbe a dire che la condotta è accettabile nella misura in cui facilita lo sfruttamento economico degli animali o massimizza il valore dell'animale in quanto bene a tutto vantaggio del proprietario dello stesso. Se la condotta non agevola lo sfruttamento dell'animale all'interno del contesto di una pratica sociale generalmente accettata (ad esempio l'utilizzo degli animali a scopo alimentare), allora l'utilizzo diminuisce il benessere sociale complessivo e costituisce 'crudeltà'.

➡️Altri sostenitori del benessere animale perseguono cambiamenti che non sono convenienti, almeno dal punto di vista di chi possiede animali e li sfrutta a fini economici. Tali cambiamenti ignorano ciò che è necessario per facilitare uno sfruttamento efficiente degli animali e impongono costi ulteriori a chi li possiede.

(...)

🔴Per quanto la teoria del benessere animale assuma varie forme (a seconda dei criteri utilizzati per determinare cosa sia necessario), nessuna declinazione di questa teoria ha mai messo in dubbio l’assunto di base secondo cui gli animali sono in qualche modo 'inferiori' agli umani, e gli umani sono giustificati a sfruttarli. Anche se versioni più generose del benessere animale possono accordare agli animali uno status morale più alto di quello di mera 'proprietà' del benessere animale come espresso nelle leggi, tutte le sue versioni considerano gli animali come mezzi per scopi umani, senza alcun diritto che li preservi complessivamente da forme particolari di sfruttamento."

Immagine presa dal web

Oggi, nel dìa del galgo, consigliamo la visione di questo documentario sui levrieri spagnoli utilizzati dai cacciatori i...
01/02/2026

Oggi, nel dìa del galgo, consigliamo la visione di questo documentario sui levrieri spagnoli utilizzati dai cacciatori iberici per la caccia alla lepre, disponibile su YouTube con i sottotitoli in italiano. Lo suggeriamo, in particolare, perché non si limita ad offrire uno spaccato della miserabile vita di questi poveri cani, ma accomuna non troppo implicitamente il destino dei galgo a quello degli animali "da reddito", abbattendo quel muro di ipocrisia che generalmente separa l'animalismo protezionista tipico di chi ha a cuore solo cani e gatti dall'antispecismo. Questo intento sembra evidente quando la telecamera entra in un macello gestito da un galguero, e un bambino, abituato chiaramente alla più becera violenza, ci guida e spiega con sconcertante naturalezza la procedura attraverso la quale si ammazzano bovini e maiali. La parentesi si chiude con gli ultimi istanti di vita di una mucca, dove le immagini, nella loro crudezza, ci mostrano una fase dell'asettico processo della catena di smontaggio animale, e possiamo così cogliere quel filo rosso che lega tra loro tutte le forme di sfruttamento degli altri animali, che in una forma o nell'altra si fa cultura, tradizione ed identitarismo. L'inferno che passano i galgo infatti non è altro che una delle tante manifestazioni di una stessa logica: quella specista. In ultimo, vogliamo ricordare anche le povere lepri, stanate e braccate, anch'esse vittime della violenza e sadismo umani.

Subtitles in 12 languages - Dogs are man's best friend in many parts of the world. However, in Spain, an ancient breed of hunting dog, the Galgo, is being ab...

Sulla relazione tra il concetto di "naturale"e il modo in cui trattiamo gli altri animali Si sente spesso dire che mangi...
27/01/2026

Sulla relazione tra il concetto di "naturale"e il modo in cui trattiamo gli altri animali

Si sente spesso dire che mangiare animali e derivati è naturale.
Ma cosa vuol dire naturale?
Possiamo dare due definizioni.

La prima indica ciò che accade in natura al di fuori di contesti umani e senza interferenze umane.

La seconda indica ciò che è necessità, e quindi deve per forza essere.

