08/02/2026
🪿 🐔Un recente servizio di report riguardo al modo in cui viene gestita l’influenza aviaria ci mostra cosa accade nei capannoni degli allevamenti intensivi, muovendosi lungo due direttrici, quella delle norme di biosicurezza e del rispetto del benessere animale.
Questo impianto narrativo ci fornisce la chiave di lettura delle immagini che vediamo scorrere sullo schermo: le condizioni di vita terribili, ogni violenza, ogni morte diventano un male perché non rispettano le norme di biosicurezza e il cosiddetto benessere animale.
💥Problematico non è che degli individui vengano ammazzati, ma che lo si faccia a bastonate piuttosto che con il solo gas; non che vengano equiparati a delle unità di produzione, a una funzione legata al loro apparato riproduttivo, ma che le uova entrino a contatto con patogeni pericolosi per la salute umana; non che quegli animali vivano in condizioni di prigionia e, oltretutto, di sovraffollamento, ma che le norme igieniche in quegli ambienti siano scarse.
📯Il messaggio, chiaro, è che c’è una modalità corretta di sfruttamento e mattanza animale. Non ci viene detto che dobbiamo indignarci perché trattiamo gli animali come fossero cose, ma che dobbiamo scandalizzarci per la prassi scorretta.
Il lavoro di report, in sintesi, sembra una promozione dell’ortoprassi dello sfruttamento animale.
Ma cosa decide la buona norma dello sfruttamento animale❓
La risposta è semplice: esattamente la teoria del benessere animale, che nelle sue varie declinazioni non fa che sostenere l'idea di fondo che un animale rimane un mezzo.
💡A questo proposito postiamo degli estratti dal libro 'Rain without Thunder', di Gary. L. Francione. Delineando i quattro tratti distintivi del benessere animale e alcune sue implicazioni, l'autore ci aiuta a identificare e comprendere uno dei più grandi ostacoli al raggiungimento di un modo corretto di pensare e, di conseguenza, trattare realmente in quanto individui gli altri animali:
"Il benessere animale, per quanto assuma fogge diverse, presenta quattro caratteristiche.
📌Primo, la teoria del benessere animale, proprio a partire dal suo nome, riconosce che gli animali possiedono una sorta di benessere. A nessuno importerebbe del benessere animale se fossero esattamente equiparabili a telefoni o sassi.
📌Secondo, la teoria del benessere animale sostiene che, nonostante gli animali siano senzienti, non sono degni del rispetto e considerazione morale che accordiamo agli esseri umani. Gli esseri umani vengono considerati 'superiori' agli animali in quanto i primi posseggono certi attributi che si crede non siano condivisi dai non umani. L’idea che gli animali siano 'inferiori' spesso poggia sulla superstizione teologica, il dogma scientifico o credenze culturali che presumono in maniera del tutto circolare proprio l’inferiorità degli animali che si prefiggono di dimostrare.
📌Terzo, la dottrina del benessere animale accetta che gli animali siano proprietà delle persone e che qualsivoglia regolamentazione del loro trattamento debba tener conto 1) dello status di proprietà dei non umani e 2) la preminenza da darsi, in misura più o meno maggiore, ai diritti dei proprietari.
📌Quarto, secondo la teoria del benessere animale è accettabile barattare ogni sorta di interesse degli altri animali – compresa la libertà dal dolore o morte – nella misura in cui si consideri l’interesse umano in gioco 'significativo' e purché il dolore, la sofferenza o morte degli animali non siano 'inutili'.
Le diverse versioni di benessere animale differiscono principalmente da questo punto di vista. La varietà di opinioni circa cosa costituisca un trattamento 'umano', cosa renda la sofferenza 'inutile' oppure un interesse umano 'significativo' è considerevole.
Da un lato la sofferenza animale viene considerata 'necessaria' purché sia parte di una pratica sociale generalmente accettata, e i 'benefici' dello sfruttamento animale possano consistere in niente più che l’appagamento di coloro che, ad esempio, assistono a un rodeo o vanno al circo. 'Crudeli' vengono considerate quelle pratiche – e solo quelle – che 'sprecano' le risorse animali attraverso l’imposizione di dolore e sofferenza gratuiti.
Ad esempio, permettiamo agli allevatori di castrare e marchiare gli animali senza alcuna anestesia, anche se è risaputo che queste pratiche sono molto dolorose. Tuttavia non permettiamo che gli allevatori, senza alcun motivo, trascurino gli animali fino a farli morire di fame. La sofferenza e la morte conseguenti a questa trascuratezza vengono considerate 'inutili' perché tale trattamento non facilita l’uso istituzionalizzato degli animali a scopo alimentare o per qualsiasi altro interesse umano; sarebbe a dire, perché tale trattamento non serve alcuno scopo economico e rappresenta una diminuzione complessiva del benessere sociale.
Dall’altro, nonostante gli animali continuino ad essere considerati alla stregua di proprietà, l’interpretazione di 'necessità' è più definita. Ad esempio, molti sostenitori del benessere animale sono contrari all’allevamento dei vitelli in recinti tanto piccoli da impedirgli di stare in piedi, girarsi e pulirsi. Chi è di questo avviso non crede necessariamente che in linea di principio non si debba mangiar carne, o carne di vitello nello specifico. Ciò a cui ci si oppone è il modo in cui attualmente si ottiene la carne di vitello, e si spinge affinché vengano utilizzati metodi alternativi di allevamento, come la stabulazione in gruppi. Un cambiamento del genere porterebbe verosimilmente a un aumento dei prezzi. Molti allevatori ritengono che questa differenza nei costi non potrebbe ricadere totalmente sulle spalle dei consumatori, e avrebbe complessivamente degli effetti negativi sul mercato della carne di vitello. Nonostante tutto, i sostenitori del benessere animale affermano che tale cambiamento sia richiesto da motivazioni di tipo morale, che prevalgono su considerazioni di ordine economico.
Questi diversi modi di intendere quale sofferenza sia 'necessaria' o quale trattamento sia 'crudele' servono a illustrare le principali differenze tra queste forme di benessere animale.
➡️Alcuni sostengono che lo sfruttamento animale sia permesso a patto che sia conveniente; sarebbe a dire che la condotta è accettabile nella misura in cui facilita lo sfruttamento economico degli animali o massimizza il valore dell'animale in quanto bene a tutto vantaggio del proprietario dello stesso. Se la condotta non agevola lo sfruttamento dell'animale all'interno del contesto di una pratica sociale generalmente accettata (ad esempio l'utilizzo degli animali a scopo alimentare), allora l'utilizzo diminuisce il benessere sociale complessivo e costituisce 'crudeltà'.
➡️Altri sostenitori del benessere animale perseguono cambiamenti che non sono convenienti, almeno dal punto di vista di chi possiede animali e li sfrutta a fini economici. Tali cambiamenti ignorano ciò che è necessario per facilitare uno sfruttamento efficiente degli animali e impongono costi ulteriori a chi li possiede.
(...)
🔴Per quanto la teoria del benessere animale assuma varie forme (a seconda dei criteri utilizzati per determinare cosa sia necessario), nessuna declinazione di questa teoria ha mai messo in dubbio l’assunto di base secondo cui gli animali sono in qualche modo 'inferiori' agli umani, e gli umani sono giustificati a sfruttarli. Anche se versioni più generose del benessere animale possono accordare agli animali uno status morale più alto di quello di mera 'proprietà' del benessere animale come espresso nelle leggi, tutte le sue versioni considerano gli animali come mezzi per scopi umani, senza alcun diritto che li preservi complessivamente da forme particolari di sfruttamento."
Immagine presa dal web