Stando alla prima definizione, giustificare in quanto naturale il nutrirsi di animali e derivati, ma anche sfruttare gli animali, e il modo specifico in cui ci relazioniamo a loro, vuol dire avvalersi della fallacia logica dell'appello alla natura. Secondo tale fallacia tutto ciò che accade in natura è giusto, ed offre una guida per orientarci nel nostro agire morale.
La natura diventa una sorta di entità astratta infallibile che prescrive come comportarsi.
Ad esempio, in una situazione dove si incontri sulla propria strada un animale ferito, chi segue questa linea di pensiero afferma, con assoluta certezza, che quell'animale non va soccorso, ma lasciato al proprio destino così che la natura faccia il suo corso. Diversamente, soccorrendolo, metteremmo i bastoni tra le ruote a questa sacra astrazione, le cui leggi da noi immaginate conterebbero più della vita dell' individuo non umano che soffre davanti ai nostri occhi.
Eppure questa fredda logica viene meno quando bisogna applicarla a contesti umani. In quel caso l'intelligenza empatica, la morale e le leggi umane ci dicono che dobbiamo soccorrere un membro della nostra specie in difficoltà, di offrire un primo soccorso se capaci, e portarlo in ospedale. Cioè diamo più valore alla sofferenza di un individuo che soffre davanti a noi che a una astrazione, come è giusto che sia. Si sceglie la via dell'empatia, invece che quella della "natura".
È evidente a questo punto una incoerenza dovuta semplicemente alla differenza di specie del malcapitato di turno. Arbitrariamente, solo questa differenza decreta l'indifferenza prescritta dai fedeli della natura matrigna nei confronti degli uni, e il soccorso e la cura nei confronti degli altri.
Questo è precisamente un esempio di specismo, che essendo incoerente, illogico, empaticamente schizofrenico e discriminante, va abbandonato in favore di un atteggiamento equo e volto alla cura di tutti.
Oltre a questo, la fallacia dell'appello alla natura porta anche a dire che ciò che gli altri animali fanno in natura è giusto, e ci fornisce un modello morale da seguire.
Ad esempio comunemente si obietta a chi sostiene le ragioni del veganismo e dell'antispecismo che "il leone mangia la gazzella", e quindi è naturale, e cioè buono e giusto che anche noi, in quanto animali, mangiamo altri animali. In poche parole in questo caso, diversamente da altri, siamo abbastanza animali da fare di altri animali maestri e modelli morali. Anche se non siamo carnivori obbligati. Quali animali e quali comportamenti siano da prendere a esempio viene deciso, di nuovo arbitrariamente, in base a quel che conviene. In natura infatti non ci sono solo leoni e gazzelle, e sono presenti anche l'infanticidio, lo stupro ecc. Eppure non giustifichiamo l'infanticidio e lo stupro nelle società umane, né lo riteniamo moralmente accettabile. Questo perché, di per sé, i comportamenti di altri animali in natura non offrono argomenti morali, né possono cancellare l'intelligenza empatica.
Ancora una volta, quindi, ci troviamo di fronte a una incoerenza classificabile come specismo, perché favorisce una specie a scapito di tutte le altre arbitrariamente. E lo specismo va allora abbandonato.

Infine, secondo la definizione di natura come necessità, chi fa appello a questa giustificazione confonde ciò che è necessario, ovvero nutrirsi, con ciò che scegliamo di mangiare.
In quanto esseri umani siamo onnivori, e possiamo scegliere di cosa nutrirci. Necessario per noi è mangiare; ma cosa mangiare è una scelta, spesso influenzata dalla cultura. Cultura il più delle volte Intesa come feticcio identitario cui attaccarsi.
L'idea che nutrirsi di animali e derivati è naturale, cioè necessario, è di conseguenza falsa, e va abbandonata.

Una macelleria pubblica questa foto. A identificare il povero animale un sostantivo che indica una giovane mucca da mace...
24/01/2026

Una macelleria pubblica questa foto. A identificare il povero animale un sostantivo che indica una giovane mucca da macellarsi tra i 15 e i 22 mesi di vita, prima che abbia partorito, e dei numeri. Tutto nel modo di presentarla non rimanda a un individuo. È il famoso referente assente: scottona 0010 è già un pezzo di carne, un tipo particolare di carne. È stata fatta nascere per essere carne, la sua individualità cancellata da quei numeri spersonalizzanti che la inseriscono in un ciclo produttivo di cui è materia prima. Scottona 0010 la settimana prossima verrà spedita al macello. Terrorizzata, cercherà di sottrarsi alla morte, ma alla fine soccomberà. Negli intenti di chi l'ha pubblicata, questa foto dovrebbe pubblicizzare della carne di qualità, ma noi vogliamo soffermarci su quello sguardo. Quegli occhi pieni di vita dietro i quali c'è qualcuno: sensazioni, percezioni, emozioni, sentimenti, un carattere, una storia.
Vogliamo che questi animali vengano visti per gli individui che sono. Non prodotti, non mezzi da mangiare e utilizzare, ma vite che di per sé e in sé stesse racchiudono il senso della propria esistenza, e che in quanto tali meritano considerazione, cura, empatia.

Gira su fb un "appello" volto a "salvare" 20.000 galline acquistandole.Galline a 4€ l'una, prenotazioni, specificando ch...
19/01/2026

Gira su fb un "appello" volto a "salvare" 20.000 galline acquistandole.
Galline a 4€ l'una, prenotazioni, specificando che ce n'è per tutti. Stiamo parlando di individui senzienti o cose? I toni del post sono da televendita. Una vita non ha prezzo, non la si tratta come fosse un tamagochi da avere.
Questo non è un recupero, ma una transazione commerciale a tutto vantaggio di chi gli animali li alleva per trarne un profitto: facendo leva sull'emotivismo di animalisti ingenui, come accade immancabilmente per gli agnelli in occasione della pasqua, si gonfia il prezzo del povero animale destinato al mercato della "salvezza". E così una gallina ovaiola che normalmente viene venduta al macello a 1/2 €, finisce per costare almeno il doppio. L'animalismo rende di più, e gli allevatori lo sanno bene. Il ricatto morale frutta. Ma l'animalista che ci casca non fa che sostenere attivamente e concretamente il comparto della zootecnia, legittima l'idea che un individuo senziente sia "res", cosa, e contribuisce a condannare tutte quelle migliaia di vite che ancora devono nascere a sfruttamento e morte al mattatoio. A poco o nulla vale il sentirsi "salvatori" per aver acquistato una o più vite. Non ci cascate. Oltretutto ci sono già centinaia, migliaia di galline che senza essere comprate ogni anno cercano casa, aspettano di essere adottate, mentre i rifugi sono purtroppo quasi sempre pieni. Adottate quelle se potete 🙏

Foto presa da We Animals

Ieri mattina, nei pressi di una cascina a Milano, ha avuto luogo una mattanza di piccioni e cornacchie a scopo di "conte...
14/01/2026

Ieri mattina, nei pressi di una cascina a Milano, ha avuto luogo una mattanza di piccioni e cornacchie a scopo di "contenimento". Tutto perfettamente legale. Questo non è che l'ennesimo episodio di intolleranza verso le vite altre, una delle tante manifestazioni di un'idea, dove l'uomo è sostanzialmente un tiranno innamorato di sé stesso che "ordina" il mondo in base ai propri interessi, qualunque essi siano. E in questo ordine ciò che è giusto, bene e ragionevole procede nella direzione della sua volontà. Tutto ciò che non coincide è un problema, e va eliminato. Non convivenza, allora, facilitazione della stessa, ma soprusi, violenza, e morte. Questo non cambierà fino a quando la cultura non prenderà una piega diversa. Fino a quando l'appartenenza a una specie diversa non costituirà un motivo sufficiente a togliere dignità agli altri animali, con tutto quel che ne consegue. Caduta questa idea malsana, non sarà più considerato normale, giusto e ragionevole quel che accade ora, ma orrendo, assurdo, f***e. In poche parole, non sarà più permesso. Fino ad allora, la politica sostanzialmente non sarà altro che lo specchio di questa normalità specista e antropocentrata nel peggiore dei modi. Fino a quando la gente "normale" sosterrà l' esistenza di allevamenti, macelli e via discorrendo, in primis incarnando tale modello di vita, sostanzialmente poco o niente cambierà per gli altri animali.

Foto presa dal web

Spesso si sente dire che non nutrirsi di uova è uno spreco, tuttavia questa affermazione è molto problematica per almeno...
13/11/2025

Spesso si sente dire che non nutrirsi di uova è uno spreco, tuttavia questa affermazione è molto problematica per almeno due ragioni. Prima di tutto si presuppone che la gallina faccia le uova affinché possano essere utilizzate da noi, come ne fossimo i destinatari naturali, in secondo luogo si crede che la gallina nasca per deporre una quantità spropositata di uova. In realtà, ovviamente e a ben vedere, la gallina come ogni altro uc***lo depone le uova a scopo riproduttivo, e lo farebbe in numero molto ridotto in determinati periodi dell'anno. Il fine, quindi, esula da qualsiasi concezione utilitaristica antropocentrata, né l'enorme quantità di uova che attualmente produce smentisce questo fatto; i grandi numeri sono semplicemente il risultato di una concezione strumentale di questi animali, costretti in una visione che vedendo nell'uomo il fine fa dell'uovo un prodotto e dell'individuo gallina un corpo relegato alla funzione di unità di produzione.
Non più animali, individui non umani, ma surrogati di macchine, allevati e sottoposti a selezione genetica per sfornare uova. Di conseguenza hanno corpi selezionati per la produzione, inadatti alla vita. Soggettività incatenate a corpi che per la sovraproduzione si ammalano, e muoiono, spesso per il comunissimo cancro all'ovidotto, la ritenzione dell'uovo, ipocalcemia e gravi carenze. La tragedia, per questi animali, consiste nell'essere soggetti alla ragione strumentale che ne ordina le vite da una tirannica prospettiva antropocentrata. E allora a partire da queste considerazioni il fatto che un essere umano non mangi l'uovo non è uno spreco, ma l'affermazione che la vita di un animale non umano non può andare sprecata nelle logiche del produttivismo ad uso e consumo umano.

Cosa fare a questo punto delle uova di una gallina, in ogni caso risultato di quella selezione genetica, sottratta alle logiche di cui sopra?
Alla gallina nulla importa di un uovo non fecondato, come di una piuma persa durante la muta, che può benissimo essere dato a un altro animale, ad esempio. E in ciò non v'è di certo spreco. Nel frattempo ci si auspica che, ritornando a condurre vite a misura di essere vivente e senziente, col tempo si riapproprino di corpi adatti alla vita. Non più semplici corpi, ma individui.

Foto presa da We Animals

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